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	<title>Mondiali Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Mondiali Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Il giornalista argentino Fabián Armilio: «La mia Argentina è una felice eccezione, il resto del Sudamerica deve ritrovare la magia»</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/26/il-giornalista-argentino-fabian-armilio-la-mia-argentina-e-una-felice-eccezione-il-resto-del-sudamerica-deve-ritrovare-la-magia.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 18:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabián Armilio: «Lionel Messi è una benedizione, è il più grande giocatore di tutti i tempi. Ho letto troppa invidia sui social contro di lui e contro l'Argentina»</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/07/26/il-giornalista-argentino-fabian-armilio-la-mia-argentina-e-una-felice-eccezione-il-resto-del-sudamerica-deve-ritrovare-la-magia.html">Il giornalista argentino Fabián Armilio: «La mia Argentina è una felice eccezione, il resto del Sudamerica deve ritrovare la magia»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><strong>Immagine di copertina</strong><em> Messi e Scaloni, i due volti copertina dell&#8217;Argentina pigliatutto degli ultimi anni</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Mondiale 2026 ha lasciato in eredità, per quanto riguarda il calcio sudamericano, un bilancio tra luci e ombre. Se da un lato l&#8217;Argentina è riuscita a spingersi ancora una volta oltre le aspettative iniziali, chiudendo al secondo posto trascinata da un monumentale Lionel Messi, il resto del Sudamerica ha vissuto una Coppa del mondo complicata, tra la clamorosa eliminazione dell&#8217;Uruguay al primo turno, l&#8217;ennesimo torneo poco brillante di un Brasile in crisi di identità e di talenti, una Colombia che si è arenata sul più bello.<br>Ne abbiamo parlato con il giornalista argentino <strong>Fabián Armilio</strong>, 66 anni, che abita nell&#8217;area metropolitana di Buenos Aires e gestisce il sito internet www.mataderostv.com, nel quale parla di calcio ma non solo: analizza anche la vita del quartiere di Mataderos e della squadra locale del Nueva Chicago. In passato ha condotto anche un programma radiofonico sul calcio collaborando con diverse testate, tra cui la rivista <em>El Ciclón</em>, che si occupava del Club Atlético San Lorenzo de Almagro, la squadra di Papa Francesco.<br>A procurarmi il contatto di Fabián è stato l&#8217;amico in comune Roberto Cannavò.</p>



<p class="has-drop-cap"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27853" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-27853" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a4c82faf-d378-4d75-a29f-c97911c9f764-3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabián Armilio in piazza San Pietro a Roma</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="388" height="377" data-id="27854" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-26-203909.png" alt="" class="wp-image-27854" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-26-203909.png 388w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-26-203909-300x291.png 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabián Armilio con moglie e figlia durante una partita dell&#8217;Argentina</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Fabián, in questo Mondiale le squadre sudamericane hanno faticato ad andare avanti, Argentina a parte. E anche negli ultimi Mondiali il Sudamerica aveva sofferto, sempre con l'eccezione dell'Argentina. Secondo te i sudamericani producono meno talenti? Oppure quali sono le ragioni di queste difficoltà? </strong></code></pre>



<p>L&#8217;Argentina è riuscita a costruire una rosa interessante, composta da talenti maturati in Europa e &#8211; per grazia di Dio &#8211; ha potuto contare sul più grande giocatore di tutti i tempi e su un allenatore che ha saputo comprendere le esigenze della nazionale. L&#8217;Uruguay ha una popolazione ridotta e molti giocatori emigrano all&#8217;estero. Ciononostante, continua a sfornare buoni calciatori, anche se la squadra difficilmente potrà andare oltre gli attuali livelli di rendimento se non vengono adottate misure in linea con le evidenti necessità. Il caso più preoccupante è quello del Brasile: nonostante l&#8217;enorme popolazione e la gloriosa storia calcistica, da tempo non riesce a superare, né tantomeno a eguagliare, l&#8217;ultima grande generazione del calcio brasiliano, quella che ha conquistato gli ultimi due titoli mondiali nel 1994 e nel 2002. Dovrà intraprendere un percorso simile a quello dell&#8217;Argentina, puntando soprattutto sui giovani talenti promettenti. Le altre nazionali stanno crescendo come possono, cercando di evitare che i loro talenti vadano sprecati.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Pensi che i giocatori sudamericani vengano troppo presto in Europa e si brucino, un po' come sta succedendo a Endrick e Mastantuono, e dovrebbero rimanere in Sudamerica più a lungo per progredire la loro formazione? </strong></code></pre>



<p>Assolutamente. Credo che trascorrere più tempo con i propri cari dopo essersi affermati come giocatori di alto livello li aiuterebbe ad arrivare più preparati al grande salto verso l&#8217;Europa. Purtroppo, gli interessi economici e sportivi dei club delle Americhe e dell&#8217;Europa prevalgono sulle esigenze individuali di ogni giovane calciatore, che si tratti di aspetti legati alla crescita calcistica, alle relazioni personali o al benessere psicologico generale.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>In un mio recente viaggio in Argentina ho visto tanti bambini e ragazzi continuare a giocare nei <em>potreros </em>e per strada, una cosa che affina la loro tecnica individuale. Possiamo dunque ipotizzare che il futuro del calcio argentino sia ancora valido dopo questa generazione? </strong></code></pre>



<p>Se Dio vuole, sarà così. Ci sono tutte le premesse. Le partite di quartiere nei <em>potreros </em>sono sempre state il trampolino di lancio per i bambini argentini desiderosi di seguire la propria vocazione e, al contempo, di costruirsi un futuro attraverso il calcio. Se Di Stéfano, Sívori, Maradona e Messi hanno seguito le orme di Moreno, perché non aspettarsi che, dopo di loro, emergano nuovi talenti, all&#8217;altezza di Messi o addirittura superiori? E forse uno di questi arriverà dall&#8217;Europa, essendo stato inserito nel calcio europeo fin dall&#8217;infanzia&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27856" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/28639c16-a787-46d1-83b4-5fc0e0f62d64.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ragazzini che giocano in un <em>potrero </em>a Morón</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Ci sono state in questo Mondiale numerose polemiche a mio parere stupide e inutili su un'Argentina prima avvantaggiata per arrivare in finale e poi penalizzata in finale. Tu che ne pensi?</strong></code></pre>



<p>Si sono sempre dette sciocchezze sull&#8217;Argentina, in particolare negli altri Paesi dell&#8217;America Latina. Una volta iniziato il Mondiale, anche alcuni europei si sono uniti a questa campagna denigratoria, specialmente l&#8217;Inghilterra, ancora scottata dalla sconfitta che le avevamo inflitto. In America latina, la molla principale è stata l&#8217;invidia. Alcuni non riuscivano a tollerare che l&#8217;Argentina avesse tra le sue fila un giocatore della statura immensa di Lionel Messi. Invece di ammirarlo, hanno scelto l&#8217;invidia &#8211; a volte di natura patologica &#8211; e il passo verso la diffamazione o la calunnia è stato breve. Inoltre, sapendo che gli argentini guardano costantemente all&#8217;Europa &#8211; dove affondano le nostre radici &#8211; i critici sostengono che non siamo integrati nel resto del continente. Non è affatto così: pur essendo innanzitutto latinoamericani, nutriamo anche un profondo amore per le terre dei nostri antenati. Quanto ai commenti sul torneo, le immagini televisive non hanno lasciato dubbi sulla legittimità del cammino dell&#8217;Argentina verso la finale. Peraltro, l&#8217;arbitro ha agito correttamente espellendo Enzo Fernández durante la partita contro la Spagna, fugando così ogni residuo sospetto di favoritismi nei confronti dell&#8217;Argentina.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Lionel Messi in questo Mondiale ha disputato una competizione oltre l'immaginabile, con 8 gol, 4 assist e prestazioni spesso decisive. Ti aspettavi e in generale vi aspettavate in patria che disputasse un Mondiale a questo livello? </strong></code></pre>



<p>Sappiamo bene che Messi è capace di raggiungere vette straordinarie, ma la verità è che questa volta ha superato ogni aspettativa. È proprio per questo che è il più grande della storia: agli inizi della sua carriera faceva le stesse cose degli altri fuoriclasse, ma a una velocità superiore; il fatto che oggi il suo ritmo sia rallentato per cause naturali non significa che abbia perso il suo talento, la sua intelligenza, la capacità di improvvisare o il suo genio. È un dono immenso per il calcio mondiale che Messi continui a giocare come solo lui sa fare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="27857" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27857" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/1980009b-19e0-4226-a49f-e36795a32680.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La casa di Lionel Messi nel quartiere La Bajada a Rosario</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="912" height="1216" data-id="27859" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a37b43b6-6b95-4ae7-b777-d15b671af5b7-edited.jpg" alt="" class="wp-image-27859" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a37b43b6-6b95-4ae7-b777-d15b671af5b7-edited.jpg 912w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a37b43b6-6b95-4ae7-b777-d15b671af5b7-edited-225x300.jpg 225w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/a37b43b6-6b95-4ae7-b777-d15b671af5b7-edited-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /><figcaption class="wp-element-caption">Murales dedicati a Diego Armando Maradona nel quartiere La Boca</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>In finale, secondo te c'è stato qualche errore tattico di Scaloni? Perché, ad esempio, non ha inserito Lautaro? E poi: l'Argentina era fisicamente morta oppure è stata più brava la Spagna a non farla ripartire mai una volta recuperato il pallone?</strong></code></pre>



<p>Entrambe le cose sono vere. La Spagna è stata superiore sotto ogni aspetto: ha controllato il possesso e le transizioni, ha tenuto bene in difesa e ha neutralizzato ogni tentativo dell&#8217;Argentina di avanzare. Tuttavia, è altrettanto vero che l&#8217;Argentina &#8211; dal portiere, sceso in campo con un dito fratturato, fino a tutti gli altri reparti &#8211; è arrivata fisicamente logorata fin dall&#8217;inizio del Mondiale. A peggiorare le cose, alcuni giocatori hanno subito infortuni durante la finale stessa e la squadra è rimasta in inferiorità numerica a 15 minuti dalla fine, con il risultato ancora in parità. Persino Simeone ha continuato a giocare nonostante l&#8217;infortunio, permettendo a Ferran Torres di entrare in area indisturbato e segnare il gol decisivo. Quanto a Lautaro, presumo che Scaloni abbia scelto di puntare su Julián Álvarez perché, oltre alle doti realizzative, è più adatto a un pressing alto: ciò impedisce ai difensori avversari di costruire il gioco dal basso, interrompendo le linee di passaggio e penetrando il blocco difensivo tramite lanci in profondità o conduzioni palla al piede. La Spagna dispone di difensori capaci di creare superiorità numerica scavalcando la prima linea di pressione e consentendo così alla squadra di attaccare gli spazi aperti.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>La partita che più gli argentini ricorderanno in questo Mondiale è la semifinale contro l'Inghilterra. Scaloni aveva detto che fosse solo una partita di calcio. Ma è davvero così? La sensazione è che, errori tattici di Tuchel a parte, l'Argentina in quella partita abbia voluto dare tutto e abbia giocato la miglior partita del suo Mondiale. Per il resto, tanti giocatori quattro anni fa decisivi (Álvarez, Fernandez, Mac Allister, de Paul) in questo Mondiale sono risultati meno brillanti. Che ne pensi?</strong></code></pre>



