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	<title>Mondiali Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Mondiali Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del Pibe de [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del <em>Pibe de Oro</em> al Mondiale 1986. Ha intervistato centinaia di altri calciatori, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Daniel Martinez ha lavorato per diverse emittenti internazionali, da Fox Sports a Bbc Mundo e da 16 anni è corrispondente dall&#8217;Italia per Espn seguendo i campioni sudamericani e argentini nel nostro Paese, non solo nel calcio. Vanta inoltre collaborazioni con altri media: El País di Madrid, Tve de España, Tve de Chile, la Cnn in spagnolo. Con il Mondiale cominciato da pochi giorni e a una manciata di ore dal debutto dell&#8217;Argentina campione del mondo contro l&#8217;Algeria, abbiamo rivolto a Daniel alcune domande sulla Coppa del mondo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Daniel, come vedi le possibilità di un nuovo successo sudamericano in questo Mondiale?</strong></code></pre>



<p>Ci sono sicuramente squadre sudamericane che arrivano con ambizioni importanti: l&#8217;Argentina cercherà di difendere il suo titolo essendo oggi più consapevole e meno sotto pressione rispetto a Qatar 2022. C’è il Brasile che è affamato, avendo alle spalle più di 20 anni di attesa per ingrandire il proprio palmares e con il plus di un commissario tecnico di lusso come Carlo Ancellotti. E includerei la Colombia, che non ha la storia vincente delle altre due, ma viene da un’ottima Coppa América e da un girone di qualificazione sudamericano che autorizza a sognare. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Da argentino, ti aspettavi la vittoria del Mondiale in Qatar quattro anni fa o fu una sorpresa? Dove ti trovavi il 18 dicembre 2022?</strong></code></pre>



<p>No, una sorpresa no: non dimentichiamo che l&#8217;Argentina arrivava al Mondiale dopo la vittoria in Coppa América nellla quale aveva piegato il Brasile nel Maracanà. Però certamente noi argentini eravamo stati molti vicini tante volte alla vittoria che fino alla fine abbiamo vissuto il Mondiale in apnea. Dove mi trovavo il 18 dicembre 2022? Ero nell’appartamento di Susa, con il mio cagnolino Argos, con la mia bandiera annodata al collo e afferrato alla maglietta a maniche lunghe dell&#8217;Argentina, con il numero 10 senza nome sopra il numero e ancora senza stelle sopra lo stemma. Quella maglia è il mio portafortuna, anche perché mi fu regalata, con tanto di bellissima dedica, da Mario Alberto Kempes, capocannoniere e campione del mondo nel 1978. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27510" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1536x1023.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez gioca a calcio balilla con Lautaro Martinez</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quanto è stato importante il lavoro di Scaloni per valorizzare finalmente appieno il talento di Leo Messi in Nazionale e costruire un ciclo straordinariamente vincente con un Mondiale, una Finalissima e due Coppe América? </strong></code></pre>



<p>Quello che ha fatto Scaloni è stato fondamentale e molto difficile. Ha preso, senza alcuna esperienza, una &#8220;patata&#8221; bollentissima, com&#8217;era la nazionale che aveva lasciato Sampaoli nel 2018. Con molto senso pratico, profitto e zero proclami, Scaloni si è messo a lavorare duramente, mettendo Messi al centro del progetto. Però senza caricarlo di eccessive responsabilità. Al contrario, ha fatto in modo che il gruppo lo aiutasse e si compattasse attorno a lui. E <em>L<em>í</em>o </em>ha risposto come meglio non poteva. Per tutto questo, direi che Scaloni è stato provvidenziale, oltre che fondamentale, per la rinascita della <em>Selección&nbsp;</em>e di Lionel Messi. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Dopo la vittoria in Qatar Leo (o Lío come lo chiamate voi argentini) nel cuore del popolo argentino vale ormai Maradona? </strong></code></pre>



<p>Penso che <em>Lío </em>sia assolutamente nel cuore degli argentini, e con il tempo, quando si avrà la consapevolezza e la misura della sua traiettoria sportiva in tutta la sua incredibile magnificenza, lo sarà ancora di più. Ma l&#8217;idolo Messi è molto diverso dall&#8217;idolo Maradona. Diego era la forza ribelle, faceva leva su una personalità magnetica. Era idolatrato per le sue imperfezioni da uomo, tanto come lo era per la sua sublime classe calcistica. Il popolo si specchiava in quella sua volontà di essere uguale a lui. Diego era ognuno di noi, di qualsiasi argomento si parlasse. Era una bandiera, anzi di più: era uno scudo. Un <em>vendicatore</em>, che con la sua vita, idealizzata dalle masse, dimostrava che anche gli ultimi possono arrivare in alto. La sua voce era la voce di tutta quella gente che si sentiva dimenticata, maltrattata, derubata dai potenti. Non potremo mai misurare Diego con lo stesso metro con il quale misuriamo qualsiasi altro comune mortale. <em>Lío </em>invece, è l’idolo silente, timido a livelli quasi incomprensibili. È l’idolo che non ha mai giocato in patria (ma che mai ha perso l&#8217;accento, la cultura, l&#8217;<em>argentinità</em>). È il <em>lí<em>der </em></em>lontano, quello che ha vinto tutto quello che si può vincere, però per altri, con altri colori, dall’altra parte del mondo. A troppi chilometri di quella patria che lui, tuttavia e fortunatamente, non ha messo mai in soffitta, non ha mai dimenticato. <em>Lío </em>è l’idolo che ha dovuto sudare e piangere tanto prima di apparire un vincente agli occhi dei suoi connazionali e che adesso ha battuto tutti i record con la <em>camiseta albiceleste</em>. <em>Lío </em>ha già vinto con l&#8217;Argentina più di Diego e più di chiunque altro. Ma ha dovuto aspettare quella Coppa América alzata al Maracanà nel 2021 per ricevere gli applausi della gente e ottenere quel riconoscimento trasversale che prima qualcuno in patria gli negava. In poche parole: Diego è l’idolo del travolgente carisma; <em>Lío </em>è l&#8217;idolo della schiacciante superiorità calcistica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gli argentini hanno ormai due miti: Diego, l&#8217;idolo del travolgente carisma, il vendicatore degli ultimi, la voce della gente, lo scudo delle masse. E Leo, l&#8217;idolo della superiorità calcistica, il campione dei record cresciuto in una terra lontana, che ha sofferto e pianto, ma che ora anche in Nazionale ha vinto tutto, come nessun altro</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'Argentina, rispetto all'Italia, è meno popolosa, ha un campionato di esportazione, ma resta una delle migliori scuole del mondo. Quali sono i metodi di lavoro che si utilizzano in Argentina nelle scuole calcio? </strong></code></pre>



<p>In Argentina è ancora preponderante la scuola del <em>potrero</em>, ovvero del campetto di quartiere. Abbiamo anche noi le scuole calcio <em>classiche</em>, soprattutto nelle grandi città, ma una parte importante, all&#8217;inizio del percorso formativo, si sviluppa nei club di quartiere, che in genere sono club <em>sociali </em>e di <em>promozione</em>. Ed è lì, in quei campetti di terriccio, di superfici sconnesse, che alle prime gocce di pioggia diventano di fango, che i ragazzini sviluppano caratteristiche del tutto personali, a volte uniche. Lì è dove la <em>gambeta</em> (il dribbling) diventa un’arma di sopravvivenza calcistica, non un lusso da sfoggiare per cogliere un applauso facile. Uno dei grandi problemi che stanno avendo le scuole di calcio eccessivamente metodiche dell&#8217;Europa è che costruiscono calciatori tutti uguali. Se la superficie dove i ragazzi imparano a giocare è sempre perfetta e uniforme, se il pallone è sempre iper performante, le difficoltà tecniche che si presenteranno saranno sempre uguali e anche le possibili soluzioni saranno uguali per tutti. Questo aspetto, sommato a metodi di allenamento standardizzati, alla formazione fisica preponderante in luogo della tecnica e a una scellerata ossessione per gli aspetti tattici, condiziona inevitabilmente la formazione delle nuove generazioni. Il risultato è che avremo giocatori che si assomiglieranno troppo tra di loro. Quando è risaputo che nel calcio il <em>giocatore diverso</em> e quello che fa la differenza.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Come vedi il futuro dell'Argentina dopo la generazione Messi? Quanto Nico Paz è già pronto per diventare il leader del nuovo corso argentino? E cosa aspettarsi da un Julian Álvarez sempre più consapevole dei suoi mezzi a livello internazionale? </strong></code></pre>



<p>Vedo un futuro promettente, con giocatori sempre competitivi, che hanno ereditato il dna che fu di Di Stéfano, di Labruna, di Sívori, di Kempes, di Bochini, di Alonso, di Maradona, di Messi e di tanti altri che ci hanno portato a essere una Nazionale vincente e che, anche nelle sconfitte, compete sempre ad alti livelli. Nico Paz è in un momento cruciale della carriera, è in quel passaggio tra l&#8217;essere un buon giocatore e la consacrazione che porta a diventare un campione. Speriamo che la troppa aspettativa non finisca per fargli del male. Ha davanti a sé Almada e anche lui, con caratteristiche leggermente diverse, potrebbe diventare un <em>lí<em>der </em></em>tecnico della Nazionale. Credo in ogni caso che la mancanza di un <em>lí<em>der </em></em>non sarà mai un problema nella Nazionale argentina, perché c’è tanta personalità in più di un calciatore. Il caso di Julian è notevole: a 26 anni ha già vinto tutti i titoli che un giocatore può vincere. Parliamo di 16 trofei, inclusi il Campionato del Mondo, due Coppe América, la Libertadores, la Champions League. E credo non sia ancora arrivato al punto più alto della sua carriera. Potrebbe tranquillamente essere lui il <em>lí<em>der </em></em>del futuro della Nazionale argentina. Da qui ai prossimi anni penso crescerà ancora.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27512" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez con Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avere dei <em>líder </em>e dei grandi giocatori non sarà mai un problema per la Nazionale argentina, perché da noi i talenti continuano a nascere ed ereditare il dna dei vari Di Stéfano, Labruna, Sívori, Kempes, Bochini, Alonso, Maradona, Messi. Nei prossimi anni ho grande fiducia soprattutto in Nico Paz e Julián Álvarez</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Il Brasile non vince un Mondiale da 24 anni. Ha deciso di affidarsi a un allenatore di provata qualità ed esperienza come Ancelotti. Quali sono i punti di forza e di debolezza dei verdeoro e come li vedi in ottica vittoria del Mondiale, anche alla luce del pareggio poco spumeggiante contro il Marocco all'esordio?</strong></code></pre>



<p>Il Brasile credo stia ripetendo la stessa <em>strada della frustrazione</em> che ha percorso la Nazionale argentina nei suoi 33 anni senza vittorie, tra la Coppa America 1993 e la Coppa América 2021. Ed è una strada molto pericolosa perché divora generazioni di grandissimi talenti. L’arrivo di Ancelotti, un uomo abituato alla vittoria e che sa gestire come nessuno gli spogliatoi carichi di ego, potrebbe essere il toccasana per evitare che questa strada diventi ancora più lunga. I punti di forza del Brasile, lo sappiamo tutti, passano da risorse individuali quasi inesauribili, da giocatori di enorme qualità ma che &#8211; e qui sono i punti deboli &#8211; da tempo non trovano l’amalgama necessaria per imporsi. Se continua a naufragare nell’ansia, nella fretta e si aspetta di risolvere le partite con i colpi isolati di questo o quell’altro giocatore, anche in questo Mondiale il Brasile finirà per disunirsi piano, piano. Se invece <em>la cura Carletto</em> riuscirà a essere efficace, è una Nazionale che potrà ambire al massimo traguardo. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Tra le favorite indiscusse vi sono la Spagna di Yamal, la Francia di Mbappé e del pallone d'oro Dembélé, l'Inghilterra di Kane. Tu chi vedi meglio tra queste e chi indichi come favorita per la vittoria? </strong></code></pre>



