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	<title>lampard Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>lampard Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Grandi stagioni quasi dimenticate: da Ballack 2002-Lampard 2010 a Falcao 2017-Suarez 2021</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/04/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-ballack-2002-lampard-2010-a-falcao-2017-suarez-2021.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il gioco delle somiglianze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Lampard e Ballack, compagni al Chelsea La saga delle grandi stagioni quasi dimenticate si arricchisce con 4 campionissimi del Nuovo Millennio, protagonisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/01/04/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-ballack-2002-lampard-2010-a-falcao-2017-suarez-2021.html">Grandi stagioni quasi dimenticate: da Ballack 2002-Lampard 2010 a Falcao 2017-Suarez 2021</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Lampard e Ballack, compagni al Chelsea</em></p>



<p class="has-drop-cap">La saga delle grandi stagioni quasi dimenticate si arricchisce con 4 campionissimi del Nuovo Millennio, protagonisti di annate pazzesche e mai celebrate a sufficienza dai media. In questo caso, prenderemo in esame una coppia giocatori capaci di nobilitare il ruolo del centrocampista box to box, e due dei centravanti più feroci che il calcio sudamericano abbia mai prodotto, seppur entrambi ben lontani dai propri anni migliori.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Michael Ballack 2001/02 e Frank Lampard 2009/10</h2>



<p></p>



<p>Nonostante la sua sfavillante carriera lo abbia reso un vero e proprio volto del calcio tedesco, <strong>Michael Ballack </strong>non è proprio quello che si potrebbe definire un <em>enfant prodige</em>. Quando debutta nella Nazionale tedesca ha infatti già quasi 23 anni, e ci impiegherà ancora un paio d&#8217;anni prima di consacrarsi anche a livello continentale. A farlo sbocciare definitivamente in tutto il proprio splendore è infatti <strong>Klaus Toppmöller</strong>, divenuto il tecnico del <strong>Bayer Leverkusen</strong> nell&#8217;estate del 2001. Il nuovo allenatore riesce a ricostruire in primis psicologicamente il povero Ballack, che con un autogol all&#8217;ultima giornata aveva impedito alle <em>Aspirine </em>di mettere le mani sul primo <em>Meisterschale </em>della propria storia nella stagione precedente.</p>



<p>Sotto la sapiente guida di Toppmöller, <em>Der Kleine Kaiser </em>(&#8220;Il piccolo imperatore&#8221;) diventa il perno insostituibile di una squadra muscolare ma estremamente votata all&#8217;attacco, che ne esalta le doti di incursore. Per la prima volta in carriera, il venticinquenne Ballack inizia a trovare la porta con continuità, e neanche il suo preannunciato trasferimento al <strong>Bayern Monaco</strong> disturba l&#8217;ascesa di un Leverkusen giunto a un passo da uno storico <em>Triplete</em>, poi sfumato crudelmente tappa dopo tappa. Il triste epilogo del celeberrimo Bayer <em>Neverkusen</em> (uno dei soprannomi giornalistici più sadici mai coniati) non toglie però nulla alla grandezza di Ballack, che da centrocampista puro chiude la stagione da capocannoniere dei suoi con ben 23 reti complessive. </p>



<p>Anche nella <em>Mannschaft </em>si erge a grande protagonista, trascinando la <strong>Germania </strong>ai Mondiali 2002 fin dal playoff autunnale contro l&#8217;<strong>Ucraina</strong>, per poi proseguire l&#8217;opera una volta giunto in Giappone e Corea del Sud. Con <strong>Kahn </strong>tra i pali, e Ballack a fare praticamente tutto il resto (tra cui i gol decisivi ai quarti e in semifinale), i tedeschi si arrendono soltanto nell&#8217;ultimo atto nella notte della rinascita di <strong>Ronaldo</strong>. Una notte a cui Ballack, squalificato per somma di ammonizione, non poté prendere parte.</p>



<p>Le monumentali prestazioni del centrocampista teutonico gli valsero il 5° posto nella classifica del Pallone d&#8217;Oro del 2002; 8 anni più tardi, tuttavia, un suo illustre collega, e futuro compagno di squadra al <strong>Chelsea</strong>, non avrebbe ottenuto lo stesso riconoscimento mediatico, al termine di una stagione altrettanto positiva. La deludente e controversa spedizione dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> ai Mondiali sudafricani è l&#8217;unica ragione possibile per l&#8217;assenza di <strong>Frank Lampard </strong>dal novero dei migliori giocatori al mondo nel 2010, l&#8217;annata più prolifica di una carriera all&#8217;insegna della doppia cifra (traguardo raggiunto per ben 12 stagioni).</p>



<p>A differenza del Ballack 2001/02, alla prima vera stagione ad altissimi livelli, Lampard nel 2009 ha già 31 anni, e viaggia su altezze siderali da almeno mezzo decennio, in cui non sono mancate tuttavia enormi delusioni europee. Il Chelsea è infatti reduce dalla finale di Champions League persa ai rigori contro l&#8217;odiato <strong>Manchester United </strong>nel 2008, seguita da un&#8217;eliminazione ancor più bruciante contro il neonato <strong>Barcellona </strong>di <strong>Guardiola </strong>nella semifinale dell&#8217;anno dopo. La spina dorsale della squadra, che oltre a Lampard è composta da <strong>Terry </strong>e <strong>Drogba</strong>, non è più esattamente di primo pelo, e dalle parti di <em>Stamford Bridge </em>in molti temono che i loro anni migliori siano ormai alle spalle.</p>