<p>Scaloni è un professionista esemplare.  Non darà certo sfogo a sentimenti personali &#8211; peraltro condivisi da tutti gli argentini &#8211; durante una conferenza stampa. La realtà è che, per noi, questa è sempre stata una partita speciale. Pur sapendo che si tratta solo di calcio, il solo nominare l&#8217;Inghilterra suscita inevitabilmente sentimenti patriottici, accompagnati da un profondo dolore per i tanti fratelli che abbiamo perso durante la guerra delle Malvinas, mentre combattevano per riconquistare le nostre amate terre. Quanto alle prestazioni sottotono di alcuni nostri giocatori, è giunto il momento di un cambio della guardia. Ci sono talenti come Nico Paz che bussano alla porta, e sarebbe estremamente vantaggioso per loro avere più spazio in campo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Hai citato all'inizio il Brasile, sottolineando come sia in crisi da un ventennio. Ha smarrito la magia? Da dove dovrebbe ripartire? Come mai ultimamente sforna più grandi difensori e centrocampisti difensivi che attaccanti di fantasia? E Ancelotti per te ha delle colpe?</strong></code></pre>



<p>La responsabilità di Ancelotti si limita a quanto accaduto durante questo Mondiale. Il problema del Brasile è più profondo e si è venuto a creare nel corso del tempo. Credo che il Brasile debba ritrovare la propria identità e investire maggiormente su chi sta muovendo i primi passi nel calcio. Bisogna permettere a questi giovani di crescere liberamente in un ambiente favorevole, che ne stimoli lo sviluppo costante e resti fedele ai tratti distintivi da sempre caratteristici del calcio brasiliano: spontaneità, eccellente controllo di palla, creatività e ritmo costante, oltre alla magia dei suoi più grandi talenti. Con il tempo assimileranno naturalmente gli aspetti tattici, ma è urgente che il Brasile torni alle proprie radici.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>A proposito di Brasile, sempre nel mio viaggio in Argentina, parlando con le persone, ho notato che la presunta rivalità tra Argentina e Brasile si nota solo nel calcio, mentre fuori tra i due popoli c'è un ottimo rapporto. È così?</strong></code></pre>



<p>La rivalità calcistica tra Argentina e Brasile è intensa, forse la più accesa al mondo, sebbene sia un po&#8217; meno marcata in ambito politico, i rapporti in altri settori, specialmente in quello culturale, sono eccellenti. Noi amiamo le loro bellezze naturali e le loro donne splendide, la loro musica, mentre loro nutrono un particolare apprezzamento per il nostro &#8220;stile europeo&#8221;. Anche nel calcio, nonostante l&#8217;accesa rivalità, c&#8217;è sempre stato rispetto reciproco.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'altra grande malata del Sudamerica è l'Uruguay. Anche qui una crisi di talenti dopo la generazione dei Suárez, dei Forlan e dei Cavani. Cosa sta succedendo in Uruguay?</strong></code></pre>



<p>Credo che, al di là della carenza di talenti di alto livello, il problema dell&#8217;Uruguay derivi dalla difficoltà dei giocatori ad adattarsi a ritmi agonistici estremamente elevati. Bielsa ha cercato di trasmettere questa mentalità, ma ha incontrato resistenze da parte degli stessi giocatori uruguaiani, a disagio di fronte a una simile intensità. Se l&#8217;Uruguay vuole tornare ai fasti di un tempo, deve insegnare ai suoi talenti ad adattarsi alle esigenze del calcio d&#8217;élite moderno, così da poter uscire indenni &#8211; o quasi &#8211; dagli scontri con le grandi potenze di questo sport.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="415" data-id="27860" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-11.jpg" alt="" class="wp-image-27860" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-11.jpg 739w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-11-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /><figcaption class="wp-element-caption">La delusione di Carlo Ancelotti&#8230;</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27861" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/marcelo-bielsa-uruguay-1-1200x675-1-1024x576.avif" alt="" class="wp-image-27861" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/marcelo-bielsa-uruguay-1-1200x675-1-1024x576.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/marcelo-bielsa-uruguay-1-1200x675-1-300x169.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/marcelo-bielsa-uruguay-1-1200x675-1-768x432.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/marcelo-bielsa-uruguay-1-1200x675-1.avif 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8230;e quella di Marcelo Bielsa</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/07/26/il-giornalista-argentino-fabian-armilio-la-mia-argentina-e-una-felice-eccezione-il-resto-del-sudamerica-deve-ritrovare-la-magia.html">Il giornalista argentino Fabián Armilio: «La mia Argentina è una felice eccezione, il resto del Sudamerica deve ritrovare la magia»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>La top 11 del Mondiale di Game of Goals: da Vozinha a Mbappé</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/22/la-top-11-del-mondiale-di-game-of-goals-da-vozinha-a-mbappe.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 17:50:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo di top 11 per il Mondiale appena concluso. Abbiamo chiesto a ognuno di noi di stilare una top 11 del Mondiale e questi sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Tempo di top 11 per il Mondiale appena concluso. Abbiamo chiesto a ognuno di noi di stilare una top 11 del Mondiale e questi sono i risultati.<br>Gli unici che sono stati sempre scelti sono stati Cubarsì, Bellingham, Messi e Mbappé che hanno ricevuto 10 preferenze su 10.<br>Si sono fermati a 9 Cucurella e Rodri; a 8 Dani Olmo; a 7 Håland e Pedro Porro; a 5 Vozinha; a 4 Romero; a3 Upameca no; a 2 Unai Simón, Bounou, Hakimi, Kane, Spence; a 1 Emiliano Martínez, Lisandro Martínez, Ødegaard, Anderson, Elvedi, Quiñones, Gvardiol e Olise.<br>Unanimità per il tecnico della Spagna de La Fuente.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ecco la top 11 finale di Game of Goals</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full has-custom-border is-style-default wp-duotone-unset-4" style="margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/top-11-finale.png" alt="" class="wp-image-27740" style="border-style:none;border-width:0px;border-radius:25px;box-shadow:var(--wp--preset--shadow--deep)" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/top-11-finale.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/top-11-finale-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/top-11-finale-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Qui di seguite le singole top 11 di ognuno</h2>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Jo Araf</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized wp-duotone-unset-5"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Araf.png" alt="" class="wp-image-27726" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Araf.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Araf-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Araf-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Marcello Brescia</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Brescia.png" alt="" class="wp-image-27734" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Brescia.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Brescia-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Brescia-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Francesco Buffoli</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Buffoli.png" alt="" class="wp-image-27725" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Buffoli.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Buffoli-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Buffoli-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tommaso Ciuti</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Ciuti.png" alt="" class="wp-image-27727" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Ciuti.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Ciuti-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Ciuti-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Claudia Fragapane</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Fragapane.png" alt="" class="wp-image-27728" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Fragapane.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Fragapane-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Fragapane-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gabriele Gilli</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Gilli.png" alt="" class="wp-image-27731" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Gilli.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Gilli-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Gilli-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Niccolò Mello</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Mello.png" alt="" class="wp-image-27729" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Mello.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Mello-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Mello-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Federico Resta</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Resta.png" alt="" class="wp-image-27732" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Resta.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Resta-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Resta-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Alessandro Sartore</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Sartore.png" alt="" class="wp-image-27738" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Sartore.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Sartore-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Sartore-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Jacopo Stocco</h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Stocco.png" alt="" class="wp-image-27733" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Stocco.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Stocco-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Stocco-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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		<title>Il pagellone del Mondiale 2026: super Spagna, infinito Messi, amarezza Francia&#8230;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/21/il-pagellone-del-mondiale-2026-super-spagna-infinito-messi-amarezza-francia.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 21:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[complotti]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Cambio di testimone: il titolo passa dall&#8217;Argentina di Scaloni alla Spagna di de La Fuente Si è concluso il Mondiale 2026 con [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Cambio di testimone: il titolo passa dall&#8217;Argentina di Scaloni alla Spagna di de La Fuente</em></p>



<p class="has-drop-cap">Si è concluso il Mondiale 2026 con la vittoria della <strong>Spagna</strong>. Complimenti alla nazionale di <strong>de La Fuente</strong> che ha vinto la Coppa del mondo con assoluto merito. Di seguito offro una personale valutazione di questa Coppa del mondo, che come spettacolarità e qualità generale per me è stata inferiore a quella del 2022 (soprattutto nell&#8217;ultimo atto, dove siamo passati da quella che forse è stata la più entusiasmante finale di sempre a una delle più noiose), ma ha comunque saputo regalare storie incredibili.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 10</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Spagna e Lionel Messi</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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</figure>



<p></p>



<p>La <strong>Spagna</strong>, come detto, ha vinto il titolo in modo assolutamente meritato. Lo ha fatto con uno Yamal normale e un Pedri in panchina, teoricamente i due giocatori più dotati del gruppo, a dimostrazione dell&#8217;impianto collettivo meraviglioso messo in piedi da de La Fuente. Lo ha fatto con il solito gioco avvolgente, anche se meno brillante di quello di Euro 2024. Lo ha fatto con una difesa perfetta, che ha subito una sola rete e ha dimostrato solidità, compattezza e qualità. Da Cubasì a Cucurella, da Rodri a Dani Olmo, sono stati tanti i volti copertina, anche se è stata soprattutto la vittoria del collettivo e, appunto, delle idee di controllo degli spazi e della manovra &#8211; ma anche estremamente pragmatiche &#8211; di de La Fuente. La Spagna 2010 rimane di un altro pianeta per doti individuali, questa comunque ha saputo arrivare al titolo con il principio della Squadra sopra ogni cosa.</p>



<p>Il massimo dei voti va anche a <strong>Lionel Messi</strong>. La vittoria in Qatar, al termine di una competizione <em>maradoniana</em>, sembrava il suo canto del cigno, il coronamento finale su una carriera leggendaria. Invece Leo ha voluto esserci ancora a difendere il titolo nel 2026, dimostrando un coraggio straordinario e facendo rosicare ancora una volta quella schiera di detrattori che non lo apprezza, perché semplicemente non apprezza il calcio. Messi ha trascinato l&#8217;Argentina in finale a suon di prestazioni monumentali, con otto gol e quattro assist, e risultando sempre il migliore in campo, tranne che contro la Svizzera nei quarti e in finale contro la Spagna, dove onestamente di più non poteva fare. Rimane il marchio leggendario di un fenomeno eterno, senza tempo. E se il titolo di &#8220;miglior giocatore del Mondiale&#8221; gli fu ingiustamente assegnato nel 2014, questo gli è stato ingiustamente tolto. Nessuno come lui, ancora una volta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 9</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Norvegia di Erling Håland e Kylian Mbappé</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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</figure>