<p>Sulla Spagna e sulla Francia sono d’accordissimo, non sull’Inghilterra che mi sembra ancora una volta in costruzione. Al suo posto io menzionerei come candidato alla vittoria il Portogallo che ha giocatori di grandissimo valore in tutti i reparti. Ma il successo finale in un Mondiale dipende di tante cose, dai piccolissimi dettagli fino a concetti generali molto ampi. Fare previsioni è estremamente complesso. Ma tra tutte per me la Spagna è la più solida, la più squadra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27518" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez fuori dall&#8217;Allianz Arena, stadio di Monaco di Baviera</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quale può essere invece la Nazionale sorpresa? E quale sarà invece secondo te il giocatore rivelazione dei Mondiali? </strong></code></pre>



<p>Per quello che ho visto finora, tra amichevoli premondiali e primissime partite, mi ha impressionato (ma non si può parlare esattamente di sorpresa) il calcio che esprime il Marrocco. Attenti poi al Giappone, che potrebbe essere una piacevole scoperta e arrivare lontano in questo Mondiale. Indicare il giocatore rivelazione è ancora più difficile, dunque rispondo con quello che vorrei lo fosse, con tutto il cuore: Nico Paz.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Per la terza volta consecutiva l'Italia non sarà ai Mondiali. Da argentino che però da anni conosce bene la nostra realtà, qual è secondo te il principale problema del nostro calcio: troppi stranieri? Poca cultura sportiva? Scarso investimento su vivai, allenatori e strutture? </strong></code></pre>



<p>Per rispondere come si deve a questa domanda ci vorrebbe lo spazio di un libro, non di un&#8217;intervista. Non scopro nulla dicendo che questa crisi è il risultato di una somma di fattori. Da leggi come il famoso <em>decreto crescita</em> che favoriscono fiscalmente l&#8217;acquisto di giocatori che vengono dall’estero invece che l&#8217;acquisto di giocatori nel mercato interno, a problemi di abitudini culturalmente sbagliate. <br>La riassumerei così: la peggiore malattia del calcio italiano (certo, non l’unica) è lo sfrenato <em>amore </em>degli italiani per il mercato. Gli anni dell&#8217;abbondanza, <em>del calcio più bello del mondo</em> andava di pari passo con l&#8217;<em>allure</em> dei club dominati dai presidenti mecenati. I quali però di mecenatismo non avevano nulla, perché il calcio ha sempre dato tantissimo, in termini economici, di popolarità, di potere e di influenza politica a tutti gli imprenditori che scelgono di investire in una società calcistica. <br>Da allora i tifosi hanno iniziato a preoccuparsi solo, e continuano a farlo ancora oggi, di cosa regalerà loro il presidente nel calcio mercato. I media per alimentare i sogni (a quell’epoca possibili) parlavano di <em>colpo</em>, di <em>bomba</em>. Il fatto che in Italia il mercato sia così importante è dimostrato dal fatto che è l&#8217;unico Paese dove le trattative si fanno in un posto <em>centralizzato </em>e tutto il pacchetto viene venduto come uno spettacolo mediatico. In altri Paesi, quando un club vuole comprare un giocatore, i dirigenti e i rappresentanti si telefonano e si trovano da qualche parte, nell&#8217;ufficio di uno o dell&#8217;altro, a cena, o in un hotel qualunque. Non c’è un posto <em>centralizzato </em>dove si sviluppa il mercato. <br>Questa modalità mercantilistica ha fatto sì che i vivai perdessero sempre di più centralità nel momento in cui c&#8217;era da pensare al ricambio generazionale delle rose. E visto che i vivai sono un settore dove si deve investire tanto oggi per avere forse qualcosa domani &#8211; però non c&#8217;è niente di reale, di concreto e di garantito nell&#8217;immediato &#8211; ai tifosi e agli imprenditori non è mai sembrato una buona idea investire su questo fronte. I tifosi in Italia non sentono dunque la necessità di veder crescere i ragazzi dei propri settori giovanili né chiedono a gran voce ai presidenti di scommettere su questo o quel giovane promettente. <br>Il refrain è: <em>il presidente vuole una squadra per vincere subito</em>. E tutti sono così contenti quando arriva uno sconosciuto pagato a peso d’oro. Ma negli anni Ottanta e Novanta i soldi permettevano di andare in giro per il mondo, come oggi fanno gli sceicchi, e di portare in Italia giocatori di relativa qualità. Oggi credo sia evidente a tutti che non è più così. Oggi la logica mercantilistica vede altri Paesi dominare e altri campionati diventare le prime scelte. E di conseguenza, in Italia oggi quali giocatori arrivano? Non ho bisogno di scriverlo qui, tutti lo sappiamo. Basterà dire che se viene ingaggiato qualche giovane buono per davvero, lo si fa arrivare in prestito e con la clausola di ricompra. <br>Quando si guarda ai settori giovanili, dunque, si trovano campioncini che forse contro i pari età potranno farsi valere, ma che difficilmente avranno quel quid in più necessario per fare il salto di qualità ed essere competitivi al massimo livello. Ma soprattutto quello che più manca è quell’interesse che iniziano a sentire da piccoli da parte dei propri tifosi, quel fuoco che li nutre, che li fa crescere forti, perché quando arriverà la loro opportunità, i tifosi saranno dalla loro parte e vorranno vederli imporsi. Fino a quando questa logica culturale in Italia non farà strada, prevedo ancora tempi bui.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27511" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez intervista Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi interpreti del calcio italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno dei grandi problemi del calcio italiano è il mercato. Dai tempi in cui la Serie A dominava la scena negli anni Ottanta e Novanta. Questo ha fatto sì che si vuole il campione dell&#8217;oggi e non si dà il tempo di costruire il campione del domani. E i tifosi chiedono ai presidenti non quale ragazzo emergerà dal vivaio, ma chi verrà acquistato. </p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Si sente spesso dire da alcuni che il calcio di oggi è più difficile di quello di un tempo, mentre altri rimpiangono il calcio del passato. Tu che segui per lavoro questo sport da tanto tempo, quali ritieni sia la più grande differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri? </strong></code></pre>



<p>Secondo me l’uomo tende a superare i suoi limiti sempre, lo prova la storia. Migliorano la tecnologia dei materiali, i metodi degli allenamenti, il modo di alimentarsi. Migliora la medicina e un infortunio che in tempi passati ti lasciava fuori del campo per un lungo periodo oggi si risolve in un paio di mesi. In qualsiasi altro sport questa discussione non si porrebbe neanche. <br>Ma il calcio è uno sport fatto di sensazioni, di emozioni, ed è assolutamente opinabile in qualunque aspetto. E allora si accende il dibattito. Molto probabilmente chi dice fosse meglio il passato, lo sostiene perché era migliore lui stesso. E quindi ha la sensazione che ciò che vedeva in campo era migliore. Ma non è vero. Era lui a essere migliore, perché aveva la metà degli anni, la metà delle responsabilità e il doppio dei sogni di oggi. Il calcio contemporaneo si gioca a una velocità superiore, con un&#8217;intensità e con una varietà di movimenti collettivi che un tempo non si immaginavano nemmeno. Oggi si vedono più volte cambi di fronte di 50 metri da parte di terzini ignoti che in un&#8217;altra epoca verrebbero qualificati come grandissimi giocatori solo per quel singolo gesto tecnico. <br>Con molta più frequenza vediamo giocate acrobatiche in area, eseguite con la naturalezza di qualunque attaccante. Quando un tempo questi gesti erano riservati solo ai grandi campioni. È anche vero che oggi, a qualsiasi ora c’è una partita. E che in qualsiasi latitudine si impara e si gioca a calcio. Per questo le opportunità di vedere certi gol e certi gesti si moltiplicano. C’è però un aspetto in base al quale i giocatori di prima avrebbero avuto molte più possibilità di giocare meglio e più a lungo. Parlo dell&#8217;aggressività in campo. È una differenza sostanziale con il calcio di oggi, nel quale i giocatori vengono protetti molto di più. Sono convinto, ad esempio, che se Maradona fosse stato più protetto da parte di regolamenti e arbitri, avrebbe avuto una carriera ancora migliore. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Parlando ancora di Maradona, hai iniziato a seguire il calcio decenni fa, lavorando a stretto contatto con il mitico Víctor Hugo Morales e conoscendo personalmente Diego, che resta una delle figure più iconiche del calcio e dello sport. Cosa puoi dirci di lui come personaggio fuori dal campo? Hai qualche aneddoto particolare sulla sua figura? </strong></code></pre>



<p>Diego era più che un idolo delle masse, era un’icona pop, un personaggio del valore universale che trascendeva il calcio e qualunque argine si potesse opporre alla sua personalità. Ho avuto la fortuna di lavorare da giovane con Victor Hugo, una delle persone più importante della mia vita, non solo professionale, e nei confronti del quale sarò eternamente debitore. Ciò mi ha permesso di affacciarmi al <em>mondo Maradona</em>.<br>Essere lui, essere Diego, sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Quello che generava la sua sola presenza era incredibile, è difficile raccontarlo senza sembrare esagerato. E probabilmente anche quello è stato il motivo dei suoi demoni. Credo che non ci sia stato mai un solo Maradona. Per dirlo in un modo più comprensibile: c’era Diego, il giocatore che tutti i suoi compagni amavano, l’uomo capace di una generosità genuina, quello per cui la parola di Don Diego (suo padre) era legge, quello semplice, alla mano, disponibile e attento. Quello che si preoccupava dei bisognosi. Diego era pieno di virtù e degno di tanta ammirazione. <br>Ma quasi al contempo (forse entrando al palcoscenico mentre l’altro ancora stava uscendo), c’era anche Maradona. Ovvero il personaggio scontroso, un po&#8217; arrogante, che sembrava arrabbiato e che non si tratteneva se voleva insultare. Era una figura piena di contradizioni. Che poteva sostenere al mattino una posizione e la notte la posizione opposta. Ma sempre con la stessa (e questo era la cosa incredibile) genuina convinzione con la quale poche ore prima aveva dichiarato il contrario. Tra Diego, l’uomo, e Maradona, il personaggio, correva un fiume di umanità, di fragilità, di voglia di superare se stesso, di confusioni travolgenti. A tutti e due ho voluto bene. Dirò di più: l’uomo Diego mi ha aiutato a capire un po&#8217; le difficoltà del personaggio Maradona. Ma anche a capire un po&#8217; le mie contradizioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>C&#8217;era Diego, il giocatore che tutti i compagni amavano, l&#8217;uomo generoso, alla mano e disponibile. E poi c&#8217;era Maradona, il personaggio scontroso, contraddittorio, che cambiava posizione di continuo. A entrambi ho voluto bene. E l&#8217;uomo Diego mi ha aiutato a capire di più il Maradona personaggio e a capire di più anche me stesso</p></blockquote></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



<p></p>



<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="27388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-27388" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-300x300.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-150x150.avif 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-768x768.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1536x1536.avif 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



<p></p>



<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



<p></p>



<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



<p></p>



<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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		<title>2018 Ottavi di finale: Francia-Argentina 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/10/2018-ottavi-di-finale-francia-argentina-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[terza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;immenso Mbappé Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di Deschamps supera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;immenso Mbappé</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di <strong>Deschamps </strong>supera l’Argentina con un pirotecnico 4-3: dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio &#8211; <strong>Angel Di Maria</strong> risponde al chirurgico rigore di <strong>Antoine Griezmann</strong> con un tracciante meraviglioso &#8211; nella ripresa lo strapotere fisico e tecnico di <strong>Kylian Mbappé</strong> fa la differenza e con una doppietta mortifera piega i sudamericani, infilzati anche da uno splendido destro al volo di <strong>Pavard</strong>. La nazionale di <strong>Sampaoli </strong>pare una squadra di cartapesta, che agglomera senza un preciso ordine giocatori inadeguati per certi palcoscenici (<strong>Perez</strong>, <strong>Armani</strong>, <strong>Pavon</strong>) e giocatori bolliti (uno su tutti, <strong>Javier Mascherano</strong> veramente alla frutta). <strong>Lionel Messi</strong> predica nel deserto e può fare poco, anche se due assist – uno a dir la verità abbastanza casuale – portano la sua firma. Di contro, la Francia con la sua verticalità, la sua fisicità e la qualità singola delle sue stelle è una squadra che viaggia a gonfie vele verso il suo secondo titolo mondiale.</p>