<p>A ricaricare le batterie dei senatori ci pensa <strong>Carlo Ancelotti</strong>, arrivato a Londra dopo quasi 8 anni al <strong>Milan</strong>, e capace di vincere immediatamente il primo <em>Double </em>della storia del Chelsea. Nei trionfi in campionato ed FA Cup dei <em>Blues</em>, Lampard ha un ruolo da primattore: egli non si limita a orchestrare le letali manovre verticali di una squadra da 103 gol in Premier League (record infranto solo dal <strong>Manchester City </strong>nel 2018), ma si occupa in più occasioni di completare l&#8217;opera in prima persona. <em>Super Frankie</em> chiude infatti con 27 gol complessivi l&#8217;ultima stagione che lo vede avere medie realizzative da attaccante, prima di arretrare fisiologicamente il proprio raggio d&#8217;azione.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Radamel Falcao 2016/17 e Luis Suárez&nbsp;2020/21</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Radamel Falcao 2016/17 - Back to His Best" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/OA1DdCdFHp8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Un&#8217;ideale serie televisiva sulla carriera calcistica di <strong>Radamel Falcao </strong>non potrebbe che aprirsi con un&#8217;inquadratura sullo <em>Stade de Gerland </em>di Lione, il pomeriggio del 22 gennaio 2014. Nella gelida cornice di un sedicesimo di finale della Coppa di Francia con appena 8000 spettatori paganti, il destino di uno dei più maestosi centravanti della propria generazione subisce un brusco cambio di direzione. Falcao, punta di diamante del <strong>Monaco</strong>, viene infatti azzoppato dall&#8217;anonimo difensore di un&#8217;altrettanto anonima squadra dilettantistica (il <strong>Monts d&#8217;Or Azergues</strong>), che con un intervento senza senso ne provoca la rottura del legamento crociato.</p>



<p>Il calvario dell&#8217;attaccante colombiano, costretto tra l&#8217;altro a saltare il Mondiale in Brasile (dove era atteso come stella di prima grandezza), si protrae per altri due anni, trascorsi in prestito al <strong>Manchester United </strong>prima e al <strong>Chelsea </strong>poi. La condizione fisica però stenta a decollare, i gol non arrivano, e la concorrenza difficile da scalzare fa il resto. Nel 2016 dunque, <em>El Tigre </em>ormai trentenne sembra un innocuo micetto, e fa ritorno al Monaco, intravedendo il tramonto della propria carriera ad alti livelli. </p>



<p>Tuttavia, con l&#8217;aiuto di un allenatore preparatissimo come il portoghese <strong>Leonardo Jardim</strong>, e coadiuvato da una truppa dall&#8217;età media di appena 25 anni, Falcao torna inaspettatamente a ruggire, sia in Ligue 1 che in Europa. Il Monaco 2016/17 diventa un gioiellino ammirato in tutto il continente per il proprio gioco ultra-diretto ed estremamente produttivo, con futuri campioni come <strong>Fabinho</strong>, <strong>Bernardo Silva</strong> e soprattutto un <strong>Kylian Mbappé </strong>ancora adolescente ad interpretare lo spartito alla perfezione. </p>



<p>In questo contesto, anche un Falcao ridimensionato riesce ugualmente a fare la differenza; il fenomeno di <em>Santa Marta </em>non è più l&#8217;immarcabile belva dei tempi di <strong>Porto </strong>e <strong>Atletico Madrid</strong>, ma pur avendo perso mobilità, l&#8217;istinto predatorio negli ultimi 16 metri è rimasto abbondantemente intatto. A testimoniarlo, ecco 30 gol stagionali, efficacemente divisi tra campionato (21, fondamentali per guidare il Monaco a un titolo mai così meritato), e Champions League (7, con cui affonda squadre come <strong>Manchester City </strong>e <strong>Borussia Dortmund</strong>, lungo la strada di un&#8217;impronosticabile semifinale europea).</p>



<p>Il miglior Falcao rimane tuttavia quello ammirato a Madrid tra il 2011 e il 2013, in cui divenne uno dei tanti sudamericani ad aver nobilitato l&#8217;attacco dei <em>Colchoneros</em> negli ultimi 20 anni: <strong>Forlán</strong>, <strong>Agüero</strong>, per l&#8217;appunto Falcao, <strong>Diego Costa </strong>(naturalizzato spagnolo, ma brasiliano di costituzione), fino ad arrivare a <strong>Luis Suárez. </strong>Se quella di Radamel è una storia di resurrezione, quella consumata dal <em>Pistolero </em>nel 2020/21 è invece una vera e propria vendetta.</p>



<p>Neanche un curriculum da quasi 500 reti in carriera riesce infatti a convincere il neoallenatore del <strong>Barcellona</strong>, <strong>Ronald Koeman</strong>, a puntare su Suárez, scaricato alquanto sbrigativamente dai <em>blaugrana</em> nell&#8217;estate del 2020. Ben altri progetti ha il <strong><em>Cholo </em>Simeone</strong>, che arruola il trentatreenne uruguaiano a prezzo di saldo, e lo tira a lucido in vista di un campionato che, con un <em>Barça</em> versione-polveriera, e un <strong>Real Madrid </strong>meno scintillante del solito, sembra più che mai a portata di mano.</p>



