<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ambrosiana Inter Archivi - Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/tag/ambrosiana-inter/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/tag/ambrosiana-inter</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Apr 2024 12:40:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.6</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>Ambrosiana Inter Archivi - Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/tag/ambrosiana-inter</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Giuseppe Meazza, il Mito dell&#8217;Italia pallonara</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/12/14/giuseppe-meazza-il-mito-dellitalia-pallonara.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/12/14/giuseppe-meazza-il-mito-dellitalia-pallonara.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 08:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrosiana Inter]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe meazza]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale 1934]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale 1938]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Pozzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=9234</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Averlo in squadra significava partire dall’1-0» Vittorio Pozzo Sua madre era una verduraia. Suo padre un litografo, morto sul Carso nella Grande Guerra. Nato il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/14/giuseppe-meazza-il-mito-dellitalia-pallonara.html">Giuseppe Meazza, il Mito dell&#8217;Italia pallonara</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Averlo in squadra significava partire dall’1-0» </p>
<cite>Vittorio Pozzo</cite></blockquote>



<p class="has-drop-cap">Sua madre era una verduraia. Suo padre un litografo, morto sul Carso nella Grande Guerra. Nato il 23 agosto 1910, è cresciuto povero nel quartiere Porta Vittoria, all&#8217;epoca piena periferia di Milano e giocando con una palla di stracci nella squadra dei Maestri Campionesi. È diventato il più grande calciatore italiano. Non solo degli anni ’30, forse di sempre (e quel “forse” non è un “sicuramente” solo perché oltre alle difficoltà dei paragoni tra epoche e contesti diversi, in questo caso manca totalmente la riprova video, a mio avviso l&#8217;aspetto più importante per valutare compiutamente un calciatore).</p>



<p>Ancora oggi, a distanza di oltre 110 anni dalla sua nascita, <strong>Giuseppe Meazza</strong> rimane un mito, un modello, un’icona intramontabile. Il fuoriclasse che con i suoi dribbling irresistibili, i suoi gol beffardi, i suoi virtuosismi tecnici, la sua scaltrezza e la sua fantasia guidò un Paese in cima al mondo, ricevendo lodi ed elogi in ogni angolo d’Europa. «Abbiamo conosciuto il più grande» scrissero i giornali inglesi, il giorno dopo l’amichevole tra i maestri e l’Italia campione del mondo​ del 14 novembre 1934. Una partita passata alla storia come “la battaglia di Highbury”, terminata 3-2 per i padroni di casa, ma accesa da una doppietta straordinaria di <strong>Meazza</strong>. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="494" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe_Meazza_1940-1024x494.jpg" alt="" class="wp-image-9272" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe_Meazza_1940-1024x494.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe_Meazza_1940-300x145.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe_Meazza_1940-768x371.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe_Meazza_1940.jpg 1241w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Articolo celebrativo del Calcio Illustrato</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Per i francesi era <em>le grand peintre du football</em>, il pittore del calcio. Mentre <strong>Gianni Brera</strong>, che per <strong>Meazza</strong> aveva una vera e propria venerazione, il giorno della morte del <em>Peppìn</em> scrisse: «Grandi giocatori esistevano al mondo magari anche più tosti e continui di lui. Però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario». </p>



<p>Anche <strong>Vladimiro Caminiti</strong>, torinese, aveva una considerazione altissima di lui: «Chi non ha mai visto giocare <strong>Giuseppe Meazza</strong> non ha mai visto toccare vette sublimi. Era nato soltanto per giocare al calcio, non fece mai altro nella sua vita, toccò tutti i traguardi più prestigiosi cui un calciatore possa aspirare, entusiasmò le folle di tutto il mondo, umiliò tutti i difensori più celebri di un&#8217;epoca d’oro del calcio, beffò tutti i più grandi portieri, tranne uno. La sua bestia nera, il suo incubo, il fantasma delle sue rare notti insonni: <strong>Ricardo Zamora</strong>, il mitico campione spagnolo». </p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>La donzelletta vien dalla campagna&nbsp;</em><br><em>leggendo la Gazzetta dello Sport&nbsp;</em><br><em>e come ogni ragazza&nbsp;</em><br><em>lei va pazza per Meazza&nbsp;</em><br>c<em>he fa reti a tempo di fox-trot</em></p>
<cite>Motivo popolare degli anni &#8217;30, adattamento de “Il sabato del Villaggio” di Giacomo Leopardi</cite></blockquote>



<p></p>



<p>Ha giocato in un&#8217;epoca antica, pre-televisiva, su terreni paludosi e con palloni cuciti con il fil di ferro che cambiavano peso e dimensione a seconda delle condizioni meteorologiche. I primi vagiti del professionismo intorno e <strong>Meazza</strong> aveva capito &#8211; fu uno dei primi &#8211; come sfruttare quel periodo di transizione che avrebbe portato il calcio in una nuova era: pubblicizzava prodotti commerciali (celebre la pubblicità della brillantina), faceva la bella vita tra auto di lusso, donne e champagne, vestiva alla moda.</p>



<p>Divo fuori dal campo, idolo sportivo dentro gli stadi, spauracchio di tutti i portieri del mondo, piegati irreversibilmente ai suoi gol sornioni e beffardi, detti “a invito”: giungeva davanti a loro, li chiamava a uscire, poi li aggirava con una impareggiabile finta e depositava placidamente il pallone in rete.</p>



<p>Un marchio di fabbrica. Come marchio di fabbrica divenne il suo soprannome principe, <em>Balilla</em>, affibbiatogli dal compagno di squadra <strong>Leopoldo Conti</strong> quando se lo ritrovò davanti ad appena 17 anni nella Coppa Volta. Un soprannome che venne inevitabilmente sfruttato ad arte dal regime fascista, che catalogò in quel modo il fuoriclasse di riferimento, la stella più luminosa del firmamento azzurro, l&#8217;uomo che trascinò da leader il calcio italiano in cima al mondo. Ma <strong>Meazza</strong> della politica se ne infischiava. A lui interessava giocare, interessava segnare, interessava vincere.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="481" height="467" data-id="9265" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/unnamed.png" alt="" class="wp-image-9265" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/unnamed.png 481w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/unnamed-300x291.png 300w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /><figcaption class="wp-element-caption">Árpád Weisz</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="450" data-id="9266" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/pozzo-monografie-wp.jpg" alt="" class="wp-image-9266" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/pozzo-monografie-wp.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/pozzo-monografie-wp-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/pozzo-monografie-wp-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vitorio Pozzo</figcaption></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Weisz e Pozzo, fondamentali per la valorizzazione e la consacrazione di Meazza</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Scoperto nelle giovanili dell&#8217;Ambrosiana Inter dall&#8217;allenatore ebreo-ungherese <strong>Árpád Weisz</strong>, poi morto ad Auschwitz, su segnalazione di <strong>Fulvio</strong> <em>Fuffo</em> <strong>Bernardini</strong>, <strong>Meazza</strong> impiegò pochissimo per imporsi all&#8217;attenzione generale. Da «riservetta di qualità» &#8211; le prime parole spese per lui dalla firma della Gazzetta dello Sport <strong>Bruno Roghi</strong> &#8211; divenne subito un crack: 12 gol il primo anno, 33 il secondo, 31 il terzo, a 20 anni, quando guidò i nerazzurri al tricolore. </p>