<p></p>



<p>La <strong>Norvegia </strong>è stata la squadra simpatia di questi Mondiali. Ha giocato un grande calcio, ha eliminato il Brasile al termine di una grande prova di squadra, ha avuto anche una dose di sfortuna nel match dei quarti contro l’Inghilterra tra reti annullati e traverse… E ha portato alla ribalta tutta la vena di <strong>Erling Håland</strong>, centravanti per eccellenza, cecchino che sembra rinverdire per certi aspetti il mito di Gerd Müller. I due gol al Brasile, in particolare, sono una gemma da tramandare ai posteri.</p>



<p><strong>Kylian Mbappé</strong> è stato invece il capocannoniere del Mondiale con 10 gol, reti che gli hanno permesso di diventare il miglior marcatore <em>all time </em>della competizione, con 22 centri in 22 partite: mostruoso. Merita il Pallone d&#8217;oro, anche se non ha vinto nulla: ma per lui parlano i tre titoli di capocannoniere di Liga, Champions e Mondiale. Con un Messi che oramai ha lasciato il calcio che conta, <em>Kiki </em>è da tre anni almeno il miglior calciatore del mondo. Se la Francia non ha vinto e non ha tenuto fede al pronostico, lui è l&#8217;ultimo dei colpevoli. E anche contro la Spagna è stato il più pericoloso dei suoi in attacco, uno dei pochi a provarci.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 8</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il VAR e Jude Bellingham</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="330" height="311" data-id="27674" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-21-182041.png" alt="" class="wp-image-27674" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-21-182041.png 330w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-21-182041-300x283.png 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></figure>



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</figure>



<p></p>



<p>Inutile girarci attorno: il <strong>VAR </strong>ha ridotto sensibilmente gli errori e anche le scelte arbitrali inizialmente sbagliate sono state nel caso cambiate da una decisione presa in sala video, che ha analizzato davvero ciò che è successo sul campo. I soliti complottisti della domenica si mettano l&#8217;animo in pace: con il VAR, che piaccia o meno, gli errori vengono limitati e le polemiche stanno a zero.</p>



<p><strong>Jude Bellingham</strong>, ancora più di Harry Kane, è stato il volto dell&#8217;Inghilterra giunta sul podio. Sette reti e prestazioni che sono letteralmente decollate nella fase a eliminazione diretta, pur se contro l&#8217;Argentina in semifinale è mancato il guizzo, anche a causa della scellerata tattica difensiva di Tuchel. Chiude comunque un Mondiale da grande protagonista, riannodando quel filo che pareva un po&#8217; spezzato con la sua prima stagione madridista, il 2023-2024.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 7</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Capo Verde e Charles De Ketelaere</h3>



<p></p>



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<p></p>



<p>Forse la più bella favola del Mondiale, quella di<strong> Capo Verde</strong>. Con il portiere-copertina Vozinha, diventato eroe a 40 anni di una Nazionale che, dopo aver fermato la Spagna futura vincitrice, ha sfiorato l&#8217;impresa contro l&#8217;Argentina, costringendola ai supplementari. Da oggi Capo Verde si scopre amante del calcio e non più solo del surf, che lì è lo sport nazionale. E Vozinha diventerà un&#8217;icona popolare come Mitu Monteiro.</p>



<p>L&#8217;attaccante dell&#8217;Atalanta, autore di tre reti, è stato invece il volto migliore del campionato italiano, che ha confermato in questo Mondiale di avere oramai un ruolo marginale ai massimi livelli internazionali. Due gol fantastici agli Stati Uniti e uno alla Spagna (l&#8217;unico subito dalla squadra campione mondiale), <strong>Charles De Ketelaere</strong> ha confermato in questo Mondiale non solo di essere un attaccante che sa fare molte cose in campo, ma anche di aver acquisito quella freddezza e quella mentalità da grande giocatore.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 6</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cristiano Ronaldo e Lamine Yamal</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<p></p>



<p>Il vecchio leone e il giovane leopardo. Accomunati da un Mondiale a corrente alterna. <strong>Cristiano Ronaldo</strong> è andato meglio che nel pessimo 2022: ha segnato tre gol, anche se due contro il derelitto Uzbekistan, si è impegnato, ha lottato, ci ha messo cuore e anima. Il suo Portogallo avrebbe potuto già uscire nei sedicesimi contro la Croazia, quando ha a lungo subito sul piano del gioco. Ma è riuscito con fortuna ad andare avanti. Con la Spagna la squadra ha giocato una partita anche alla pari per larghi tratti, cedendo sul rettilineo finale. Per Cristiano un&#8217;uscita di scena triste, ma non da sconfitto. Il suo Mondiale è complessivamente sufficiente.</p>



<p>A proposito di Spagna, sufficienza stiracchiata anche per la stellina <strong>Lamine Yamal</strong>. Un solo gol e prestazioni mai convincenti (la migliore in semifinale con la Francia), diversi passaggi a vuoto, più i dribbling falliti che quelli riusciti. Yamal non arrivava al Mondiale in grandi condizioni, reduce da un pesante infortunio, e si è visto. A parte il deludente Baena, è stato il peggiore della spedizione iberica. La Spagna, anche senza di lui, avrebbe vinto ugualmente questo Mondiale e questo fa capire la forza del movimento e del gruppo spagnolo. Ha 19 anni e un futuro luminoso davanti a sé, se non si perderà sul piano dell&#8217;applicazione mentale. Rimandato a giorni migliori.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 5</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Francia e Julian Alvarez</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<p></p>



<p>La <strong>Francia </strong>era la favorita assoluta. Si parlava di <em>nuovo Brasile &#8217;70</em>. Si parlava di una Nazionale destinata a sconvolgere i parametri del gioco. Invece, nel momento del dunque, si è completamente sciolta di fronte al gioco della Spagna. Il clamoroso regalo di Digne che ha permesso alla Spagna di trovare il vantaggio su rigore è stato il <em>turning point</em> di un incontro in cui i francesi non sono mai riusciti a spezzare il tambureggiante palleggio spagnolo per poi prendere gli avversari d&#8217;infilata in ripartenza. Deschamps chiude con un titolo mondiale su tre, una Nations League e zero Europei&#8230; Bilancio non eccezionale, considerando che la Francia è la Nazionale più forte al mondo da quasi un decennio.</p>



<p><strong>Julián Alvarez</strong>, invece, attaccante argentino dell&#8217;Atletico Madrid, ha disputato un Mondiale decisamente al di sotto delle aspettative e del rendimento offerto quattro anni fa in Qatar, dove fu una delle chiavi del trionfo <em>albiceleste</em>. Chiude con un solo gol e una sola prestazione degna di nota, contro la Svizzera. Poi tante insufficienze. Lautaro meritava di giocare di più al posto suo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 4</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;Olanda e Thomas Tuchel</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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</figure>



<p></p>



<p>Dov&#8217;è finito il brillante gioco della scuola che ha aperto le porte della modernità? Sparita sotto una coltre di estremo difensivismo che manco Max Allegri, l&#8217;<strong>Olanda</strong> da tempo oramai produce difensori e centrocampisti difensivi, ma pochi attaccanti e uno stile di gioco che prima di tutto punta a preservare più che a costruire. I suoi allenatori seguono questo filone pedissequamente. Risultato? Da anni l&#8217;Olanda pratica uno dei calci più antidiluviani del pianeta e ai Mondiali fa generalmente poca strada. Nei sedicesimi contro il Marocco, che le ha palleggiato a lungo in testa (un po&#8217; come fatto con il Brasile), è andata meritatamente a casa, anche se solo ai rigori. Johan Cruijff si starà rivoltando nella tomba&#8230;</p>



<p><strong>Thomas Tuchel</strong>, allenatore tedesco dell&#8217;Inghilterra, aveva di fatto quasi raggiunto la finale. Poi ha sbagliato tutto lo sbagliabile nella parte conclusiva della semifinale contro l&#8217;Argentina, la squadra ha perso metri e certezze e si è completamente assuefatta ai ritmi e allo spirito della <em>Selección</em>, che guidata da un Messi paradisiaco, ha ribaltato la sfida negli ultimi cinque minuti. Inspiegabile e assurdo il crollo finale dell&#8217;Inghilterra, che mai come questa volta ha avuto davvero l&#8217;occasione di riportare la Coppa in patria dopo 60 anni. E invece <em>He&#8217;s coming home</em> dovrà ancora attendere&#8230;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 3</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Germania e il Brasile</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<p></p>



<p>I talenti ci sarebbero pure e la partenza è stata persino convincente, con sette reti a Curaçao e la qualificazione al turno successivo raggiunta dopo due partite. Ma ai sedicesimi la <strong>Germania </strong>ha clamorosamente perso dal Paraguay ai rigori. Arrivare agli ottavi contro la Francia sembrava una formalità e invece ancora una volta la Nazionale tedesca è andata incontro a un fallimento. Dopo due Mondiali in cui era stata eliminata al primo turno, un altro stop prima del previsto che è costato la panchina al tecnico Julian Nagelsmann. Ora ci sarà Jurgen Klopp: riuscirà a riportare la <em>Mannschaft </em>ai vertici?</p>



<p>Dietro la lavagna anche il <strong>Brasile </strong>di Carlo Ancelotti. Che non produce più i talenti di un tempo, che ha smarrito la sua identità di gioco, che oramai presenta da anni linee mediani più muscolari che tecniche, che si fa palleggiare in faccia da Marocco e Norvegia&#8230; Chi è cresciuto o ha rivisto il grande Brasile, quello dell&#8217;epoca d&#8217;oro di Pelé e Garrincha, ma anche quello del 1982 e in parte l&#8217;attacco sontuoso delle 3 R del 2002 (Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo) inorridirà vedendo come si è ridotta la Nazionale verdeoro negli ultimi vent&#8217;anni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 2</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il terzetto Vitinha-João Neves-Bruno Fernandes e le nazionali asiatiche</h3>



<p></p>



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</figure>



<p></p>



<p>Il miglior centrocampista del mondo dell&#8217;ultimo biennio, <strong>Vitinha</strong>, incappa in un Mondiale disgraziato, in cui non riesce mai a prendere in mano il gioco portoghese e tramutarlo in quello che doveva essere la più forte linea mediana della Coppa, superiore anche a quella spagnola. Responsabilità condivise con il compagno del Psg <strong>João Neves</strong> e con <strong>Bruno Fernandes</strong>, che da uomo in più del Manchester United è stato l&#8217;uomo in meno in questo Mondiale per la sua Nazionale.</p>



<p>Spira un vento freddo dall&#8217;<strong>Asia</strong>. L&#8217;unica che si è qualificata ai sedicesimi è stata il Giappone, che per un errore clamoroso in ripartenza ha poi di fatto consegnato gli ottavi al Brasile non andando neppure ai supplementari. Per il resto&#8230; un pianto: Arabia Saudita, Corea del Sud, Iran, Iraq, Giordania, Qatar e Uzbekistan tutte a casa al primo turno, sovente dopo figure barbine e rovesci clamorosi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 1</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;Uruguay e la Turchia</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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</figure>