<p>Il <em>Pistolero</em>, dal canto suo, ci mette ben poco a mostrare a tutti di avere ancora diverse cartucce da sparare, seppur ridotte in pillole di spietata essenzialità; Suárez infatti, non regala più così tanti colpi a effetto come negli anni di semi-onnipotenza trascorsi tra <strong>Liverpool </strong>e Barcellona, centellinandoli e ricorrendovi soltanto nei momenti di maggior bisogno. La mentalità vincente di <em>Lucho </em>è inoltre fondamentale in uno spogliatoio ormai orfano dei propri leader storici (<strong>Gabi, Godín, Juanfran</strong>), protagonisti nell&#8217;Atletico Madrid di metà anni &#8217;10.</p>



<p>Con un Suárez dichiaratamente in missione per tagliare l&#8217;ultimo traguardo della propria eccezionale carriera dunque, l&#8217;<em>Atleti </em>si aggiudica la Liga all&#8217;ultima giornata. A spostare gli equilibri hanno indubbiamente contribuito i 21 gol del bomber uruguagio, pesanti come macigni per le sorti della banda di Simeone, che nel bel mezzo dei festeggiamenti avrà probabilmente sghignazzato ripensando al regalo fattogli da Koeman e dal Barcellona qualche mese prima.</p>



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		<title>I cavalieri di Sor&#8230; o meglio, Sir Claudio: la top 11 dei migliori giocatori allenati da Ranieri</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/12/01/i-cavalieri-di-sor-o-meglio-sir-claudio-la-top-11-dei-migliori-giocatori-allenati-da-ranieri.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono bastati pochi minuti trascorsi sul grande schermo per permettere a Winston Wolf (personaggio secondario del magnum opus di Quentin Tarantino, &#8220;Pulp Fiction&#8220;) di entrare [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Sono bastati pochi minuti trascorsi sul grande schermo per permettere a <strong>Winston Wolf</strong> (personaggio secondario del magnum opus di <strong>Quentin Tarantino</strong>, &#8220;<strong>Pulp Fiction</strong>&#8220;) di entrare rapidamente nella storia del cinema. Non tutti, del resto, possono recare come biglietto da visita la seguente affermazione: &#8220;<em>Sono il signor Wolf, risolvo problemi</em>&#8221; senza risultare ridicoli o mitomani. </p>



<p>A differenza del misterioso uomo interpretato da <strong>Harvey Keitel</strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/09/08/sir-claudio-ranieri-da-capitano-del-catanzaro-a-baronetto-di-leicester.html">Claudio Ranieri</a> </strong>non è diventato celebre in 10 minuti, tutt&#8217;altro; gli ci sono voluti decenni per costruirsi la reputazione di allenatore dalle doti taumaturgiche e riparatorie, un po&#8217; sciamano e un po&#8217; operaio, insomma, uno a cui affidarsi per risalire la corrente.</p>



<p>Deve averlo pensato anche la dirigenza della <strong>Roma</strong>, che dopo un avvio di stagione all&#8217;insegna dell&#8217;auto-sabotaggio (il peggiore da vent&#8217;anni a questa parte), lo ha sostanzialmente trascinato per la terza volta sulla panchina dell&#8217;Olimpico. Poco importa dunque, se lo stesso Ranieri aveva annunciato il proprio ritiro dalle scene proprio al termine della scorsa stagione, conclusa con la salvezza del suo <strong>Cagliari</strong>.</p>



<p>In vista dunque dell&#8217;imminente ritorno di uno degli allenatori più longevi della storia del nostro calcio, ecco dunque una formazione ideale assemblata con la macchina del tempo, selezionando i migliori giocatori avuti a disposizione da Ranieri nel corso di una carriera allenatore iniziata ormai quasi 40 anni fa. Unico criterio per la scelta: saranno selezionati soltanto 2 giocatori appartenenti alla stessa squadra.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Portiere: Gianluigi Buffon</h2>



<p></p>



<p>Scelta alquanto ovvia, e a pagarne dazio sono portieri di altissimo livello come <strong>Toldo</strong>, <strong>Cañizares</strong> e <strong>Kasper Schmeichel</strong>. Quando si ha <strong>Buffon </strong>a disposizione tuttavia non si può non approfittarne, specie alla luce dei livelli espressi nella prima stagione trascorsa insieme a Ranieri, nel 2007/08. In un&#8217;annata di transizione per la <strong>Juventus</strong>, la prima in Serie A dopo i liquami di Calciopoli, al tecnico romano non viene ovviamente chiesto lo scudetto; l&#8217;obiettivo da non fallire è la qualificazione in Champions League, centrata con relativa facilità anche grazie all&#8217;importante contributo del portierone bianconero. Quest&#8217;ultimo, nel 2008, vede probabilmente chiudersi il periodo d&#8217;oro della propria carriera (iniziato nel 2002/03), in cui il connubio tra capacità di lettura e forza fisica animalesca lo aveva reso il miglior portiere al mondo per distacco. Già nella stagione successiva, alcuni problemi fisici mineranno il rendimento di Buffon, che tornerà a esprimersi a livelli davvero altissimi, pur con uno stile meno esplosivo e più incentrato sulle letture, nel 2011/12.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="436" height="245" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/8e26278f60e54c4431b4258bbe706733_169_l.jpg" alt="" class="wp-image-22220" style="width:600px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/8e26278f60e54c4431b4258bbe706733_169_l.jpg 436w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/8e26278f60e54c4431b4258bbe706733_169_l-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ranieri e Buffon</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Terzino destro: Ciro Ferrara</h2>