<p>Inevitabile per un talento del genere la convocazione in nazionale, avvenuta il 9 febbraio 1930, in un&#8217;amichevole contro la Svizzera a Roma. Il ct <strong>Vittorio Pozzo </strong>lo aveva voluto al posto del napoletano <strong>Attila Sallustro</strong>, così da Napoli erano giunti nella Capitale numerosi tifosi inferociti, pronti a riversare sul 20enne <em>Peppìn</em> ogni genere di improperi. La Svizzera andò in vantaggio per 2-0 e puntuali dagli spalti si levarono insulti e grida di scherno all&#8217;indirizzo del giovane attaccante milanese. <strong>Meazza</strong> reagì sul campo, dimostrando faccia tosta e personalità da veterano: si caricò l&#8217;Italia sulle spalle, realizzò una doppietta e gli azzurri ribaltarono la contesa imponendosi per 4-2. A fine partita fu portato in trionfo dagli stessi tifosi che lo avevano offeso.</p>



<p>Fu in quell&#8217;istante che nacque la favolosa storia d&#8217;amore in azzurro, condita da due successi in Coppa Internazionale (celebre la tripletta con cui, sempre nel 1930, demolì a Budapest l&#8217;Ungheria) e soprattutto da due titoli mondiali. Un bilancio complessivo di 33 reti in 53 presenze, primato realizzativo ritoccato solo da <strong>Gigi Riva</strong>. L&#8217;ultimo gol lo segnò al Brasile, nella semifinale del Mondiale &#8217;38, su rigore, mentre con una mano si sorreggeva i pantaloncini dopo che si era rotto l&#8217;elastico.</p>



<p>Di pari passo con la sua carriera in azzurro, quella nell&#8217;Ambrosiana Inter, con due successi in campionato e uno Coppa Italia; tre titoli di capocannoniere in serie A (quarto marcatore di sempre con 216 reti alle spalle di <strong>Silvio Piola</strong>, <strong>Francesco Totti</strong> e <strong>Gunnar Nordahl</strong>) e tre anche nella Mitropa Cup (la Coppa Campioni del tempo), competizione che però non riuscì mai a vincere nonostante otto partecipazioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="672" height="351" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe-Meazza-Italy.jpg" alt="" class="wp-image-9262" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe-Meazza-Italy.jpg 672w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Giuseppe-Meazza-Italy-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giuseppe Meazza durante il Mondiale &#8217;34 [http://www.footballmemories.net]</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Centravanti in nerazzurro, mezzala in nazionale al servizio dei cannonieri <strong>Angelo Schiavio</strong> e<strong> Silvio Piola</strong>, <strong>Meazza</strong> ha trovato in azzurro un insospettabile feeling con l&#8217;altro interno <strong>Giovanni Ferrari</strong> (leggere <a href="https://gameofgoals.it/2022/09/04/i-10-italiani-con-il-miglior-rendimento-ai-mondiali.html">qui</a> il pezzo di Tommaso Ciuti sui migliori giocatori azzurri con il miglior rendimento ai Mondiali), diversissimo rispetto a lui e per questo complementare: la fantasia, il dribbling irridente, il gusto della beffa di <strong>Meazza</strong> venivano perfettamente bilanciati dall&#8217;intelligenza tattica, dalla sagacia e dal senso della misura di <strong>Ferrari</strong>. Uno dionisiaco e l&#8217;altro apollineo, due eccezionali fuoriclasse che tutto il mondo invidiava all&#8217;Italia.</p>



<p>Calò drasticamente dopo il Mondiale 1938, in cui ancora una volta era stato l&#8217;architrave della manovra, con il presidente francese <strong>Albert Lebrun</strong> che nel consegnargli la Coppa del mondo al termine della finale vinta 4-2 contro l&#8217;Ungheria gli disse: «Ils gagnent tout, ces italiens» <em>(vincono tutto, questi italiani)</em>. Si riferiva, oltre che al successo della squadra di <strong>Pozzo</strong>, alle vittorie del ciclista <strong>Gino Bartali</strong> al Tour de France e del cavallo <strong>Nearco</strong> al Grand Prix de&nbsp;Paris, entrambe conseguite in quello stesso anno.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="463" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/640px-Coupe_du_monde_de_football_1938_le_président_Albert_Lebrun_remet_la_Coupe_Jules_Rimet_à_Giuseppe_Meazza.jpg" alt="" class="wp-image-9264" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/640px-Coupe_du_monde_de_football_1938_le_président_Albert_Lebrun_remet_la_Coupe_Jules_Rimet_à_Giuseppe_Meazza.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/640px-Coupe_du_monde_de_football_1938_le_président_Albert_Lebrun_remet_la_Coupe_Jules_Rimet_à_Giuseppe_Meazza-300x217.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presidente francese Lebrun consegna a Meazza la Coppa del mondo del 1938</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La colpa del suo repentino declino fisico fu la cosiddetta “sindrome del piede gelato”, un&#8217;occlusione ai vasi sanguigni che gli impedì di giocare con continuità e rendere come ai bei tempi. Un problema da cui, con le medicine di oggi, si potrebbe guarire abbastanza agevolmente, ma all&#8217;epoca non c&#8217;erano cure adeguate. Già, perché oltre ai terreni polverosi e sconnessi, ai palloni ingiocabili e alle scarpette sdrucite al primo contrasto, le difficoltà erano anche rappresentate da una medicina sportiva agli albori, assolutamente incapace di fornire un valido sostegno nella preparazione e nell&#8217;assistenza degli atleti.</p>



<p>Ma nonostante tutto, <strong>Meazza</strong> ha saputo imporsi per un decennio all&#8217;attenzione globale, diventando il vessillo di un Paese, il simbolo di un&#8217;epoca, l&#8217;idolo della gente, l&#8217;eroe a cui l&#8217;Italia calcistica si affidava per conseguire le più grandi vittorie. Gli hanno dedicato lo stadio di San Siro, palcoscenico delle sfide della sua <strong>Inter</strong>, ma anche del <strong>Milan</strong> con cui ha giocato due annate a fine carriera (e ha vestito pure le maglie di <strong>Juventus</strong>, <strong>Varese</strong> e <strong>Atalanta</strong>).</p>