<p><strong>Francia:</strong> Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, L. Hernandez; Pogba, Kantè; Mbappé (st 44&#8242; Thauvin), Griezmann (st 38&#8242; Fekir), Matuidi (st 30&#8242; Tolisso); Giroud.<br><strong>Argentina:</strong> Armani; Mercado, Otamendi, Rojo (st 1&#8242; Fazio), Tagliafico; E. Perez (st 21&#8242; Aguero), Mascherano, Banega; Pavon (st 30&#8242; Meza), Messi, Di Maria.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>9’ </strong>Splendida punizione mancina di Griezmann dal limite, sinistro morbido che si stampa all’incrocio dei pali.<br><strong>13’ GOL FRANCIA</strong> Mbappé attraversa un deserto di 60 metri palla al piede bruciando Mascherano e scherzando Rojo che lo atterra in area: Griezmann batte rasoterra e buca Armani.<br><strong>41’ GOL ARGENTINA</strong> Siluro da oltre trenta metri di Di Maria che prende la mira e trafigge Lloris con un mancino stupendo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>3’ GOL ARGENTINA</strong> Messi dal vertice destro dell’area addomestica il pallone, si libera dell’uomo e calcia in porta: la conclusione diventa un assist involontario per Mercado che si trova casualmente a toccare per ultimo un pallone che rotola in porta spiazzando Lloris.<br><strong>12’ GOL FRANCIA</strong> Destro strepitoso in controbalzo di Pavard, che indirizza un missile sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Armani.<br><strong>19’ GOL FRANCIA </strong>Dribbling secco nello stretto di Mbappé, che di pura velocità e tecnica si libera di due argentini in area e conclude con il mancino. Armani è imperfetto, la palla finisce in rete. Sorpasso dei Blues.<br><strong>23’ GOL FRANCIA </strong>Contropiede micidiale dei francesi, concluso da Mbappè che davanti al portiere è glaciale e piazza il colpo che chiude i giochi.<br><strong>44’ GOL ARGENTINA</strong> Messi illumina in area per Aguero, i difensori francesi bucano l’intervento ed El Kun incorna di testa per il 4-3, anche se ormai è tardi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="896" height="504" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg" alt="" class="wp-image-27485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg 896w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /><figcaption class="wp-element-caption">Griezmann e Mbappé festeggiano</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong><br><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 9</strong> Questa partita verrà ricordata come quella che ha consacrato Mbappé tra i fuoriclasse del calcio. Nel primo tempo un paio di accelerazioni evocano spettri <em>ronaldiani</em>, nella ripresa i due gol trascinano la Francia al turno successivo. Fisicamente sembra impossibile da contenere (citofonare la difesa argentina per ulteriori informazioni), nelle esecuzioni è rapido e letale, la velocità con cui si sposta la palla tra i piedi appare fuori scala. La cosa più vicina alla miglior versione di Ronaldo Il Fenomeno nel nuovo millennio.<br><strong>Griezmann 7,5</strong> Un rigore chirurgico, una punizione calciata benissimo che per sfortuna si stampa all’incrocio e tante giocate di qualità, di raccordo tra i reparti e di sacrificio &#8211; un paio di volte sradica il pallone dai piedi di Messi. Anche se le luci sono tutte per Mbappé, non va trascurata la prestazione del <em>Piccolo Diavolo</em>.<br><strong>Kanté 7</strong> Agisce da recuperatore di palloni e da regista basso, che mette in ordine e ripulisce i palloni: se Matuidi fa da raccordo e Pogba innesta le punte, l’uomo da cui passa tutto è lui. Ringhia come un mediano alle calcagna degli argentini ed è ovunque. Ha giocato partite ancora più belle di questa, che rimane comunque solida e di alto profilo.<br><strong>Pavard 6,5</strong> Soffre Di Maria, che lo punta e lo salta ripetutamente. In difesa non sempre è sicuro, ma il gol del 2-2 è una prodezza assoluta che ribalta le sorti della gara.<br><strong>Giroud 6,5</strong> Non segna e non tira &#8211; ed è una costante di tutto il mondiale &#8211; ma il suo lavoro tattico e per la squadra è encomiabile: serve un assist a Mbappé, pressa e si muove molto, rendendosi sempre utile. Il paragone con l’impalpabile Guivarc’h dei Mondiali 1998 non ha fondamento.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ARGENTINA<br>IL MIGLIORE DI MARIA 7</strong> Ancora una volta, il <em>Fideo </em>fa la differenza con la maglia della Seleccion (a proposito, abbiamo scritto del rapporto tra Di Maria e la Nazionale biancoceleste proprio qui): mette ripetutamente in crisi i difensori francesi con i suoi cambi di direzione e le finte da gaucho argentino e segna un gol meraviglioso con un sinistro da paura. Raramente delude in momenti come questi, peccato che la squadra è quella che è.<br><strong>Messi 6</strong> Ogni volta che le telecamere lo inquadrano ha la faccia cupa e contratta in una leggera smorfia di disappunto, e non gli si può dar torto. I compagni sono veramente modesti e l’apporto dell’allenatore è tutt’altro che incisivo. Leo fa quel che può &#8211; un paio di assist, di cui uno casuale, qualche accelerazione, qualche sterzata &#8211; anche se servirebbe di più, ma in circostanze simili è difficile. A differenza di altre volte non si nasconde e rimane in partita fino alla fine.<br><strong>Rojo-Tagliafico 4,5</strong> Mbappé tormenterà i loro incubi per sempre. Sempre in ritardo e fuori fase, sembrano poco adeguati per questi palcoscenici.<br><strong>Mascherano 4</strong> È triste punire <em>El Jefe</em> con un voto così pesante, ma la verità è che è un lontanissimo parente di quello ammirato nelle partite finali del Mondiale di Brasile 2014. Fisicamente non regge più il passo di nessuno dei suoi avversari, i suoi lanci finiscono quasi tutti nel vuoto. Ha l’aggravante di essere indicato come il vero leader, a differenza di Sampaoli che sembra più il cosiddetto &#8220;uomo di paglia&#8221;, colui che detta le convocazioni e tiene in mano le redini. La verità è che la spedizione è stata un disastro, sia dal punto di vista individuale, sia dal punto di vista collettivo.</p>



<p></p>



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		<title>2014 Semifinale: Brasile-Germania 1-7</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 16:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2014]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione nelle assenze di <strong>Neymar </strong>e<strong> Thiago Silva</strong>, i due fuoriclasse della squadra. Il nuovo incubo calcistico del popolo brasiliano assume le sembianze perturbanti del <em>Mineirazo</em>, a distanza di sessantaquattro anni dal celebre <em>Maracanazo</em>, di cui si è narrato e romanzato. Il Brasile di <strong>Felipe Scolari</strong> sembra appartenere ad un&#8217;era geologica diversa rispetto a quello che in Giappone e Corea aveva alzato la coppa del mondo in faccia ai soldatini tedeschi. La squadra di <strong>Löw </strong>restituisce a suon di interessi il trauma della notte di Yokohama e lo fa nella maniera più spietata possibile, infliggendo ai brasiliani la peggiore delle umiliazioni, rovinando per sempre un mondiale tra le mura amiche e, forse, i sogni di un&#8217;intera generazione.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Julio Cesar, Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo, Fernandinho (st 1&#8242; Paulinho), Luiz Gustavo, Bernard, Hulk (st 1&#8242; Ramires), Oscar, Fred (st 25&#8242; Willian).<br><strong>Germania:</strong> Neuer, Hoewedes, Hummels (st 1&#8242; Mertesacker), Boateng, Lahm, Khedira (st 31&#8242; Draxler), Schweinsteiger, Ozil, Kroos, Muller, Klose (st 13&#8242; Schurrle).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>11&#8242; GOL GERMANIA </strong>Calcio d&#8217;angolo di Kroos, Thomas Muller indisturbato al centro dell&#8217;area colpisce con il piatto destro al volo e trafigge Julio Cesar.<br><strong>23&#8242; GOL GERMANIA</strong> Kroos trova un&#8217;imbucata perfetta per il taglio di Müller che libera Klose al tiro: Julio Cesar respinge, ma l&#8217;ex bomber biancazzurro arriva per primo sulla ribattuta e insacca il gol che vale il primo posto nella classifica marcatori all time dei mondiali.<br><strong>25&#8242; GOL GERMANIA </strong>Lahm dalla destra scodella in mezzo un cross rasoterra: Muller non ci arriva, ma Kroos ha tutto il tempo di coordinarsi con il sinistro e trafiggere il portiere sul primo palo.<br><strong>26&#8242; GOL GERMANIA</strong> Fernandinho perde un pallone sanguinoso sulla pressione di Kroos che triangola con Khedira e deposita in rete il poker. Per il Brasile sono tenebre senza fine.<br><strong>29&#8242; GOL GERMANIA</strong> In mezzo ad un Brasile completamente in bambola, arriva anche il gol di Khedira: dai-e-vai con Ozil e piattone vincente. Umiliazione epocale per i verde-oro.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>24&#8242; GOL GERMANIA</strong> Lahm-Khedira-Lahm, imbucata al centro per Schurrle che partecipa alla festa.<br><strong>34&#8242; GOL GERMANIA</strong> Splendido aggancio al volo con il destro da parte di Schurrle che scaraventa sotto l&#8217;incrocio con il mancino il pallone del 7-0.<br><strong>45&#8242; GOL BRASILE</strong> Probabilmente il gol meno celebrato della storia dei mondiali: Oscar si accentra, supera in orizzontale il difensore e calcia con il destro, palla in rete. Gol utile solo per le statistiche.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp" alt="" class="wp-image-27447" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-768x511.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg.webp 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il capitano tedesco Lahm cerca inutilmente di consolare Oscar</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA<br>IL MIGLIORE KROOS 8</strong> Il giustiziere del Brasile ha il volto di Toni Kroos, che domina a centrocampo e insegna il gioco: doppietta chirurgica, imbucate, triangolazioni, recuperi, regia. I giocatori in maglia gialla sembravano dei dilettanti, lui invece professore lo è davvero.<br><strong>Khedira 7,5 </strong>Segna il 5-0, ma è un dettaglio. Gioca una partita totale, dove pare essere ovunque. Non sarà appariscente, non sarà geniale ed estroso, ma il QI calcistico di questo giocatore è inferiore a pochi.<br><strong>Muller 7,5</strong> I Mondiali sono casa sua: dopo un grande torneo in Sudafrica, concede il bis con un torneo altrettanto positivo. Sblocca la gara, partecipa al gioco, si sdoppia, fa assist. Che vuoi di più?<br><strong>Schweinsteiger 7</strong> È in fase &#8220;moto perpetuo&#8221;, fa benissimo entrambe le fasi, recupera come un mediano e gioca i palloni con qualità e intelligenza. Centrocampista con pochi punti deboli e tra i protagonisti della cavalcata tedesca, ma stasera altri fanno anche meglio di lui.<br><strong>Schurrle 6,5</strong> Una doppietta in una semifinale di un mondiale vale di principio un voto positivo ed una nota di merito. Peccato che la partita era già fortemente indirizzata, e il Brasile in coma. Molto più importante sarà il suo impatto in finale&#8230;</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE<br>IL MIGLIORE OSCAR 5</strong> &#8220;Migliore&#8221; è una parola inesatta, &#8220;meno peggio&#8221; è più accettabile, ma solo per il gol (inutile). Per il resto, è l&#8217;emblema del nulla. Era il giocatore di maggiore qualità pura dopo Neymar dal centrocampo in su: senza il 10 verdeoro anche lui è parso un giocatorino.<br><strong>Fred-Hulk 4</strong> un&#8217;accoppiata atipica per il calcio brasiliano, senza fantasia. Per tutto il torneo hanno convinto poco, stasera non si sono mai visti.<br><strong>Fernandinho 4</strong> L&#8217;errore sulla pressione di Kroos è l&#8217;esatta fotografia di una squadra spaesata e stralunata. Oltre a questo, non la vede veramente mai<br><strong>David Luiz 3</strong> Senza Thiago Silva è un giocatore modesto. Lo dimostra la sua carriera, non certo solo la gara di stasera. Avrebbe dovuto prendere in mano la difesa, è il primo ad affondare. Stesso voto anche per <strong><em>Dante </em></strong>(<strong><em>3</em></strong>).</p>