<p></p>



<p>Impostiamo la difesa secondo dei canoni vintage, con un terzino bloccato a bilanciare le scorribande di un altro laterale più di spinta. A fare buona guardia ci pensa <strong>Ciro Ferrara</strong>, al servizio di Ranieri nel 1991/92 e per i primi mesi del 1992/93. Proprio come la sopracitata Juventus di fine anni 2000, anche il <strong>Napoli </strong>dei primi anni &#8217;90 è una squadra in ricostruzione, obbligata a ripartire da ambizioni decisamente ridimensionate dopo la chiusura del ciclo <em>Maradoniano</em>. A ereditare la fascia di capitano appartenuta all&#8217;argentino è proprio Ferrara, che si impone tra i leader di un nuovo corso tecnico, destinato però a durare poco. Dopo una prima stagione più che soddisfacente, chiusa al quarto posto (valido per qualificarsi alla Coppa UEFA), il tragico avvio dell&#8217;annata successiva obbligò la dirigenza <em>partenopea </em>a sollevare Ranieri dal proprio incarico.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size"> Difensore centrale: John Terry</h2>



<p></p>



<p>Si potrebbero versare fiumi d&#8217;inchiostro sulle controversie legate alla figura di <strong>John Terry</strong>, uno dei bersagli preferiti dei tabloid inglesi per oltre 20 anni, motivo per cui ci soffermeremo unicamente sulle sue doti calcistiche. In quest&#8217;ambito, la bandiera del <strong>Chelsea </strong>teme pochi confronti con i migliori centrali della propria generazione, e in una formazione ideale che accetta di difendersi con un baricentro basso parliamo di un pilastro irrinunciabile. Terry è stato per quasi due decenni il volto di una squadra rocciosa e dannatamente solida, diventando un idolo di Stamford Bridge proprio nei 4 anni trascorsi al servizio di Ranieri, probabilmente il primo allenatore a credere davvero nelle sue capacità. In particolar modo dal 2002 al 2004, parallelamente al tramonto dell&#8217;anziano <strong>Marcel Desailly </strong>(tra i grandi esclusi di questa top 11), JT spicca il volo verso la Nazionale inglese, consacrandosi come uno dei migliori difensori della Premier League.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="640" height="400" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Claudio-Ranieri-and-John-Terry.jpg" alt="" class="wp-image-22219" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Claudio-Ranieri-and-John-Terry.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Claudio-Ranieri-and-John-Terry-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ranieri e Terry</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Difensore centrale: Ricardo Carvalho</h2>



<p></p>



<p>La tentazione di riunire una delle migliori coppie difensive che il calcio inglese abbia mai ammirato era onestamente irresistibile, e abbiamo dunque colto l&#8217;occasione per includere anche <strong>Ricardo Carvalho </strong>in questa squadra dalla spina dorsale d&#8217;acciaio. Nonostante le annate migliori del longevo stopper portoghese siano state disputate nel granitico Chelsea di <strong>José Mourinho</strong>, con cui aveva appena vinto la Champions League giocando al <strong>Porto</strong>, abbiamo selezionato Carvalho in quanto giocatore del <strong>Monaco</strong>, allenato da Ranieri nel 2013/14. Arrivato a parametro zero dal <strong>Real Madrid</strong>, il trentacinquenne veterano si impone fin da subito tra i colonnelli dei monegaschi, capaci di issarsi da neopromossi al secondo posto della Ligue 1 alle spalle dell&#8217;irraggiungibile <strong>Paris Saint-Germain</strong>, qualificandosi in Champions per la prima volta dopo 10 anni. A fine stagione, Carvalho risulterà addirittura il giocatore col maggior minutaggio dell&#8217;intera squadra, a conferma del fatto che doti intangibili come il carisma non possono e non potranno mai invecchiare.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Terzino sinistro: Amedeo Carboni</h2>



<p></p>



<p>A presidiare la fascia sinistra con un&#8217;interpretazione del ruolo decisamente più offensiva, abbiamo inserito uno dei pochi calciatori italiani ad aver scritto le pagine migliori della propria carriera lontano al di fuori della Serie A. Parliamo infatti di <strong>Amedeo Carboni</strong>, arrivato al <strong>Valencia </strong>a fari spenti nell&#8217;estate del 1997; di lì a poco, un suo connazionale (inutile specificare di chi stiamo parlando) lo avrebbe raggiunto al Mestalla, incaricato di risollevare i <em>Murcielagos </em>dopo l&#8217;esonero lampo di <strong>Valdano</strong>. Dopo una prima stagione non priva di problemi (in primis una condotta disciplinare non eccelsa, come testimoniato da qualche cartellino rosso di troppo), è nel 1998/99 che il terzino toscano, in barba a una carta d&#8217;identità che gli attribuisce 33 anni, tocca picchi di rendimento mai abbastanza ricordati quando si parla di  fluidificanti mancini. Le strade di Carboni e Ranieri si sarebbero incrociate nuovamente nel 2004/05, stagione crepuscolare in cui, nonostante un Valencia giunto a fine ciclo, fecero in tempo ad aggiudicarsi la Supercoppa Europea ai danni del Porto, ultimo trofeo della longeva carriera dell&#8217;ormai trentanovenne Carboni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Mediano: Daniele De Rossi</h2>