<p>Allenatore di fama modesta e risultati scadenti, con un carattere vivace e non avvezzo ai compromessi, <strong>Meazza</strong> se n&#8217;è andato per un tumore al pancreas nel 1979, a due giorni dal suo 69° compleanno. Ma il suo ricordo e la sua leggenda non si affievoliscono. Perché anche se mancano immagini adeguate e video di partite intere, il suo mito continua a tramandarsi di bocca in bocca, di generazione in generazione. Si spegnerà forse solo quando un attaccante avrà scartato il portiere e deposto il pallone in rete per l&#8217;ultima volta. L&#8217;ultimo gol “a invito”. L&#8217;ultimo gol alla <strong>Giuseppe Meazza</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table is-style-regular"><table class="has-background" style="background-color:#e7f5fe"><tbody><tr><td><strong>CHI È GIUSEPPE MEAZZA<br></strong><br>Nato il 23 agosto 1910 a&nbsp;<a href="https://www.google.com/search?sxsrf=AOaemvKsdHjUxtsa7oA37iFd7dDoMhKhXw:1639470980083&amp;q=Milano&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LUz9U3MCpPNylX4gAxLU3Mc7TEspOt9AtS8wtyUoFUUXF-nlVSflHeIlY238ycxLz8HayMAPFHjAA7AAAA&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwiciYyr8eL0AhUVgP0HHbOMB2IQmxMoAXoECCwQAw">Milano</a><br>Morto il 21 agosto 1979 a&nbsp;Monza<br><strong>Soprannomi</strong> Balilla, Peppìn, le grand peintre du football</td></tr><tr><td><strong>CARRIERA NEI CLUB<br></strong><br><strong>Squadre di appartenenza</strong> Ambrosiana-Inter (1927-1940), Milan (1940-1942), Juventus (1942-1943), Varese (1943-1944), Ambrosiana-Inter (1944-1945), Atalanta (1945-1946), Inter (1946-1947).<br><strong>Presenze e reti</strong> Ambrosiana-Inter 366 presenze, 244 gol; Milan 37 presenze, 9 gol; Juventus 27 presenze, 10 gol; Varese 20 presenze, 7 gol; Atalanta 14 presenze, 2 gol.<br><strong>Titoli vinti</strong> 2 campionati italiani; 1 Coppa Italia</td></tr><tr><td><strong>CARRIERA IN NAZIONALE<br></strong><br><strong>Presenze e reti </strong>53 presenze, 33 gol.<br><strong>Titoli vinti</strong> 2 Coppe Internazionali (1930, 1935), 2 Mondiali (1934, 1938).</td></tr></tbody></table></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Giuseppe Meazza [Best Skills and Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/dv1gWxBPQyU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Uno dei pochi video che mostrano i lampi di classe di Meazza</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/14/giuseppe-meazza-il-mito-dellitalia-pallonara.html">Giuseppe Meazza, il Mito dell&#8217;Italia pallonara</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/12/14/giuseppe-meazza-il-mito-dellitalia-pallonara.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ambrosiana Inter 1939-40: nerazzurri più forti dell&#8217;assenza di Meazza</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/08/23/ambrosiana-inter-1939-40-nerazzurri-piu-forti-dellassenza-di-meazza.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/08/23/ambrosiana-inter-1939-40-nerazzurri-piu-forti-dellassenza-di-meazza.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 12:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I campioni della serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrosiana Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Campioni d&#039;Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Guarnieri]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=7770</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli anni &#8217;30 erano ormai giunti al termine e un primo decennio di Serie A si concluse dunque con il Bologna in vetta al campionato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/23/ambrosiana-inter-1939-40-nerazzurri-piu-forti-dellassenza-di-meazza.html">Ambrosiana Inter 1939-40: nerazzurri più forti dell&#8217;assenza di Meazza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Gli anni &#8217;30 erano ormai giunti al termine e un primo decennio di Serie A si concluse dunque con il Bologna in vetta al campionato italiano anche con un certo margine sulla antagoniste. I felsinei erano dunque ancora una volta la squadra da battere ai nastri di partenza della stagione 1939-40 che prevedeva l&#8217;introduzione per la prima volta dei numeri di maglia. Una rivoluzione importante che avrebbe portato, soprattutto negli anni a venire, alla creazione di miti e leggende. Gli emiliani dunque sembravano pronti al bis titolato data la sostanziale incapacità delle rivali di rafforzarsi sul mercato, ma da quando era stata fondata il nuovo decennio era sempre stato aperto con la vittoria dell&#8217;<strong>Inter</strong> e le tradizioni devono essere rispettate.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il cammino dei campioni</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1.jpg" alt="" class="wp-image-7772" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>La stagione dell&#8217;<strong>Ambrosiana Inter</strong> non sembrava certamente poter portare a trionfi o risultati positivi, anche perché il Presidente <strong>Pozzani</strong> rimase costretto per un lungo periodo in ospedale a causa di un gravissimo incidente in auto. Senza il Generale Po al comando dunque risultava difficile e complicato organizzare la nuova stagione e il tecnico <strong>Toni Cargnelli</strong>, nato a Vienna ma di chiare origini italiane, doveva compiere una vera e propria impresa. </p>



<p>L&#8217;unico rinforzo rispetto al passato fu il terzino del Brescia <strong>Poli</strong>, ma il vero problema fu legato all&#8217;assenza di <strong>Giuseppe Meazza</strong> con il leggendario <em>Pepín</em> che venne bloccato dal &#8220;piede ghiacciato&#8221; non riuscendo così a scendere in campo nemmeno per un minuto. Venne così lanciato definitivamente tra i titolari la sua giovane riserva, il ventenne <strong>Umberto Guarnieri</strong> che già aveva fatto intravedere buone qualità prima nel biennio in prestito al Como e successivamente proprio in nerazzurro, ma l&#8217;eredità da raccogliere era pesantissima. L&#8217;umore attorno all&#8217;ambiente della <em>Beneamata</em> non era certamente dei più allegri, ma il campionato si sarebbe aperto già con una partita ad altissimo carico emotivo: all&#8217;A<em>rena Civica</em> contro la Juventus.</p>



<p>Oltre a Meazza l&#8217;Ambrosiana doveva momentaneamente fare a meno anche del portiere Peruchetti infortunato che venne così sostituito da un altro nuovo arrivato dal Novara, <strong>Angelo Caimo</strong>. La formazione schierata da Caglieri era indubbiamente votata all&#8217;attacco, mentre i bianconeri di Calligaris schierarono solamente Guglielmo Gabetto come centravanti sperando di strappare un pareggio che non si schiodò fino al sessantesimo prima di dar luogo a dieci minuti strepitosi della <em>Beneamata</em>. Furono ben quattro le marcature in questo arco temporale e gli uomini della vittoria furono <strong>Annibale Frossi</strong> e <strong>Umberto</strong> <strong>Guarnieri</strong> che con una doppietta a testa regalarono alla folla milanese un 4-0 senza possibilità di replica alla <em>Vecchia</em> <em>Signora</em>. L&#8217;Inter però è sempre stata quella squadra capace di grandi trionfi e di cali inattesi, tanto è che già alla seconda giornata arrivò la prima e inattesa sconfitta contro il neopromosso Venezia per 2-1. </p>



<p>Furono proprio le partite in trasferte che divennero un problema quasi insormontabile, mentre a Milano la squadra piaceva e divertiva. <strong>Guarnieri</strong> fu straordinario protagonista con altre due doppiette rifilate nel 4-0 al Napoli e nel 3-0 alla Roma, ma lontano dalla Lombardia il rendimento continuava a essere disastroso. Bene soltanto a Genova contro il Liguria grazie a uno 0-2 firmato <strong>Candiani</strong> e <strong>Guarnieri</strong>, prima della batosta ricevuta allo <em>Stadio della Vittoria</em> di Bari con un pesantissimo 3-0 che sembrò addirittura far vacillare la panchina di Caglieri. Non andò meglio nemmeno a Trieste con i giuliani che vinsero contro i nerazzurri per 2-1 sancendo così la terza sconfitta in sole sette partite. Fortunatamente nessuna stava mantenendo un ritmo vertiginoso e l&#8217;Ambrosiana poté così rimanere a soli due punti di ritardo dal primo posto formato dalla strana coppia Lazio-Venezia, ma serviva una scossa importante. </p>



