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	<title>Viste per voi Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Viste per voi Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del Pibe de [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del <em>Pibe de Oro</em> al Mondiale 1986. Ha intervistato centinaia di altri calciatori, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Daniel Martinez ha lavorato per diverse emittenti internazionali, da Fox Sports a Bbc Mundo e da 16 anni è corrispondente dall&#8217;Italia per Espn seguendo i campioni sudamericani e argentini nel nostro Paese, non solo nel calcio. Vanta inoltre collaborazioni con altri media: El País di Madrid, Tve de España, Tve de Chile, la Cnn in spagnolo. Con il Mondiale cominciato da pochi giorni e a una manciata di ore dal debutto dell&#8217;Argentina campione del mondo contro l&#8217;Algeria, abbiamo rivolto a Daniel alcune domande sulla Coppa del mondo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Daniel, come vedi le possibilità di un nuovo successo sudamericano in questo Mondiale?</strong></code></pre>



<p>Ci sono sicuramente squadre sudamericane che arrivano con ambizioni importanti: l&#8217;Argentina cercherà di difendere il suo titolo essendo oggi più consapevole e meno sotto pressione rispetto a Qatar 2022. C’è il Brasile che è affamato, avendo alle spalle più di 20 anni di attesa per ingrandire il proprio palmares e con il plus di un commissario tecnico di lusso come Carlo Ancellotti. E includerei la Colombia, che non ha la storia vincente delle altre due, ma viene da un’ottima Coppa América e da un girone di qualificazione sudamericano che autorizza a sognare. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Da argentino, ti aspettavi la vittoria del Mondiale in Qatar quattro anni fa o fu una sorpresa? Dove ti trovavi il 18 dicembre 2022?</strong></code></pre>



<p>No, una sorpresa no: non dimentichiamo che l&#8217;Argentina arrivava al Mondiale dopo la vittoria in Coppa América nellla quale aveva piegato il Brasile nel Maracanà. Però certamente noi argentini eravamo stati molti vicini tante volte alla vittoria che fino alla fine abbiamo vissuto il Mondiale in apnea. Dove mi trovavo il 18 dicembre 2022? Ero nell’appartamento di Susa, con il mio cagnolino Argos, con la mia bandiera annodata al collo e afferrato alla maglietta a maniche lunghe dell&#8217;Argentina, con il numero 10 senza nome sopra il numero e ancora senza stelle sopra lo stemma. Quella maglia è il mio portafortuna, anche perché mi fu regalata, con tanto di bellissima dedica, da Mario Alberto Kempes, capocannoniere e campione del mondo nel 1978. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27510" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1536x1023.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez gioca a calcio balilla con Lautaro Martinez</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quanto è stato importante il lavoro di Scaloni per valorizzare finalmente appieno il talento di Leo Messi in Nazionale e costruire un ciclo straordinariamente vincente con un Mondiale, una Finalissima e due Coppe América? </strong></code></pre>



<p>Quello che ha fatto Scaloni è stato fondamentale e molto difficile. Ha preso, senza alcuna esperienza, una &#8220;patata&#8221; bollentissima, com&#8217;era la nazionale che aveva lasciato Sampaoli nel 2018. Con molto senso pratico, profitto e zero proclami, Scaloni si è messo a lavorare duramente, mettendo Messi al centro del progetto. Però senza caricarlo di eccessive responsabilità. Al contrario, ha fatto in modo che il gruppo lo aiutasse e si compattasse attorno a lui. E <em>L<em>í</em>o </em>ha risposto come meglio non poteva. Per tutto questo, direi che Scaloni è stato provvidenziale, oltre che fondamentale, per la rinascita della <em>Selección&nbsp;</em>e di Lionel Messi. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Dopo la vittoria in Qatar Leo (o Lío come lo chiamate voi argentini) nel cuore del popolo argentino vale ormai Maradona? </strong></code></pre>



<p>Penso che <em>Lío </em>sia assolutamente nel cuore degli argentini, e con il tempo, quando si avrà la consapevolezza e la misura della sua traiettoria sportiva in tutta la sua incredibile magnificenza, lo sarà ancora di più. Ma l&#8217;idolo Messi è molto diverso dall&#8217;idolo Maradona. Diego era la forza ribelle, faceva leva su una personalità magnetica. Era idolatrato per le sue imperfezioni da uomo, tanto come lo era per la sua sublime classe calcistica. Il popolo si specchiava in quella sua volontà di essere uguale a lui. Diego era ognuno di noi, di qualsiasi argomento si parlasse. Era una bandiera, anzi di più: era uno scudo. Un <em>vendicatore</em>, che con la sua vita, idealizzata dalle masse, dimostrava che anche gli ultimi possono arrivare in alto. La sua voce era la voce di tutta quella gente che si sentiva dimenticata, maltrattata, derubata dai potenti. Non potremo mai misurare Diego con lo stesso metro con il quale misuriamo qualsiasi altro comune mortale. <em>Lío </em>invece, è l’idolo silente, timido a livelli quasi incomprensibili. È l’idolo che non ha mai giocato in patria (ma che mai ha perso l&#8217;accento, la cultura, l&#8217;<em>argentinità</em>). È il <em>lí<em>der </em></em>lontano, quello che ha vinto tutto quello che si può vincere, però per altri, con altri colori, dall’altra parte del mondo. A troppi chilometri di quella patria che lui, tuttavia e fortunatamente, non ha messo mai in soffitta, non ha mai dimenticato. <em>Lío </em>è l’idolo che ha dovuto sudare e piangere tanto prima di apparire un vincente agli occhi dei suoi connazionali e che adesso ha battuto tutti i record con la <em>camiseta albiceleste</em>. <em>Lío </em>ha già vinto con l&#8217;Argentina più di Diego e più di chiunque altro. Ma ha dovuto aspettare quella Coppa América alzata al Maracanà nel 2021 per ricevere gli applausi della gente e ottenere quel riconoscimento trasversale che prima qualcuno in patria gli negava. In poche parole: Diego è l’idolo del travolgente carisma; <em>Lío </em>è l&#8217;idolo della schiacciante superiorità calcistica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gli argentini hanno ormai due miti: Diego, l&#8217;idolo del travolgente carisma, il vendicatore degli ultimi, la voce della gente, lo scudo delle masse. E Leo, l&#8217;idolo della superiorità calcistica, il campione dei record cresciuto in una terra lontana, che ha sofferto e pianto, ma che ora anche in Nazionale ha vinto tutto, come nessun altro</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'Argentina, rispetto all'Italia, è meno popolosa, ha un campionato di esportazione, ma resta una delle migliori scuole del mondo. Quali sono i metodi di lavoro che si utilizzano in Argentina nelle scuole calcio? </strong></code></pre>



<p>In Argentina è ancora preponderante la scuola del <em>potrero</em>, ovvero del campetto di quartiere. Abbiamo anche noi le scuole calcio <em>classiche</em>, soprattutto nelle grandi città, ma una parte importante, all&#8217;inizio del percorso formativo, si sviluppa nei club di quartiere, che in genere sono club <em>sociali </em>e di <em>promozione</em>. Ed è lì, in quei campetti di terriccio, di superfici sconnesse, che alle prime gocce di pioggia diventano di fango, che i ragazzini sviluppano caratteristiche del tutto personali, a volte uniche. Lì è dove la <em>gambeta</em> (il dribbling) diventa un’arma di sopravvivenza calcistica, non un lusso da sfoggiare per cogliere un applauso facile. Uno dei grandi problemi che stanno avendo le scuole di calcio eccessivamente metodiche dell&#8217;Europa è che costruiscono calciatori tutti uguali. Se la superficie dove i ragazzi imparano a giocare è sempre perfetta e uniforme, se il pallone è sempre iper performante, le difficoltà tecniche che si presenteranno saranno sempre uguali e anche le possibili soluzioni saranno uguali per tutti. Questo aspetto, sommato a metodi di allenamento standardizzati, alla formazione fisica preponderante in luogo della tecnica e a una scellerata ossessione per gli aspetti tattici, condiziona inevitabilmente la formazione delle nuove generazioni. Il risultato è che avremo giocatori che si assomiglieranno troppo tra di loro. Quando è risaputo che nel calcio il <em>giocatore diverso</em> e quello che fa la differenza.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Come vedi il futuro dell'Argentina dopo la generazione Messi? Quanto Nico Paz è già pronto per diventare il leader del nuovo corso argentino? E cosa aspettarsi da un Julian Álvarez sempre più consapevole dei suoi mezzi a livello internazionale? </strong></code></pre>