<p></p>



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		<title>2010 Finale: Spagna-Olanda 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/11/12/2010-finale-spagna-olanda-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 18:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[del bosque]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Del Bosque e della Spagna Nella notte di Johannesburg la Spagna alza al cielo la sua prima coppa del mondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Del Bosque e della Spagna</em></p>



<p class="has-drop-cap">Nella notte di Johannesburg la Spagna alza al cielo la sua prima coppa del mondo nella finalissima contro l’Olanda, imponendo la supremazia della tecnica e del palleggio sui muscoli, sui centimetri e sulla pura <em>garra</em>, almeno per una notte. In totale controtendenza rispetto al calcio fisico del decennio precedente, l’onda della rivoluzione spagnola – basata sul <em>tiki taka</em> e sul calcio posizionale, armi riproposte in maniera radicale anche da <strong>Guardiola </strong>a Barcellona – travolge anche il mondiale. </p>



<p>Le <em>Furie Rosse</em> allestiscono un centrocampo con i piedi di seta: <strong>Xabi Alonso</strong>, <strong>Busquets</strong>, <strong>Xavi</strong>, con <strong>Iniesta </strong>tra le linee e <strong>Villa </strong>come centravanti dai piedi buoni, senza dimenticare l’importantissimo impatto di <strong>Fabregas</strong> a partita in corso. L’Olanda risponde con una squadra corta, compatta, muscolare, dove la cerniera <strong>Van Bommel</strong>&#8211;<strong>De Jong</strong> è concepita per asfissiare e soffocare le scintille dei genietti iberici, con le buone, ma anche con le cattive, per poi affidarsi alla verticalità esplosiva di <strong>Robben</strong>, mai domo e spesso pericoloso. </p>



<p>È proprio all’esterno bavarese che capita l’occasione migliore della partita, imbeccato da un lampo di <strong>Sneijder</strong>. La parata istintiva di <strong>Casillas </strong>è il punto di svolta della serata, che legittima un successo sul campo meritato per qualità espressa, mole di gioco ed occasioni avute (un paio con <strong>Villa</strong>, una con <strong>Fabregas</strong>, nonché diverse situazioni pericolose create) e suggellato da uno dei migliori centrocampisti della storia, quel <em>don Andres</em> che soffre, cresce e trafigge con il destro <strong>Stekelenburg </strong>durante i supplementari dopo un inserimento dei suoi ed un controllo per palati fini.</p>



<p><strong>SPAGNA-OLANDA 1-0<br><strong>Marcatori</strong></strong>: sts 11&#8242; Iniesta.<br><strong>Olanda: </strong>Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst (pts 15&#8242; Braafheid); Van Bommel, De Jong (pts 9&#8242; Van der Vaart); Robben, Sneijder, Kuyt (st 26&#8242; Elia); Van Persie. A disp.: Vorm, Broschker, Boulahrouz, Ooijer, De Zeeuw, Schaars, Babel, Afellay, Huntelaar. All.: van Marwijk.<br><strong>Spagna: </strong>Casillas; S. Ramos, Piqué, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso (st 42&#8242; Fabregas); Pedro (st 15&#8242; J. Navas), Xavi, Iniesta; Villa (sts 1&#8242; Torres). A disp.: Reina, Valdes, Albiol, Marchena, Arbeloa, J. Martinez, Silva, Mata, Llorente. All.: Del Bosque.<br>Note: espulso Heitinga (O) al 4&#8242; sts per doppia ammonizione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="611" height="388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7.png" alt="" class="wp-image-25290" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7.png 611w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7-300x191.png 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il brutto fallo di de Jong su Xabi Alonso, ma l&#8217;olandese non fu  espulso</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong><br><strong>5’</strong> Cross di Xabi Alonso da destra, Sergio Ramos incrocia di testa, colpo potente ma non angolato. Stekelenburg respinge con i pugni.<br><strong>8’ </strong>Busquets sbaglia il controllo e regala palla a Kuyt, che calcia subito cercando di sorprendere Casillas, il tiro però è innocuo.<br><strong>13’</strong> Bellissimo sinistro al volo di Villa, che si coordina benissimo ma colpisce solo l’esterno della rete.<br><strong>29’ </strong>Bruttissimo fallo di De Jong, che stampa i tacchetti sul petto di Xabi Alonso, l’arbitro lo grazia. In precedenza, anche Van Bommel si era reso protagonista di un cattivo tackle su Iniesta.<br><strong>45’</strong> Robben punta l’uomo a destra, rientra sul sinistro e tira rasoterra sul palo più vicino, grande risposta di Casillas che si allunga e la mette in calcio d’angolo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>15’ </strong>Magia di Sneijder, che controlla e spalanca un’autostrada per Robben che si invola davanti al portiere, prende la mira e cerca di piazzarla alla destra di Casillas. Il portierone del Real riesce a salvare con il piede. Occasione colossale dell’Olanda.<br><strong>25’</strong> Jesus Navas, entrato al posto di Pedro, semina il panico sulla fascia destra, cross in mezzo, Heitinga pasticcia, Villa calcia con il piatto dal limite dell’area piccola a botta sicura, ma lo stesso difensore olandese mura la conclusione e rimedia al suo errore. Clamorosa occasione per la Spagna.<br><strong>32’</strong> Calcio d’angolo della Spagna, Sergio Ramos di testa mette alto da buona posizione, era da solo. Poteva fare davvero meglio qui.<br><strong>38’ </strong>Altro assolo di Robben in progressione, che si libera di pura potenza di Puyol e va via in velocità seppur sbilanciato. Perfetto l’intervento in uscita bassa di Casillas.</p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong><br><strong>5’ </strong>Magia di Iniesta, che con un filtrante dei suoi mette Fabregas solo davanti al portiere. Il talento catalano però ignora Torres libero alla sua destra e spara con il sinistro addosso a Stekelenburg.<br><strong>11’ </strong>Bellissimo contropiede Fabregas-Villa-Navas, che da destra spara in porta da posizione favorevole. Tiro deviato e palla sull’esterno della rete che dà l’illusione ottica del gol.</p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare</strong><br><strong>4’</strong> Duetto Iniesta-Xavi-Iniesta, l’Illusionista sta per entrare in area ma viene abbattuto da Heitinga, che si prende la seconda ammonizione e viene espulso.<br><strong>11’ GOL SPAGNA</strong> Fabregas controlla e vede l’inserimento di Iniesta, don Andres aggancia e incrocia con il destro, il suo tiro rabbioso e tagliente si insacca e consegna la Coppa del mondo nelle mani della Spagna.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3.jpg" alt="" class="wp-image-25292" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3.jpg 774w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il gol partita di Iniesta</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE SPAGNA</strong></p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p><strong>IL MIGLIORE INIESTA 7,5<br></strong>La sua è una partita &#8220;diesel&#8221;: dopo una prima parte tutto sommato normale, in cui viene asfissiato e trattato con le cattive dai giocatori olandesi, inizia ad alzare i giri nella seconda, al netto di qualche inconsueta imprecisione. Un paio di assoli dei suoi in progressione ed inserimento, diverse &#8220;<em>iniestate</em>&#8221; nel controllo e nel passaggio filtrante (divino, quello per Fabregas). Nei supplementari è da applausi a scena aperta e sigla il gol più importante della storia del calcio spagnolo. La palma di migliore in campo non poteva che essere sua.</p>



<p><strong>Xavi 7,5</strong> Partita paradossalmente sottovalutata per il semplice fatto che il suo &#8220;gemello&#8221; si è preso la copertina, ma la sua prestazione è da applausi. È l&#8217;autentico faro della squadra, non spreca un pallone,ogni azione passa da lui, si muove con intelligenza e fa sempre la cosa giusta, in ogni zona del campo. L&#8217;unico neo della sua gara sono un paio di calci di punizione da posizione invitante che avrebbero potuto essere calciati meglio, ma sono un&#8217;inezia.</p>



<p><strong>Fabregas 7</strong> Grandissimo impatto di Cesc da subentrato. Il suo ingresso aggiunge freschezza e qualità, è pericoloso diverse volte con imbucate e passaggi, anche se si mangia un gol davanti a Stekelenburg. Si fa perdonare con l&#8217;assist che vale la storia.</p>



<p><strong>Casillas 7 </strong>Attento e puntuale nelle uscite, eccellenti gli interventi su Robben, in particolare quello di piede nell&#8217;occasione a tu per tu. Sulla coppa della Spagna ci sono le mani del portierone madridista.</p>



<p><strong>Villa 6</strong> Sfiora il gol nel primo tempo con un gran sinistro al volo su pennellata di Xabi Alonso, nella ripresa non sfrutta un&#8217;occasione nell&#8217;aria piccola. Lotta ed è utile nella manovra, ma rispetto alle gare precedenti brilla e si vede molto meno.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE OLANDA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ROBBEN 6,5<br></strong>L&#8217;occasione a tu per tu con Casillas è passata alla storia come uno dei suoi errori nei momenti topici, ma riguardandola bene è più merito di Iker che demerito suo, che l&#8217;aveva pure angolata. Per il resto, quando punta Capdevila sono dolori. È senza dubbio l&#8217;uomo più pericoloso, va al tiro diverse volte e crea scompiglio, anche se non è sempre continuo.</p>



<p><strong>Mathijsen 6,5</strong> Disputa una buonissima partita, con presenza in area sulle palle alte e buonissime letture in anticipo sugli attaccanti avversari. Intelligentemente Van Bommel gli serve anche il pallone del vantaggio, ma si è davvero visto che non è proprio un attaccante</p>



<p><strong>Sneijder 6</strong> Il pallone con cui spalanca a Robben l&#8217;autostrada della gloria è davvero delizioso, cosí come altre sue giocate. Non è però costante nei 120 minuti e in alcuni frangenti si vede poco.</p>



<p><strong>Van Bommel 5,5</strong> disputa contro i &#8220;nanetti spagnoli&#8221; una partita appiccicosa e soffocante, rendendo loro la vita non facile. Viene però graziato più volte per certi interventi scorretti, avrebbe dovuto essere espulso. In impostazione non è sempre preciso.</p>



<p><strong>Van Persie 5</strong> Si prende un giallo in avvio, ma in generale si vede pochissimo. Esclusa una rapida accelerazione non si vede praticamente mai, neutralizzato dal duo Pique-Puyol.</p>



<p></p>



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		<title>2010 Semifinale: Spagna-Germania 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 23:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[lahm]]></category>
		<category><![CDATA[neuer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il colpo di testa decisivo di Puyol L’imperioso colpo di testa di Carles Puyol, roccioso leader delle Furie Rosse, ha consegnato alla [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il colpo di testa decisivo di Puyol</em></p>



<p class="has-drop-cap">L’imperioso colpo di testa di <strong>Carles Puyol</strong>, roccioso leader delle<em> Furie Rosse</em>, ha consegnato alla Spagna le chiavi della prima finale della Coppa del mondo della sua storia. La partita è stata all’insegna dell’equilibrio per quanto riguarda le occasioni, non moltissime, invece per quanto concerne la mole di gioco gli spagnoli hanno senza dubbio prodotto di più. </p>



<p>La Germania d’altro canto si è difesa con ordine e quadratura, senza mai dare l’impressione di cedere, provando spesso a ripartire e talvolta a giostrare il gioco. D’altronde la materia prima in campo è molto alta, soprattutto a centrocampo, per entrambe le squadre. Da segnalare l’impatto a gara in corso di un giovanissimo <strong>Toni Kroos</strong>, che ha offerto una mezzora abbondante di giocate di personalità in entrambe le fasi, mentre dall’altra parte Iniesta e soprattutto Xavi dettavano legge con la loro arma più sofisticata: la tecnica ed il palleggio</p>