<p>Il pessimo andamento esterno condizionò e non poco anche quello interno, tanto che con il Modena il successo arrivò solo nei minuti finali con un rigore trasformato da <strong>Demaría</strong> e fu proprio l&#8217;oriundo argentino l&#8217;uomo determinante per poter infilare un filotto di tre vittorie consecutive. Dopo il 4-0 contro la Juventus, anche l&#8217;altra compagine torinese dovette pagare pegno contro l&#8217;Inter e questa volta ebbe un sapore ben più succulento perché lo 0-1 venne realizzato al <em>Filadelfia</em>. Il successivo 3-0 contro la Fiorentina valse il primo posto in condivisione con il Bologna, ma la corsa a due durò ben poco perché dicembre e gennaio furono mesi orribili per i nerazzurri. Ancora una volta un rigore di <strong>Demaría</strong>, in rete per la quarta partita consecutiva, permise di rimontare sul 2-2 il Genova a <em>Marassi</em>, prima di affrontare il Milano in un derby assolutamente da dimenticare. </p>



<p>I rossoneri divennero per un giorno padroni dell&#8217;<em>Arena Civica</em> con un prepotente 0-3 che costò così la prima sconfitta interna all&#8217;Ambrosiana e un sensibile crollo dal punto di vista emotivo in vista del rush finale verso il titolo d&#8217;inverno. Il 31 dicembre 1939 fu solo pareggio a Roma contro la Lazio, mentre il 1940 iniziò con una soffertissima vittoria casalinga contro il Novara, con <strong>Guarnieri</strong> che trovò la via del gol solo a cinque minuti dal termine. All&#8217;ultima giornata il Bologna era avanti di un punto sui nerazzurri e al <em>Littoriale</em> sarebbe andato in scena l&#8217;attesissimo scontro diretto che però si concluse con un nulla di fatto che regalò così ai rossoblu il primato al giro di boa, mentre per i nerazzurri fu secondo posto con tanto di aggancio del Genova.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="785" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/internazionale_cinemaApp-1024x785.jpeg" alt="" class="wp-image-7773" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/internazionale_cinemaApp-1024x785.jpeg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/internazionale_cinemaApp-300x230.jpeg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/internazionale_cinemaApp-768x589.jpeg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/internazionale_cinemaApp.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Gli emiliani di Felsner erano battibili ma bisognava mantenere un ritmo costante nel ritorno e all&#8217;inizio della seconda fase del campionato ci fu una brutta sorpresa. La Juventus aveva intenzione di rifarsi dopo il poker subito a inizio campionato e così fu Gabetto a decidere la sfida del <em>Mussolini</em>, mentre i rossoblu batterono la Roma portandosi a tre lunghezze di vantaggio. In sedici giornate erano già arrivate ben cinque sconfitte, decisamente troppe per una squadra che doveva andare oltre le proprie possibilità per poter realizzare l&#8217;impresa del quinto titolo nazionale. A questo punto la formazione interista riuscì a compattarsi al meglio e quasi come se fosse consapevole che stesse provando un&#8217;impresa impossibile di colpo cambiò ritmo diventando una corazzata che diede una scossa clamorosa e inattesa al campionato. </p>



<p><strong>Caglieri</strong> capì che se voleva vincere doveva dare maggior risalto alla fase difensiva, anche perché l&#8217;assoluta qualità della mediana meneghina permetteva un tipo di gioco più attendista. Il cambio di impostazione fece benissimo all&#8217;Ambrosiana che prima vinse a domicilio contro il Venezia per 2-1 e poi riuscì a mantenere la porta inviolata per ben tre partite consecutive, ottenendo successi di misura contro Napoli e Liguria e incappando in un deludente 0-0 interno contro un Bari vera bestia nera di quell&#8217;anno. Il pareggio contro i pugliesi però non deconcentrò i nerazzurri e anzi da quel momento riuscirono ad abbinare la solidità della retroguardia a una straordinaria capacità di effettuare ripartenze che regalavano così gol a grappoli. </p>



<p>Dopo la straordinaria rimonta firmata da <strong>Frossi</strong> e <strong>Ferraris</strong> in quel di Roma contro i giallorossi, fu la Triestina ad alzare bandiera bianca sommersa da cinque reti all&#8217;<em>Arena Civica </em>e la stessa sorte capitò due settimane seguenti al Torino, nel mezzo arrivò anche il successo in Emilia contro il Modena, e contro i granata fu davvero trionfale. Cinque gol per cinque marcatori differenti che diedero ancora di più l&#8217;idea di compattezza totale della squadra che era ormai riuscita a mettersi alle spalle l&#8217;assenza e la centralità di Meazza per poter diventare un undici stellare. Il Bologna però non aveva intenzione di abbassare il proprio ritmo mantenendo ancora il primato grazie a una serie importante di vittorie, ma l&#8217;aggancio era dietro l&#8217;angolo. </p>



<p>Il Bari divenne l&#8217;ago della bilancia del campionato e con un 1-1 fermò a domicilio anche i rossoblu, mentre l&#8217;Ambrosiana dominava a Firenze ottenendo la quinta vittoria consecutiva con un roboante 0-3 dove trovò gloria per un giorno anche il giovane <strong>Pietro Rebuzzi</strong> autore della rete che aprì le danze. Era l&#8217;aggancio in classifica e con cinque partite ancora da disputare tutto era ancora aperto a qualsiasi finale possibile. L&#8217;Ambrosiana era però ormai lanciatissima verso il successo e nulla poteva fermarla, mentre gli emiliani iniziarono a barcollare, tanto che nel turno seguente vennero sconfitti a Torino dalla Juventus grazie alla rete di Mario Varglien, mentre <strong>Ferraris</strong> e <strong>Demaría</strong> ribaltarono all<em>&#8216;Arena Civica</em> l&#8217;iniziale vantaggio del Genova firmato da Genta escludendo così definitivamente il Grifone dalla lotta al titolo. </p>



<p>I ragazzi di Caglieri ce l&#8217;avevano fatta e a sole quattro giornate dal termine erano stati in grado di prendere un primo posto ormai impossibile dopo la prima giornata del ritorno inanellando una serie impressionanti di successi che stavano rendendo vano anche il grande cammino dei felsinei. Mancava ormai solo l&#8217;ultimo passo e sulle ali dell&#8217;entusiasmo la Beneamata continuò a divertire e a vincere. Si rifece ampiamente a <em>San Siro </em>contro il Milano affossando i cugini con un netto e insindacabile 1-3 firmato da <strong>Candiani</strong>, <strong>Demaría</strong> e <strong>Ferraris</strong>, ma il possibile colpo del ko arrivò alla terz&#8217;ultima giornata. </p>