<p>Vedo un futuro promettente, con giocatori sempre competitivi, che hanno ereditato il dna che fu di Di Stéfano, di Labruna, di Sívori, di Kempes, di Bochini, di Alonso, di Maradona, di Messi e di tanti altri che ci hanno portato a essere una Nazionale vincente e che, anche nelle sconfitte, compete sempre ad alti livelli. Nico Paz è in un momento cruciale della carriera, è in quel passaggio tra l&#8217;essere un buon giocatore e la consacrazione che porta a diventare un campione. Speriamo che la troppa aspettativa non finisca per fargli del male. Ha davanti a sé Almada e anche lui, con caratteristiche leggermente diverse, potrebbe diventare un <em>lí<em>der </em></em>tecnico della Nazionale. Credo in ogni caso che la mancanza di un <em>lí<em>der </em></em>non sarà mai un problema nella Nazionale argentina, perché c’è tanta personalità in più di un calciatore. Il caso di Julian è notevole: a 26 anni ha già vinto tutti i titoli che un giocatore può vincere. Parliamo di 16 trofei, inclusi il Campionato del Mondo, due Coppe América, la Libertadores, la Champions League. E credo non sia ancora arrivato al punto più alto della sua carriera. Potrebbe tranquillamente essere lui il <em>lí<em>der </em></em>del futuro della Nazionale argentina. Da qui ai prossimi anni penso crescerà ancora.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27512" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez con Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avere dei <em>líder </em>e dei grandi giocatori non sarà mai un problema per la Nazionale argentina, perché da noi i talenti continuano a nascere ed ereditare il dna dei vari Di Stéfano, Labruna, Sívori, Kempes, Bochini, Alonso, Maradona, Messi. Nei prossimi anni ho grande fiducia soprattutto in Nico Paz e Julián Álvarez</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Il Brasile non vince un Mondiale da 24 anni. Ha deciso di affidarsi a un allenatore di provata qualità ed esperienza come Ancelotti. Quali sono i punti di forza e di debolezza dei verdeoro e come li vedi in ottica vittoria del Mondiale, anche alla luce del pareggio poco spumeggiante contro il Marocco all'esordio?</strong></code></pre>



<p>Il Brasile credo stia ripetendo la stessa <em>strada della frustrazione</em> che ha percorso la Nazionale argentina nei suoi 33 anni senza vittorie, tra la Coppa America 1993 e la Coppa América 2021. Ed è una strada molto pericolosa perché divora generazioni di grandissimi talenti. L’arrivo di Ancelotti, un uomo abituato alla vittoria e che sa gestire come nessuno gli spogliatoi carichi di ego, potrebbe essere il toccasana per evitare che questa strada diventi ancora più lunga. I punti di forza del Brasile, lo sappiamo tutti, passano da risorse individuali quasi inesauribili, da giocatori di enorme qualità ma che &#8211; e qui sono i punti deboli &#8211; da tempo non trovano l’amalgama necessaria per imporsi. Se continua a naufragare nell’ansia, nella fretta e si aspetta di risolvere le partite con i colpi isolati di questo o quell’altro giocatore, anche in questo Mondiale il Brasile finirà per disunirsi piano, piano. Se invece <em>la cura Carletto</em> riuscirà a essere efficace, è una Nazionale che potrà ambire al massimo traguardo. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Tra le favorite indiscusse vi sono la Spagna di Yamal, la Francia di Mbappé e del pallone d'oro Dembélé, l'Inghilterra di Kane. Tu chi vedi meglio tra queste e chi indichi come favorita per la vittoria? </strong></code></pre>



<p>Sulla Spagna e sulla Francia sono d’accordissimo, non sull’Inghilterra che mi sembra ancora una volta in costruzione. Al suo posto io menzionerei come candidato alla vittoria il Portogallo che ha giocatori di grandissimo valore in tutti i reparti. Ma il successo finale in un Mondiale dipende di tante cose, dai piccolissimi dettagli fino a concetti generali molto ampi. Fare previsioni è estremamente complesso. Ma tra tutte per me la Spagna è la più solida, la più squadra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27518" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez fuori dall&#8217;Allianz Arena, stadio di Monaco di Baviera</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quale può essere invece la Nazionale sorpresa? E quale sarà invece secondo te il giocatore rivelazione dei Mondiali? </strong></code></pre>



<p>Per quello che ho visto finora, tra amichevoli premondiali e primissime partite, mi ha impressionato (ma non si può parlare esattamente di sorpresa) il calcio che esprime il Marrocco. Attenti poi al Giappone, che potrebbe essere una piacevole scoperta e arrivare lontano in questo Mondiale. Indicare il giocatore rivelazione è ancora più difficile, dunque rispondo con quello che vorrei lo fosse, con tutto il cuore: Nico Paz.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Per la terza volta consecutiva l'Italia non sarà ai Mondiali. Da argentino che però da anni conosce bene la nostra realtà, qual è secondo te il principale problema del nostro calcio: troppi stranieri? Poca cultura sportiva? Scarso investimento su vivai, allenatori e strutture? </strong></code></pre>



<p>Per rispondere come si deve a questa domanda ci vorrebbe lo spazio di un libro, non di un&#8217;intervista. Non scopro nulla dicendo che questa crisi è il risultato di una somma di fattori. Da leggi come il famoso <em>decreto crescita</em> che favoriscono fiscalmente l&#8217;acquisto di giocatori che vengono dall’estero invece che l&#8217;acquisto di giocatori nel mercato interno, a problemi di abitudini culturalmente sbagliate. <br>La riassumerei così: la peggiore malattia del calcio italiano (certo, non l’unica) è lo sfrenato <em>amore </em>degli italiani per il mercato. Gli anni dell&#8217;abbondanza, <em>del calcio più bello del mondo</em> andava di pari passo con l&#8217;<em>allure</em> dei club dominati dai presidenti mecenati. I quali però di mecenatismo non avevano nulla, perché il calcio ha sempre dato tantissimo, in termini economici, di popolarità, di potere e di influenza politica a tutti gli imprenditori che scelgono di investire in una società calcistica. <br>Da allora i tifosi hanno iniziato a preoccuparsi solo, e continuano a farlo ancora oggi, di cosa regalerà loro il presidente nel calcio mercato. I media per alimentare i sogni (a quell’epoca possibili) parlavano di <em>colpo</em>, di <em>bomba</em>. Il fatto che in Italia il mercato sia così importante è dimostrato dal fatto che è l&#8217;unico Paese dove le trattative si fanno in un posto <em>centralizzato </em>e tutto il pacchetto viene venduto come uno spettacolo mediatico. In altri Paesi, quando un club vuole comprare un giocatore, i dirigenti e i rappresentanti si telefonano e si trovano da qualche parte, nell&#8217;ufficio di uno o dell&#8217;altro, a cena, o in un hotel qualunque. Non c’è un posto <em>centralizzato </em>dove si sviluppa il mercato. <br>Questa modalità mercantilistica ha fatto sì che i vivai perdessero sempre di più centralità nel momento in cui c&#8217;era da pensare al ricambio generazionale delle rose. E visto che i vivai sono un settore dove si deve investire tanto oggi per avere forse qualcosa domani &#8211; però non c&#8217;è niente di reale, di concreto e di garantito nell&#8217;immediato &#8211; ai tifosi e agli imprenditori non è mai sembrato una buona idea investire su questo fronte. I tifosi in Italia non sentono dunque la necessità di veder crescere i ragazzi dei propri settori giovanili né chiedono a gran voce ai presidenti di scommettere su questo o quel giovane promettente. <br>Il refrain è: <em>il presidente vuole una squadra per vincere subito</em>. E tutti sono così contenti quando arriva uno sconosciuto pagato a peso d’oro. Ma negli anni Ottanta e Novanta i soldi permettevano di andare in giro per il mondo, come oggi fanno gli sceicchi, e di portare in Italia giocatori di relativa qualità. Oggi credo sia evidente a tutti che non è più così. Oggi la logica mercantilistica vede altri Paesi dominare e altri campionati diventare le prime scelte. E di conseguenza, in Italia oggi quali giocatori arrivano? Non ho bisogno di scriverlo qui, tutti lo sappiamo. Basterà dire che se viene ingaggiato qualche giovane buono per davvero, lo si fa arrivare in prestito e con la clausola di ricompra. <br>Quando si guarda ai settori giovanili, dunque, si trovano campioncini che forse contro i pari età potranno farsi valere, ma che difficilmente avranno quel quid in più necessario per fare il salto di qualità ed essere competitivi al massimo livello. Ma soprattutto quello che più manca è quell’interesse che iniziano a sentire da piccoli da parte dei propri tifosi, quel fuoco che li nutre, che li fa crescere forti, perché quando arriverà la loro opportunità, i tifosi saranno dalla loro parte e vorranno vederli imporsi. Fino a quando questa logica culturale in Italia non farà strada, prevedo ancora tempi bui.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27511" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez intervista Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi interpreti del calcio italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno dei grandi problemi del calcio italiano è il mercato. Dai tempi in cui la Serie A dominava la scena negli anni Ottanta e Novanta. Questo ha fatto sì che si vuole il campione dell&#8217;oggi e non si dà il tempo di costruire il campione del domani. E i tifosi chiedono ai presidenti non quale ragazzo emergerà dal vivaio, ma chi verrà acquistato. </p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Si sente spesso dire da alcuni che il calcio di oggi è più difficile di quello di un tempo, mentre altri rimpiangono il calcio del passato. Tu che segui per lavoro questo sport da tanto tempo, quali ritieni sia la più grande differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri? </strong></code></pre>