<p></p>



<p>L&#8217;<strong>Uruguay</strong> è stata la sola Nazionale campione del mondo a non riuscire nemmeno a passare la fase dei gironi. La penuria tecnica della <em>Celeste </em>è evidente, la Nazionale di Marcelo Bielsa è apparsa davvero alla frutta, alla disperata e affannosa ricerca di un ricambio generazionale che non c&#8217;è. E anche il totem Valverde non è riuscito a dare la scossa.</p>



<p>Inserita in un girone non proibitivo, da molti accreditata come possibile sorpresa, la <strong>Turchia </strong>di Vincenzo Montella è stata invece la prima Nazionale a essere eliminata. Sconfitta da Australia e Paraguay, il 3-2 in rimonta sugli Stati Uniti è risultato assolutamente inutile. Tra Calhanoglu, Guler e Yildiz, la squadra non ha mai saputo trovare un leader né giocate di qualità. Esperienza da dimenticare rapidamente.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voto 0</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La FIFA e le tesi dei complotti</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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</figure>



<p></p>



<p>La <strong>FIFA </strong>ha scontentato tutti. Tra la squalifica inspiegabilmente revocata a Balogun in ossequio al presidente statunitense Trump, il cooling break che ha di fatto trasformato le partite di calcio in quattro tempi, l&#8217;intervallo di mezz&#8217;ora nella finale, lo stesso concetto del Mondiale a 48 (troppe partite), con addirittura la prospettiva di salire a 64, i visti negati ai tifosi di Costa d’Avorio, Iran, Haiti e Senegal, la gestione del caso Iran&#8230; Una bocciatura su tutta la linea.</p>



<p>Ma in assoluto la cosa peggiore che ci portiamo dietro da questi Mondiali, purtroppo alimentata da molta ignoranza sui social, è rappresentata dalle <strong>tesi dei complotti</strong>. Complotti di cui avrebbe beneficiato l&#8217;Argentina per arrivare in finale, che in verità non stanno né in cielo né in terra perché ogni decisione arbitrale che ha riguardato l&#8217;Argentina ha seguito alla lettera il regolamento. Complotti poi avanzati contro l&#8217;Argentina in finale, quando la realtà è che la squadra di Scaloni era sulle gambe e ha perso con merito una partita in cui non ha mai calciato in porta. Complotti per il calendario, complotti per le decisioni arbitrali di qualsiasi partita&#8230; Basta! Se a uno non piace questo calcio e vede complotti ovunque, può fare una cosa molto più utile: cambi canale e guardi altro&#8230; Il mondo è pieno di cose da fare&#8230;</p>
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		<title>Mondiale, finale: Spagna-Argentina 1-0 dts</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/20/mondiale-finale-spagna-argentina-1-0-dts.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 23:47:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza della Spagna campione del mondo La Spagna mette dunque la seconda stella sulla maglia bissando il titolo mondiale ottenuto nel 2010 [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza della Spagna campione del mondo</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Spagna mette dunque la seconda stella sulla maglia bissando il titolo mondiale ottenuto nel 2010 in Sudafrica. Dopo la meravigliosa finale di quattro anni fa, la più bella di sempre in un Mondiale, a New York è andata in scena una delle finali più brutte della storia. Complice sicuramente l&#8217;atteggiamento eccessivamente rinunciatario dell&#8217;Argentina, che non ha mai calciato in porta e ha puntato di fatto dal primo minuto a difendersi per provare a portare la partita ai supplementari e ai rigori.</p>



<p>Solo nel finale, da due azioni orchestrate dal solito <strong>Messi</strong>, sono nate due chances, ma <strong>Cubarsì </strong>è stato bravissimo ad anticipare Senesi e Simeone ha sparato alto da ottima posizione. Per il resto l&#8217;Argentina è stata spettatrice non pagante e ha dovuto ringraziare la vena del <em>Dibu </em><strong>Martinez</strong>, che ha neutralizzato numerosi tentativi degli attaccanti spagnoli, fino a capitolare nei supplementari sull&#8217;acuto di <strong>Ferran Torres</strong>.</p>



<p>Il suo ingresso, come quello di <strong>Nico Williams</strong>, sono stati decisivi. La Spagna aveva già segnato un gol nel primo tempo supplementare, ingiustamente annullato a mio avviso. Se <strong>de La Fuente</strong> ha azzeccato i cambi, <strong>Scaloni </strong>invece questa volta non è riuscito a indovinarli, complice anche la sciagurata ma giustissima espulsione di <strong>Enzo Fernandez</strong> per doppia ammonizione.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>SPAGNA-ARGENTINA 1-0 dts<br>Marcatore: </strong>sts 1&#8242; Ferran Torres.<br><strong>Spagna: </strong>Unai Simon; Pedro Porro, Cubarsi, Laporte (st 8&#8242; Garcia), Cucurella; Rodri (st 8&#8242; Zubimendi), Fabian Ruiz (st 17&#8242; Pedri); Yamal, Olmo (st 31&#8242; Williams), Baena (st 31&#8242; Merino); Oyarzabal (st 17&#8242; Ferran Torres). All. De La Fuente.<br><strong>Argentina: </strong>E. Martinez; Montiel (st 13&#8242; Molina), Romero (st 25&#8242; Medina), Li. Martinez (pt 44&#8242; Otamendi), Tagliafico; De Paul (st 25&#8242; Simeone), Fernandez, Mac Allister, Gonzalez (st 1&#8242; Paredes); Messi, Alvarez (pts 12&#8242; Senesi). All. Scaloni.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>SPAGNA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE FERRAN TORRES 7</strong><br>In una partita tutt&#8217;altro che spettacolare, non ci resta che premiare l&#8217;uomo che segna il gol decisivo. Cambio azzeccatissimo di de La Fuente, che toglie uno spento Oyarzabal (voto 5) e inserisce l&#8217;attaccante tascabile del Barcellona, che si conferma elemento decisivo e versatile.</p>



<p><strong>Cubarsì 7 </strong>Miglior difensore del Mondiale, artefice di un&#8217;altra prestazione sontuosa con tanto di intervento in scivolata decisivo per anticipare Senesi negli ultimi istanti. Ha 19 anni e un futuro raggiante davanti a sé.</p>



<p><strong>Williams 6,5</strong> Il suo ingresso ravviva decisamente la Spagna sul lato mancino, aumentando la pericolosità offensiva dei suoi. Ingresso forse persino tardivo, però decisivo.</p>



<p><strong>Rodri 6,5</strong> Cervello e cuore del centrocampo spagnolo, disputa una finale intelligente e di sostanza. Scandaloso però il premio di Mvp del Mondiale.</p>



<p><strong>Yamal 5,5 </strong>Nonostante la vittoria della Spagna, non disputa per niente una partita incisiva e viene spesso fermato da Tagliafico. Chiude un Mondiale sottotono, nel quale ha pagato sicuramente l&#8217;infortunio patito prima del via. La Spagna però si è dimostrata talmente forte che è riuscita a vincere anche senza il contributo di quella che doveva essere la stella più luminosa.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARGENTINA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE E. MARTINEZ 8</strong><br>Le sue parate salvano l&#8217;Argentina e le permettono di arrivare fino ai supplementari. A volte non sempre stilisticamente perfetto, però straordinariamente efficace, da vicino come dalla media distanza. Forse, dopo Messi ovviamente e Di Maria fino a quando c&#8217;è stato, il miglior giocatore argentino di questa generazione.</p>



<p><strong>Tagliafico 6,5</strong> Tiene a bada lo spauracchio Yamal, limitandolo moltissimo e anticipandolo sistematicamente. Ha disputato un Mondiale nel complesso positivo, direi anche migliore che nel vittorioso 2022.</p>



<p><strong>Messi 6</strong> Isolatissimo, impossibile per lui avere una minima chance con un&#8217;Argentina tutta arroccata dietro. Però nel finale, negli unici assalti, è lui a suonare la carica e dai suoi piedi nascono le sole idee dell&#8217;Argentina. Ha trascinato una squadra bollita in finale e ha sfiorato un bis storico: più di così non poteva fare. Chiude il suo Mondiale con 8 gol e 4 assist e meritava più di chiunque altro il premio di &#8220;miglior giocatore del Mondiale&#8221;. Se quello del 2014 gli fu regalato, questo gli è stato rubato.</p>



<p><strong>Alvarez 5</strong> Sbaglia due controlli in ripartenza e poi si estranea totalmente dal gioco. Non viene mai incontro, non accorcia e non ha palloni giocabili. Chiude un Mondiale assolutamente deludente, con l&#8217;unico guizzo contro la Svizzera.</p>



<p><strong>Fernandez 4 </strong>Sciagurato l&#8217;intervento a piedi uniti che gli costa il secondo giallo e lascia l&#8217;Argentina in dieci. Anche per lui Mondiale alterno e decisamente distante dai fasti del 2022.</p>
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		<title>Mondiale, semifinale: Argentina-Inghilterra 2-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/15/mondiale-semifinale-argentina-inghilterra-2-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 22:07:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina La festa dell&#8217;Argentina Sarà ancora l&#8217;Argentina, dunque, probabilmente contro ogni pronostico o quasi a giocarsi la finale del Mondiale. Troverà la Spagna, [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> La festa dell&#8217;Argentina</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà ancora l&#8217;Argentina, dunque, probabilmente contro ogni pronostico o quasi a giocarsi la finale del Mondiale. Troverà la Spagna, che partirà sicuramente favorita, ma non dovrà sottovalutare gli <em>huevos </em>della truppa di<strong> Lionel Scaloni</strong>. Che ancora una volta ha saputo soffrire, resistere e vincere.</p>



<p>È stato un successo meritato quello dell&#8217;Argentina. Perché dopo la rete inglese di <strong>Gordon </strong>al 10&#8242; della ripresa, gli inglesi si sono abbassati troppo, <strong>Lionel Messi</strong> è salito in cattedra orchestrando tutte le azioni offensive e l&#8217;Argentina ha trovato un mare di occasioni nitide: due pali, un paio di grandi parate di <strong>Pickford</strong>, due gol con una gemma di <strong>Enzo Fernandez</strong> da fuori servito da Leo e poi il punto del sorpasso nel recupero con <strong>Lautaro </strong>di testa, ancora su un cross teleguidato di <strong>Messi</strong>.</p>



<p>Ha gravi responsabilità <strong>Tuchel</strong>, l&#8217;allenatore tedesco dell&#8217;Inghilterra. Sembrava avere la partita in controllo sul piano tattico, ma la sua squadra ha perso troppi metri e fiducia nel corso del secondo tempo. I cambi non hanno convinto, come il passaggio ai cinque dietro e l&#8217;inadeguata fase difensiva finale, mentre quelli di <strong>Scaloni </strong>hanno svoltato il match, a conferma della capacità straordinaria di lettura dell&#8217;allenatore originario di Pujato.</p>