<p></p>



<p>Se fosse Ranieri stesso a dover scegliere quale formazione ideale mandare in campo, non abbiamo alcun dubbio che <strong>Daniele De Rossi </strong>sarebbe probabilmente uno dei primissimi nomi a venire incluso nella distinta. Al di là della retorica sulla romanità e sul romanismo che da sempre li accomuna, se ci si limita a parlare del loro rapporto lavorativo, la collaborazione tra DDR e &#8220;Er Fettina&#8221; (soprannome appioppato in gioventù a Ranieri in quanto figlio di un macellaio) rimane indubbiamente di alto profilo. Nel settembre 2009 Ranieri arriva in una <strong>Roma</strong> in cerca di aria fresca dopo la rocambolesca chiusura della prima era di <strong>Spalletti</strong>, e contro ogni pronostico la trasforma nella rivale più credibile dell&#8217;<strong>Inter </strong><em>Tripletista </em>del già citato Mourinho. I capitolini rimarranno amaramente a mani vuote, ma De Rossi vive una delle annate individualmente più dominanti della propria carriera, andando addirittura in doppia cifra di reti per la prima e unica volta. Parliamo dunque di un altro prototipo di giocatore rispetto a quello allenato per la seconda volta da Ranieri sul finire della stagione 2018/19 (l&#8217;ultima di Daniele in <em>giallorosso</em>), che già da diversi anni aveva arretrato il proprio raggio d&#8217;azione. A discapito di un gigante del ruolo come <strong>Makélélé</strong>, lo schieriamo dunque davanti alla difesa, con tanto di fascia di capitano al braccio, a coordinare le operazioni in sala macchine.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="600" height="393" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/BIG-De-Rossi-e-Ranieri.jpg" alt="" class="wp-image-22218" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/BIG-De-Rossi-e-Ranieri.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/BIG-De-Rossi-e-Ranieri-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ranieri con De Rossi</figcaption></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Mezzala destra: N&#8217;Golo Kanté</h2>



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<p>Non potevamo non includere l&#8217;ingrediente segreto della pietanza più buona mai cucinata da Claudio Ranieri. Nel corso della leggendaria annata 2015/16 infatti, vedendo un <strong>Leicester </strong>clamorosamente in fuga già in autunno, in molti iniziarono a interrogarsi su quali elementi di quella stupenda squadra sarebbero stati in grado di ripetersi ad alti livelli in futuro, magari in un top club. Ecco, già ai tempi, il giocatore su cui c&#8217;erano meno dubbi era proprio <strong>N&#8217;Golo Kanté</strong>, fondamentale per dominare un contesto come l&#8217;ultima Premier League pre-<strong>Guardiola.</strong> A farla da padrone, nel campionato inglese di quasi 10 anni fa, erano ancora l&#8217;assenza di controllo, la verticalità esasperata, e la tendenza di molte squadre ad allungarsi a più riprese. Insomma, tutti gli elementi necessari per mostrare al mondo le incredibili doti del piccolo centrocampista francese, che entra nella formazione titolare di Ranieri soltanto a fine settembre per poi non uscirne più fino al termine del campionato. In quei magici 8 mesi, Kanté non sembra avere eguali in Europa per la sua capacità di innescare transizioni a getto continuo, recuperando palloni a qualunque altezza del campo, il tutto nella sua prima stagione nel campionato fisicamente più esigente al mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Mezzala sinistra: Frank Lampard</h2>



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<p>Bisogna iniziare ad aggiungere un po&#8217; di gol nelle gambe di una formazione fin qui abbastanza abbottonata; ecco, l&#8217;ultimo tassello della nostra mediana è un campionissimo, capace di realizzare più di 300 gol in carriera, pur giocando sempre da centrocampista puro. Basterebbero dunque i numeri a immortalare la grandezza di <strong>Frank Lampard</strong>, venuto al mondo solo per mostrare a tutti come si fa il <em>&#8220;box to box&#8221;</em>. Nonostante un certo feeling con l&#8217;area di rigore lo avesse già sviluppato in gioventù al <strong>West Ham</strong>, sarà proprio l&#8217;incontro con Ranieri al <strong>Chelsea </strong>a rappresentare una prima svolta nella sua parabola professionale; Claudio, favorito dalla grande cultura del lavoro di <em>&#8220;Lamps&#8221;</em>, riesce a limare ulteriormente i difetti di quest&#8217;ultimo, rendendolo un giocatore più cerebrale e coinvolto nello sviluppo della manovra, oltre a fargli curare maggiormente anche la fase difensiva. Di sicuro non ne tarpa il rendimento sottoporta, come testimoniano i 30 gol realizzati nelle 3 stagioni disputate al servizio di Ranieri dal 2001 al 2004.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Trequartista: Gianfranco Zola</h2>