<p>I tedeschi hanno concesso poco, ma hanno prodotto ancora meno, faticando più del previsto ad andare al tiro: l’occasione più nitida è capitata proprio al futuro playmaker del Real Madrid. Dopo la delusione contro l’Italia di <strong>Marcello Lippi</strong> di quattro anni prima, i tedeschi hanno ingoiato un altro boccone amaro, consapevoli però che il tempo giocava a loro favore: la crescita e la maturazione di top player del calibro di <strong>Lahm</strong>, <strong>Schweinsteiger</strong>, <strong>Neuer</strong>, <strong>Kroos </strong>era in corso ed i risultati si sarebbero visti nell’edizione successiva.</p>



<p>SPAGNA-GERMANIA 1-0<br>Marcatore: st 28&#8242; Puyol.<br><strong>Spagna</strong>: Casillas; Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Busquets; Iniesta, Xavi, Xabi Alonso (st 45&#8242; Marchena), Pedro (st 41&#8242; David Silva); Villa (st 36&#8242; Torres). All.: Del Bosque.<br><strong>Germania:</strong> Neuer; Lahm, Mertesacker, Friedrich, Boateng (st 7&#8242; Jansen); Khedira (st 31&#8242; Gomez), Schweinsteiger; Trochowski (st 17&#8242; Kroos), Oezil, Podolski; Klose. All.: Loew.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>6’</strong> imbucata geniale di Pedro per Villa: Neuer in uscita copre lo specchio della porta e salva i suoi.<br><strong>12&#8242; </strong>cross tagliente a mezza altezza di Iniesta da destra, Puyol manda alto in tuffo di testa.<br><strong>32&#8242;</strong> Trochowski tira da fuori da lontano di sinistro, Casillas in angolo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>5&#8242;</strong> bellissima azione personale di Pedro sulla corsia di destra, poi Ramos e Xavi, la palla arriva infine a Xabi Alonso che calcia a botta sicura dai venti metri, palla fuori non di molto.<br><strong>13&#8242;</strong> clamorosa doppia occasione per la Spagna. Iniesta inventa per Capdevila, cross al centro per Pedro che calcia sul primo palo, Neuer respinge. Don Andres si inserisce nuovamente e va sul fondo, calcia con il mancino in diagonale sul secondo palo da posizione angolata, la palla sfila sul fondo.<br><strong>14&#8242; </strong>ancora Pedro dal limite, sinistro sul secondo palo che non esce di molto.<br><strong>23&#8242;</strong> triangolo Khedira-Jansen Khedira sulla fascia sinistra, Podolski crossa al centro per Kroos che apre il piattone al volo, Casillas respinge con i pugni.<br><strong>27&#8242; GOL SPAGNA</strong> Calcio d&#8217;angolo di Xavi, Puyol stacca alla perfezione su Khedira e batte Neuer per il vantaggio delle Furie Rosse.<br><strong>37&#8242;</strong> filtrante geniale di Xavi per Pedro che si invola a campo aperto davanti al portiere. Davanti a Neuer, però, non serve Torres libero e si incarta, vanificando il 2-0.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="397" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol.webp" alt="" class="wp-image-25935" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol.webp 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol-300x199.webp 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza dei giocatori spagnoli dopo il gol</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE SPAGNA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE PUYOL 7,5</strong><br>Premiamo il difensore centrale del Barcellona, perché oltre a disputare una partita senza sbavature, condita da anticipi ed interventi puntuali, ha il merito di essere decisivo con uno stacco perfetto. La Spagna gioca di tecnica e palleggio, ma ci vuole un calcio piazzato nella migliore tradizione “italiana” per andare in finale.</p>



<p><strong>Xavi 7,5 </strong>Una prova masterclass per il numero 8 iberico. È ovunque e controlla il gioco con classe e sicurezza: suo l’assist per il gol di Puyol, suo un altro potenziale assist vanificato dall’egoismo di Pedro. Si concede anche il lusso di finezze, in una serata che esalta la superiorità tecnica della Spagna.</p>



<p><strong>Iniesta 7 </strong>Meno appariscente di altre occasioni, ma comunque ampiamente positivo: le invenzioni e le incursioni non mancano mai, i recuperi in fase difensiva nemmeno. Il duello cavalleresco con Lahm è all’insegna dell’equilibrio. Gli manca il guizzo e l’invenzione vincente, ma non servirà aspettare tanto…</p>



<p><strong>Pedro 6,5</strong> Valutazione difficile: negli occhi rimane lo sciagurato errore che poteva chiudere la partita, quando solo davanti a Neuer non ha servito Torres libero a sinistra, incartandosi da solo. Eppure non va ignorato che è stato il giocatore più vivace del fronte offensivo spagnolo, con un bellissimo assist a Villa in avvio, nonché diversi tiri nello specchio e guizzi sulla fascia destra.</p>



<p><strong>Villa 5,5</strong> Ha trascinato la Spagna fin qui a suon di gol e di giocate. Stasera, però, non riesce ad incidere, seppur il movimento ed il sacrificio non sia mancato.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE FRIEDRICH 7<br></strong>Ottimo senso dell’anticipo e bravissimo anche in marcatura. Rende a Villa la vita difficile ed offre una costante sensazione di sicurezza in area.</p>



<p><strong>Jansen 7</strong> Grande impatto del laterale sinistro subentrato, che ha dimostrato un’ottima tecnica ed una dotazione di tempo di gioco inusuale per un terzino.</p>



<p><strong>Khedira 6,5</strong> Il centrocampista di Stoccarda, Real e Juventus disputa una prova positiva, in ogni fase. Ha la macchia grave di perdersi Puyol in occasione del gol decisivo.</p>



<p><strong>Lahm 6,5</strong> Duello a punta di fioretto con Iniesta, all’insegna dell’equilibrio. Sa soffrire e non sbanda mai, si rende utile anche in fase offensiva non lesinando sortite nella metà campo altrui.</p>



<p><strong>Kroos 6</strong> Impatto di personalità, da subentrato: è sua l’occasione più clamorosa della partita, sventata da Casillas. Scodella un paio di palloni interessanti e si fa apprezzare anche in fase di ripiego. Il futuro è suo.</p>



<p><strong>Ozil 5,5</strong> Dopo un torneo disputato su buoni livelli, gioca una partita in ombra e davvero molto timida per uno con le sue qualità. Prova ad accendersi sul finale, ma è davvero troppo poco.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Spagna  Germania 1 - 0  Mondiali 2010 - Semifinale" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/RlmEXm_xsFI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>2006 Finale: Italia-Francia 5-3 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/17/2006-finale-italia-francia-5-3-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 13:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[cannavaro]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Cannavaro solleva la Coppa del mondo, l&#8217;Italia è regina mondiale per la quarta volta</em></p>



<p class="has-drop-cap">La data 9 luglio è da quasi 19 anni un giorno da segnare in rosso sul calendario. Come tutti sappiamo, nel 2006 la nazionale italiana, guidata da <strong>Marcello Lippi</strong>, saliva per la quarta volta sul tetto del mondo. È stata una gara molto equilibrata, dall’inizio alla fine: nel primo tempo hanno giocato meglio gli Azzurri, più vispi, più in palla, più pronti ad aggredire e ad attaccare. Nella ripresa e nei supplementari il calo fisico dell’Italia e la maggiore brillantezza tecnica degli avversari – <strong>Zidane </strong>ed <strong>Henry </strong>su tutti, ma anche <strong>Ribery </strong>e <strong>Malouda </strong>– ha riequilibrato i meriti, ma senza esagerare. Ai rigori, invece, gli italiani sono stati perfetti (cinque su cinque), i francesi invece no. L’Italia degli anni Novanta era stata eliminata ai calci di rigore per tre mondiali di fila (1990, 1994, 1998), l’inizio del nuovo millennio invece si è rivelato benevolo (2000 e 2006). <strong>David Trezeguet </strong>fu il giustiziere della finale degli Europei a Rotterdam, a Berlino invece ha calciato sulla traversa il suo rigore, un errore che si è poi rivelato decisivo. Il calcio toglie, il calcio dà.</p>



<p><strong>ITALIA-FRANCIA 5-3 dcr (1-1)<br>Marcatori:</strong> pt 7&#8242; Zidane rig. (F), 19&#8242; Materazzi (I).<br><strong>Italia:</strong> Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Gattuso, Pirlo, Camoranesi (st 41&#8242; Del Piero), Perrotta (st 16&#8242; De Rossi), Totti (st 16&#8242; Iaquinta), Toni. Ct: Lippi.<br><strong>Francia:</strong> Barthez, Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal, Vieira (st 9&#8242; Diarra), Makelele, Ribery (pts 10&#8242; Trezeguet), Zidane, Malouda, Henry (sts 1&#8242; Wiltord). Ct: Domenech.<br><strong>Arbitro: </strong>Elizondo (Argentina).<br><strong>Sequenza rigori: </strong>Pirlo (gol), Wiltord (gol), Materazzi (gol), Trezeguet (traversa), De Rossi (gol), Abidal (gol), Del Piero (gol), Sagnol (gol), Grosso (gol).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>7’ GOL FRANCIA</strong> Malouda si incunea in area e si guadagna con furbizia un rigore a causa di un intervento non impeccabile di Materazzi. Zidane dal dischetto calcia con il pallonetto: la palla tocca la traversa e oltrepassa la linea di porta.<br><strong>19’ GOL ITALIA</strong> Arcobaleno di Pirlo dalla bandierina del calcio d’angolo, parabola tagliata perfetta per lo stacco di Materazzi, che sovrasta Vieira e buca Barthez.<br><strong>36’ </strong>Altro calcio d’angolo di Pirlo, Toni stacca bene di testa e colpisce la traversa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="666" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png" alt="" class="wp-image-22799" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-300x195.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-768x499.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou.png 1232w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore calciato da Zidane che batte Buffon</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>2’</strong> Slalom di Henry che si beve mezza difesa italiana, Cannavaro lo tocca quel tanto che basta per mandarlo fuori tempo, il francese calcia debole, Buffon neutralizza.<br><strong>17’</strong> Ancora Toni di testa, in corsa, che raccoglie una punizione di Grosso da sinistra e deposita in rete. Il gol è annullato per fuorigioco.<br><strong>19&#8242;</strong> Altro slalom di Henry, che affronta Cannavaro e tira da posizione angolata, Buffon para.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong><br><strong>9’</strong> diagonale insidiosissimo di Ribery, che sfiora il palo dopo una combinazione con Henry. Brividi.<br><strong>13’ </strong>Cross di Sagnol per Zidane a centro area che stacca di testa con potenza, il riflesso di Buffon è prodigioso e alza la palla sopra la traversa.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare<br>5&#8242; </strong>Zidane tira una testata a Materazzi a palla lontana, forse dopo essere stato provocato, e viene espulso. Inizialmente l&#8217;arbitro non vede, ma poi viene richiamato dal quarto uomo e decide di estrarre il cartellino rosso per il numero 10 dei Bleu, che rovina così una prestazione eccellente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="840" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg" alt="" class="wp-image-22802" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg 840w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-300x171.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gattuso: per lui finale eroica</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE</strong> <strong>ITALIA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GATTUSO 8,5</strong><br>Il centrocampista calabrese, che di battaglie ne ha combattute tante in tutta Europa, disputa la partita della vita nella gara più importante della carriera di un calciatore. Pressa, recupera tonnellate di palloni in ogni modo, corre per tutti per centoventi minuti e in alcuni frangenti è talmente preda della trance agonistica che si permette addirittura il lusso di aprire il gioco, non proprio la sua specialità. Il suo duello con Zinedine Zidane, in un epocale urto tra opposti, è stata una delle cose più belle di questa finale.</p>



<p><strong>Cannavaro 8</strong> Prestazione siderale del capitano azzurro, in linea con quelle fornite durante tutto il mondiale. Domina il gioco aereo, chiude gli spazi, entra in tackle, duella con Ribery e con Henry, anche da terra. Nel corso della sua carriera si è spesso esaltato in trincea, e anche nella finale di Berlino non è da meno. Se proprio devo trovare un neo, il fuoriclasse dell’Arsenal con l’argento vivo addosso sfugge a Fabio una volta, ma fortunatamente c’era un certo Gigi Buffon a vegliare su tutti.</p>