<p>Nei primi 45 minuti era stata una partita molto soporifera, lenta, tra due squadre impaurite e con pochissime chances e azioni degne di nota. La rete di <strong>Gordon </strong>ha acceso le polveri e ha finito paradossalmente con il penalizzare la squadra in vantaggio, che ha subito la reazione d&#8217;orgoglio e di classe dei campioni del mondo, che hanno disputato senza ombra dubbio la loro miglior partita del Mondiale.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ARGENTINA-INGHILTERRA 2-1</strong><br><strong>Marcatori:</strong> st 10&#8242; Gordon (I), 40&#8242; Fernandez (A), 47&#8242; Lautaro Martinez (A).<br><strong>Argentina: </strong>Emiliano Martinez, Molina (st 27&#8242; Montiel), Romero, Lisandro Martinez (st 27&#8242; Otamendi), Tagliafico (st 36&#8242; Lautaro Martinez), Simeone (st 27&#8242; De Paul), Paredes (st 19&#8242; Nico Gonzalez), Mac Allister, E. Fernandez, Messi, Julian Alvarez.&nbsp;All.: Scaloni.&nbsp;<br><strong>Inghilterra:</strong> Pickford, James (st 37&#8242; O&#8217;Reilly), Stones (st 51&#8242; Toney), Guehi, Spence (st 51&#8242; Rashford), Rice (st 37&#8242; Burn), Anderson, Rodgers, Bellingham, Gordon (st 27&#8242; Konsa), Kane.&nbsp;All.: Tuchel.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARGENTINA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MESSI 8<br></strong>Nel primo tempo si limita a uno slalom e qualche errore di troppo. Nella ripresa, dopo il gol inglese, prende in mano la bacchetta del comando e inizia a dipingere calcio. Ogni palla transita dai suoi piedi fatati. Arretra, imposta, rifinisce e comanda. Assist facile per Fernandez e poi la pennellata meravigliosa, di destro, per Lautaro Martinez. Il tutto a 39 anni, non dimentichiamolo, dopo aver già vinto tutto, dopo aver illuminato il calcio per vent&#8217;anni. Non possono più esserci molti dubbi: siamo di fronte al miglior calciatore della storia.</p>



<p><strong>Fernandez 7,5: </strong>con Messi è il regista della squadra. Gioca più avanzato nel primo tempo, più basso nel secondo. Dirige il traffico e azzanna gli inglesi ovunque. E segna un gol di una bellezza stordente e di un&#8217;importanza capitale.</p>



<p><strong>Lautaro 7: </strong>entra con l&#8217;istinto del cobra, nel momento giusto e in un&#8217;area inglese intasata. Si fa trovare a ricevere la palla dolcissima di Messi deviando in rete da pochi passi. È il gol che vale la finale.</p>



<p><strong>Mac Allister 7: </strong>prova di grande carattere e orgoglio, appare in crescita dopo un avvio di Mondiale complesso. Colpisce due pali e offre una prova di grande combattività e cuore in mezzo al campo.</p>



<p><strong>Alvarez 6: </strong>lotta molto in prima linea, chiama Pickford a un grande intervento a inizio ripresa, ma non riesce a essere particolarmente incisivo sottoporta.</p>



<p><strong>Simeone 5: </strong>la mossa a sorpresa di Scaloni non paga. Fatica a contenere le scorribande di Spence sulla fascia e ci mette poco mordente.</p>



<p><strong>Molina 5: </strong>anticipato goffamente da Gordon nel vantaggio inglese, conferma di essere un giocatore con qualche limite dopo che già nel trionfo iridato del 2022 era stato tra i più in difficoltà.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INGHILTERRA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE SPENCE 7<br></strong>La scelta migliore di Tuchel in tutto il match. Difende e attacca a cento all&#8217;ora, ci mette fisico e grinta. Superlativo l&#8217;intervento nel secondo tempo su Simeone in area.</p>



<p><strong>Gordon 7:</strong> gol in anticipo, di classe e giustezza. Anche prima era stato particolarmente attivo. Una delle note più liete di questo Mondiale inglese: partito piano, è cresciuto moltissimo strada facendo.</p>



<p><strong>Pickford 6,5: </strong>se l&#8217;Inghilterra non capitola prima è grazie a lui. Grandissima parata su un colpo di testa di Nico Gonzalez attivato dal solito, immarcescibile, Messi.</p>



<p><strong>Bellingham 5,5: </strong>qualche buono spunto nel primo tempo, poi si eclissa. Aggredito al primo tocco dai difensori argentini, fatica a incidere.</p>



<p><strong>Kane 5:</strong> si muove tanto, troppo, lontano dalla porta. Sventagliate e giochi di sponda, ma in area non ci va mai. E per un centravanti non è il massimo.</p>
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		<title>Mondiale, semifinale: Spagna-Francia 2-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/07/14/mondiale-semifinale-spagna-francia-2-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 22:35:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Doveva essere la rivincita dell&#8217;ultima semifinale dell&#8217;Europeo e della Nations League. Anche perché la Francia sembrava in una condizione migliore: finora aveva convinto di più, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/07/14/mondiale-semifinale-spagna-francia-2-0.html">Mondiale, semifinale: Spagna-Francia 2-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Doveva essere la rivincita dell&#8217;ultima semifinale dell&#8217;Europeo e della Nations League. Anche perché la Francia sembrava in una condizione migliore: finora aveva convinto di più, aveva giocato meglio, era la sola ad aver vinto tutte le partite entro i 90 minuti, non aveva mai sofferto se non a tratti il gioco rude del Paraguay. È finita invece con un nuovo trionfo spagnolo. Per certi versi inatteso, anche se assolutamente meritato.</p>



<p>È una Spagna diversa da quella di Euro 2024: meno brillante nel gioco, ma sempre bravissima a togliere ossigeno agli avversari con un possesso palla continuo, un torello asfissiante che toglie i punti di riferimento. La Spagna è una Squadra con la S maiuscola, nel vero senso della parola: plasmata dalla sagacia tattica di <strong>de la Fuente</strong>, gioca come un club e ragiona d&#8217;insieme.</p>



<p>Non può essere casuale che nonostante uno <strong>Yamal </strong>sin qui molto lontano dai suoi standard, da quelli irreali a cui a tratti ci ha abituato nel Barcellona e anche da quelli di Euro 2024 (complice sicuramente anche l&#8217;infortunio patito poco prima del Mondiale), la Spagna continui a giocare a memoria e sembri non risentirne minimamente. La sensazione è che se ci fosse qualcun altro al posto di <strong>Yamal</strong> l&#8217;orologio perfetto spagnolo funzionerebbe alla perfezione lo stesso.</p>



<p>Anche perché la difesa è impenetrabile, con <strong>Cucurella </strong>che potrebbe persino candidarsi oggi come miglior terzino sinistro del mondo in alternativa a <strong>Nuno Mendes</strong>; con <strong>Cubarsi </strong>che d&#8217;incanto sembra diventato il<em> lìder maximo</em> tanto atteso; con <strong>Pedro Porro</strong> scopertosi d&#8217;improvviso cursore di peso internazionale. Un solo gol subito, dal Belgio, e l&#8217;impotenza di avversari che sbattono contro un muro che pare non possa essere superato.</p>



<p>E che dire del centrocampo? <strong>Rodri </strong>che sembra tornato quello di due anni fa, <strong>Fabian Ruiz</strong> e <strong>Olmo </strong>perfettamente calati nella parte e addirittura il <em>cervellino </em>del Barcellona <strong>Pedri </strong>confinato in panchina. <strong>Pedri</strong>, il presunto secondo violino di questa formazione, seduto per quasi 90 minuti. Ulteriore dimostrazione che questa Spagna veleggia davvero con il pilota automatico, cambia gli interpreti, li impoverisce tecnicamente, ma il concetto di fondo non cambia: la Spagna vince con il possesso palla, vince con la difesa bassa e chiusa, vince con un centrocampo che fraseggia e palleggia in faccia a chiunque, vince con un centravanti che è non è un fuoriclasse anche se è abilissimo nel gioco senza palla ed estremamente funzionale al gioco; vince di fatto senza guizzi offensivi individuali perché tanto prima o poi il gol lo trova con gli scambi rasoterra e in velocità.</p>



<p>In tutto questo la Francia è uscita scornata. L&#8217;attacco delle meraviglie &#8211; <strong>Dembélé</strong>, <strong>Mbappé</strong>, <strong>Olise</strong>, <strong>Barcola </strong>o <strong>Doué </strong>&#8211; non ci ha capito nulla. Il centrocampo ha faticato a impostare perché gli spagnoli erano messi benissimo in campo e tagliavano tutte le linee di passaggio. Sulla trequarti mancavano inventiva e collegamento tra i reparti. E se anche i difensori iniziano a commettere errori grossolani (<strong>Digne</strong> su tutti), beh anche la Nazionale individualmente più dotata del mondo va in tilt.</p>



<p>Tramonta dunque il sogno di rinverdire il mito del Brasile &#8217;70, per i francesi.<br>Continua, invece, per gli spagnoli il sogno di riportare a casa l&#8217;iride 16 anni dopo il Sudafrica. Con una squadra per certi aspetti simile a quella di allora, anche se individualmente meno forte. Ma con la stessa capacità di gestire a piacimento il pallone e i ritmi della gara. E di decidere come un torero quei pochi momenti scelti in cui colpire.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>SPAGNA-FRANCIA 2-0</strong><br><strong>Marcatori</strong>: pt 22&#8242; Oyarzabal rig; st 13&#8242; Porro.<br><strong>Spagna:</strong>&nbsp;Unai Simon; Porro (st 39&#8242; Llorente), Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabian Ruiz (st 32&#8242; Pedri); Yamal, Olmo (st 32&#8242; Merino), Baena (st 39&#8242; Williams); Oyarzabal (st 29&#8242; Ferran). All. de la Fuente.<br><strong>Francia:&nbsp;</strong>Maignan; Koundé, Upamecano, Saliba (pt 30&#8242; Lacroix), Digne (st 27&#8242; Hernandez); Tchouaméni, Rabiot (st 1&#8242; Koné); Dembélé, Olise (st 27&#8242; Cherki), Barcola (st 12&#8242; Doué); Mbappé. All.&nbsp;Deschamps.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>SPAGNA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RODRI 8</strong><br>Direttore d&#8217;orchestra in mezzo al campo, sembrava bollito e invece de la Fuente gli ha fatto ritrovare i colpi dei giorni migliori. Temperamento e qualità, tocca un mare di palloni, non ne sbaglia mezzo, gioca con un&#8217;intelligenza clamorosa e lo si trova anche in difesa a dare manforte nelle situazioni di maggiore pressione. Mediano totale.</p>



<p><strong>Cucurella 8: </strong>non avrà un atteggiamento sempre simpatico, ma quanto è forte. Perfetto non solo nelle sovrapposizioni offensive, ma soprattutto in chiusura: salva due volte su Mbappé in modo magistrale, prima deviando un diagonale velenosissimo e poi levandogli un tiro comodo da dentro l&#8217;area.</p>