<p>Secondo me l’uomo tende a superare i suoi limiti sempre, lo prova la storia. Migliorano la tecnologia dei materiali, i metodi degli allenamenti, il modo di alimentarsi. Migliora la medicina e un infortunio che in tempi passati ti lasciava fuori del campo per un lungo periodo oggi si risolve in un paio di mesi. In qualsiasi altro sport questa discussione non si porrebbe neanche. <br>Ma il calcio è uno sport fatto di sensazioni, di emozioni, ed è assolutamente opinabile in qualunque aspetto. E allora si accende il dibattito. Molto probabilmente chi dice fosse meglio il passato, lo sostiene perché era migliore lui stesso. E quindi ha la sensazione che ciò che vedeva in campo era migliore. Ma non è vero. Era lui a essere migliore, perché aveva la metà degli anni, la metà delle responsabilità e il doppio dei sogni di oggi. Il calcio contemporaneo si gioca a una velocità superiore, con un&#8217;intensità e con una varietà di movimenti collettivi che un tempo non si immaginavano nemmeno. Oggi si vedono più volte cambi di fronte di 50 metri da parte di terzini ignoti che in un&#8217;altra epoca verrebbero qualificati come grandissimi giocatori solo per quel singolo gesto tecnico. <br>Con molta più frequenza vediamo giocate acrobatiche in area, eseguite con la naturalezza di qualunque attaccante. Quando un tempo questi gesti erano riservati solo ai grandi campioni. È anche vero che oggi, a qualsiasi ora c’è una partita. E che in qualsiasi latitudine si impara e si gioca a calcio. Per questo le opportunità di vedere certi gol e certi gesti si moltiplicano. C’è però un aspetto in base al quale i giocatori di prima avrebbero avuto molte più possibilità di giocare meglio e più a lungo. Parlo dell&#8217;aggressività in campo. È una differenza sostanziale con il calcio di oggi, nel quale i giocatori vengono protetti molto di più. Sono convinto, ad esempio, che se Maradona fosse stato più protetto da parte di regolamenti e arbitri, avrebbe avuto una carriera ancora migliore. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Parlando ancora di Maradona, hai iniziato a seguire il calcio decenni fa, lavorando a stretto contatto con il mitico Víctor Hugo Morales e conoscendo personalmente Diego, che resta una delle figure più iconiche del calcio e dello sport. Cosa puoi dirci di lui come personaggio fuori dal campo? Hai qualche aneddoto particolare sulla sua figura? </strong></code></pre>



<p>Diego era più che un idolo delle masse, era un’icona pop, un personaggio del valore universale che trascendeva il calcio e qualunque argine si potesse opporre alla sua personalità. Ho avuto la fortuna di lavorare da giovane con Victor Hugo, una delle persone più importante della mia vita, non solo professionale, e nei confronti del quale sarò eternamente debitore. Ciò mi ha permesso di affacciarmi al <em>mondo Maradona</em>.<br>Essere lui, essere Diego, sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Quello che generava la sua sola presenza era incredibile, è difficile raccontarlo senza sembrare esagerato. E probabilmente anche quello è stato il motivo dei suoi demoni. Credo che non ci sia stato mai un solo Maradona. Per dirlo in un modo più comprensibile: c’era Diego, il giocatore che tutti i suoi compagni amavano, l’uomo capace di una generosità genuina, quello per cui la parola di Don Diego (suo padre) era legge, quello semplice, alla mano, disponibile e attento. Quello che si preoccupava dei bisognosi. Diego era pieno di virtù e degno di tanta ammirazione. <br>Ma quasi al contempo (forse entrando al palcoscenico mentre l’altro ancora stava uscendo), c’era anche Maradona. Ovvero il personaggio scontroso, un po&#8217; arrogante, che sembrava arrabbiato e che non si tratteneva se voleva insultare. Era una figura piena di contradizioni. Che poteva sostenere al mattino una posizione e la notte la posizione opposta. Ma sempre con la stessa (e questo era la cosa incredibile) genuina convinzione con la quale poche ore prima aveva dichiarato il contrario. Tra Diego, l’uomo, e Maradona, il personaggio, correva un fiume di umanità, di fragilità, di voglia di superare se stesso, di confusioni travolgenti. A tutti e due ho voluto bene. Dirò di più: l’uomo Diego mi ha aiutato a capire un po&#8217; le difficoltà del personaggio Maradona. Ma anche a capire un po&#8217; le mie contradizioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>C&#8217;era Diego, il giocatore che tutti i compagni amavano, l&#8217;uomo generoso, alla mano e disponibile. E poi c&#8217;era Maradona, il personaggio scontroso, contraddittorio, che cambiava posizione di continuo. A entrambi ho voluto bene. E l&#8217;uomo Diego mi ha aiutato a capire di più il Maradona personaggio e a capire di più anche me stesso</p></blockquote></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



<p></p>



<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="27388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-27388" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-300x300.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-150x150.avif 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-768x768.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1536x1536.avif 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



<p></p>



<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



<p></p>



<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



<p></p>



<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2018 Ottavi di finale: Francia-Argentina 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/10/2018-ottavi-di-finale-francia-argentina-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[terza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;immenso Mbappé Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di Deschamps supera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;immenso Mbappé</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di <strong>Deschamps </strong>supera l’Argentina con un pirotecnico 4-3: dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio &#8211; <strong>Angel Di Maria</strong> risponde al chirurgico rigore di <strong>Antoine Griezmann</strong> con un tracciante meraviglioso &#8211; nella ripresa lo strapotere fisico e tecnico di <strong>Kylian Mbappé</strong> fa la differenza e con una doppietta mortifera piega i sudamericani, infilzati anche da uno splendido destro al volo di <strong>Pavard</strong>. La nazionale di <strong>Sampaoli </strong>pare una squadra di cartapesta, che agglomera senza un preciso ordine giocatori inadeguati per certi palcoscenici (<strong>Perez</strong>, <strong>Armani</strong>, <strong>Pavon</strong>) e giocatori bolliti (uno su tutti, <strong>Javier Mascherano</strong> veramente alla frutta). <strong>Lionel Messi</strong> predica nel deserto e può fare poco, anche se due assist – uno a dir la verità abbastanza casuale – portano la sua firma. Di contro, la Francia con la sua verticalità, la sua fisicità e la qualità singola delle sue stelle è una squadra che viaggia a gonfie vele verso il suo secondo titolo mondiale.</p>