<p><strong>Materazzi 8 </strong>Matrix in stato di grazia. Commette una sola imprecisione, in occasione del generoso rigore concesso dall’arbitro per un presunto fallo di Malouda, poi non sbaglia più nulla: segna un gol di importanza cruciale, trasforma uno dei rigori della serie finale, imposta il gioco con precisione e insieme a Cannavaro non fa passare neanche l’aria. Nel mese più pazzo della sua carriera, Materazzi è uno dei grandi protagonisti del trionfo azzurro.</p>



<p><strong>Buffon 7,5</strong> Il grande portiere è colui che si fa trovare pronto quando meno te lo aspetti. In una partita in cui le occasioni non sono molte, lui ci mette una pezza nei momenti decisivi: chiude su uno scatenato Henry, ma soprattutto compie un miracolo sul colpo di testa di Zidane. Si obietterà che il tiro, per quanto potente, fosse centrale. Vero, ma era improvviso, a distanza ravvicinata e con tutto lo specchio aperto. Questa parata, così come quella su Podolski in semifinale, è rimasta nella storia come una delle più decisive per la vittoria della coppa del mondo.</p>



<p><strong>Pirlo 7</strong> Le sue parabole sono aria fresca: da un suo calcio d’angolo nasce il gol del pareggio, da altri calci piazzati nascono pericoli. Sfiora il palo con un calcio di punizione magistrale, controlla il pallone ed illumina il gioco anche nelle situazioni più complicate, aiuta nel pressing e si esibisce persino in qualche recupero difensivo. Qualche pallone perso di troppo in lanci lunghi velleitari non pregiudica comunque la sua prestazione, che rimane molto positiva. Splendido il rigore che apre la serie vincente.</p>



<p><strong>Camoranesi 6,5</strong> Partita dai due volti: nel primo tempo è molto propositivo sulla fascia insieme a <strong>Zambrotta (voto 6,5)</strong>, difende, si propone, prova a dettare passaggi in profondità e recupera anche palloni preziosi. Nella ripresa cala in picchiata e Malouda da quel lato inizia a spadroneggiare. Lippi lo sostituisce con <strong>DEL PIERO</strong> <strong>(voto 6</strong>: in una mezzora scarsa di gioco, si posiziona a sinistra, ma corre spesso a vuoto e non riesce ad entrare in partita, toccando pochissimi palloni. Il rigore nella serie finale però è impeccabile e gli vale la sufficienza).</p>



<p><strong>Totti 4,5</strong> Il voto è generoso, ma il capitano romanista per un’ora è praticamente assente ingiustificato. Tocca pochi palloni e quasi mai bene. La partita con la Germania lo ha prosciugato di tutte le energie fisiche e mentali, in finale era proprio senza benzina e fuori condizione. Lippi lo richiama in panchina al 61’ per fare posto a De Rossi.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong></p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-22804" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La testata di Zidane a Materazzi</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE HENRY 7,5</strong><br>Ha l’argento vivo addosso. Non segna ma appena punta l’uomo sono dolori, le sue serpentine sono una spina nel fianco della retroguardia azzurra, che barcolla, vacilla, ma non crolla. Zambrotta e Grosso ricorderanno ancora questa partita per il mal di testa che ha arrecato loro il fuoriclasse dei Gunners. Persino un gigantesco Cannavaro non ha avuto propriamente vita facile.</p>



<p><strong>Malouda 7 </strong>Una spina nel fianco di Zambrotta e Camoranesi a sinistra, soprattutto nel secondo tempo. Si procura il rigore e a sinistra affonda diverse volte. Fortunatamente per noi non trova mai la giocata decisiva, ma i suoi tagli palla al piede ci impensieriscono non poco.</p>



<p><strong>Ribery 6,5</strong> Il buon Franck può essere ritenuto responsabile del “quasi-decesso” dello scrivente, che dopo quasi diciannove anni non riesce ancora a guardare con serenità quel tiro sporco e beffardo che sfiora il palo alla sinistra di Buffon nei supplementari, dopo uno splendido uno-due con Henry. L’ala francese mostra sprazzi di classe pura ogni volta che ha il pallone tra i piedi, gli manca ancora un po’ di cattiveria e continuità nelle giocate, che sarebbe arrivata molto presto.</p>



<p><strong>Vieira 6</strong> Dopo un grande mondiale, gioca una finale a luci e ombre. Asfissia Totti in marcatura e fa sentire la sua presenza con le lunghe leve e i fasci di muscoli. Si fa sovrastare, però, da Materazzi in cielo in occasione del pareggio azzurro. Esce per infortunio ad inizio secondo tempo, lasciando il posto a Diarra.</p>



<p><strong>Zidane 4</strong> Naturalmente è superfluo sottolineare che questo voto non rispecchia la prestazione in campo. Zizou è stato un giocatore meraviglioso di classe infinita e anche in questa finale ce lo stava dimostrando. Non sbaglia un pallone, gioca tra le linee, suggerisce per i compagni e ubriaca gli avversari a suon di finte come un danzatore, domina la scena, aprendo le danze con un rischioso “cucchiaio” al miglior portiere del mondiale e sfiorando il gol-vittoria di testa nei supplementari. La testata a Materazzi lascia in dieci i suoi e toglie ai francesi una soluzione eccellente dal dischetto. Chiudere una carriera stupenda nel modo più sbagliato possibile è una beffa dal sapore di tragedia antica.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Italia-Francia 1-1 (rg. 5-3) Fabio Caressa || 09/07/2006 Highlights HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/AwLzHdRf2VA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/01/17/2006-finale-italia-francia-5-3-dcr-1-1.html">2006 Finale: Italia-Francia 5-3 dcr (1-1)</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2006 Semifinale: Germania-Italia 0-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[ballack]]></category>
		<category><![CDATA[buffon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il favoloso gol di Del Piero che chiude i giochi Dopo la folle mezz&#8217;ora dell&#8217;Azteca nel 1970, e la sconfinata iconografia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/11/28/2006-semifinale-germania-italia-0-2.html">2006 Semifinale: Germania-Italia 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il favoloso gol di Del Piero che chiude i giochi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo la folle mezz&#8217;ora dell&#8217;Azteca nel 1970, e la sconfinata iconografia di Madrid del 1982, la più grande rivalità del calcio europeo per nazionali trova a Dortmund il palcoscenico perfetto per scrivere un nuovo capitolo di storia. A prevalere, ancora una volta, è l&#8217;<strong>Italia</strong>, e lo fa nel modo più dolce possibile nei confronti di una pur valorosa <strong>Germania</strong>: gli <em>Azzurri </em>sbancano infatti uno dei templi del calcio tedesco a supplementari ormai scaduti, dopo aver disputato indubbiamente la miglior prestazione del biennio da ct di <strong>Marcello Lippi</strong>. Al gruppo di <strong>Klinsmann </strong>invece, nonostante l&#8217;enorme rammarico per un&#8217;eliminazione più bruciante che mai, restano ugualmente gli applausi del proprio pubblico, tornato a seguire con passione la <em>Mannschaft</em> dopo diversi anni di grigiore assoluto.</p>



<p></p>



<p><strong>Germania: </strong>Lehmann &#8211; Friedrich, Mertesacker, Metzelder, Lahm &#8211; Schneider (38&#8242; st Odonkor), Ballack, Kehl, Borowski (28&#8242; st Schweinsteiger) &#8211; Podolski, Klose (6&#8242; sts Neuville).<br><strong>Italia: </strong>Buffon &#8211; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso &#8211; Camoranesi (1&#8242; pts Iaquinta), Pirlo, Gattuso, Perrotta (14&#8242; pts Del Piero) &#8211; Totti, Toni (29&#8242; st Gilardino).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-22194" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-1024x480.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-300x141.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-768x360.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Perrotta in un&#8217;azione di gioco</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>4&#8242; </strong>L&#8217;Italia approccia al meglio la semifinale, ed apre le danze con una punizione potente ma da distanza proibitiva di Totti; la leggera deviazione di Klose non impensierisce Lehmann.<br><strong>15&#8242; </strong>L&#8217;ala sinistra della Germania, Borowski, conscio di non avere chance nel duello sul binario con Zambrotta, si limita a rientrare sul destro e a scodellare palloni velenosi in mezzo all&#8217;area; uno di questi trova Klose, abile a smarcarsi e a servire di prima intenzione l&#8217;inserimento del gemello Podolski, stoppato da una gran chiusura di Cannavaro.<br><strong>16&#8242; </strong>La linea difensiva tedesca rimane spesso molto alta, e per poco Totti non la punisce; il capitano della Roma trova infatti un grande inserimento telepatico del suo compagno di club Perrotta, il cui primo controllo è però infelice, e consente a Lehmann di salvare la baracca in uscita.<br><strong>21&#8242; </strong>Tra i più attivi della Germania c&#8217;è indubbiamente Kehl, che dopo aver chiuso un triangolo con Lahm crossa da sinistra per il mancino al volo di Podolski, che si perde però altissimo sugli spalti del Westfalenstadion.<br><strong>24&#8242; </strong>Una delle armi più letali dell&#8217;Italia di Lippi è indubbiamente costituita dalle palle inattive, grazie al piede vellutato di Pirlo; su una punizione dalla trequarti, il regista del Milan trova lo stacco di Materazzi, la cui spizzata sporca viene deviata sul fondo da Mertesacker.<br><strong>31&#8242; </strong>Bella azione in verticale dell&#8217;Italia sulla fascia sinistra, volta a isolare Grosso in 1vs1 con Schneider; il terzino azzurro lo salta con un tunnel secco, arriva sul fondo e sul suo cross rasoterra ci pensa Metzelder a salvare Lehmann dalle grinfie di Luca Toni.<br><strong>34&#8242; </strong>Clamorosa occasione per la Germania, figlia di un insolito erroraccio di Pirlo in fase di costruzione, e della grande rapidità di Klose, che manda a vuoto Gattuso con una finta e serve Schneider, liberissimo di entrare in area e punire Buffon. Il suo destro, tuttavia, sorvola di poco la traversa.<br><strong>41&#8242; </strong>Altra punizione di Pirlo sulla solita mattonella della trequarti destra; il destinatario questa volta è un Camoranesi lasciato colpevolmente solo dai tedeschi, graziati dal colpo di testa sporco dell&#8217;italo-argentino.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo</strong></p>



<p><strong>5&#8242; </strong>Succede di tutto nel giro di un minuto: una percussione centrale di Klose, parzialmente rallentata dalla morsa Gattuso-Cannavaro, viene arginata definitivamente dalla tempestiva scivolata di Buffon. Recuperata palla, l&#8217;Italia orchestra un grande contropiede ben rifinito da Pirlo e mal concluso da Grosso (in presunto offside), schiantatosi su un&#8217;altra uscita di Lehmann.<br><strong>17&#8242; </strong>Pur raddoppiato da Grosso e Gattuso, Schneider riesce ugualmente a trovare un corridoio per servire Podolski, che riceve spalle alla porta sul lato corto dell&#8217;area piccola; il neo-attaccante del Bayern Monaco è bravissimo a evitare Materazzi in un fazzoletto e a calciare subito in porta, ma il suo sinistro ravvicinato, per quanto potente, è troppo centrale per sorprendere i pugni di Buffon.<br><strong>38&#8242; </strong>I ritmi calano mentre la paura aumenta; persino a uno come Ballack dunque, a 8&#8242; dal termine, trema il piede su un calcio di punizione nella lunetta dell&#8217;area italiana, sorvolata dal tiro sbilenco del capitano tedesco.<br><strong>40&#8242; </strong>L&#8217;ultima occasione dei tempi regolamentari ce l&#8217;ha l&#8217;Italia, ed è una concatenazione di singole specialità della casa: Pirlo verticalizza, Gilardino fa da sponda, Totti scucchiaia e Perrotta si butta dentro, venendo anticipato dal volo d&#8217;angelo di Lehmann (in una dinamica che quasi ricorda lo scontro tra Schumacher e Battiston in un altra semifinale mondiale di 24 anni prima).</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">La grande parata di Buffon su Podolski</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong></p>