<p>L&#8217;Ambrosiana dominò e si divertì sulla Lazio vincendo con un devastante 4-0, ottenuto grazie a tre reti messe a segno in cinque minuti da Barsanti, Demaría e Frossi, mentre il Bologna venne fermato sull&#8217;1-1 dal Napoli. A sole due giornate dal termine i tre punti di vantaggio sembravano essere una certezza sul Tricolore e la trasferta di Novara avrebbe dovuto regalare allo Stivale i nuovi campioni. Dopo otto vittorie consecutive però la perfetta macchina interista si inceppò proprio sul più bello grazie alla rete di Calzolai che diede la matematica salvezza ai piemontesi e il successo rossoblu in casa contro il Liguria avrebbe regalato al campionato il più sensazionale finale di stagione di sempre. Ambrosiana Inter contro Bologna sarebbe stata un&#8217;autentica finale con i nerazzurri che potevano partire da un piccolo vantaggio, mentre i felsinei avevano la grande occasione della rimonta. </p>



<p>Il 2 giugno 1940 allo stadio <em>San</em> <em>Siro</em>, più grande rispetto all&#8217;Arena Civica, accorsero oltre quarantamila spettatori per assistere all&#8217;attesissima sfida che valeva il titolo e all&#8217;Inter mancava il talento di Umberto Guarnieri. Caglieri non pensò neanche per un istante alla possibilità del pareggio e il giovane campionicino venne sostituito dal toscano <strong>Giorgio Barsanti</strong> e spinta da una straordinaria folla, la <em>Beneamata</em> passò subito in vantaggio. A sbloccare il risultato dopo soli nove minuti fu <strong>Pietro</strong> <strong>Ferraris</strong>, che mise la sua importante firma anche su questo Scudetto dopo quello del 1938. Il Bologna spinse con tutte le proprie forze ma le occasioni migliori capitarono ai lombardi con Barsanti che sfiorò la straordinaria rete in rovesciata nella ripresa ma venne fermato dalla traversa e nel finale fu assedio. </p>



<p>L&#8217;Ambrosiana era tranquilla perché sapeva di aver due gol da gestire con Setti e Poli che furono un muro insuperabile davanti a Peruchetti e quando Dattilo fischiò la fine poté partire la festa. Nonostante l&#8217;assenza del suo simbolo per oltre un decennio, <strong>la squadra era riuscita a disputare un girone di ritorno pazzesco, compattandosi e riuscendo così a ottenere un quinto Scudetto assolutamente impronosticabile alla vigilia </strong>ma indubbiamente meritato e ottenuto realizzando ben venticinque punti su trenta disponibili in tutto il girone di ritorno.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La formazione</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="367" height="512" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-7774" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1-1.jpg 367w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-1-1-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /></figure></div>



<p></p>



<p>L&#8217;Ambrosiana Inter 1939-40 doveva fare a meno fin dall&#8217;inizio a <strong>Giuseppe Meazza</strong> causa un grave infortunio al piede che non gli permetterà di giocare nemmeno un minuto. <strong>Toni Caglieri</strong> inoltre dovette fare a meno anche dell&#8217;altra leggenda, quel Giovanni Ferrari che scese in campo solamente in otto occasioni che però gli permisero così di vincere l&#8217;ennesimo Scudetto. </p>



<p>La squadra aveva subito modifiche minime rispetto alla stagione dello Scudetto del 1937-38 e in porta, nonostante anche lui avesse iniziato con qualche problema fisico, ci fu ancora <strong>Giuseppe Peruchetti</strong>, mentre cambiò leggermente la difesa. <strong>Duilio Setti</strong> rimase un intoccabile, mentre <strong>Carmelo Buonocore</strong> perse il posto da titolare in favore del nuovo arrivato da Brescia <strong>Bernardo Poli</strong>, che insieme formarono una coppia affiatatissima. </p>



<p>La mediana era assolutamente la più completa e scintillante di tutta la Serie A con <strong>UgoLocatelli</strong> e <strong>Aldo Campatelli</strong> a rendere impenetrabili le fasce, mentre al centro a creare raccordo tra i due reparti vi era <strong>Renato Olmi</strong>. <strong>Attilio Demaría</strong> era tornato subito dopo lo Scudetto del 1938 e dopo tanti anni di onorato servizio con l&#8217;Ambrosiana meritava indubbiamente il successo del Tricolore e probabilmente visse la sua migliore stagione contribuendo anche a far rendere ad altissimo livello <strong>Enrico Candiani</strong>, interno che dovette raccogliere la pesantissima eredità di <strong>Giovanni Ferrari</strong>. </p>



<p>L&#8217;attacco vedeva ancora sugli esterni il rapidissimo e guizzante <strong>Annibale Frossi</strong>, mentre sulla sinistra <strong>Pietro Ferraris</strong> confermava la sua grande intelligenza tattica abbinata a una grande abilità sotto porta. L&#8217;assenza di <strong>Giuseppe Meazza</strong> portò dunque alla grande novità al centro dell&#8217;attacco che fu rappresentata da <strong>Umberto Guarnieri</strong>, un piccolo e astuto cannoniere che si rivelerà determinante nel saper sfruttare le occasioni più sporche che gli capitavano.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il capocannoniere</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-2.jpg" alt="" class="wp-image-7775" width="318" height="424"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Se i titoli degli anni &#8217;30 avevano visto Giuseppe Meazza come incontrastato re dei bomber per i nerazzurri, con la sua assenza si doveva obbligatoriamente cambiare modo di giocare. Per la prima volta l&#8217;Ambrosiana vinse senza avere il capocannoniere del torneo, premio che andò al milanista Aldo Boffi, ma tra le sue fila il sostituto del grande Peppino non deluse. </p>



<p>Il miglior cannoniere interista infatti fu <strong>Umberto Guarnieri</strong>, giovane ventenne che non ebbe problemi a raccogliere l&#8217;eredità del proprio Capitano e già all&#8217;esordio si fece apprezzare con una straordinaria doppietta nel 4-0 alla <strong>Juventus</strong>. L&#8217;inizio fu davvero scintillante ed era soprattutto l&#8217;<em>Arena Civica</em> a esaltarlo, intatti contro il <strong>Napoli</strong> ecco arrivare un&#8217;altra doppietta prima di segnare contro il <strong>Liguria</strong> la quinta rete del suo campionato. Dopo la sconfitta di Bari mise a segno ancora una volta due reti nella stessa partita contro la <strong>Roma</strong>, mentre a nulla servì il suo punto contro la <strong>Triestina</strong> che non evitò la sconfitta, ma la media era straordinaria. </p>



<p>Otto gol in altrettante partite, ma il suo calo di rendimento coincise con il crollo nerazzurro di dicembre e gennaio e solo quando trovò la rete contro il <strong>Novara</strong> a Milano la squadra ritrovò la vittoria. L&#8217;inizio del girone di ritorno fu più che positivo con altri due gol messi a segno contro il <strong>Venezia</strong> e la decisiva marcatura allo <em>Stadio Partenopeo</em> contro il <strong>Napoli</strong> che diedero all&#8217;Ambrosiana quattro punti in classifica. I problemi fisici ne limitarono purtroppo il finale di stagione, tanto che saltò le ultime e decisive partite, ma riuscì comunque a chiudere a quota quindici reti mettendo a segno l&#8217;ennesima doppietta stagionale contro la <strong>Triestina</strong> e infine entrò nella festa contro il <strong>Torino</strong> il 24 marzo contribuendo alle cinque reti contro i granata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/23/ambrosiana-inter-1939-40-nerazzurri-piu-forti-dellassenza-di-meazza.html">Ambrosiana Inter 1939-40: nerazzurri più forti dell&#8217;assenza di Meazza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/08/23/ambrosiana-inter-1939-40-nerazzurri-piu-forti-dellassenza-di-meazza.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ambrosiana Inter 1937-38: il ritorno al vertice dei nerazzurri di Meazza</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/08/09/ambrosiana-inter-1937-38-il-ritorno-al-vertice-dei-nerazzurri-di-meazza.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/08/09/ambrosiana-inter-1937-38-il-ritorno-al-vertice-dei-nerazzurri-di-meazza.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 11:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I campioni della serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrosiana Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Campioni d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[meazza]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=7574</guid>