<p><strong>Francia:</strong> Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, L. Hernandez; Pogba, Kantè; Mbappé (st 44&#8242; Thauvin), Griezmann (st 38&#8242; Fekir), Matuidi (st 30&#8242; Tolisso); Giroud.<br><strong>Argentina:</strong> Armani; Mercado, Otamendi, Rojo (st 1&#8242; Fazio), Tagliafico; E. Perez (st 21&#8242; Aguero), Mascherano, Banega; Pavon (st 30&#8242; Meza), Messi, Di Maria.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>9’ </strong>Splendida punizione mancina di Griezmann dal limite, sinistro morbido che si stampa all’incrocio dei pali.<br><strong>13’ GOL FRANCIA</strong> Mbappé attraversa un deserto di 60 metri palla al piede bruciando Mascherano e scherzando Rojo che lo atterra in area: Griezmann batte rasoterra e buca Armani.<br><strong>41’ GOL ARGENTINA</strong> Siluro da oltre trenta metri di Di Maria che prende la mira e trafigge Lloris con un mancino stupendo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>3’ GOL ARGENTINA</strong> Messi dal vertice destro dell’area addomestica il pallone, si libera dell’uomo e calcia in porta: la conclusione diventa un assist involontario per Mercado che si trova casualmente a toccare per ultimo un pallone che rotola in porta spiazzando Lloris.<br><strong>12’ GOL FRANCIA</strong> Destro strepitoso in controbalzo di Pavard, che indirizza un missile sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Armani.<br><strong>19’ GOL FRANCIA </strong>Dribbling secco nello stretto di Mbappé, che di pura velocità e tecnica si libera di due argentini in area e conclude con il mancino. Armani è imperfetto, la palla finisce in rete. Sorpasso dei Blues.<br><strong>23’ GOL FRANCIA </strong>Contropiede micidiale dei francesi, concluso da Mbappè che davanti al portiere è glaciale e piazza il colpo che chiude i giochi.<br><strong>44’ GOL ARGENTINA</strong> Messi illumina in area per Aguero, i difensori francesi bucano l’intervento ed El Kun incorna di testa per il 4-3, anche se ormai è tardi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="896" height="504" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg" alt="" class="wp-image-27485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg 896w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /><figcaption class="wp-element-caption">Griezmann e Mbappé festeggiano</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong><br><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 9</strong> Questa partita verrà ricordata come quella che ha consacrato Mbappé tra i fuoriclasse del calcio. Nel primo tempo un paio di accelerazioni evocano spettri <em>ronaldiani</em>, nella ripresa i due gol trascinano la Francia al turno successivo. Fisicamente sembra impossibile da contenere (citofonare la difesa argentina per ulteriori informazioni), nelle esecuzioni è rapido e letale, la velocità con cui si sposta la palla tra i piedi appare fuori scala. La cosa più vicina alla miglior versione di Ronaldo Il Fenomeno nel nuovo millennio.<br><strong>Griezmann 7,5</strong> Un rigore chirurgico, una punizione calciata benissimo che per sfortuna si stampa all’incrocio e tante giocate di qualità, di raccordo tra i reparti e di sacrificio &#8211; un paio di volte sradica il pallone dai piedi di Messi. Anche se le luci sono tutte per Mbappé, non va trascurata la prestazione del <em>Piccolo Diavolo</em>.<br><strong>Kanté 7</strong> Agisce da recuperatore di palloni e da regista basso, che mette in ordine e ripulisce i palloni: se Matuidi fa da raccordo e Pogba innesta le punte, l’uomo da cui passa tutto è lui. Ringhia come un mediano alle calcagna degli argentini ed è ovunque. Ha giocato partite ancora più belle di questa, che rimane comunque solida e di alto profilo.<br><strong>Pavard 6,5</strong> Soffre Di Maria, che lo punta e lo salta ripetutamente. In difesa non sempre è sicuro, ma il gol del 2-2 è una prodezza assoluta che ribalta le sorti della gara.<br><strong>Giroud 6,5</strong> Non segna e non tira &#8211; ed è una costante di tutto il mondiale &#8211; ma il suo lavoro tattico e per la squadra è encomiabile: serve un assist a Mbappé, pressa e si muove molto, rendendosi sempre utile. Il paragone con l’impalpabile Guivarc’h dei Mondiali 1998 non ha fondamento.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ARGENTINA<br>IL MIGLIORE DI MARIA 7</strong> Ancora una volta, il <em>Fideo </em>fa la differenza con la maglia della Seleccion (a proposito, abbiamo scritto del rapporto tra Di Maria e la Nazionale biancoceleste proprio qui): mette ripetutamente in crisi i difensori francesi con i suoi cambi di direzione e le finte da gaucho argentino e segna un gol meraviglioso con un sinistro da paura. Raramente delude in momenti come questi, peccato che la squadra è quella che è.<br><strong>Messi 6</strong> Ogni volta che le telecamere lo inquadrano ha la faccia cupa e contratta in una leggera smorfia di disappunto, e non gli si può dar torto. I compagni sono veramente modesti e l’apporto dell’allenatore è tutt’altro che incisivo. Leo fa quel che può &#8211; un paio di assist, di cui uno casuale, qualche accelerazione, qualche sterzata &#8211; anche se servirebbe di più, ma in circostanze simili è difficile. A differenza di altre volte non si nasconde e rimane in partita fino alla fine.<br><strong>Rojo-Tagliafico 4,5</strong> Mbappé tormenterà i loro incubi per sempre. Sempre in ritardo e fuori fase, sembrano poco adeguati per questi palcoscenici.<br><strong>Mascherano 4</strong> È triste punire <em>El Jefe</em> con un voto così pesante, ma la verità è che è un lontanissimo parente di quello ammirato nelle partite finali del Mondiale di Brasile 2014. Fisicamente non regge più il passo di nessuno dei suoi avversari, i suoi lanci finiscono quasi tutti nel vuoto. Ha l’aggravante di essere indicato come il vero leader, a differenza di Sampaoli che sembra più il cosiddetto &#8220;uomo di paglia&#8221;, colui che detta le convocazioni e tiene in mano le redini. La verità è che la spedizione è stata un disastro, sia dal punto di vista individuale, sia dal punto di vista collettivo.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="France   Argentina 4 -3 4K FULL HIGHLIGHTS &amp; GOALS Argentinian Commentary" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ht09W9GHOqE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>2010-2011: Barcellona-Real Madrid 5-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/08/2010-2011-barcellona-real-madrid-5-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[david villa]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Xavi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010 Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010</h2>



<p></p>



<p>Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito da <strong>Pep Guardiola</strong> in una dimensione riservata a pochissimi team nella storia del <em>football </em>&#8211; anche perché sull&#8217;altra panchina siede un&#8217;altra leggenda come<strong> José Mourinho</strong>, che pochi mesi prima ha imbrigliato il Barcellona e il suo mentore, nello stesso stadio, alla guida dell&#8217;Inter.</p>



<p>Nel corso dei due decenni abbondanti coperti dalla nostra saga, abbiamo assistito a diverse manifestazioni di supremazia in grado di farci cadere la mandibola, a partire dalle <em>manite </em>reciproche degli anni &#8217;90 per chiudere con il maestoso 2-6 del maggio 2009; eppure, ciò cui si assiste il 29 novembre 2010 fa categoria a sé: il Real Madrid è ridotto all&#8217;impotenza completa per novanta minuti dal calcio arte dei catalani, che viene messo in pratica con un&#8217;intensità, un&#8217;ispirazione e una velocità inedite e che sembra accelerare i ritmi della storia, modificare la sintassi e la grammatica del calcio.</p>



<p>Per gli ospiti, una sola consolazione: l&#8217;accecante superiorità dei padroni di casa sarà benzina sul fuoco del loro rancore e del loro sentimento di rivincita, e contribuirà quindi paradossalmente a inaugurare il dominio degli anni successivi.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcelona 5 x 0 Real Madrid ● La Liga 10/11 Extended Goals &amp; Highlights ᴴᴰ" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Md7P9X4SFck?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Lionel Messi 9</strong><br>Senza i due laser che tagliano la difesa del Real, Lionel avrebbe comunque meritato un otto: con la palla incollata al piede, disegna calcio per novanta minuti, inventandosi almeno sei slalom in cui fa saltare il banco della difesa ospite e illuminando il gioco con alcune rifiniture geniali. I due assist per il compagno di reparto Villa gli valgono la corona di migliore in campo e un nove abbondante. Tra le massime prestazioni della carriera, e non gli serve segnare per confermarsi il sovrano del calcio mondiale.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 9</strong>: i suoi giochi di prestigio illuminano gli occhi di milioni di appassionati sparsi per il mondo, e sono innumerevoli. Una palla che regala a Villa, pizzicato in leggero fuorigioco, nel primo tempo, è un gesto tecnico degno dell&#8217;esposizione al Louvre. A un certo punto sembra letteralmente scherzare con gli avversari: ad esempio, quando si mette a scambiare il pallone con il gemello e con Busquets con il tacco. Il nove è anche un premio per il colpo di genio che propizia il primo gol. Anche per lui, una della partite più belle della carriera.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández</strong> <strong>9</strong>: una prestazione di squadra fuori scala ci impone l&#8217;uso di voti fuori scala. Xavi disputa l&#8217;ennesimo<em> Clasico</em> da incorniciare: il cronista lo nomina così tante volte che viene da pensare che ce ne siano in campo due, forse tre. Con due Xavi turn fa saltare la bussola del Real, e ricama anche un paio di magate da cineteca in cui gioca con i tempi degli avversari. Ha pure il merito di sbloccare la sfida con un gol da opportunista. Abbiamo finito gli aggettivi per lui, davvero.</p>