<p><strong>Dani Olmo 8: </strong>porta a scuola i centrocampisti francesi, inventa calcio tra le linee, anche lui pare tornato a livelli che non gli erano consueti da tempo. E poi la gemma del colpo di tacco che smarca Pedro Porro per il 2-0. </p>



<p><strong>Cubarsi 7,5: </strong>con il Barcellona in Champions lo avevo trovato molto acerbo, in questo Mondiale è probabilmente ad oggi il miglior difensore. A 19 anni dirige la difesa con la calma e la qualità di un veterano. Finora paga la sbavatura sul gol belga di De Ketelaere, per il resto è stato pressoché perfetto. Come Gvardiol nel 2022, forse anche di più.</p>



<p><strong>Pedro Porro 7,5: </strong>perfetto nell&#8217;inserimento che porta al 2-0, in precedenza aveva annullato chiunque transitasse dalle sue parti, da Barcola in giù. Anche la classe operaia va in Paradiso.</p>



<p><strong>Oyarzabal 7: </strong>poco bello, poco appariscente, però utilissimo. Segna il rigore con una precisione chirurgica, rincula e prende falli. Centravanti di sopraffina intelligenza tattica.</p>



<p><strong>Yamal 6,5:</strong> mezzo voto in più per il rigore procurato, anche se pare più un errore di Digne. Per il resto brilla poco, a parte un guizzo per Oyarzabal nel primo tempo e una rete annullata nella ripresa, che sarebbe stata splendida, per un fuoriogioco millimetrico.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FRANCIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KOUNDÉ 6 <br></strong>Si fa fatica a individuare un migliore nei francesi, incapaci di fare male, sempre fuori partita&#8230; Non mi resta che premiare un difensore e lui ha avuto il merito di contenere abbastanza bene Baena, forse il meno brillante degli spagnoli. Sufficiente anche <strong><em>Upamecano </em></strong>(<strong><em>6</em></strong>), artefice di un paio di buone chiusure.</p>



<p><strong>Mbappé 5,5: </strong>primo tempo non pervenuto, nella ripresa prova ad accendersi con alcuni guizzi. Suoi comunque gli spunti individuali un po&#8217; più temibili della Francia. Ma non trova mai lo spazio per fare male a una difesa chiusa a doppia mandata.</p>



<p><strong>Olise 5:</strong> gioca tra le linee come gli chiede Deschamps e non in fascia come vuole Kompany. Si accende un paio di volte lontano dalla porta, ma non è mai incisivo dove conta. Serata no per il re degli assist del Mondiale.</p>



<p><strong>Dembélé 4,5: </strong>non si capisce come mai Deschamps non lo abbia tolto, perché il Pallone d&#8217;oro in carica non era di fatto in campo. Mai uno spunto, mai un tiro, mai una giocata. È sembrato di rivedere il Dembélé prima della cura Luis Enrique.</p>



<p><strong>Digne 4,5: </strong>probabilmente il meno dotato dei francesi in campo, e l&#8217;errore clamoroso che porta al rigore della Spagna ne è la dimostrazione. In totale confusione per un&#8217;ora, poi Deschamps lo toglie.</p>
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		<title>La rivalità Argentina-Inghilterra. Tra Santiago de Liniers e Diego Armando Maradona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[diego armando maradona]]></category>
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		<category><![CDATA[mondiali 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Il famosissimo gol di mano di Maradona contro l&#8217;Inghilterra nel Mondiale &#8217;86. Per molti un gesto irregolare. Per altri un atto politico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Il famosissimo gol di mano di Maradona contro l&#8217;Inghilterra nel Mondiale &#8217;86. </em><br><em>Per molti un gesto irregolare.</em> <em>Per altri un atto politico che riscattò l&#8217;onta della sconfitta argentina alle Malvinas</em></p>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;allenatore della Nazionale argentina campione del mondo<strong> Lionel Scaloni</strong> dice che Argentina-Inghilterra, semifinale del Mondiale 2026, sarà solo una partita di calcio.</p>



<p>Ha ragione, ma non si può negare anche il fascino di questa partita che affonda le radici nella storia.</p>



<p>Tutto nacque nel 1807 quando l&#8217;esercito inglese tentò di invadere Buenos Aires, ma venne respinto dall&#8217;eroica resistenza di <strong>Santiago de Liniers</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="399" height="501" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-1.jpg" alt="" class="wp-image-27602" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-1.jpg 399w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/images-1-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /><figcaption class="wp-element-caption">Santiago de Liniers</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Gli inglesi a Buenos Aires ci arrivarono comunque. Non con la forza delle armi, ma con la persuasione dei legami commerciali.</p>



<p>Hanno costruito strade, ferrovie, ponti. Hanno edificato le strutture urbane delle città. Le case della classe lavoratrice argentina ancora oggi sono realizzate secondo il modello inglese. E se la City di Buenos Aires ricorda quella di Londra, il quartiere di Porto Madero è un omaggio ai dock di Liverpool.</p>



<p>L&#8217;Inghilterra è ancora e sempre viva, è ancora e sempre presente nella quotidianità degli argentini, anche se loro, forse, non lo ammetterebbero mai.</p>



<p>Gli inglesi, in Argentina, portarono anche il calcio. Le regole base, il fair play, il senso di un gioco d’insieme.</p>



<p>Ma quando il calcio uscì dagli alti palazzi ed entrò nelle umili case di periferia, diventando preda degli indigeni e degli immigrati italiani e spagnoli, cambiò pelle e assunse una nuova vita.</p>



<p>Gli argentini lo modellarono secondo uno stile diverso, fatto di istinto, creatività, dribbling e astuzia. Il giornalista uruguagio <strong>Borocotó</strong> lo ribattezzò <em>La Nuestra</em>, ovvero il nostro modo di giocare.</p>



<p>La rivalità calcistica proseguì sui binari nei quali l’aveva incanalata la storia.</p>



<p>Il 14 maggio 1953, allo stadio Núñez, nella seconda partita di sempre tra le due Nazionali, l’Argentina si impose in amichevole 3-1 e il futuro milanista <strong>Ernesto Grillo</strong> realizzò un gol impossibile dalla linea di fondo campo. In Argentina quella vittoria fu salutata come <em>El día de la pelota</em>, il giorno del calcio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="878" height="685" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/grillo-2-edited.webp" alt="" class="wp-image-27606" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/grillo-2-edited.webp 878w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/grillo-2-edited-300x234.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/grillo-2-edited-768x599.webp 768w" sizes="(max-width: 878px) 100vw, 878px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ernesto Grillo</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Nella prima sfida diretta ai Mondiali, in Cile, il 2 giugno 1962, l’Inghilterra iniziò a costruire la sua sete di rivincita: successo per 3-1 nel girone e Argentina eliminata.</p>



<p>Ma non fu nulla rispetto al <em>día de la verguenza</em>, il giorno della vergogna: 23 luglio 1966, Mondiale inglese, quarti di finale. L’assurda espulsione del capitano argentino <strong>Antonio Rattín</strong> al 35’ del primo tempo accese le proteste. Il gol, forse in fuorigioco, di <strong>Geoff Hurst</strong> nel secondo tempo alimentò lo spirito argentino di revancha, di rivalsa<em> (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/08/20/1966-quarti-inghilterra-argentina-1-0.html">qui</a> la cronaca della partita)</em>.</p>



<p>Da torrido il clima divenne infuocato: dal 2 aprile al 14 giugno 1982 la rivalità si spostò dal campo di calcio al campo di battaglia. Una lotta per una manciata di isole alla fine del mondo, le Falkand-Malvinas: una vittoria inglese schiacciante, una sconfitta argentina opprimente, che chiuse l&#8217;era della sanguinosa dittatura militare ma aprì una ferita che ancora oggi non si rimargina.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="1234" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited.jpg" alt="" class="wp-image-27605" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited.jpg 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/d0d8cf56-f921-4595-b5ec-984ef367cd2a-edited-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Monumento per le Malvinas a Pujato, il paese natale di Lionel Scaloni</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Nonostante la vendetta del 22 giugno 1986, lo scacco matto di un Re alla Regina. Stadio Azteca di Città del Messico, ancora quarti di finale. La sublimazione della carriera di <strong>Diego Armando Maradona</strong>: un gol di mano e il gol del secolo, furbizia <em>criolla </em>e genio immortale <em>(leggi <a href="https://gameofgoals.it/2015/02/02/1986-quarti-argentina-inghilterra-2-1.html">qui </a>la cronaca della partita)</em>.</p>



<p>L&#8217;inglese <strong>Michael Owen</strong> tentó di rispondere a Diego, il 30 giugno 1998, ottavi di finale del Mondiale francese, segnando un gol favoloso in slalom. Ma l’espulsione di <strong>David Beckham</strong> rovinò i piani, e l’Argentina sopravvisse ai rigori.</p>



<p>Il riscatto di <em>Sir</em> <strong>Beckham</strong> fu firmato il 7 giugno 2002, nei gironi del Mondiale nippocoreano, contro un’Argentina partita tra mille aspettative e mestamente estromessa al primo turno.</p>



<p>Tra bocconi amari e calici di fiele, l’Argentina ha conosciuto il suo <em>dies redemptionis</em> il 18 dicembre 2022: il trionfo mondiale atteso da 36 anni nel segno di un nuovo Re, <strong>Lionel Andrés Messi Cuccittini</strong>.</p>



<p>L’Inghilterra, invece, il giorno della resurrezione continua ad attenderlo da 60 anni, proprio da quel Mondiale in cui ai quarti aveva infilzato l’Argentina tra le polemiche.</p>



<p>Sulla strada che può portare alla gloria, c’è un nuovo capitolo di Argentina-Inghilterra, per la prima volta in semifinale. Mercoledì 15 luglio 2026, stadio di Atlanta, Stati Uniti.</p>



<p>Una partita di calcio.<br>Ma anche un altro capitolo di una rivalità senza tempo e senza confine.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27607" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/07/GOAL-Multiple-Images-2-Split-Facebook-2026-07-03T135435.422.png.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Messi contro Kane, duello tra titani offensivi nel Mondiale 2026</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del Pibe de [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del <em>Pibe de Oro</em> al Mondiale 1986. Ha intervistato centinaia di altri calciatori, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Daniel Martinez ha lavorato per diverse emittenti internazionali, da Fox Sports a Bbc Mundo e da 16 anni è corrispondente dall&#8217;Italia per Espn seguendo i campioni sudamericani e argentini nel nostro Paese, non solo nel calcio. Vanta inoltre collaborazioni con altri media: El País di Madrid, Tve de España, Tve de Chile, la Cnn in spagnolo. Con il Mondiale cominciato da pochi giorni e a una manciata di ore dal debutto dell&#8217;Argentina campione del mondo contro l&#8217;Algeria, abbiamo rivolto a Daniel alcune domande sulla Coppa del mondo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Daniel, come vedi le possibilità di un nuovo successo sudamericano in questo Mondiale?</strong></code></pre>