					<description><![CDATA[<p>Finito un ciclo come quella della Juventus era ben difficile riuscire a farne partire un altro altrettanto glorioso e dopo due Scudetti consecutivi per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/09/ambrosiana-inter-1937-38-il-ritorno-al-vertice-dei-nerazzurri-di-meazza.html">Ambrosiana Inter 1937-38: il ritorno al vertice dei nerazzurri di Meazza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Finito un ciclo come quella della Juventus era ben difficile riuscire a farne partire un altro altrettanto glorioso e dopo due Scudetti consecutivi per il Bologna sembrava già tempo di alzare bandiera bianca. I sudamericani Albanese e Liguera non riuscirono a dare l&#8217;apporto sperato, ma di certo i rossoblu non smisero di essere protagonisti del campionato. La Juventus aveva voglia di dettare ancora legge, il Milan aveva assaggiato l&#8217;alta classifica e ora non voleva più farne a meno e il Genova voleva tornare ai glorioisi fasti del passato. Chi invece sembrava essere la solita spendaccione dell&#8217;estate era l<strong>&#8216;Ambrosiana Inter</strong> del Presidente Pozzani che questa volta fece le cose in grande e nel migliore dei modi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il cammino dei campioni</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-10.jpg" alt="" class="wp-image-7576" width="734" height="589" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-10.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-10-300x241.jpg 300w" sizes="(max-width: 734px) 100vw, 734px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Da quando era entrato al comando dei nerazzurri nel gennaio del 1932, <strong>Ferdinando Pozzani</strong> non si era mai tirato indietro per quanto riguardava gli investimenti legati all&#8217;acquisto di giocatori di prima fascia. La sua Ambrosiana iniziava a essere vista da tutti come il paese dei balocchi, dove gli stipendi erano decisamente alti per l&#8217;epoca, ma i titoli scarseggiavano ad arrivare. Gli ungheresi Weisz e Feldmann fallirono la rincorsa al titolo, decisamente clamorosa quella del 1935, e nel 1936 venne a sorpresa trasportato dal campo alla panchina <strong>Armando Castellazzi</strong>, ancora trentaduenne. </p>



<p>La sua prima annata fu tutt&#8217;altro che esaltante con un settimo posto che sembrava propedeutico alla sua cacciata e invece il <em>Generale Po </em>stupì tutti riconfermandolo e mettendosi in prima linea nella creazione della nuova rosa interista. È la difesa il reparto che deve essere maggiormente rivoluzionato e che ha creato i principali problemi nella stagione appena trascorsa e così vengono ceduti in blocco Ghidini, Sala, Turchi e Villa e per sostituirli non badò a spese. <strong>Olmi</strong> dal Brescia, <strong>Setti</strong> dal Bari e i fratelli <strong>Nicola e Antonio Ferrara</strong> dal Napoli per un&#8217;Ambrosiana che in attacco sapeva di poter contare ancora su uno splendido <strong>Giuseppe Meazza</strong>. L&#8217;inizio del campionato della <em>Beneamata</em> risultò essere ancora una volta molto zoppicante, soprattutto a causa di un andamento in trasferta non proprio impeccabile. </p>



<p>Nella gara d&#8217;esordio a Lucca le reti e lo spettacolo non mancarono con <strong>Nicola Ferrara</strong> che realizzò al debutto la rete del 2-3 che sembrava dare i primi due punti dell&#8217;anno, ma a tempo scaduto ecco il pareggio di Coppa. Non si andò oltre il pareggio nemmeno nel viaggio nel nord est contro la Triestina, mentre all&#8217;<em>Arena Civica</em> la squadra piaceva e divertiva. <strong>Castellazzi</strong> adorava il gioco arioso e offensivo, affidandosi sempre all&#8217;ottimo <strong>Peruchetti</strong> in porta che però doveva quasi sempre raccogliere almeno un pallone dal fondo della rete. </p>



<p>Un ruolo importantissimo nella squadea lo aveva anche <strong>Giovanni Ferrari</strong>, che dopo essere stato l&#8217;uomo chiave nel quinquennio d&#8217;oro della Juventus voleva iniziare a vincere anche a Milano. Il suo primo gol arrivò nel trionfo interno contro il Livorno, mentre con la Fiorentina ci fu lo spettacolo del fantastico duo <strong>Meazza</strong> e <strong>Frossi</strong> che con una doppietta a testa stesero la Fiorentina per 5-1. Alla quinta giornata era già tempo di scontro diretto al <em>Littoriale</em> contro il Bologna campione in carica e i rossoblu dimostrarono ampiamente di essersi ripresi dopo un inizio a rilento. A metà primo tempo fu Reguzzoni a trovare la rete della vittoria che costò la prima sconfitta ai meneghini e quella emiliana fu l&#8217;unica partita in tutto il girone d&#8217;andata dove l&#8217;Ambrosiana fu incapace di segnare. </p>



<p>Se lontano dalla Lombardia le cose faticavano a ingranare, in casa tutto procedeva per il meglio e quale partita migliore del derby con il Milan per rilanciarsi. <strong>Pietro Ferraris</strong> e <strong>Giovanni Ferrari</strong> bucarono la porta di Zorzan per un 2-1 che valse il sorpasso sui cugini e l&#8217;avvicinamento alla coppia di testa formata da Juventus e Roma. La rincorsa proseguì anche nel turno successivo quando anche il Napoli venne piegato all&#8217;<em>Arena Civica</em> da un <strong>Meazza</strong> che fu croce e delizia, dato che segnò la rete del vantaggio ma nella ripresa venne anche espulso. Il Genova era tornato a essere una squadra di primo livello nel campionato e il pareggio di <em>Marassi</em> fu ben accolto prima dell&#8217;attesissimo scontro al vertice di Milano contro la <em>Vecchia Signora</em>. </p>



<p>Il grande <em>Pepín</em> aveva ricevuto due turni di squalifica dopo la sfida contro i partenopei e a sorpresa Castellazzi decise di abbassare leggermente la squadra avanzando così Nicola Ferrara nella linea dei tre d&#8217;attacco accanto a Frossi e Ferraris, mentre a centrocampo venne inserito il giovanissimo diciottenne <strong>Aldo</strong> <strong>Campatelli</strong>. Nonostante l&#8217;assenza della propria stella l&#8217;Inter disputò una partita straordinaria sbloccando il risultato a inizio ripresa con <strong>Pietro Ferraris</strong>, ma poco dopo un rigore di Foni riportò la situazione in parità. Mancavano meno di dieci minuti alla fine quando il grande e atteso ex <strong>Giovanni Ferrari</strong> trovò lo spiraglio giusto per battere Amoretti che valse il definitivo 2-1. </p>