<p><strong>1&#8242;</strong> L&#8217;Italia inizia sentire l&#8217;odore del sangue, grazie all&#8217;apporto di un pimpantissimo Gilardino; lanciato in profondità sulla fascia destra, l&#8217;ex punta del Parma si scrolla di dosso Metzelder, evita la chiusura di Ballack all&#8217;interno dell&#8217;area, e, da una posizione ancora più propizia rispetto a Podolski mezz&#8217;ora prima, scheggia la base del palo alla sinistra di un attonito Lehmann.<br><strong>2&#8242; </strong>Un altro legno della stessa porta, nel giro di 60 secondi, torna a vibrare ancora più intensamente; questa volta è Zambrotta, avventatosi su una palla respinta su calcio d&#8217;angolo, a scaricare un destro tremendo sulla traversa, che salva nuovamente la Germania.<br><strong>15&#8242; </strong>Mai beffa fu più vicina: su un contropiede tedesco, nato da un fallo non concesso a Totti al limite dell&#8217;area, il subentrato Odonkor ha tempo e spazio per servire  in mezzo all&#8217;area il solito sgusciante Podolski. Quest&#8217;ultimo tuttavia, non ha l&#8217;incornata di suoi illustri predecessori come Oliver Bierhoff, e non riesce a girare verso la porta il precisissimo cross del compagno.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare</strong></p>



<p><strong>7&#8242; </strong>L&#8217;ultima grande occasione per la Germania perseguiterà a lungo le notti di Podolski, liberato al tiro da Kehl al termine di uno dei rarissimi contropiedi concessi dall&#8217;Italia nell&#8217;intero torneo; sul sinistro al fulmicotone del numero 20, Buffon sfodera una delle mani di richiamo più memorabili della propria sensazionale carriera, salvando il risultato.<br><strong>9&#8242; </strong>Il reparto offensivo degli Azzurri ha ormai cambiato completamente pelle, come testimoniato da quest&#8217;azione avviata da Totti (unico giocatore offensivo rimasto in campo dal primo all&#8217;ultimo minuto) e proseguita dai 3 subentrati Iaquinta, Gilardino e Del Piero; quest&#8217;ultimo, da buona posizione, strozza troppo il destro, abbondantemente a lato.<br><strong>14&#8242; GOL ITALIA </strong>A cambiare per sempre la storia del calcio italiano ci pensa una strana coppia di giocatori: il primo, Andrea Pirlo, è già da anni una stella di valore mondiale, ed è proprio per questo che decide che per una notte a prendersi la gloria dev&#8217;essere qualcun altro. Dopo essersi avventurato in un assurdo esercizio di equilibrismo al limite dell&#8217;area tedesca, su un corner ribattuto, Pirlo trova dunque un filtrante celestiale per Fabio Grosso, il più inatteso dei protagonisti, che con un sinistro a rientrare trafigge Lehmann a un solo minuto dalla fine dei supplementari.<br><strong>15&#8242; GOL ITALIA </strong>Anche al termine di una partita in cui il pallino del gioco lo ha avuto principalmente la squadra di Lippi (coraggiosissimo nel chiudere il match con 4 attaccanti), non può non arrivare anche il raddoppio in transizione, per alimentare ulteriormente lo stantio mito della nostra premiata ditta Catenaccio &amp; Contropiede. L&#8217;azione la conosciamo tutti: Cannavaro si sbrana Mertesacker e Podolski in anticipo, Totti verticalizza con calma ed urgenza al tempo stesso, Gilardino banchetta su quel che rimane di Metzelder, mentre Del Piero scaccia definitivamente i fantasmi della finale di Euro 2000, mettendo la firma su una delle partite più belle mai giocate dalla nostra Nazionale.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;assist di Pirlo per il gol di Grosso</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KEHL 6,5: </strong>dopo le innumerevoli polemiche legate alla squalifica di Frings con la prova TV, il suo sostituto si dimostra pienamente all&#8217;altezza di un match di questo calibro. Kehl fornisce infatti il dinamismo necessario per rendere fluida la manovra tedesca, assumendosi a più riprese il ruolo di leader del centrocampo in assenza della miglior versione di Ballack. Si danna l&#8217;anima per limitare il raggio d&#8217;azione di Pirlo, con alterne fortune.</p>



<p><strong>Metzelder 6: </strong>guida con autorità la retroguardia della Germania, esaltandosi in particolar modo nella marcatura su Toni, reso praticamente inoffensivo dal centrale del Borussia Dortmund. Va invece un po&#8217; in affanno nei supplementari dopo l&#8217;ingresso del più mobile Gilardino, che rispetto al vincitore della Scarpa d&#8217;Oro tende a dargli meno punti di riferimento.</p>



<p><strong>Podolski 6: </strong>nemico pubblico n° 1 della retroguardia italiana per la sua capacità di trovare spazi da attaccare, non staziona più di tanto in area di rigore, ed è libero di andare a prendersi il pallone dove vuole, associandosi con Klose e gli altri suoi compagni. Forse risulta più volenteroso e attivo che preciso, anche se di fatto, l&#8217;unico motivo per cui non si iscrive al tabellino dei marcatori è lo stupendo colpo di reni di Buffon nei supplementari.</p>



<p><strong>Klose 5,5: </strong>ci mette poco a capire che con due carcerieri come Cannavaro e Materazzi avrà davvero poche chance negli ultimi 16 metri, e prova dunque a partire da più lontano, togliendo però un po&#8217; di peso specifico all&#8217;attacco tedesco. Svolge ugualmente un buon lavoro di raccordo per quasi un&#8217;ora, prima di essere sopraffatto dalla stanchezza e dai centrali italiani. Si consolerà con la palma di capocannoniere del Mondiale.</p>



<p><strong>Ballack 5: </strong>il totem di questa Germania altresì priva di vere e proprie stelle (a eccezione forse del solo Klose) stecca il big match in maniera alquanto inattesa per un uomo del suo temperamento. Oltre a non garantire sufficiente copertura in mezzo al campo, Ballack non trova alcuna giocata vagamente risolutiva che la squadra si aspetterebbe dal proprio capitano. Getta alle ortiche una grossa occasione, sprecando una ghiottissima punizione dal limite al tramonto dei tempi regolamentari, e accorcia troppo tardi su Grosso in occasione dello 0-1.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE ITALIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE PIRLO 8: </strong>in occasione di ogni trionfo della Nazionale Italiana, l&#8217;opinione pubblica ci tiene sempre a rivangare la solita retorica sulla compattezza difensiva, l&#8217;innata capacità di soffrire e stringere i denti, eccetera eccetera. In questo caso però, l&#8217;Italia ha imposto il proprio calcio in casa della Germania senza il bisogno di barricarsi, presa per mano da un Andrea Pirlo all&#8217;apice delle proprie capacità tecniche e fisiche. Anche in una contesa giocata a tratti a ritmi altissimi, il genio di Flero non perde mai un briciolo di lucidità, disegnando arabeschi raffinatissimi sul terreno di Dortmund. L&#8217;assist per Grosso è la perla più preziosa di un Mondiale giocato da dominatore assoluto.</p>



<p><strong>Cannavaro 8: </strong>fa sinceramente impressione la sicurezza (se non addirittura la spavalderia) con cui si disimpegna in un contesto simile. Il capitano azzurro è uno di quei difensori che sembra trarre sincero godimento da ogni singola chiusura in scivolata, da ogni singolo anticipo, da ogni singolo tiro murato alla mezzapunta avversaria, insomma, da tutto ciò che può servire a far riposare Buffon. Uno dei suoi principali pregi inoltre, è far salire il livello di fiducia e condizione dei propri compagni di reparto grazie alla sua sola presenza, come testimoniato dalla grande prestazione di un Materazzi (7) degno di Nesta. A fare il resto, ci pensa la celebre telecronaca di Fabio Caressa&#8230;</p>



<p> <strong>Buffon 7,5: </strong>questa prova del &#8220;numero 1 dei numeri 1&#8221; conferma l&#8217;assioma secondo cui i portieri di altissimo livello sono quelli che, giocando in squadre solide e abituate a concedere poche occasioni, sanno farsi trovare pronti pur non venendo chiamati in causa con continuità. A differenza di altre partite del Mondiale (vedi Italia-Repubblica Ceca dei gironi), Buffon non si erge a protagonista assoluto del match, ma è una presenza silenziosa e inesorabile, contro cui i tedeschi si infrangono quasi senza colpo ferire. Per chi scrive, il riflesso esibito sul tiro di Podolski è una parata di gran lunga più bella e difficile di quella per disinnescare Zidane a Berlino nella finale contro la Francia, rimasta maggiormente impressa nell&#8217;immaginario collettivo.</p>



<p><strong>Grosso 7: </strong>la sua parabola &#8220;from zero to hero&#8221; è senza dubbio una delle storie più romantiche legate all&#8217;Italia del 2006, ma non deve far passare in secondo piano l&#8217;effettivo valore di Grosso, che al proprio picco è stato un terzino estremamente moderno. Oltre alle doti atletiche di primo livello, il suo lontano passato da trequartista ne ha forgiato un piede mancino molto interessante, che lo rende la principale arma dell&#8217;Italia sulla fascia sinistra, e che gli consente di siglare uno dei gol più iconici dell&#8217;intera storia della Coppa del Mondo.</p>



<p><strong>Gattuso 7: </strong>per alcuni, ancor più di Buffon, Cannavaro e Pirlo, il volto dell&#8217;Italia di Lippi è quello di &#8220;Ringhio&#8221;, che contro una Germania estremamente muscolare, come da tradizione teutonica, ingaggia due ore di braccio di ferro con ogni singolo giocatore della Mannschaft. Anche quando, al tramonto del match, le squadre tendono ad allungarsi per la stanchezza, Gattuso non si sottrae nei raddoppi e nelle scalate, ripulendo palloni ad ogni altezza del campo, ed affidandoli rapidamente alle sapienti cure di Pirlo e Totti.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/11/28/2006-semifinale-germania-italia-0-2.html">2006 Semifinale: Germania-Italia 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:46:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina. Zidane balla tra i brasiliani: prestazione superba del 10 francese Il Mondiale 2006 perde nel giro di due giorni le due superfavorite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/15/2006-quarti-brasile-francia-0-1.html">2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina. Zidane balla tra i brasiliani: prestazione superba del 10 francese</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Mondiale 2006 perde nel giro di due giorni le due superfavorite della vigilia: dopo l&#8217;eliminazione dell&#8217;Argentina ai rigori contro la Germania ospitante, è la volta del Brasile, che proprio come nella finale del &#8217;98 cade sotto i colpi di una Francia sorniona ed ispirata in ogni reparto. Superlativa la prova di <strong>Zidane</strong>, Re Sole di una squadra estremamente compatta ma anche ricca di classe, in continuo crescendo nel corso del torneo. Tra i brasiliani, privi di gioco e condizione fisica, steccano praticamente tutti, <strong>Ronaldinho </strong>e <strong>Kakà </strong>in primis, e l&#8217;addio alla Nazionale di tre totem come <strong>Ronaldo</strong>, <strong>Roberto Carlos </strong>e <strong>Cafu </strong>segna la definitiva chiusura di un&#8217;era ricca di trionfi.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Dida &#8211; Cafu (31&#8242; st Cicinho), Lucio, Juan, Roberto Carlos &#8211; Zé Roberto, Gilberto Silva &#8211; Juninho (18&#8242; st Adriano), Kakà (34&#8242; st Robinho), Ronaldinho &#8211; Ronaldo.</p>