<p></p>



<p>Qualcuno avrà probabilmente storto il naso leggendo della fascia di capitano assegnata a <strong>De Rossi</strong>, intuendo che ciò avrebbe comportato l&#8217;esclusione di <strong>Totti</strong> dalla Top 11. Ebbene, la scelta del trequartista è stata per distacco la più dolorosa da compiere, visto il livello sensazionale dei numeri 10 avuti a disposizione da Ranieri per oltre 30 anni. Oltre al <em>Pupone</em>, il casting includeva attori del calibro di <strong>Enzo Francescoli, Rui Costa</strong>, <strong><em>Alex </em>Del Piero</strong>, <strong>Pablo Aimar</strong>, <strong>James Rodriguez</strong> e persino <strong>Riyad Mahrez</strong>, annoverabile tra i fantasisti pur partendo dalla fascia destra. A strappare la maglia da titolare tuttavia è un gigante del nostro calcio mai abbastanza menzionato come <strong>Gianfranco Zola</strong>, che con 186 presenze è il giocatore più impiegato da Sir Claudio tra quelli presenti in questa squadra. I due si sono infatti incrociati sia al <strong>Napoli</strong> che al <strong>Chelsea</strong>; vista la presenza di <strong>Terry </strong>e <strong>Lampard</strong>, occorre dunque specificare che in questo caso il campione <em>sardo</em> è selezionabile unicamente come calciatore <em>azzurro</em>. In Campania, Zola e Ranieri erano ancora rispettivamente una venticinquenne mezzapunta in rampa di lancio, ed un giovane tecnico alla prima esperienza in una <em>big</em>. A Londra invece, Er Fettina trova uno spogliatoio rivoltatosi contro <strong>Gianluca Vialli </strong>(episodio che ne segnerà il precoce declino da allenatore), in cui Zola si è già da tempo consacrato come uno dei volti per eccellenza della Premier League. Pur non avendo più lo spunto dei giorni migliori, <em>Magic Box </em>(suo iconico ed esplicativo soprannome) avrebbe continuato ad incantare il pubblico inglese fino alla veneranda età di 37 anni, tornando in Italia nel 2003 per riportare in Serie A il <strong>Cagliari</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="738" height="548" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/zola-ranieri.png" alt="" class="wp-image-22217" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/zola-ranieri.png 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/zola-ranieri-300x223.png 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ranieri e Zola</figcaption></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Attaccante: Gabriel Batistuta</h2>



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<p>I 4 anni di Ranieri alla <strong>Fiorentina</strong>, uno dei club dove un girovago come lui si è trattenuto più a lungo, meritavano un degno rappresentante sul terreno di gioco. Uno che la maglia viola l&#8217;ha indossata piuttosto degnamente, per usare un eufemismo, è stato ovviamente <strong>Gabriel Omar Batistuta</strong>, la cui mitologia personale da eroe omerico del pallone è ben nota a tutti quelli che hanno avuto modo di ammirarne le prodezze <em>&#8220;à-la <strong>Mark Lenders</strong>&#8220;</em>. Così come per l&#8217;indimenticabile centravanti-bullo di <strong><em>Holly e Benji</em></strong>, la brutalità negli ultimi 20 metri di <em>Batigol </em>lo rendeva quasi intimidatorio agli occhi delle migliori difese al mondo. Tra il 1993 e il 1997, Ranieri ha in mano una vera e propria arma letale, capace di realizzare 95 delle 208 reti complessive da lui segnate con la Fiorentina, in una lunga storia d&#8217;amore non priva di momenti difficili. L&#8217;ex allenatore del Napoli viene infatti ingaggiato per risollevare i <em>Gigliati </em>dalle secche della Serie B, ottenendo una promozione più che agevole. Nei 3 anni successivi, pur non essendo mai stata davvero competitiva per lo scudetto, la Fiorentina conquista ugualmente due titoli, marchiati a fuoco da Batistuta: una Coppa Italia vinta da capocannoniere, e una Supercoppa in cui l&#8217;argentino fa a brandelli il <strong>Milan </strong>di <strong>Tabárez </strong>a San Siro. La miglior stagione individuale del<em> Re Leone </em>tuttavia rimane quella del 1994/95, in cui si laurea per la prima volta <em>top scorer </em>della Serie A pur militando in una squadra arrivata decima. Insomma, semplicemente cose da Batistuta.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Attaccante: Jamie Vardy</h2>



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<p>In quel magico 1994/95, <strong>Batistuta </strong>partì letteralmente a razzo, andando a segno consecutivamente nelle prime 11 giornate di campionato, e stabilendo dunque un prestigioso primato per la Serie A. Lo stesso identico record, ma in questo caso in Premier League, sarebbe stato infranto poco più di 20 anni dopo da un altro numero 9 allenato da Ranieri, ma con caratteristiche ben diverse rispetto a Batistuta. Se lo stile di gioco di quest&#8217;ultimo era tuonante e iracondo, quello di <strong>Jamie Vardy </strong>è invece elettrico e frenetico, proprio come le lattine di Red Bull da lui consumate copiosamente prima di ogni partita. Una dieta un po&#8217; sui generis, per carità, ma che, come gli spinaci per <em>Braccio di Ferro</em>, sembrava poter dare dei poteri sovrannaturali a quest&#8217;attaccante davvero unico. Ecco, è lecito dunque pensare che nell&#8217;anno domini 2015/16 Vardy ne consumasse in quantità industriale, visti i risultati suoi e di un <strong>Leicester </strong>capace di esaltarne al meglio le doti da autentico dominatore della profondità. Ispirato dalle manovre vertiginosamente dirette delle <em>Foxes</em>, Vardy realizza 24 gol pesanti come macigni nella folle corsa al titolo inglese, oltre a incoronarlo come miglior giocatore della Premier League. Proprio lui, che per debuttare in massima serie aveva dovuto aspettare di compiere 27 anni. Un antidivo davvero perfetto per completare l&#8217;11 dei sogni del più antidivo di tutti tra gli allenatori.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-22216" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/7b2e973e7896817495b0ae7f7c5141fa8b83ab7b.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jamie Vardy e Claudio Ranieri</figcaption></figure>