<p></p>



<p><strong>David Villa 8,5</strong>: quasi paradossale che il quarto miglior giocatore in campo riceva un voto altissimo, ma potremmo dire che si tratta di uno dei tanti miracoli della manita. David Villa, che parte quasi da esterno sinistro, non viene mai contenuto da Ramos e da Pepe, che salta almeno cinque volte nel corso del primo tempo, servendo a Pedro il gol del 2-0. Nella ripresa cala leggermente di intensità, ma segna due gol splendidi, specie il primo, favorito da un controllo sublime in corsa. </p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 7</strong>: la sua prestazione, se paragonata a quella dei blasonati compagni, ne esce ridimensionata. Eppure Pedrito c&#8217;è e si sente: segna il 2 a 0, si sacrifica con l&#8217;intensità e la determinazione di un mediano, è onnipresente nel corso dei novanta minuti.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7:</strong> il controllo totale del pallone da parte dei suoi ne agevola il lavoro, ma Carles disputa una partita impeccabile, in cui cancella dal campo Benzema e chiunque si presenti dalle sue parti, e si permette anche un paio di percussioni palla al piede nella metacampo madrilena.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Cristiano Ronaldo 5,5</strong><br>Nel primo tempo si danna l&#8217;anima, ma predica davvero nel deserto e non riesce a rendersi pericoloso. Nella ripresa scompare dal radar, ma è l&#8217;ultimo dei colpevoli.</p>



<p></p>



<p><strong>Ángel Di María 5</strong>: il suo elegante sinistro costringe Valdes all&#8217;unica parata della partita, ma per il resto il <em>Fideo</em>, al debutto nel <em>Clasico</em>, è troppo isolato e non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 5</strong>: non impeccabile sul gol del raddoppio, per il resto non può farci molto, è ridotto all&#8217;impotenza come i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Xabi Alonso 4,5</strong>: ubriacato dal fraseggio blaugrana, non riesce mai a prendere in mano le redini della partita e commette pure qualche fallo evitabile. Serataccia.</p>



<p></p>



<p><strong>Pepe 4</strong>: Messi diventa il suo incubo numero uno, perché il centrale portoghese non lo prende naturalmente mai, neanche con le cattive, e quando una difesa subisce cinque gol che potrebbero essere sette o otto, i centrali non possono che uscirne malissimo.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 4</strong>: mandato ripetutamente fuori giri da Villa e poi anche da Messi, prova a rimediare ricorrendo alle maniere forti, ma si prende un rosso a partita finita e scatena pure una rissa. Serata da dimenticare.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>2014 Semifinale: Brasile-Germania 1-7</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/06/2014-semifinale-brasile-germania-1-7.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 16:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione nelle assenze di <strong>Neymar </strong>e<strong> Thiago Silva</strong>, i due fuoriclasse della squadra. Il nuovo incubo calcistico del popolo brasiliano assume le sembianze perturbanti del <em>Mineirazo</em>, a distanza di sessantaquattro anni dal celebre <em>Maracanazo</em>, di cui si è narrato e romanzato. Il Brasile di <strong>Felipe Scolari</strong> sembra appartenere ad un&#8217;era geologica diversa rispetto a quello che in Giappone e Corea aveva alzato la coppa del mondo in faccia ai soldatini tedeschi. La squadra di <strong>Löw </strong>restituisce a suon di interessi il trauma della notte di Yokohama e lo fa nella maniera più spietata possibile, infliggendo ai brasiliani la peggiore delle umiliazioni, rovinando per sempre un mondiale tra le mura amiche e, forse, i sogni di un&#8217;intera generazione.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Julio Cesar, Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo, Fernandinho (st 1&#8242; Paulinho), Luiz Gustavo, Bernard, Hulk (st 1&#8242; Ramires), Oscar, Fred (st 25&#8242; Willian).<br><strong>Germania:</strong> Neuer, Hoewedes, Hummels (st 1&#8242; Mertesacker), Boateng, Lahm, Khedira (st 31&#8242; Draxler), Schweinsteiger, Ozil, Kroos, Muller, Klose (st 13&#8242; Schurrle).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>11&#8242; GOL GERMANIA </strong>Calcio d&#8217;angolo di Kroos, Thomas Muller indisturbato al centro dell&#8217;area colpisce con il piatto destro al volo e trafigge Julio Cesar.<br><strong>23&#8242; GOL GERMANIA</strong> Kroos trova un&#8217;imbucata perfetta per il taglio di Müller che libera Klose al tiro: Julio Cesar respinge, ma l&#8217;ex bomber biancazzurro arriva per primo sulla ribattuta e insacca il gol che vale il primo posto nella classifica marcatori all time dei mondiali.<br><strong>25&#8242; GOL GERMANIA </strong>Lahm dalla destra scodella in mezzo un cross rasoterra: Muller non ci arriva, ma Kroos ha tutto il tempo di coordinarsi con il sinistro e trafiggere il portiere sul primo palo.<br><strong>26&#8242; GOL GERMANIA</strong> Fernandinho perde un pallone sanguinoso sulla pressione di Kroos che triangola con Khedira e deposita in rete il poker. Per il Brasile sono tenebre senza fine.<br><strong>29&#8242; GOL GERMANIA</strong> In mezzo ad un Brasile completamente in bambola, arriva anche il gol di Khedira: dai-e-vai con Ozil e piattone vincente. Umiliazione epocale per i verde-oro.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>24&#8242; GOL GERMANIA</strong> Lahm-Khedira-Lahm, imbucata al centro per Schurrle che partecipa alla festa.<br><strong>34&#8242; GOL GERMANIA</strong> Splendido aggancio al volo con il destro da parte di Schurrle che scaraventa sotto l&#8217;incrocio con il mancino il pallone del 7-0.<br><strong>45&#8242; GOL BRASILE</strong> Probabilmente il gol meno celebrato della storia dei mondiali: Oscar si accentra, supera in orizzontale il difensore e calcia con il destro, palla in rete. Gol utile solo per le statistiche.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp" alt="" class="wp-image-27447" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-768x511.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg.webp 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il capitano tedesco Lahm cerca inutilmente di consolare Oscar</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA<br>IL MIGLIORE KROOS 8</strong> Il giustiziere del Brasile ha il volto di Toni Kroos, che domina a centrocampo e insegna il gioco: doppietta chirurgica, imbucate, triangolazioni, recuperi, regia. I giocatori in maglia gialla sembravano dei dilettanti, lui invece professore lo è davvero.<br><strong>Khedira 7,5 </strong>Segna il 5-0, ma è un dettaglio. Gioca una partita totale, dove pare essere ovunque. Non sarà appariscente, non sarà geniale ed estroso, ma il QI calcistico di questo giocatore è inferiore a pochi.<br><strong>Muller 7,5</strong> I Mondiali sono casa sua: dopo un grande torneo in Sudafrica, concede il bis con un torneo altrettanto positivo. Sblocca la gara, partecipa al gioco, si sdoppia, fa assist. Che vuoi di più?<br><strong>Schweinsteiger 7</strong> È in fase &#8220;moto perpetuo&#8221;, fa benissimo entrambe le fasi, recupera come un mediano e gioca i palloni con qualità e intelligenza. Centrocampista con pochi punti deboli e tra i protagonisti della cavalcata tedesca, ma stasera altri fanno anche meglio di lui.<br><strong>Schurrle 6,5</strong> Una doppietta in una semifinale di un mondiale vale di principio un voto positivo ed una nota di merito. Peccato che la partita era già fortemente indirizzata, e il Brasile in coma. Molto più importante sarà il suo impatto in finale&#8230;</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE<br>IL MIGLIORE OSCAR 5</strong> &#8220;Migliore&#8221; è una parola inesatta, &#8220;meno peggio&#8221; è più accettabile, ma solo per il gol (inutile). Per il resto, è l&#8217;emblema del nulla. Era il giocatore di maggiore qualità pura dopo Neymar dal centrocampo in su: senza il 10 verdeoro anche lui è parso un giocatorino.<br><strong>Fred-Hulk 4</strong> un&#8217;accoppiata atipica per il calcio brasiliano, senza fantasia. Per tutto il torneo hanno convinto poco, stasera non si sono mai visti.<br><strong>Fernandinho 4</strong> L&#8217;errore sulla pressione di Kroos è l&#8217;esatta fotografia di una squadra spaesata e stralunata. Oltre a questo, non la vede veramente mai<br><strong>David Luiz 3</strong> Senza Thiago Silva è un giocatore modesto. Lo dimostra la sua carriera, non certo solo la gara di stasera. Avrebbe dovuto prendere in mano la difesa, è il primo ad affondare. Stesso voto anche per <strong><em>Dante </em></strong>(<strong><em>3</em></strong>).</p>



