Immagine di copertina Esultanza di Yaya Touré, migliore in campo
Esta es una nueva forma de pensar sobre el fútbol: così afferma, a un certo punto, il cronista del Clasico disputato il giorno di Santa Lucia del 2008, e le sue parole mi hanno fatto pensare alle considerazioni simili di un cronista inglese, risalenti a un Ajax-Panathinaikos di 37 anni prima (leggi qui).
In realtà, il Barcellona del 2008 non sta inventando qualcosa di nuovo, ma sta rinnovando e radicalizzando qualcosa che era nell’aria da tempo, e il suo giovanissimo mentore, un Guardiola non ancora trentottenne, è il profeta di questa nueva forma de pensar; se nel Clasico di pochi mesi prima i catalani erano sembrati una scialuppa in balìa della tormenta blanca, a fine 2008 la squadra di Messi e compagni ha cambiato radicalmente volto, e il suo gioco, pur non ancora definito in maniera compiuta, risulta rapido ai limiti della frenesia, perché la palla circola a velocità inedite e gli scambi nello stretto sono decisamente cresciuti in numero e quantità. Il Real Madrid, dal canto suo, si aggrappa a giovani rampanti come Ramos e Higuain o a stelle un po’ declinanti come l’eterno Raúl, ma deve ringraziare la buona sorte e Casillas se rimane in partita fino agli ultimi dieci minuti.
Le pagelle – Barcellona
IL MIGLIORE: Yaya Touré 7,5
A un certo punto, più che Yaya Touré sembra di vedere in campo George Weah: quando cambia marcia palla al piede, l’ivoriano è come una tempesta che si abbatte sui malcapitati avversari, e semina ripetutamente il panico nella loro metacampo. Aggiungiamo che in fase difensiva il centrocampista non sbaglia praticamente un intervento, e allora la corona di numero uno, nell’occasione, gli spetta di diritto.
Lionel Messi 7,5: fa già un altro sport, quando accelera con il pallone incollato al suo sinistro preternaturale. Si invola almeno cinque volte verso la porta avversaria, serve a Eto’o un cioccolatino e a fine partita ha il merito di chiudere ogni discorso con quello che diventerà un marchio di fabbrica, il colpo sotto che inganna il portiere. Giovane fenomeno.
Daniel Alves 7: un numero dieci che per caso gioca laterale destro. Il piccolo brasiliano si è già preso il Camp Nou, tra tunnel, sombreri, passaggi illuminanti. Si prodiga pure in fase difensiva, come raccontano i suoi nove recuperi. Mezzo voto in meno giusto perché ciabatta male almeno tre cross.
Carles Puyol 7: insuperabile in area di rigore, specie nel gioco aereo, ha l’ardire di avventurarsi ripetutamente nella metacampo avversaria, e si guadagna un voto alto anche perché con uno stacco imperioso serve Eto’o per il gol del vantaggio.
Samuel Eto’o 7: la sua velocità di esecuzione, sia di prima che dopo il primo controllo, è rimasta qualcosa di inedito. Samuel vola, salta ripetutamente l’uomo, sbaglia anche un rigore calciato maluccio, ma si riscatta sbloccando la partita. Grandissimo giocatore all’apice delle sue potenzialità.
Xavier Hernández 6,5: meno brillante che in altre occasioni, resta un maestro nel dettare i tempi della partita e praticamente non sbaglia un pallone, pur non risultando particolarmente illuminante nell’ultimo quarto di campo.
Le pagelle – Real Madrid
IL MIGLIORE: Iker Casillas 7
Se il Real contiene il passivo è anche e soprattutto merito suo. Chiamato in causa in diverse occasioni, è eccezionale nei riflessi su una fucilata di Eto’o, e ha il merito anche di respingere un rigore dello stesso camerunense. Nulla può sui due gol.
Fabio Cannvaro 6,5: il centrale napoletano è da tempo in declino e la sua ultima stagione a Madrid, nel complesso, si rivelerà da matita rossa. Il Clasico del Camp Nou lo vede però protagonista positivo, specie nel primo tempo, quando respinge ogni pallone che gravita dalle sue parti e tiene a galla i suoi.
Royston Drenthe 6: fisicamente un torello, l’olandese si fa vedere in ogni zona del campo e ci mette sempre la gamba. Ha il demerito di divorarsi, sullo zero a zero, un gol che sembrava fatto, in quella che è l’unica occasione pulita costruita dal Real.
Sergio Ramos 5: falloso e quasi sempre sopra le righe, soffre Messi e in generale è ancora un giocatore troppo impulsivo e molto impreciso.
Weslej Sneijder 5: non si vede praticamente mai, disorientato dal fraseggio blaugrana e dalla capacità dei dirimpettai di controllare i tempi di gioco. Per il campioncino olandese, serata da dimenticare.
Gonzalo Higuaín 5: cancellato dal campo dalla difesa catalana, si ricordano pochissimi palloni toccati, e praticamente non calcia mai verso la porta avversaria. Anche per lui, serataccia.