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<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"></p>



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		<title>La top 11 dei 30 anni di Premier League</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/08/23/la-top-11-dei-30-anni-di-premier-league.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 12:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
		<category><![CDATA[30 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Ferguson seduto tra Scholes e Giggs.Tre leggende del Manchester United, la squadra del trentennio in Premier League La Premier League compie 30 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/23/la-top-11-dei-30-anni-di-premier-league.html">La top 11 dei 30 anni di Premier League</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Ferguson seduto tra Scholes e Giggs.</em><br><em>Tre leggende del Manchester United, la squadra del trentennio in Premier League</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Premier League compie 30 anni. Era il 1992 infatti quando le 22 squadre affiliate alla First Division si separarono dalla Football League per la volontà di contrattare in modo autonomo i diritti televisivi e di sponsorizzazione: la scissione diede così origine a quello che oggi è diventato il miglior campionato del mondo (il più competitivo tecnicamente, quello che genera più introiti e quello che garantisce maggiore copertura e visibilità a livello mondiale). Per celebrare la ricorrenza, noi di Game of Goals abbiamo deciso di stilare una top 11 dei giocatori migliori che abbiano mai giocato in Premier. Abbiamo partecipato in 7 e sotto troverete sia la top 11 finale sia le singole scelte di ognuno&#8230;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11 finale</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-23-alle-14.09.19-1024x1004.png" alt="" class="wp-image-11887" width="859" height="841" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-23-alle-14.09.19-1024x1004.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-23-alle-14.09.19-300x294.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-23-alle-14.09.19-768x753.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-23-alle-14.09.19.png 1402w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le scelte finali</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Cristiano Ronaldo 2007/08 ●Dribbling/Skills/Runs● |HD|" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Yq7Yy8H5J-8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Numeri di Cristiano Ronaldo nel 2007-2008, stagione che gli portò in dote campionato, Champions e il primo dei suoi cinque Palloni d&#8217;oro</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Peter Schmeichel<br></strong><em>Classe 1963, Danimarca; Manchester United 1991-1999<br></em>Forse il più forte portiere al mondo nel decennio 1990-2000, un autentico prodigio tra i pali capace di parate spettacolari, dotato di agilità e riflessi felini e di un grandissimo carisma. Campione d&#8217;Europa con la Danimarca nel 1992, allo United ha vinto tutto: 5 campionati, 3 Fa Cup, la Champions League.</p>



<p><strong>Gary Neville<br></strong><em>Classe 1975, Inghilterra; Manchester United 1992-2011<br></em>Prodotto delle giovanili, ha giocato solo nello United in tutta la carriera. Titolare inamovibile della fascia destra, anche lui ha contribuito alla straordinaria epopea dei Red Devils di Alex Ferguson: 12 titoli inglesi, 4 Fa Cup, 2 Champions, un&#8217;Intercontinentale e un Mondiale per club.</p>



<p><strong>Virgil Van Dijk<br></strong><em>Classe 1991, Olanda; Southampton 2015-2018; Liverpool 2018-<br></em>Arriva a Southampton nel 2015 per 13 milioni, tre anni dopo passa al Liverpool per 84. È forse il difensore per eccellenza del panorama mondiale: fisicità, tempismo, insuperabile nel gioco aereo, regale senso della posizione e doti di regia di prim&#8217;ordine. Il suo ingaggio è decisivo per portare i Reds di Klopp a una nuova era di successi: conquista un campionato inglese, una Champions e un Mondiale per club, sfiora il Pallone d&#8217;oro 2019.</p>



<p><strong>Rio Ferdinand<br></strong><em>Classe 1978, Inghilterra; West Ham 1995-1996; Bournemouth 1996; West Ham 1996-2000; Leeds 2000-2002; Manchester United 2002-2014; Qpr 2014-2015<br></em>Fortissimo di testa, solido in marcatura, favoloso in anticipo, altra straordinaria colonna dello United di Ferguson: 6 campionati inglesi, 1 Fa Cup, Champions e Mondiale per club nel suo curriculum.</p>



<p><strong>Gareth Bale<br></strong><em>Classe 1989, Galles; Southampton 2006-2007; Tottenham Hotspur 2007-2013; Tottenham Hotspur 2020-2021<br></em>Un treno inarrestabile sulla corsia mancina: ampie falcate, scatto poderoso, imprendibile sul lungo. Gol pesanti e giocate spettacolari, nasce terzino poi evolve e diventa arma a tutta fascia, quasi più un&#8217;ala. Le grandi stagioni in Inghilterra gli valgono la chiamata del Real Madrid, ma in Spagna va a corrente alternata, pur decidendo la finale di Champions del 2018. </p>



<p><strong>Steven Gerrard<br></strong><em>Classe 1980, Inghilterra; Liverpool 1998-2015<br></em>Motore e anima dei Reds per quasi un ventennio, prodotto del vivaio e leader assoluto della prima squadra. Mediano completo: difende, imposta, si inserisce e vanta un&#8217;ottima media gol per un centrocampista. Non riesce mai a mettere le mani su uno scudetto, ma si consola con 2 Fa Cup, 1 Coppa UEFA e 1 Champions League.</p>