<p>La vittoria sui bianconeri aveva un valore immenso, dato che voleva dire sorpasso in classifica e aggancio alla vetta della classifica a pari merito con la Lazio, proprio alla vigilia dello scontro diretto a Roma. Il successo sui piemontesi senza <strong>Meazza</strong> aveva dato una grande consapevolezza all&#8217;Ambrosiana che allo <em>Stadio del PNF</em> completò il suo periodo d&#8217;oro con la prima vittoria lontano da casa nel momento più importante. Fu un vero e proprio trionfo, con i nerazzurri che dominarono per lunghi tratti i biancocelesti portandosi a inizio secondo tempo sullo 0-2 grazie alla reti di <strong>Pietro Ferraris</strong> e <strong>Giuseppe Meazza</strong>, prima che un&#8217;autorete nel finale di Cobelli spezzasse i sogni di rimonta rivali iniziati con il rigore di Busani. </p>



<p>La <em>Beneamata</em> era diventata capolista solitaria del torneo e per tutto il girone d&#8217;andata non avrebbe più mollato la posizione. Quella romana rimase l&#8217;unica vittoria lontano da casa in tutta la prima parte del campionato, dato che a sorpresa la neopromossa Atalanta fermò l&#8217;Inter sull&#8217;1-1 e lo stesso risultato venne ripetuto contro la Roma, ma all&#8217;<em>Arena Civica</em> continuò lo spettacolo e il ruolino di marcia impeccabile. Ferraris trovò nel finale il punto per piegare un ostico Liguria, <strong>Meazza</strong> segnò la rete decisiva dell&#8217;incontro contro il Torino, nell&#8217;unica giornata del girone d&#8217;andata dove la porta di Peruchetti rimase inviolata e soprattutto al giro di boa iniziò la festa contro il Bari. </p>



<p>I <em>Galletti</em> pugliesi vennero travolti da un prorompente 9-2 con <strong>Meazza</strong> che segnò addirittura cinque reti dando l&#8217;impressione che l&#8217;Ambrosiana fosse imbattibile. Dopo la metà delle partite disputate i nerazzurri avevano già accumulato un vantaggio di ben quattro punti sul terzetto formato da Genova, Juventus e Bologna e la scarsa continuità di rendimento delle inseguitrici faceva credere che i campioni d&#8217;inverno avrebbero avuto la strada spianata verso il tanto atteso titolo che mancava da otto anni.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-9.jpg" alt="" class="wp-image-7577" width="566" height="380" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-9.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-9-300x202.jpg 300w" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Tutto continuò a proseguire per il meglio anche nel girone di ritorno con l&#8217;Inter che stese a domicilio la Lucchese con un pesante 4-0, ma a un tratto ecco la crisi. A sorpresa i nerazzurri non andarono oltre lo 0-0 a Livorno, ma soprattutto incapparono nella prima sconfitta interna contro la Triestina. La doppietta di Trevisan arrivò come in doccia gelata permettendo così al Genova di approfittare completamente della situazione portandosi a un solo punto distacco. </p>



<p>Per fortuna arrivò la gara di Firenze contro la disastrata Fiorentina con <strong>Pietro Ferraris</strong> che realizzò una tripletta per un comodo e netto 0-3, subito prima dell&#8217;attesissimo scontro al vertice contro i campioni in carica del Bologna. All&#8217;<em>Arena</em> <em>Civica</em> una gran folla accorse per godersi lo spettacolo del <em>Pepín</em> <strong>Meazza</strong> che con una rete per tempo batté l&#8217;ex compagno Ceresoli mandando i felsinei a cinque punti di distacco e riuscendo a tenere quel minimo vantaggio sul Grifone che non voleva mollare. A cinque lunghezze di ritardo vi era anche il Milan e il derby era l&#8217;ultima occasione valida per poter rientrare in corsa per il titolo e come spesso accade nelle stracittadine sono le sfavorite a vincere. </p>



<p>A dieci minuti dalla fine Capra diede il successo al <em>Diavolo</em>, ma anche i rossoblu incapparono in un&#8217;inattesa sconfitta nel derby con il Liguria permettendo così all&#8217;Ambrosiana di rimanere in vetta, ma dando la possibilità alla Juventus di agganciare la seconda piazza. Il campionato era più vivo e incerto che mai e i ragazzi di Castellazzi continuarono il loro momento di flessione ancora per diverse settimane. Nel finale fu <strong>Meazza</strong> a evitare la sconfitta a Napoli, che però non impedì alla <em>Vecchia Signora</em> di completare l&#8217;aggancio e nello scontro diretto contro il Genova all&#8217;<em>Arena</em> <em>Civica</em> non si andò oltre lo 0-0. </p>



<p>I bianconeri vennero fermati sul pari dalla Lazio e alla ventiquattresima giornata era enorme l&#8217;atteso per lo scontro direttissimo tra Juve e Inter, co. le due appaiate in vetta alla classifica a pari punti. Al <em>Mussolini</em> si poteva decidere la sorte dello Scudetto e i padroni di casa fecero esplodere lo stadio dopo pochi minuti grazie al vantaggio di Bellini, ma come nella gara di andata fu <strong>Giovanni Ferrari</strong> a dare un grande dispiacere alla sua ex squadra siglando il pareggio. Nella ripresa Gabetto batté per la seconda volta Peruchetti e. delitto perfetto della <em>Signora</em> era completato, perché con sole sei partite da giocare era diventata la nuova capolista. Sembrava ormai tutto perso e tutto da buttare per l&#8217;ennesima stagione che da trionfale si stava trasformando in drammatica, ma il 1938 fu un anno incredibile. </p>



<p>L&#8217;Ambrosiana si ricompattò immediatamente e la Lazio venne travolta da un netto 3-1 a Milano, ma quando la Juventus nel turno successivo pareggiò in casa contro la Roma, i nerazzurri vennero sconfitti pesantemente per 3-1 in casa del Liguria. Invece che recuperare un punto lo si era incredibilmente perso e tre lunghezze a quattro turni dal termine sembravano una chimera. </p>



<p>Tutto però si riaprì nel turno successivo con i bianconeri che dimostrarono di essere arrivati al gran finale con le batterie scariche e così vennero sconfitti per 2-0 in casa della Triestina, mentre <strong>Pietro Ferraris</strong> a un quarto d&#8217;ora dalla fine piegava la resistenza di un&#8217;Atalanta in corsa per la salvezza. Tutto rimaneva invariato anche nel turno successivo con l&#8217;Ambrosiana che si faceva raggiungere nel finale fal Torino sull&#8217;1-1, mentre una Juve a corto d&#8217;ossigeno limitava i danni strappando uno 0-0 in casa di un Bologna che sognava l&#8217;aggancio al vertice. </p>



<p>Quell&#8217;anno però era il Liguria la squadra che voleva issarsi come bestia nera delle grandi e così andò incredibilmente a vincere a Torino in casa della <em>Vecchia Signora, </em>mentre a Milano <strong>Giovanni Ferrari</strong>, e chi se non lui quando la palla diventa rovente, realizzava l&#8217;unico gol dell&#8217;incontro nella complicata gara contro la Roma. Era l&#8217;incredibile sorpasso, l&#8217;Ambrosiana era tornata al primo posto quando manacavano solamente novanta minuti al termine. Il campionato era più incerto che mai dato che, oltre a nerazzurri e bianconeri, erano ancora in lotta Scudetto passando per lo spareggio anche il Milan, il Bologna e il Genova, lontani solo due punti dalla Beneamata. </p>