<p></p>



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		<title>2009-2010: Real Madrid-Barcellona 0-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
		<category><![CDATA[sergio ramos]]></category>
		<category><![CDATA[Xavi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2010 Il Clasico della primavera del 2010, a conti fatti, decide l&#8217;assegnazione del titolo: il Real Madrid, a dispetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2010</h2>



<p></p>



<p>Il <em>Clasico</em> della primavera del 2010, a conti fatti, decide l&#8217;assegnazione del titolo: il Real Madrid, a dispetto dell&#8217;inattesa figuraccia europea contro il Lione, ha infatti ingranato la quarta, in Spagna, trascinato da un <strong>Cristiano Ronaldo</strong> che si è messo in proprio come uomo gol decisivo e che supera subito le venti reti stagionali, e così il successo del Bernabéu, meno convincente e spettacolare di altri, è il passaggio chiave della stagione spagnola.</p>



<p>Il primo tempo vive di un&#8217;inedita confusione, con la palla che rimbalza in maniera scomposta un po&#8217; ovunque e persino il Barcellona che fatica a imbastire una manovra degna di tal nome, fino a quando uno scambio tra <strong>Messi </strong>e <strong>Xavi </strong>indirizza la gara e, appunto, anche il campionato; nella ripresa, il Real crea diversi grattacapi ai <em>blaugrana</em>, che hanno però il merito di raddoppiare e di sfiorare anche altri due gol.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Iker Casillas 6,5</strong><br>Non viene chiamato in causa con frequenza, ma si prodiga in un paio di interventi complicati e in un mezzo miracolo su Messi.</p>



<p></p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo 6,5</strong>: ancora una volta non è precisissimo sotto porta, ma quando sgasa sulla fascia lascia sul posto praticamente tutti (escluso, in un paio di occasioni, un Piqué insospettabilmente velocissimo), e mette in difficoltà la difesa degli ospiti. Una buona partita, ma il meglio, chiaramente, deve ancora venire.</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl Albiol 6</strong>: il cronista lo definisce il futuro della Spagna, al fianco di Piqué, e non ha tutti i torti. Albiol, che gioca ancora in serie A con la maglia del Pisa, nel 2010 è uno dei prospetti più interessanti del calcio iberico e disputa un ottimo <em>Clasico</em>, macchiato, tuttavia, dall&#8217;errore commesso sul gol di Messi &#8211; che però, in quel momento, era in grado di mandare fuori giri più o meno chiunque. </p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 5,5</strong>: nel primo tempo è discreto, nella ripresa entra in modalità macellaio e commette un paio di falli cattivi e senza senso, graziati da un arbitro molto indulgente. </p>



<p></p>



<p><strong>Marcelo 5:</strong>  un paio di giocate tecnicamente sontuose &#8211; tra cui si deve citare un tunnel ad Alves &#8211; non bastano a riscattarne la prestazione, scialba e farcita di errori, anche tecnici, indegni di lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 5:</strong> ancora una volta, l&#8217;argentino dimostra una velocità e un&#8217;agilità che in Italia vedremo raramente, ma nell&#8217;area avversaria è quasi totalmente assente. Citiamo, per completezza, anche Raúl González Blanco, che disputa l&#8217;ultimo Clasico di una carriera lunghissima e leggendaria, e si vede annullare il gol dell&#8217;1-2 per un tocco di mano di un compagno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Xavi Hernández 8</strong><br>Probabile che, al 10 aprile 2010, Xavi sia il miglior giocatore della nostra saga del <em>Clasico</em>. Anche quando i suoi non ingranano, il piccolo regista gestisce i tempi della partita come un orologiaio svizzero e inventa poi due assist da capogiro, che potevano essere quattro, se Messi avesse già avuto la precisione chirurgica di un paio di stagioni dopo. Ennesima prestazione da incorniciare di un fuoriclasse epocale.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7:</strong> sblocca la partita con un gesto tecnico che è un capoalvoro di coordinazione, tecnica e intelligenza. Accelera in diverse occasioni lasciando sul posto un paio di avversari. Non gli assegniamo più di sette solo perché sbaglia due gol non da lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 6,5: </strong>la solita roccia e il solito leader, protagonista di due/tre chiusure da campione.</p>



<p></p>



<p><strong>Gerard Piqué 6,5:</strong> vedi le parole spese per Puyol. Aggiunge un paio di sprint inediti con cui chiude Cristiano Ronaldo.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 6,5</strong>: reduce da un infortunio,  subentra nella ripresa e regala mezz&#8217;ora abbondante di arte e di gesti tecnici da cineteca.</p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 6,5</strong>: il gregario di extralusso del Barça mette la firma sulla partita con lo splendido gol del 2-0 e corre poi come un mediano. </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1985-1986: Napoli-Juventus 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/26/1985-1986-napoli-juventus-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[bertoni]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina La magica punizione di Diego che batte Tacconi Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> La magica punizione di Diego che batte Tacconi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di <strong>Maradona</strong>. Decide una punizione meravigliosa, rimasta celebre, del <em>Pibe de Oro</em>. Successo meritato dei padroni di casa, che ci mettono più grinta e determinazione e mettono a lungo alle corde la Juve, soprattutto nel secondo tempo. Troppo attendista la squadra di <strong>Trapattoni </strong>come atteggiamento e mentalità. In grande spolvero non solo un superbo Diego, ma tutto il Napoli, a partire dall&#8217;altro argentino <strong>Bertoni</strong>.</p>



<p><strong>Napoli:</strong> Garella &#8211; Bruscolotti, Renica, Ferrario, Carannante &#8211; Bagni, Pecci (st 45&#8242; Buriani), Celestini &#8211; Bertoni, Maradona &#8211; Giordano (st 15&#8242; Caffarelli).<br><strong>Juventus:</strong> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Pioli, Favero, Brio, Cabrini &#8211; Mauro (st 30&#8242; Pin), Bonini, Platini &#8211; Serena, Laudrup.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>4&#8242;</strong> subito Napoli pericoloso: punizione da sinistra di Bertoni, palla in area, Maradona devia da pochi passi, Tacconi respinge, la palla carambola ancora su Diego e finisce sul fondo.<br><strong>22&#8242;</strong> corner di Bertoni tagliato, la palla sorvola di poco la traversa. Napoli più pimpante, Juve che si difende e prova a ripartire.<br><strong>29&#8242;</strong> Maradona per Pecci, che ci prova da lontano, pallone fuori non di molto.<br><strong>34&#8242;</strong> altro corner temibile da sinistra di Bertoni, Tacconi smanaccia, tentativo di un giocatore napoletano in area: murato.<br><strong>42&#8242;</strong> break di Bertoni, che approfitta di una respinta di testa di Scirea e calcia in corsa da destra, palla fuori di un metro.<br><strong>45&#8242;</strong> fallo su Maradona al limite, punizione dello stesso Diego: alta.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>6&#8242;</strong> cross di Celestini da sinistra, Maradona ci prova di testa, palla sul fondo.<br><strong>17&#8242;</strong> lancio dalla trequarti di un giocatore del Napoli per Maradona, che calcia di destro al volo, Tacconi salva in corner con un piede.<br><strong>27&#8242; GOL NAPOLI</strong> Giocata pericolosa di Scirea in area su Bertoni, su un lancio di Carannante da sinistra. Punizione in area dal lato mancino. Pecci tocca per Maradona, che disegna una traiettoria magnifica, il pallone si infila sul primo palo nel “sette”.<br><strong>39&#8242;</strong> cross da destra di Pin, colpo di testa imperioso di Serena dal limite, Garella vola e devia in tuffo. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif" alt="" class="wp-image-27337" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona e Platini</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE NAPOLI<br>IL MIGLIORE MARADONA 8,5 </strong>Quando si accende è una meraviglia. I difensori della Juve possono fermarlo solo ricorrendo al fallo. Gioca da mezzala e pennella calcio per i compagni, sfiora un paio di volte il bersaglio grosso e nel finale dà vita a una meravigliosa serpentina fermata con fallo al limite. In mezzo, la stupenda punizione in area, da posizione impossibile, che dà la vittoria al Napoli.<br><strong>Bertoni 7,5</strong> Compagno perfetto di Diego, parla lo stesso linguaggio tecnico, è una zanzara che si inserisce ovunque e crea pericoli a getto continuo. Su di lui il fallo di Scirea che determina il gol di Maradona. Incontenibile.<br><strong>Carannante 7</strong> Prestazione maiuscola, come sottolineato anche dai commentatori argentini. Attento, solido, una spinta costante in fascia, splendido il lancio per Bertoni in area che porta alla punizione vincente di Diego.<br><strong>Renica 6,5</strong> Perfetta direzione del traffico difensivo, gestisce con autorevolezza il reparto e tiene alla larga gli attaccanti juventini.<br><strong>Giordano 5</strong> Unico del Napoli fuori giri e fuori partita, non al meglio fisicamente la vede poco e viene sostituito.</p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS<br>IL MIGLIORE TACCONI 7,5</strong> Se la Juve limita il passivo lo deve ad alcuni suoi interventi straordinari. Nega il gol a Maradona e Bertoni con parate da Oscar.<br><strong>Cabrini 6,5</strong> Autorevole e continuo a sinistra, sbaglia poco e gioca con ottimo piglio. Uno dei pochi bianconeri a uscire dal match a testa alta.<br><strong>Platini 6</strong> Alterna qualche ottima apertura e alcuni break interessanti palla al piede a errori di mira. Cala nel secondo tempo e non riesce a fare la differenza nel momento in cui la Juve avrebbe più bisogno di appoggiarsi alla sua classe per recuperare il passivo.<br><strong>Scirea 5,5</strong> Si limita al compitino in difesa, non ha un compito facile contro il tambureggiante assalto del Napoli. Causa il fallo da rigore in area che porta alla rete di Maradona.<br><strong>Laudrup 5</strong> Si accende solo con un guizzo nel secondo tempo, quando viene fermato con un fallo dopo uno slalom. Per il resto non lascia molte tracce.</p>