<p><strong>Paul Scholes<br></strong><em>Classe 1974, Inghilterra; Manchester United 1993-2013<br></em>Architetto dello United di Ferguson, che per lui stravedeva. Intelligenza tattica, completezza tecnica e reti pesanti. Un leader silenzioso che faceva parlare i fatti. Con i Red Devils in 20 anni vanta 11 campionati inglesi, 3 Fa Cup, 2 Champions, l&#8217;Intercontinentale e il Mondiale per Club.</p>



<p><strong>Frank Lampard Jr<br></strong><em>Classe 1978, Inghilterra; Swansea City 1995-1996; West Ham 1996-2001; Chelsea 2001-2014; Manchester City 2014-2015<br></em>“Gemello” di Gerrard, di due anni più vecchio, hanno diviso per anni i critici su chi dei due fosse più bravo. Meno difensivo di Steven, più vocato al gol, ha fatto le fortune del Chelsea con cui ha conquistato 3 campionati inglesi, 4 Fa Cup, 1 Champions e 1 Europa League.</p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo<br></strong><em>Classe 1985, Portogallo; Manchester United 2003-2009; Manchester United 2021-<br></em>Arriva allo United da ala funambolica ma un po&#8217; fumosa. Ferguson lo trasforma in attaccante totale, concreto e letale. Se ne va al Real Madrid da star assoluta del calcio mondiale dopo aver vinto con i Red Devils 3 campionati, 1 Fa Cup, la Champions e il Mondiale per club. Torna all&#8217;ovile nel 2021 e a oggi &#8211; in attesa di sviluppi di queste ore sul mercato &#8211; è ancora nella rosa dello United.</p>



<p><strong>Thierry Henry<br></strong><em>Classe 1977, Francia; Arsenal 1999-2007; Arsenal 2012<br></em>Prima Cantona, l&#8217;inaugurale stella del firmamento Premier, che merita comunque una citazione. Poi lui. E quando un francese riesce nell&#8217;impresa di conquistare gli inglesi vuol dire che siamo di fronte a qualcosa di straordinario. Attaccante raffinato, elegante, assist-man sopraffino e goleader implacabile, velocità e tecnica mescolate ai livelli più alti. Recordman di gol in maglia Gunners, 3 Fa Cup, 2 campionati inglesi e l&#8217;amore di tutti i tifosi inglesi.</p>



<p><strong>Ryan Giggs<br></strong><em>Classe 1973, Galles; Manchester United 1990-2014<br></em>Ala sinistra tra le più grandi della storia, una vita nel e per il Manchester United, prodotto di una sartoria che in quegli anni sfornava a getto continuo abiti impeccabili. Graffiante, dribblomane, rapidissimo, immarcabile se in giornata. Palmares infinito con i Red Devils: 13 campionati (record), 4 Fa Cup, 2 Champions, Intercontinentale e Mondiale per club, 1 Coppa Coppe.</p>



<p><strong>MANAGER: Alex Ferguson<br></strong>Impossibile una scelta diversa: arriva allo United nel 1986, impiega quattro anni a carburare, molti vogliono la sua testa ma la società tiene duro e stravince la scommessa: Ferguson è il Manchester United. E non solo per la lista lunghissima di trofei (leggete Giggs al piano di sopra per l&#8217;elenco delle vittorie, i due palmares corrispondono), ma anche per lo stile, la mentalità, il tipo di gioco e per come ha plasmato una società che ancora oggi è un punto di riferimento. Erede del grande Busby, ha probabilmente saputo spingersi persino oltre.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/2729096-56403930-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-11890" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/2729096-56403930-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/2729096-56403930-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/2729096-56403930-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/2729096-56403930-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Virgil Van Dijk, stella del Liverpool di oggi</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le top 11 individuali</h3>



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<p><strong>LUCA CESTE<br></strong>Schmeichel; G. Neville, Rio Ferdinand, Terry, Bale; Gerrard, Scholes, Lampard; Cristiano Ronaldo, Henry, Giggs.</p>



<p><strong>TIZIANO CANALE<br></strong>Schmeichel; G. Neville, Ferdinand, Van Dijk, Cole; Gerrard, Scholes, Lampard; Cristiano Ronaldo, Henry, Giggs.</p>



<p><strong>TOMMASO CIUTI<br></strong>Schmeichel; G. Neville, Terry, Ferdinand, Evra; Beckham, Scholes, Gerrard, Giggs; Cristiano Ronaldo, Henry.</p>



<p><strong>NICCOLÒ MELLO<br></strong>Schmeichel; Walker, Van Dijk, Ferdinand, Cole; Gerrard, Scholes, Lampard; Cristiano Ronaldo, Henry, Giggs.</p>



<p><strong>GABRIELE GILLI<br></strong>Schmeichel; Walker, Van Dijk, Ferdinand, Cole; Gerrard, Scholes, Lampard; Cristiano Ronaldo, Henry, Giggs.</p>



<p><strong>JO ARAF<br></strong>Schmeichel; Alexander Arnold, Van Dijk, Terry, Bale; Gerrard, Scholes, Lampard; Cristiano Ronaldo, Henry, Giggs.</p>



<p><strong>FRANCESCO BUFFOLI<br></strong>Schmeichel; Alexander Arnold, Van Dijk, Ferdinand, Bale; De Bruyne, Scholes, Giggs; Cantona, Henry, Cristiano Ronaldo.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Thierry Henry ● Best Arsenal Goals With English Commentary" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/_jBfu0FHzjU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Perle di Titì Henry in maglia Gunners</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/23/la-top-11-dei-30-anni-di-premier-league.html">La top 11 dei 30 anni di Premier League</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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