<p><strong>Francia: </strong>Barthez &#8211; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal &#8211; Makélélé, Vieira &#8211; Ribéry (32&#8242; st Govou), Zidane, Malouda (36&#8242; st Wiltord) &#8211; Henry (41&#8242; st Saha).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="809" height="518" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN.jpg" alt="" class="wp-image-21711" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN.jpg 809w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN-300x192.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN-768x492.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il gol di Henry</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>5&#8242; </strong>il Brasile approccia al meglio la gara, guadagnandosi un calcio di punizione interessante sul centro-sinistra. Sul traversone di Juninho spunta Juan, tutto solo in area di rigore, che prova a infilare Barthez di tacco al volo, alzando però il pallone sopra la traversa. Il difensore del Bayer Leverkusen era in offside, ma la sua giocata lascia intuire una certa spocchia da parte dei verdeoro.<br><strong>11&#8242; </strong>altra occasione su palla inattiva per la Seleção: il gioco aereo tuttavia non è mai stato il piatto forte di Ronaldo, che impatta male il pallone scodellato in mezzo da Ronaldinho.<br><strong>17&#8242; </strong>il primo intervento vero e proprio di Dida è su un cross sballato ma potenzialmente insidioso di Sagnol, liberato sulla destra da Zidane.<br><strong>28&#8242; </strong>su un traversone scomodo di Malouda, Roberto Carlos è costretto a mettere affannosamente il pallone in angolo; guidata da uno Zidane in grande spolvero, la Francia continua a guadagnare metri.<br><strong>38&#8242; </strong>partita giocata a ritmi bassi, in cui le occasioni migliori arrivano sui calci da fermo: neanche l&#8217;incornata di testa di Malouda riesce però a sbloccare il punteggio.<br><strong>41&#8242; </strong>è sulla fascia sinistra che la Francia tende a sviluppare le manovre più interessanti: servito spalle alla porta da Abidal, Malouda riesce a girarsi in un fazzoletto facendo secco Lucio, e solo l&#8217;intervento provvidenziale di Juan impedisce a Ribéry di avventarsi sul servizio a pelo d&#8217;erba dell&#8217;esterno del Lione.<br><strong>45&#8242; </strong>quando Zidane si accende, il tempo sembra fermarsi: il capitano della Francia parte in contropiede saltando Cafu e Gilberto Silva a centrocampo, e premia l&#8217;inserimento centrale di Vieira, che ha un&#8217;autostrada davanti a sè. Per fermare il molosso juventino, Juan è costretto a stenderlo senza pietà, beccandosi l&#8217;ammonizione che lo estrometterebbe da un&#8217;eventuale semifinale.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong></p>



<p><strong>1&#8242; </strong>l&#8217;intervallo non sembra aver chiarito le idee al Brasile, che rischia grosso sul colpo di testa mandato di poco a lato da Vieira su cross di un ispiratissimo Zizou.<br><strong>8&#8242; </strong>la Francia è totalmente padrona del campo, e sfiora nuovamente il vantaggio: ancora Juan, in scivolata, anticipa Vieira, smarcato in piena area da un geniale colpo di tacco di Henry.<br><strong>9&#8242; </strong>la difesa del Brasile sale bene su una punizione di Malouda, lasciando in fuorigioco Vieira, Gallas e Henry, con quest&#8217;ultimo che infilza inutilmente Dida; poco male, avrà modo di rifarsi molto rapidamente.<br><strong>12&#8242; GOL FRANCIA </strong>Altra punizione per i francesi, questa volta sulla fascia sinistra: il destro di Zidane sul secondo palo pesca un Henry lasciato clamorosamente solo nell&#8217;area piccola, che non ha alcuna difficoltà a impattare col piattone e a portare in avanti i Bleus. L&#8217;atteggiamento della difesa del Brasile, che porta appena 3 uomini a duello con i 5 della Francia, è sinceramente sconcertante: l&#8217;immagine di Roberto Carlos, rimasto immobile a guardare l&#8217;inserimento di Henry, fa rapidamente il giro del mondo.<br><strong>16&#8242; </strong>i campioni del mondo in carica sono ormai completamente in bambola, e la Francia prova ad approfittarne: Ribéry tiene in vita un lancio lungo di Abidal, nasconde il pallone a Lucio per poi sverniciarlo nei pressi della linea di fondo, e il suo cross rasoterra per poco non viene tramutato in autogol da un goffo intervento del solito Juan.<br><strong>25&#8242; </strong>il piano della Francia è ormai chiaro: abbassare il baricentro e ripartire vertiginosamente in contropiede sfruttando la grande lucidità di Henry, lasciato a sbrigarsela da solo contro la difesa sudamericana. Titì è impeccabile nel servire Ribéry, arrivato a chiudere l&#8217;azione dopo 50 metri di corsa, ma un ottima lettura di Dida tiene in piedi il Brasile.<br><strong>36&#8242; </strong>nella fase finale della gara il possesso palla è ad appannaggio quasi esclusivo dei brasiliani, che con l&#8217;ingresso di Robinho per un anonimo Kakà aggiungono più verve al reparto offensivo; è proprio il giovane numero 10 del Real Madrid, servito da una sponda aerea di Ronaldinho, a sprecare una buona occasione, sparando a lato un sinistro sbilenco.<br><strong>40&#8242; </strong>buon break di Zé Roberto, tra i pochissimi nel Brasile a tentare di salvare il salvabile, che libera al tiro Ronaldo smarcatosi sulla trequarti; il mancino ciabattato dell&#8217;ormai ex Fenomeno la dice lunga sulla prestazione offerta dalle stelle verdeoro.<br><strong>42&#8242; </strong>in assenza di idee, il Brasile cerca disperatamente il pareggio che varrebbe i supplementari; raccogliendo una respinta di Barthez su calcio d&#8217;angolo, Lucio sfiora il colpaccio con un destro al volo.<br><strong>44&#8242; </strong>sussulto d&#8217;orgoglio di Ronaldo, che sguscia tra Makélélé e Thuram guadagnandosi una punizione da posizione ghiottissima; il destro di Ronaldinho sprizza veleno da tutti i pori, e lascia di sasso Barthez, ma sorvola la traversa di pochi millimetri.<br><strong>45&#8242; </strong>la Francia ha l&#8217;occasione perfetta per chiudere la faccenda, con l&#8217;ennesimo contropiede orchestrato da Zidane e mal rifinito dal subentrato Saha; sul ribaltamento di fronte ci prova ancora Ronaldo, ben disinnescato da Barthez.<br><strong>46&#8242; </strong>l&#8217;azione prosegue, e per poco non viene finalizzata da Zé Roberto, che prova ad arrivare in spaccata su un cross tesissimo di Cicinho; per il Brasile, l&#8217;obiettivo dichiarato di vincere il secondo Mondiale consecutivo si spegne oltre la linea di fondo.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE JUAN 6,5: </strong>se il punteggio racconta di una sconfitta di misura del Brasile, la verità è ben diversa; i pentacampioni infatti vengono risparmiati da un passivo ben più pesante grazie ai ripetuti salvataggi del centrale del Bayer Leverkusen, che in questo Mondiale si conferma difensore di valore assoluto. Nonostante gli ultra-offensivi verdeoro siano disposti in campo senza un minimo di raziocinio, esponendo la propria retroguardia a un&#8217;infinità di spifferi, Juan mantiene ugualmente la lucidità necessaria in una contesa di così alto livello.<br><strong>Robinho 6: </strong>in appena 11 minuti (più recupero) avuti a disposizione mostra una condizione atletica più frizzante di tutti gli altri attaccanti del Brasile messi insieme, oltre alla consueta sfacciataggine tecnica che da sempre lo contraddistingue. Tra le critiche più feroci rivolte verso Parreira c&#8217;è indubbiamente la pessima gestione del minutaggio di Robinho, partito titolare solo nella platonica gara contro il Giappone ai gironi.<br><strong>Ronaldo 5</strong>: incredibile ma vero, nonostante tutto il ben di Dio a disposizione sulla propria trequarti, il Brasile non riesce praticamente mai ad armare il proprio terminale offensivo. Quest&#8217;ultimo però si muove davvero poco per farsi servire, tant&#8217;è che le sue uniche giocate da segnalare arrivano soltanto nell&#8217;assalto finale degli ultimi 5 minuti. Dell&#8217;extraterrestre di fine anni &#8217;90 è ormai rimasto soltanto il nome.<br><strong>Ronaldinho 4,5: </strong>il suo Mondiale è lo specchio dello scialbo percorso del Brasile: arrivato in Germania con lo status indiscusso di miglior giocatore del pianeta, Dinho chiude il torneo senza mai andare a segno, e soprattutto senza aver tirato fuori dal cilindro neanche un lampo degno della sua fama. Lo scontro a distanza con Zidane è veramente impietoso a favore del francese.<br><strong>Cafu &#8211; Roberto Carlos 4,5: </strong>il passare del tempo si manifesta in maniera davvero impietosa per Cafu (36 anni) e Roberto Carlos (33), giunti entrambi all&#8217;ultimo grande appuntamento in Nazionale con le pile ormai scariche. Il capitano commette numerosi errori di misura, e tra i guizzi di Malouda e Henry fatica a presidiare la propria fascia di competenza. Meno traballante Roberto Carlos, il cui contributo in fase offensiva è però praticamente nullo, e su cui pesa come un macigno la mancata marcatura di Henry in occasione del gol.</p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ZIDANE 8,5: </strong>in tempi recenti si è iniziato a parlare in maniera quasi ossessiva &#8220;aura&#8221; nel mondo del calcio e dello sport in generale, come se alcuni atleti fossero effettivamente avvolti da un alone magico e impercettibile, capace di guidarne le prestazioni. Ebbene, le giocate di Zidane contro il Brasile costituiscono uno dei migliori esempi possibili in materia. Zizou, che ha già annunciato il ritiro al termine della competizione, tocca ogni pallone come se fosse l&#8217;ultimo, mettendo in scena un vero e proprio recital di <em>Zidanismo </em>allo stato puro: sombreri, ruletas, doppi passi, pause, gestione dei tempi, aperture col goniometro, e tanto sacrificio. Paradossalmente la giocata più &#8220;banale&#8221;, se ce n&#8217;è una, è proprio l&#8217;assist su punizione per la rete decisiva. Il pubblico di Francoforte si gode una prestazione semplicemente epocale.<br><strong>Henry 7: </strong>in partite di questo calibro, anche le stelle devono sapersi rimboccare le maniche e accettare di toccare meno palloni del solito, a patto di tramutarli in oro. Henry veste dunque alla perfezione i panni di Re Mida, siglando il più importante dei suoi 51 gol in Nazionale, e offrendo un contributo preziosissimo nel far salire la Francia, allungando al contempo la difesa del Brasile. Nel secondo tempo in particolare, con le due ali ad agire da veri e propri centrocampisti, fa letteralmente reparto da solo.<br><strong>Vieira 7: </strong>prestazione da autentico califfo del centrocampo, è il più in forma della formazione transalpina insieme a Zidane, e pur non andando a segno come nelle partite precedenti contro Togo e Spagna, fa valere tutto il proprio magistero. In coppia con Makélélé (6,5) forma una cerniera di titanio, e i suoi inserimenti creano più di un grattacapo alla traballante difesa brasiliana.<br><strong>Abidal 7: </strong>a quasi 27 anni è il primo grande torneo con la Francia per un giocatore arrivato un po&#8217; tardi ai massimi livelli, ma con la maturità temperamentale di un senatore. Il Brasile sovraccarica le zone centrali proprio per evitare di transitare dalle zolle battute da lui e Sagnol (6,5), non rendendosi praticamente pericoloso negli 1 vs 1 sulle fasce. Dal canto suo, Abidal si muove bene anche nella metà campo avversaria, dando una discreta mano a Malouda sull&#8217;out di sinistra.<br><strong>Ribéry 6,5: </strong>entrato nel giro della Nazionale nell&#8217;immediata vigilia del Mondiale, questo contro il Brasile è appena l&#8217;8° match che disputa con la maglia dei Bleus, e fa presagire ciò che i tifosi del Bayern Monaco avrebbero avuto modo di godersi nel decennio successivo. Domenech lo schiera sulla fascia destra, dove Ribéry può sprigionare la sua incoscienza giovanile, unita a una maturità non da poco per un ventitreenne. Dopo il trampolino di lancio di Germania 2006, è ormai destinato a diventare uno dei volti nuovi del calcio mondiale.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Tutti i tocchi di Zidane nella sfida contro il Brasile</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/15/2006-quarti-brasile-francia-0-1.html">2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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