<p></p>



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		<title>1984-1985: Udinese-Napoli 2-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/24/1984-1985-udinese-napoli-2-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[castellini]]></category>
		<category><![CDATA[de agostini]]></category>
		<category><![CDATA[maradona]]></category>
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		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Udinese]]></category>
		<category><![CDATA[zico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Da sinistra: Maradona, l&#8217;arbitro Pirandola e Zico È la 29ª giornata di campionato, la penultima. Udinese e Napoli scendono in campo così [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Da sinistra: Maradona, l&#8217;arbitro Pirandola e Zico</em></p>



<p class="has-drop-cap">È la 29ª giornata di campionato, la penultima. Udinese e Napoli scendono in campo così senza ragioni di classifica: i friulani sono già salvi, gli azzurri sono a centro gruppo e non possono più avere velleità europee. Viene fuori così una partita spettacolare e ricca di emozioni. Termina in parità, ma i padroni di casa meritano certamente di più. Nell&#8217;Udinese brillano soprattutto il tuttofare <strong>De Agostini</strong> e <strong>Zico</strong>, autore di un grande secondo tempo; nel Napoli sugli scudi il portiere <strong>Castellini </strong>e <strong>Maradona</strong>, che realizza entrambe le reti.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Udinese:</b> Brini &#8211; Galparoli, Cattaneo (st 24&#8242; Tesser), Criscimanni &#8211; Montesano, Gerolin, Miano (st 16&#8242; Pasa), Edinho, De Agostini &#8211; Zico, Carnevale.<br><b>Napoli:</b> Castellini &#8211; Bruscolotti, Ferrario, Marino, Ferrara &#8211; Bertoni, Favo (st 22&#8242; De Vecchi), Celestini, Dal Fiume (st 33&#8242; Penzo) &#8211; Maradona, Caffarelli.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>4&#8242; GOL NAPOLI</b> Splendida punizione di Maradona da fuori, la palla si infila nel “sette” non dando scampo a Brini.<br><b>6&#8242;</b> Carnevale per Zico, tocco indietro a De Agostini, rasoterra preciso da fuori, palla deviata da un difensore sul palo. Inizio pirotecnico dell&#8217;incontro.<br><b>7&#8242; GOL UDINESE</b> Fallo su De Agostini sul lato sinistro dell&#8217;attacco friulano: Zico calcia in porta, Castellini respinge con i pugni, Gerolin di testa per Galparoli, che ancora di testa serve Carnevale, tiro deviato da Castellini. La palla torna quindi a Galparoli che a porta vuota, da pochi passi, realizza.<br><b>12&#8242;</b> Celestini suggerisce per Caffarelli, che si gira e calcia dal limite, blocca Brini.<br><b>13&#8242;</b> corner per l&#8217;Udinese da destra: colpo di testa di Cattaneo, Castellini non si fa sorprendere.<br><b>15&#8242;</b> punizione di Edinho dal limite, un favoloso destro a giro che Castellini devia in tuffo.<br><b>20&#8242;</b> meravigliosa azione dell&#8217;Udinese, che sta giocando davvero bene e meriterebbe il vantaggio: Edinho lancia sulla sinistra De Agostini, cross sul secondo palo, sponda aerea di Montesano per Carnevale, rovesciata in area fantastica, palla fuori di poco.<br><b>22&#8242;</b> lungo lancio di Ferrara in area per Bertoni, tiro di controbalzo, Brini devia. E&#8217; un match entusiasmante.<br><b>29&#8242;</b> splendido tracciante di sinistro di De Agostini da fuori area, palo pieno.<br><b>31&#8242;</b> punizione di Zico da destra, palla in area, Castellini sventa. Continua l&#8217;incessante e avvolgente manovra dei padroni di casa, Napoli alle corde.<br><b>33&#8242;</b> affondo di Montesano sulla destra, tiro-cross insidioso, Castellini si salva con l&#8217;aiuto della traversa.<br><b>35&#8242;</b> Montesano pennella un cross favoloso dalla trequarti destra, Zico si inserisce in area e colpisce di testa a colpo sicuro, Castellini vola e con un tuffo prodigioso allontana in corner.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>6&#8242;</b> cross di Miano da destra, colpo di testa in area di Carnevale, conclusione troppo centrale, para Castellini.<br><b>8&#8242;</b> splendido assist in verticale di Maradona, che smarca Dal Fiume solo davanti a Brini, il centrocampista del Napoli calcia però sul portiere friulano in uscita.<br><b>10&#8242; GOL UDINESE</b> Zico batte una punizione corta per De Agostini, impressionante tiro d&#8217;esterno sinistro, la palla si infila nell&#8217;angolino imparabilmente.<br><b>20&#8242;</b> Marino innesca Bertoni, destro appena dentro l&#8217;area, blocca Brini. La partita ora è un po&#8217; calata d&#8217;intensità.<br><b>30&#8242;</b> punizione teleguidata di Zico dal lato sinistro dell&#8217;attacco, palo pieno.<br><b>32&#8242;</b> Zico per De Agostini, da questi ancora a Zico, che triangola con Pasa e calcia dal limite, Castellini blocca. Grande secondo tempo dell&#8217;asso brasiliano.<br><b>43&#8242; GOL NAPOLI</b> Lungo lancio dalle retrovie, Caffarelli sorprende la difesa dell&#8217;Udinese e colpisce di testa, la palla scavalca Brini e colpisce la traversa, Maradona si catapulta sulla respinta come un falco e corregge in rete con la mano. Ma l&#8217;arbitro Pirandola non se ne avvede e convalida la rete.</p>