<p>Ci sono sicuramente squadre sudamericane che arrivano con ambizioni importanti: l&#8217;Argentina cercherà di difendere il suo titolo essendo oggi più consapevole e meno sotto pressione rispetto a Qatar 2022. C’è il Brasile che è affamato, avendo alle spalle più di 20 anni di attesa per ingrandire il proprio palmares e con il plus di un commissario tecnico di lusso come Carlo Ancellotti. E includerei la Colombia, che non ha la storia vincente delle altre due, ma viene da un’ottima Coppa América e da un girone di qualificazione sudamericano che autorizza a sognare. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Da argentino, ti aspettavi la vittoria del Mondiale in Qatar quattro anni fa o fu una sorpresa? Dove ti trovavi il 18 dicembre 2022?</strong></code></pre>



<p>No, una sorpresa no: non dimentichiamo che l&#8217;Argentina arrivava al Mondiale dopo la vittoria in Coppa América nellla quale aveva piegato il Brasile nel Maracanà. Però certamente noi argentini eravamo stati molti vicini tante volte alla vittoria che fino alla fine abbiamo vissuto il Mondiale in apnea. Dove mi trovavo il 18 dicembre 2022? Ero nell’appartamento di Susa, con il mio cagnolino Argos, con la mia bandiera annodata al collo e afferrato alla maglietta a maniche lunghe dell&#8217;Argentina, con il numero 10 senza nome sopra il numero e ancora senza stelle sopra lo stemma. Quella maglia è il mio portafortuna, anche perché mi fu regalata, con tanto di bellissima dedica, da Mario Alberto Kempes, capocannoniere e campione del mondo nel 1978. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27510" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1536x1023.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez gioca a calcio balilla con Lautaro Martinez</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quanto è stato importante il lavoro di Scaloni per valorizzare finalmente appieno il talento di Leo Messi in Nazionale e costruire un ciclo straordinariamente vincente con un Mondiale, una Finalissima e due Coppe América? </strong></code></pre>



<p>Quello che ha fatto Scaloni è stato fondamentale e molto difficile. Ha preso, senza alcuna esperienza, una &#8220;patata&#8221; bollentissima, com&#8217;era la nazionale che aveva lasciato Sampaoli nel 2018. Con molto senso pratico, profitto e zero proclami, Scaloni si è messo a lavorare duramente, mettendo Messi al centro del progetto. Però senza caricarlo di eccessive responsabilità. Al contrario, ha fatto in modo che il gruppo lo aiutasse e si compattasse attorno a lui. E <em>L<em>í</em>o </em>ha risposto come meglio non poteva. Per tutto questo, direi che Scaloni è stato provvidenziale, oltre che fondamentale, per la rinascita della <em>Selección&nbsp;</em>e di Lionel Messi. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Dopo la vittoria in Qatar Leo (o Lío come lo chiamate voi argentini) nel cuore del popolo argentino vale ormai Maradona? </strong></code></pre>



<p>Penso che <em>Lío </em>sia assolutamente nel cuore degli argentini, e con il tempo, quando si avrà la consapevolezza e la misura della sua traiettoria sportiva in tutta la sua incredibile magnificenza, lo sarà ancora di più. Ma l&#8217;idolo Messi è molto diverso dall&#8217;idolo Maradona. Diego era la forza ribelle, faceva leva su una personalità magnetica. Era idolatrato per le sue imperfezioni da uomo, tanto come lo era per la sua sublime classe calcistica. Il popolo si specchiava in quella sua volontà di essere uguale a lui. Diego era ognuno di noi, di qualsiasi argomento si parlasse. Era una bandiera, anzi di più: era uno scudo. Un <em>vendicatore</em>, che con la sua vita, idealizzata dalle masse, dimostrava che anche gli ultimi possono arrivare in alto. La sua voce era la voce di tutta quella gente che si sentiva dimenticata, maltrattata, derubata dai potenti. Non potremo mai misurare Diego con lo stesso metro con il quale misuriamo qualsiasi altro comune mortale. <em>Lío </em>invece, è l’idolo silente, timido a livelli quasi incomprensibili. È l’idolo che non ha mai giocato in patria (ma che mai ha perso l&#8217;accento, la cultura, l&#8217;<em>argentinità</em>). È il <em>lí<em>der </em></em>lontano, quello che ha vinto tutto quello che si può vincere, però per altri, con altri colori, dall’altra parte del mondo. A troppi chilometri di quella patria che lui, tuttavia e fortunatamente, non ha messo mai in soffitta, non ha mai dimenticato. <em>Lío </em>è l’idolo che ha dovuto sudare e piangere tanto prima di apparire un vincente agli occhi dei suoi connazionali e che adesso ha battuto tutti i record con la <em>camiseta albiceleste</em>. <em>Lío </em>ha già vinto con l&#8217;Argentina più di Diego e più di chiunque altro. Ma ha dovuto aspettare quella Coppa América alzata al Maracanà nel 2021 per ricevere gli applausi della gente e ottenere quel riconoscimento trasversale che prima qualcuno in patria gli negava. In poche parole: Diego è l’idolo del travolgente carisma; <em>Lío </em>è l&#8217;idolo della schiacciante superiorità calcistica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gli argentini hanno ormai due miti: Diego, l&#8217;idolo del travolgente carisma, il vendicatore degli ultimi, la voce della gente, lo scudo delle masse. E Leo, l&#8217;idolo della superiorità calcistica, il campione dei record cresciuto in una terra lontana, che ha sofferto e pianto, ma che ora anche in Nazionale ha vinto tutto, come nessun altro</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'Argentina, rispetto all'Italia, è meno popolosa, ha un campionato di esportazione, ma resta una delle migliori scuole del mondo. Quali sono i metodi di lavoro che si utilizzano in Argentina nelle scuole calcio? </strong></code></pre>



<p>In Argentina è ancora preponderante la scuola del <em>potrero</em>, ovvero del campetto di quartiere. Abbiamo anche noi le scuole calcio <em>classiche</em>, soprattutto nelle grandi città, ma una parte importante, all&#8217;inizio del percorso formativo, si sviluppa nei club di quartiere, che in genere sono club <em>sociali </em>e di <em>promozione</em>. Ed è lì, in quei campetti di terriccio, di superfici sconnesse, che alle prime gocce di pioggia diventano di fango, che i ragazzini sviluppano caratteristiche del tutto personali, a volte uniche. Lì è dove la <em>gambeta</em> (il dribbling) diventa un’arma di sopravvivenza calcistica, non un lusso da sfoggiare per cogliere un applauso facile. Uno dei grandi problemi che stanno avendo le scuole di calcio eccessivamente metodiche dell&#8217;Europa è che costruiscono calciatori tutti uguali. Se la superficie dove i ragazzi imparano a giocare è sempre perfetta e uniforme, se il pallone è sempre iper performante, le difficoltà tecniche che si presenteranno saranno sempre uguali e anche le possibili soluzioni saranno uguali per tutti. Questo aspetto, sommato a metodi di allenamento standardizzati, alla formazione fisica preponderante in luogo della tecnica e a una scellerata ossessione per gli aspetti tattici, condiziona inevitabilmente la formazione delle nuove generazioni. Il risultato è che avremo giocatori che si assomiglieranno troppo tra di loro. Quando è risaputo che nel calcio il <em>giocatore diverso</em> e quello che fa la differenza.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Come vedi il futuro dell'Argentina dopo la generazione Messi? Quanto Nico Paz è già pronto per diventare il leader del nuovo corso argentino? E cosa aspettarsi da un Julian Álvarez sempre più consapevole dei suoi mezzi a livello internazionale? </strong></code></pre>



<p>Vedo un futuro promettente, con giocatori sempre competitivi, che hanno ereditato il dna che fu di Di Stéfano, di Labruna, di Sívori, di Kempes, di Bochini, di Alonso, di Maradona, di Messi e di tanti altri che ci hanno portato a essere una Nazionale vincente e che, anche nelle sconfitte, compete sempre ad alti livelli. Nico Paz è in un momento cruciale della carriera, è in quel passaggio tra l&#8217;essere un buon giocatore e la consacrazione che porta a diventare un campione. Speriamo che la troppa aspettativa non finisca per fargli del male. Ha davanti a sé Almada e anche lui, con caratteristiche leggermente diverse, potrebbe diventare un <em>lí<em>der </em></em>tecnico della Nazionale. Credo in ogni caso che la mancanza di un <em>lí<em>der </em></em>non sarà mai un problema nella Nazionale argentina, perché c’è tanta personalità in più di un calciatore. Il caso di Julian è notevole: a 26 anni ha già vinto tutti i titoli che un giocatore può vincere. Parliamo di 16 trofei, inclusi il Campionato del Mondo, due Coppe América, la Libertadores, la Champions League. E credo non sia ancora arrivato al punto più alto della sua carriera. Potrebbe tranquillamente essere lui il <em>lí<em>der </em></em>del futuro della Nazionale argentina. Da qui ai prossimi anni penso crescerà ancora.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27512" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez con Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avere dei <em>líder </em>e dei grandi giocatori non sarà mai un problema per la Nazionale argentina, perché da noi i talenti continuano a nascere ed ereditare il dna dei vari Di Stéfano, Labruna, Sívori, Kempes, Bochini, Alonso, Maradona, Messi. Nei prossimi anni ho grande fiducia soprattutto in Nico Paz e Julián Álvarez</p></blockquote></figure>



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<pre class="wp-block-code"><code><strong>Il Brasile non vince un Mondiale da 24 anni. Ha deciso di affidarsi a un allenatore di provata qualità ed esperienza come Ancelotti. Quali sono i punti di forza e di debolezza dei verdeoro e come li vedi in ottica vittoria del Mondiale, anche alla luce del pareggio poco spumeggiante contro il Marocco all'esordio?</strong></code></pre>



<p>Il Brasile credo stia ripetendo la stessa <em>strada della frustrazione</em> che ha percorso la Nazionale argentina nei suoi 33 anni senza vittorie, tra la Coppa America 1993 e la Coppa América 2021. Ed è una strada molto pericolosa perché divora generazioni di grandissimi talenti. L’arrivo di Ancelotti, un uomo abituato alla vittoria e che sa gestire come nessuno gli spogliatoi carichi di ego, potrebbe essere il toccasana per evitare che questa strada diventi ancora più lunga. I punti di forza del Brasile, lo sappiamo tutti, passano da risorse individuali quasi inesauribili, da giocatori di enorme qualità ma che &#8211; e qui sono i punti deboli &#8211; da tempo non trovano l’amalgama necessaria per imporsi. Se continua a naufragare nell’ansia, nella fretta e si aspetta di risolvere le partite con i colpi isolati di questo o quell’altro giocatore, anche in questo Mondiale il Brasile finirà per disunirsi piano, piano. Se invece <em>la cura Carletto</em> riuscirà a essere efficace, è una Nazionale che potrà ambire al massimo traguardo. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Tra le favorite indiscusse vi sono la Spagna di Yamal, la Francia di Mbappé e del pallone d'oro Dembélé, l'Inghilterra di Kane. Tu chi vedi meglio tra queste e chi indichi come favorita per la vittoria? </strong></code></pre>



