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Cinque giocatori che non ricordavi con le maglie di Inter e Genoa

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Riparte finalmente la Serie A 2021-22 e quale partita migliore per aprire la nuova stagione se non quella con presenti i campioni d’Italia in carica dell’Inter. I nerazzurri hanno vissuto sicuramente un’estate molto travagliata, tra cambi di panchina e cessioni importanti, ma la rosa resta sempre di primissimo livello e l’obbiettivo seconda stella è alla portata. Il debutto sarà davanti ai propri tifosi contro il Genoa che forse mai come quest’anno dovrà stare attento a non retrocedere. Queste due società si sono da sempre divise diversi giocatori, alcuni hanno fatto la storia, mentre altri sono finiti nel dimenticatoio, come questi cinque che probabilmente non li ricordavate aver vestito le maglie di Biscione e Grifone.

Felice Centofanti


Difensore arcigno, dotato di grande generosità e ottima propensione offensiva in zona gol è stato però una delle grandi meteore del calcio italiano. Felice Centofanti iniziò giovanissimo nella sua Teramo, prima di una fugace apparizione in A a Verona e tanta Serie B e C1. La sua consacrazione però la trovò ad Ancona, dove disputò un buon campionato in A nel 1993 e si rivelò inatteso goleador in B nelle due stagioni successive, tanto da attirare l’attenzione di Massimo Moratti che lo portò in nerazzurro. A Milano fu poco più che una comparsata, riuscendo a ritagliarsi lo spazio per sole nove partite dove però trovò anche la via della rete contro la Fiorentina prima di essere ceduto al Genoa. Quella in nerazzurro fu la sua ultima apparizione nel massimo campionato, perché già in rossoblu tornò in cadetteria dove si confermò ancora molto pericoloso in zona gol. Furono infatti ben cinque le reti realizzate sotto la lanterna, ma la promozione non arrivò e dopo sole quattro partite della stagione successiva venne ceduto al Ravenna dove disputò le ultime annate in B, prima di chiudere con Padova e Bassano.

Mohamed Kallon


Senza dubbio il più grande giocatore della storia della Sierra Leone, terra complicata e dove fare il calciatore sembra un’utopia. Mohamed Kallon però riuscì anche nella sua Freetown a farsi conoscere segnando già nella prima squadra dell’Old Edwardians a soli quindici anni venendo così acquistato dai libanesi del Tadamon Tiro prima e dagli svedesi del Spånga IS poi. Il suo approdo in Scandinavia venne notato dall’Inter che lo acquistò facendogli iniziare numerosi prestiti. Dopo Lugano e Bologna toccò proprio al Genoa ospitare per una stagione il talento africano che arrivò a novembre diventando un pezzo pregiato dei liguri. Per la prima volta andò in doppia cifra segnando dieci reti facendo sfiorare la promozione al Grifone, ma per lui la A arrivò comunque. Un anno a Cagliari prima della cessione definitiva alla Reggina e al Vicenza, dove fu così positivo da meritarsi il controacquisto dei nerazzurri. Gli infortuni di Vieri e Ronaldo gli diedero molto spazio, tanto che nella prima parte della stagione 2001-02 segnò con un’incredibile regolarità, diventando uno dei protagonisti dello Scudetto sfiorato il 5 maggio. Con l’arrivo di Crespo e l’esplosione di Martins nella stagione seguente indietreggiò sempre di più nelle gerarchie e il grave errore davanti ad Abbiati nella semifinale di Champions contro il Milan ne condizionò il futuro. Pochi mesi dopo venne squalificato per utilizzo di nandrolone e a fine anno lasciò l’Italia per girare il mondo e fondare una sua società in Sierra Leone.

Houssine Kharja


Trequartista dalla chiara classe ed eleganza tecnica che però veniva associata da una lentezza spesso snervante. Houssine Kharja è stato un’icona del calcio marocchino nei difficoltosi anni 2000 e l’Italia è stata la sua seconda casa. Tra i grandi del calcio infatti debuttò con la Ternana dove disputò quattro grandi annate in Serie B prima di venire acquistato dalla Roma dove segnò a Torino contro la Juventus. In giallorosso non riuscì a convincere e tornò in B al Piacenza prima di esplodere in A con due grandissime annate al Siena. Nel 2009 passò dai toscani al Genoa che gli diede un ruolo centrale all’interno della squadra che l’anno prima aveva sfiorato l’ingresso in Champions e per un anno e mezzo si fece apprezzare a Marassi per belle giocate e ottima visione di gioco. Queste sue qualità convinsero così l’Inter ad acquistarlo nel gennaio 2011, ma in nerazzurro non convinse nonostante Leonardo gli diede sempre grande fiducia. Una sola rete contro il Bari e poche prestazioni degne di nota prima del passaggio alla Fiorentina e il viaggio verso il Qatar.

Sabri Lamouchi


Centrocampista centrale poco appariscente ma dotato di ottima visione di gioco che per anni è stato considerato uno dei migliori della Serie A. Sabri Lamouchi iniziò da giovane con l’Olympique Alés, prima di essere acquistato dall’Auxerre diventando uno dei protagonisti dello straordinario trionfo in Ligue 1 che gli valse anche la convocazione a Euro ’96. Nel 1998 passò al Monaco dove rivinse un altro campionato e nel 2000 entrò a far parte del grande Parma di Tanzi, ormai però pieno di debiti e di false speranze. In Emilia riuscì però a disputare tre stagioni di altissimo livello, permettendo ai gialloblu di tornare in Coppa Uefa e venendo scelto da Héctor Cuper nel 2003 come pedina del centrocampo interista per quella stagione. In nerazzurro non ingranò mai del tutto venendo confinato semplicemente al ruolo di riserva con l’argentino prima e con Zaccheroni poi. Venne dunque prestato in Serie B all’ambizioso Genoa di Preziosi dove ottenne una promozione poi tolta in seguito allo scandalo legato alla partita col Venezia. Fu la sua ultima esperienza italiana prima di tornare in Patria al Marsiglia.

Christian Panucci


Uno dei migliori terzini della sua generazione, capace di attaccare e difendere, tanto che a fine carriera chiuderà come centrale. Christian Panucci è stato croce e delizia dei suoi allenatori, causa anche un carattere spesso infuocato, ma il talento fu palese a tutti, tanto che già a diciannove anni divenne titolare del Genoa. Dopo l’esordio arrivato contro il Napoli intatti si prese la fascia destra della stagione 1992-93 diventando uno dei migliori del campionato, riuscendo a segnare tre reti e venendo acquistato dal Milan campione d’Italia. Con il Diavolo dovette sgomitare per prendersi il posto da titolare, ma alla fine riuscì a superare nelle gerarchie Tassotti vincendo in rossonero una Champions League e due campionati prima di passare al Real Madrid. Con la Camiseta Blanca vinse ancora tutto e nel 1999 venne chiamato da Marcello Lippi a Milano per vestire questa volta la maglia dell’Inter. I problemi con il tecnico toscano però non mancarono, tanto che la sua titolarità venne spesso messa in discussione e la sua parentesi nerazzurra fu breve e dimenticabile. Andò ancora all’estero a Monaco e Chelsea prima di diventare una colonna della Roma e chiudere con il Parma.

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