<p>Il 24 aprile 1938 l&#8217;Inter scese a Bari, con i <em>Galletti</em> poco intenzionati a lasciare un facile successo agli avversari dopo l&#8217;umiliante 9-2 dell&#8217;andata. Le belle notizie arrivavano però dagli altri campi, dove nessuna stava vivendo e nel finale del secondo tempo ecco la pietra tombale sul campionato. Fu <strong>Giuseppe Meazza</strong> a trafiggere Cubi per lo 0-1 che ormai stava per cucire il Tricolore sulle maglie nerazzurre e a tempo scaduto ci fu gloria anche per <strong>Annibale</strong> <strong>Frossi</strong> che segnò il quinto gol di un campionato per lui non memorabile, ma che gli garantì il titolo di campione d&#8217;Italia. <strong>Per la quarta volta nella storia l&#8217;Inter era la miglior squadra della Penisola e otto anni dopo l&#8217;ultimo successo era ancora Pepín Meazza l&#8217;uomo della svolta e del trionfo.</strong></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La formazione</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-8.jpg" alt="" class="wp-image-7578" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-8.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed-8-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>La pessima stagione 1936-37 aveva portato il Presidente <strong>Pozzani</strong> a cambiare ancora una volta diversi interpreti, ma a sorpresa venne confermato in panchina il giovane <strong>Armando Castellazzi</strong>. La sua idea era quella di un calcio offensivo dove la cosa più importante era segnare e divertire e solo successivamente cercare di non subire. </p>



<p>In quest&#8217;ottica fu fondamentale la presenza di un portiere estremamente affidabile come la <em>Pantera</em> <em>Nera</em> <strong>Giuseppe Peruchetti</strong>, formidabile nelle uscite alte di pugno. In difesa venne confermato per il secondo anno consecutivo il campano <strong>Carmelo</strong> <strong>Buonocore</strong>, acquistato nel 1936 dal Messina, e il neoacquisto dal Bari <strong>Duilio</strong> <strong>Setti</strong>, famoso per giocare con un fazzoletto nero in testa e difensore molto amato per la sua capacità di lanciare dalle retrovie i compagni d&#8217;attacco. </p>



<p>La linea mediana aveva in <strong>Ugo Locatelli</strong> il pezzo più pregiato, campione in grado di recuperare palla e far ripartire l&#8217;azione, mentre sulle fasce vi erano il nuovo acquisto dal Brescia <strong>Renato Olmi</strong>, importante in difesa con buoni doti offensive, e <strong>Piero Antona</strong>, che a sinistra non andava tanto per il sottile negli interventi. Come interni a servire le punte ci pensavano l&#8217;intramontabile e leggendario <strong>Giovanni Ferrari</strong>, ancora una volta decisivo nelle conquiste di Scudetti, e i fratelli <strong>Nicola</strong> e <strong>Antonio Ferrara</strong>. </p>



<p>Il primo dei due piccoletti aveva compiti maggiormente difensivi rispetto al secondo che amava prevalentemente stare più a ridosso delle punte e per questo motivo era prevalentemente una seconda scelta. L&#8217;attacco era da favola con <strong>Annibale Frossi</strong> che giostrava sulla fascia destra, ma in stagione mancò troppo spesso l&#8217;appuntamento con la rete, mentre a sinistra non si fece attendere in fase realizzativa <strong>Pietro Ferraris</strong>, che visse la miglior annata della sua carriera. </p>



<p>Al centro da ormai dieci anni c&#8217;era sempre <strong>Giuseppe Meazza</strong>, che non era più il bimbo prodigio dello Scudetto del 1930, ma bensì la stella più brillante e luminosa di tutta la Serie A conquistando il suo secondo Scudetto da capocannoniere del campionato.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il capocannoniere</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="591" height="703" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/15dir2f3a.jpg" alt="" class="wp-image-7579" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/15dir2f3a.jpg 591w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/15dir2f3a-252x300.jpg 252w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>L&#8217;Ambrosiana Inter tornava a vincere lo Scudetto dopo otto anni di tentativi falliti e come nel 1930 i gol arrivavano dal suo straordinario fenomeno in squadra: <strong>Giuseppe Meazza</strong>. Se a vent&#8217;anni era considerato l&#8217;unico finalizzatore della squadra, mentre con il tempo divenne anche molto più uomo a tutto campo capace di dialogare con tutto il reparto offensivo. </p>



<p>La stagione del cannoniere nerazzurro iniziò subito nel migliore dei modi andando a rete nella partita d&#8217;esordio contro la <strong>Lucchese</strong>, ma il suo centro non valse la vittoria con il risultato finale che fu solo 3-3. Nelle prime partite non riuscì a essere molto continuo, perché la doppietta contro la <strong>Fiorentina</strong> arrivò dopo uno stop di due giornate e lo stesso accadde con la rete contro il <strong>Napoli</strong>, gara che gli costò anche l&#8217;espulsione e due turni di squalifica. Tornato dalla pausa forzata andò in rete nello scontro direttissimo al vertice a Roma contro la <strong>Lazio</strong> e regalò un felice Natale ai nerazzurri segnando l&#8217;unico gol della sfida casalinga contro il <strong>Torino</strong>. </p>



<p>L&#8217;aria dell&#8217;anno del Mondiale galvanizzò in maniera importante il campionissimo che nel gennaio 1938 regalò due pazzesche prestazioni nello spazio di soli sette giorni. Il <strong>Bari</strong> venne travolto a Milano per 9-2 e Meazza realizzò ben cinque reti, mentre contro nel 4-0 alla <strong>Lucchese</strong> si limitò a mettere a segno una tripletta portandosi così in vetta alla classifica marcatori. <em>Peppino</em> era in forma sensazionale e dopo il rigore segnato contro la <strong>Triestina</strong> segnò una splendida doppietta nello scontro diretto contro il <strong>Bologna</strong>, per un 2-0 che sembrò far volare i nerazzurri verso il titolo. </p>



<p>A quel punto però l&#8217;Ambrosiana entrò in crisi e anche il suo simbolo calò di rendimento trovando solo la rete del pareggio nella trasferta di <strong>Napoli</strong>, ma dopo le quattro giornate senza vittorie fu decisivo segnando un gol contro la <strong>Lazio</strong> nella ripresa alla corsa al titolo. Il suo ultimo e ventesimo gol arrivò proprio nel giorno della festa, quando fu lui a trafiggere ancora una volta il portiere del <strong>Bari</strong> sbloccando una partita che stava diventando sempre più complicata e così a fine anno fu campione d&#8217;Italia grazie ai due punti di vantaggio sulla Juventus e capocannoniere per due gol in più sul Trevisan della Triestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/09/ambrosiana-inter-1937-38-il-ritorno-al-vertice-dei-nerazzurri-di-meazza.html">Ambrosiana Inter 1937-38: il ritorno al vertice dei nerazzurri di Meazza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/08/09/ambrosiana-inter-1937-38-il-ritorno-al-vertice-dei-nerazzurri-di-meazza.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