<p>Sulla Spagna e sulla Francia sono d’accordissimo, non sull’Inghilterra che mi sembra ancora una volta in costruzione. Al suo posto io menzionerei come candidato alla vittoria il Portogallo che ha giocatori di grandissimo valore in tutti i reparti. Ma il successo finale in un Mondiale dipende di tante cose, dai piccolissimi dettagli fino a concetti generali molto ampi. Fare previsioni è estremamente complesso. Ma tra tutte per me la Spagna è la più solida, la più squadra.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27518" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez fuori dall&#8217;Allianz Arena, stadio di Monaco di Baviera</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quale può essere invece la Nazionale sorpresa? E quale sarà invece secondo te il giocatore rivelazione dei Mondiali? </strong></code></pre>



<p>Per quello che ho visto finora, tra amichevoli premondiali e primissime partite, mi ha impressionato (ma non si può parlare esattamente di sorpresa) il calcio che esprime il Marrocco. Attenti poi al Giappone, che potrebbe essere una piacevole scoperta e arrivare lontano in questo Mondiale. Indicare il giocatore rivelazione è ancora più difficile, dunque rispondo con quello che vorrei lo fosse, con tutto il cuore: Nico Paz.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Per la terza volta consecutiva l'Italia non sarà ai Mondiali. Da argentino che però da anni conosce bene la nostra realtà, qual è secondo te il principale problema del nostro calcio: troppi stranieri? Poca cultura sportiva? Scarso investimento su vivai, allenatori e strutture? </strong></code></pre>



<p>Per rispondere come si deve a questa domanda ci vorrebbe lo spazio di un libro, non di un&#8217;intervista. Non scopro nulla dicendo che questa crisi è il risultato di una somma di fattori. Da leggi come il famoso <em>decreto crescita</em> che favoriscono fiscalmente l&#8217;acquisto di giocatori che vengono dall’estero invece che l&#8217;acquisto di giocatori nel mercato interno, a problemi di abitudini culturalmente sbagliate. <br>La riassumerei così: la peggiore malattia del calcio italiano (certo, non l’unica) è lo sfrenato <em>amore </em>degli italiani per il mercato. Gli anni dell&#8217;abbondanza, <em>del calcio più bello del mondo</em> andava di pari passo con l&#8217;<em>allure</em> dei club dominati dai presidenti mecenati. I quali però di mecenatismo non avevano nulla, perché il calcio ha sempre dato tantissimo, in termini economici, di popolarità, di potere e di influenza politica a tutti gli imprenditori che scelgono di investire in una società calcistica. <br>Da allora i tifosi hanno iniziato a preoccuparsi solo, e continuano a farlo ancora oggi, di cosa regalerà loro il presidente nel calcio mercato. I media per alimentare i sogni (a quell’epoca possibili) parlavano di <em>colpo</em>, di <em>bomba</em>. Il fatto che in Italia il mercato sia così importante è dimostrato dal fatto che è l&#8217;unico Paese dove le trattative si fanno in un posto <em>centralizzato </em>e tutto il pacchetto viene venduto come uno spettacolo mediatico. In altri Paesi, quando un club vuole comprare un giocatore, i dirigenti e i rappresentanti si telefonano e si trovano da qualche parte, nell&#8217;ufficio di uno o dell&#8217;altro, a cena, o in un hotel qualunque. Non c’è un posto <em>centralizzato </em>dove si sviluppa il mercato. <br>Questa modalità mercantilistica ha fatto sì che i vivai perdessero sempre di più centralità nel momento in cui c&#8217;era da pensare al ricambio generazionale delle rose. E visto che i vivai sono un settore dove si deve investire tanto oggi per avere forse qualcosa domani &#8211; però non c&#8217;è niente di reale, di concreto e di garantito nell&#8217;immediato &#8211; ai tifosi e agli imprenditori non è mai sembrato una buona idea investire su questo fronte. I tifosi in Italia non sentono dunque la necessità di veder crescere i ragazzi dei propri settori giovanili né chiedono a gran voce ai presidenti di scommettere su questo o quel giovane promettente. <br>Il refrain è: <em>il presidente vuole una squadra per vincere subito</em>. E tutti sono così contenti quando arriva uno sconosciuto pagato a peso d’oro. Ma negli anni Ottanta e Novanta i soldi permettevano di andare in giro per il mondo, come oggi fanno gli sceicchi, e di portare in Italia giocatori di relativa qualità. Oggi credo sia evidente a tutti che non è più così. Oggi la logica mercantilistica vede altri Paesi dominare e altri campionati diventare le prime scelte. E di conseguenza, in Italia oggi quali giocatori arrivano? Non ho bisogno di scriverlo qui, tutti lo sappiamo. Basterà dire che se viene ingaggiato qualche giovane buono per davvero, lo si fa arrivare in prestito e con la clausola di ricompra. <br>Quando si guarda ai settori giovanili, dunque, si trovano campioncini che forse contro i pari età potranno farsi valere, ma che difficilmente avranno quel quid in più necessario per fare il salto di qualità ed essere competitivi al massimo livello. Ma soprattutto quello che più manca è quell’interesse che iniziano a sentire da piccoli da parte dei propri tifosi, quel fuoco che li nutre, che li fa crescere forti, perché quando arriverà la loro opportunità, i tifosi saranno dalla loro parte e vorranno vederli imporsi. Fino a quando questa logica culturale in Italia non farà strada, prevedo ancora tempi bui.</p>



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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27511" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez intervista Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi interpreti del calcio italiano</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno dei grandi problemi del calcio italiano è il mercato. Dai tempi in cui la Serie A dominava la scena negli anni Ottanta e Novanta. Questo ha fatto sì che si vuole il campione dell&#8217;oggi e non si dà il tempo di costruire il campione del domani. E i tifosi chiedono ai presidenti non quale ragazzo emergerà dal vivaio, ma chi verrà acquistato. </p></blockquote></figure>



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<pre class="wp-block-code"><code><strong>Si sente spesso dire da alcuni che il calcio di oggi è più difficile di quello di un tempo, mentre altri rimpiangono il calcio del passato. Tu che segui per lavoro questo sport da tanto tempo, quali ritieni sia la più grande differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri? </strong></code></pre>



<p>Secondo me l’uomo tende a superare i suoi limiti sempre, lo prova la storia. Migliorano la tecnologia dei materiali, i metodi degli allenamenti, il modo di alimentarsi. Migliora la medicina e un infortunio che in tempi passati ti lasciava fuori del campo per un lungo periodo oggi si risolve in un paio di mesi. In qualsiasi altro sport questa discussione non si porrebbe neanche. <br>Ma il calcio è uno sport fatto di sensazioni, di emozioni, ed è assolutamente opinabile in qualunque aspetto. E allora si accende il dibattito. Molto probabilmente chi dice fosse meglio il passato, lo sostiene perché era migliore lui stesso. E quindi ha la sensazione che ciò che vedeva in campo era migliore. Ma non è vero. Era lui a essere migliore, perché aveva la metà degli anni, la metà delle responsabilità e il doppio dei sogni di oggi. Il calcio contemporaneo si gioca a una velocità superiore, con un&#8217;intensità e con una varietà di movimenti collettivi che un tempo non si immaginavano nemmeno. Oggi si vedono più volte cambi di fronte di 50 metri da parte di terzini ignoti che in un&#8217;altra epoca verrebbero qualificati come grandissimi giocatori solo per quel singolo gesto tecnico. <br>Con molta più frequenza vediamo giocate acrobatiche in area, eseguite con la naturalezza di qualunque attaccante. Quando un tempo questi gesti erano riservati solo ai grandi campioni. È anche vero che oggi, a qualsiasi ora c’è una partita. E che in qualsiasi latitudine si impara e si gioca a calcio. Per questo le opportunità di vedere certi gol e certi gesti si moltiplicano. C’è però un aspetto in base al quale i giocatori di prima avrebbero avuto molte più possibilità di giocare meglio e più a lungo. Parlo dell&#8217;aggressività in campo. È una differenza sostanziale con il calcio di oggi, nel quale i giocatori vengono protetti molto di più. Sono convinto, ad esempio, che se Maradona fosse stato più protetto da parte di regolamenti e arbitri, avrebbe avuto una carriera ancora migliore. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Parlando ancora di Maradona, hai iniziato a seguire il calcio decenni fa, lavorando a stretto contatto con il mitico Víctor Hugo Morales e conoscendo personalmente Diego, che resta una delle figure più iconiche del calcio e dello sport. Cosa puoi dirci di lui come personaggio fuori dal campo? Hai qualche aneddoto particolare sulla sua figura? </strong></code></pre>



<p>Diego era più che un idolo delle masse, era un’icona pop, un personaggio del valore universale che trascendeva il calcio e qualunque argine si potesse opporre alla sua personalità. Ho avuto la fortuna di lavorare da giovane con Victor Hugo, una delle persone più importante della mia vita, non solo professionale, e nei confronti del quale sarò eternamente debitore. Ciò mi ha permesso di affacciarmi al <em>mondo Maradona</em>.<br>Essere lui, essere Diego, sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Quello che generava la sua sola presenza era incredibile, è difficile raccontarlo senza sembrare esagerato. E probabilmente anche quello è stato il motivo dei suoi demoni. Credo che non ci sia stato mai un solo Maradona. Per dirlo in un modo più comprensibile: c’era Diego, il giocatore che tutti i suoi compagni amavano, l’uomo capace di una generosità genuina, quello per cui la parola di Don Diego (suo padre) era legge, quello semplice, alla mano, disponibile e attento. Quello che si preoccupava dei bisognosi. Diego era pieno di virtù e degno di tanta ammirazione. <br>Ma quasi al contempo (forse entrando al palcoscenico mentre l’altro ancora stava uscendo), c’era anche Maradona. Ovvero il personaggio scontroso, un po&#8217; arrogante, che sembrava arrabbiato e che non si tratteneva se voleva insultare. Era una figura piena di contradizioni. Che poteva sostenere al mattino una posizione e la notte la posizione opposta. Ma sempre con la stessa (e questo era la cosa incredibile) genuina convinzione con la quale poche ore prima aveva dichiarato il contrario. Tra Diego, l’uomo, e Maradona, il personaggio, correva un fiume di umanità, di fragilità, di voglia di superare se stesso, di confusioni travolgenti. A tutti e due ho voluto bene. Dirò di più: l’uomo Diego mi ha aiutato a capire un po&#8217; le difficoltà del personaggio Maradona. Ma anche a capire un po&#8217; le mie contradizioni.</p>



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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>C&#8217;era Diego, il giocatore che tutti i compagni amavano, l&#8217;uomo generoso, alla mano e disponibile. E poi c&#8217;era Maradona, il personaggio scontroso, contraddittorio, che cambiava posizione di continuo. A entrambi ho voluto bene. E l&#8217;uomo Diego mi ha aiutato a capire di più il Maradona personaggio e a capire di più anche me stesso</p></blockquote></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



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<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



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<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



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<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



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<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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