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<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE UDINESE</u></b><br><b>IL MIGLIORE DE AGOSTINI 7,5:</b> un ciclone inarrestabile. Dinamismo, polmoni d&#8217;acciaio e tiri devastanti dalla distanza: con uno prende il palo, con l&#8217;altro &#8211; un esterno mancino splendido &#8211; infila Castellini. Prestazione di onnipotenza assoluta sulla corsia di sinistra.<br><b>Zico 7,5:</b> nel primo tempo regala qualche pillola di gran classe, nella ripresa sale di colpi e si prende la squadra sulle spalle. Organizza la manovra con estrema sapienza, va più volte vicino al bersaglio grosso in prima persona (la traversa ancora trema&#8230;), avvia l&#8217;azione del primo gol e serve a De Agostini la palla del momentaneo 2-1. E&#8217; alla sua ultima partita al Friuli e vuole lasciare ai tifosi un ricordo speciale. Ci riesce alla grande.<br><b>Criscimanni 7: </b>gioca in marcatura su Maradona e limita moltissimo le giocate del Pibe de Oro. Nonostante una marcatura ferrea, l&#8217;asso argentino riesce ugualmente a segnare due reti a conferma del suo immane talento.<br><b>Montesano 7: </b>una scheggia conficcata nella difesa del Napoli sull&#8217;out di destra, rende la vita durissima al giovane Ferrara. Numerosi i palloni invitanti offerti ai compagni.<br><b>Edinho 6,5:</b> parte a razzo e per quasi mezz&#8217;ora dirige il traffico con abile maestria in mezzo al campo. Poi cala e si limita a gestire.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE NAPOLI</u></b><br><b>IL MIGLIORE CASTELLINI 7,5: </b>se il Napoli esce dal Friuli con un punto il merito è suo. Nel primo tempo compie diversi interventi straordinari, dimostrato una reattività e un colpo di reni incredibili. Non a caso il suo soprannome è “Giaguaro”.<br><b>Maradona 7:</b> non era al meglio fisicamente e infatti non riesce a entrare nel match con grande continuità. Però quando si accende lascia il segno lo stesso a conferma delle sue doti impareggiabili. Due gol (di cui il primo con una punizione perfetta e il secondo di mano, anticipo della <em>Mano de Dios</em> messicana) e un assist geniale a Dal Fiume che spreca.<br><b>Bertoni 6,5:</b> giocatore completo, che abbina tecnica e sostanza. Parte dal lato destro poi svaria dove più occorre. Sfiora il gol.<br><b>Caffarelli 6:</b> molto lavoro sporco in prima linea, ha il merito nel finale di credere su quel pallone rilanciato dalla difesa, colpire la traversa di testa e favorire così il tapin vincente di Maradona.<br><b>Dal Fiume 5:</b> prova non indimenticabile sul piano del ritmo, si divora letteralmente il gol del possibile 2-1 su suggerimento di Maradona a inizio secondo tempo. Sostituito.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="817" height="960" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n.jpg" alt="" class="wp-image-27331" style="width:817px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n.jpg 817w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n-255x300.jpg 255w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n-768x902.jpg 768w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /><figcaption class="wp-element-caption">Così il Guerin Sportivo illustra la rete del 2-2 con la mano di Diego</figcaption></figure>
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		<title>2009-2010: Barcellona-Real Madrid 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 13:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2009 </h2>



<p></p>



<p>Nell&#8217;estate del 2009 il Real Madrid ha investito l&#8217;equivalente del Pil di un Paese dell&#8217;Africa subsahariana per colmare quello che, nel corso della stagione precedente, è apparso un gap amplissimo, nei rapporti con i rivali di sempre. Nella capitale spagnola sono infatti sbarcati <strong>Xabi Alonso</strong>, Benzema e soprattutto le due superstar <strong>Kakà </strong>e <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, il cui acquisto ha alzato l&#8217;asticella dei record.</p>



<p>In Catalogna, dimenticato un 2007-2008 imbronciato e speso a leccarsi le ferite, nel 2008-2009 hanno inventato quella che, a posteriori, è stata fondatamente definita la miglior di stagione mai disputata da una squadra di club, e l&#8217;unico vero, sostanziale cambiamento del 2009/2010 è la sostituzione di <strong>Eto&#8217;o</strong> con <strong>Ibrahimović</strong>, che saluta la Milano nerazzurra per mettersi a caccia dell&#8217;agognata Champions League (come sappiamo, il destino gli volterà le spalle e sorriderà invece all&#8217;Inter di <strong>Mourinho</strong>).</p>



<p>Il <em>Clasico</em> che si disputa al Camp Nou a fine novembre 2009 è più equilibrato, nel risultato e nella sostanza, di quello giocato alcuni mesi prima a Madrid, ma la superiorità di squadra del Barcellona rimane abbastanza evidente.</p>



<p></p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



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<p><strong>IL MIGLIORE: Gerard Piqué 7,5</strong><br>Dimenticate il giocatore bolso e ai limiti dell&#8217;impresentabile di fine carriera: nel 2009 Piqué è una forza della natura, che domina l&#8217;aria grazie alla statura, ma che riesce anche a sradicare il pallone dai piedi di Cristiano e Kakà lanciati in velocità, e imposta pure l&#8217;azione quasi alla stregua di un libero vecchio stampo. Partita perfetta, che gli consegna una meritatissima corona di numero uno.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol</strong> <strong>7,5</strong>: il leader dei blaugrana, in ogni caso, porta ancora il nome di Carles, e ha le sue sembianze da lottatore e stopper d&#8217;antan. Un paio di recuperi e di anticipi sono da manuale del difensore, degni degli interventi migliori dei nostri Cannavaro e Nesta. Ennesimo<em> Clasico </em>da incorniciare per il fuoriclasse catalano.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 7,5</strong>: tale Mourinho l&#8217;ha definito un&#8217;arma illegale, pochi giorni prima, dopo un Barcellona-Inter senza storia che consente tuttavia al sardonico portoghese di prendere appunti decisivi in vista della primavera, e sul piano della qualità Don Andrés, nel 2009, sembra in effetti fare categoria a sé. Immarcabile, onnipresente, delizia la platea con cinque e sei giocate da sospensione dell&#8217;incredulità e ci mette pure la gamba in fase di contenimento. Non prende un voto più alto solo perché non è l&#8217;autore di giocate decisive.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7</strong>: meno brillante che in altre occasioni, il fenomeno argentino ha in ogni caso la marmitta truccata e quando accelera con il pallone incollato al piede semina il panico. Non mancano un paio di genialate nell&#8217;uno contro, genialate da riportare nel manuale del suo repertorio maggiore. Non gli assegniamo più di sette perché non è precisissimo sotto porta, e in particolare non sfrutta al meglio un geniale assist di Alves.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández 7:</strong> metronomo infaticabile, intelligenza superiore, smista decine di palloni e quando si smarca dagli avversari con il suo celeberrimo Xavi-turn fa alzare dalle sedie decine di migliaia di tifosi. Ennesima prestazione da applausi, nella sfida regina del calcio spagnolo.</p>



<p></p>



<p><strong>Zlatan Ibrahimović 6,5:</strong> subentra a un Henry involuto e ai limiti dell&#8217;ectoplasmatico (che merita un 5 secco) e ha il merito di decidere la sfida con un gran tiro al volo, di sinistro, propiziato da un cross pennellato da Alves. Per il resto, lo svedesone incide poco, anche perché reduce da un infortunio.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Sergio Ramos 7</strong><br>Dopo numerosi <em>Clasicos</em> da matita rossa, l&#8217;andaluso alza decisamente il livello: insuperabile nell&#8217;uno contro uno, cancella dal campo un Titì a fine corsa e si prodiga in diverse iniziative palla al piede, dimostrando doti tecniche di prim&#8217;ordine.</p>



<p></p>



<p><strong>Lassana Diarra 6,5</strong>: il Real da diverso tempo è alla ricerca del nuovo Makélélé, e il centrocampista di origini maliane è forse la cosa più simile a Claude vista a Madrid dopo il 2003, con le dovute proporzioni. Nel Clasico del novembre 2009 Lassana si conferma un torello dotato di tre polmoni, un torello che inevitabilmente fatica contro i palleggiatori blaugrana, ma che fa tutto ciò che è possibile per metterli in difficoltà e che sa anche portare palla nella metacampo avversaria. </p>



<p></p>



<p><strong>Kakà 6</strong>: il giocatore metafisico ammirato fino a qualche anno prima a Milano è un lontano ricordo, ma Ricardino è sbarcato a Madrid con le stigmate del fenomeno e, se la sua avventura madrilena nel complesso sarà un flop, i primi mesi lo vedono ancora recitare da protagonista. Nel <em>Clasico</em> del 2009 inventa un paio di spunti degni del vecchio Kakà e regala a Cristiano un cioccolatino che il portoghese scarta male, sbagliando un gol non da lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo 5,5</strong>: avrà ampiamente modo di riscattarsi, ma al debutto nel <em>Clasico </em>il portoghese sembra ancora in preda all&#8217;emozione e pecca di imprecisione, specie sotto porta.</p>



<p></p>



<p><strong>Xabi Alonso 5,5:</strong> anche il centrocampista basco disputerà<em> Clasicos </em>decisamente più brillanti nelle stagioni successive. Nel novembre 2009 viene preso in mezzo dal sofisticato palleggio blaugrana e non è praticamente mai illuminante.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 5:</strong> la serata di grazia di Piqué e Puyol gli suggerisce di girare al largo, e così il <em>Pipita</em> prova a inventarsi ala destra, ma senza grandi risultati e senza praticamente mai impensierire la difesa catalana.</p>



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