Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 19 novembre 2025
Il Barcellona, nel novembre del 2005, si schiera con due esterni/numeri dieci a piedi invertito e con due mezzali creative; i due esterni si chiamano Ronaldinho e Lionel Messi, le due mezzali Xavi e Deco (Iniesta scenderà in campo nella ripresa). Avete capito bene: sulle Ramblas sta nascendo una nuova era, e a Madrid se ne accorgono nel corso di una fredda serata di novembre, la serata che lancia il fenomeno brasiliano con i denti sporgenti nell’Olimpo del calcio mondiale, consegnandogli in anticipo, di fatto, il meritato pallone d’oro, e che consente al mondo di fare definitivamente la conoscenza con un piccolo argentino che sembra viaggiare a una velocità diversa dagli altri, sia con le gambe che con il pensiero. Paradossalmente, la cosa migliore per il Real Madrid è il risultato: c’erano tutti i presupposti per una manita, in quanto le stelle galattiche sono appannate e la difesa, imperniata per la prima volta sul giovanissimo Ramos, va completamente in crisi. Raramente abbiamo assistito, dal 1988 al 2005, a un dominio tecnico di questa dimensione e portata, un dominio che sancisce l’inizio della decade d’oro del calcio catalano.
Le pagelle – Real Madrid
IL MIGLIORE: Zinédine Zidane 6
Si salva con la classe e per un paio di pennellate d’antan, ma pare in affanno anche lui.
Iker Casillas 6: contiene il passivo con tre buoni interventi, può fare poco sui gol.
David Beckham 6: ci mette gambe, cuore e sventagliate, ma viene preso in mezzo dal palleggio sofisticato degli ospiti, ed è difficile dargli più di un sei risicato.
Robinho 5,5: il giovane funambolo brasiliano è un altro debuttante nella sfida regina di Spagna. Nel primo tempo pensa solo a litigare con gli avversari, nella ripresa regala un paio di dribbling da capogiro e qualche buono spunto, ma non è mai davvero incisivo.
Ronaldo 5: pesantemente involuto, a soli ventinove anni, l’ex Fenomeno, oramai centravanti male in arnese, prova un paio di conclusioni ma si perde sempre sul più bello ed è praticamente, per almeno ottanta minuti, estraneo alla manovra.
Sergio Ramos 4: al debutto nel Clasico, la futura leggenda Blanca viene tramortita dai colpi di genio di Ronaldinho e di Messi e dalla velocità di Eto’o, prova a ricorrere alle maniere forti ma non gli riesce ancora di farlo “bene”. Serata disastrosa. Avrà modo di riscattarsi.
Le pagelle – Barcellona
IL MIGLIORE: Ronaldinho 9
Come ricorderemo tutti, il Bernabéu si alza per applaudirlo, e rivedendo la partita non è difficile capire perché lo faccia. Nei primi venti minuti sonnecchia, come spesso gli capita, poi cambia marcia, tira fuori il cilindro magico e regala colpi da funambolo sudamericano che non si erano mai visti, o quasi (un paio di dribbling sono degli scherzi artistici, degli schizzi pollockiani, qualcosa che lascia ancora interdetti.). Nella ripresa, decide poi di involarsi per due volte palla al piede e va in porta da solo. Forse la miglior prestazione individuale della storia della nostra saga, sino a questo momento.
Xavi Hernández 8: partita da mostrare in loop ai teorici della maturazione tardiva del fuoriclasse spagnolo. Xavi da diverse stagioni è un protagonista del Clasico, e ha già dimostrato la sua caratura di regista superiore, ma la prestazione del novembre 2005 lo colloca su un piano diverso. Per novanta minuti il catalano tiene in mano la bacchetta del direttore d’orchestra, controlla il gioco, smista decine di palloni, mette i compagni davanti alla porta almeno in tre occasioni. Se non fosse per il marziano di Porto Alegre, il migliore sarebbe lui.
Lionel Messi 7,5: al debutto nella sfida regina, il genio argentino dimostra subito di fare parte di una serie diversa. A diciotto anni e mezzo, salta l’uomo come se ne andasse del futuro dell’umanità, inventa un assist spettacolare per Eto’o e un’altra giocata da cineteca sullo stretto. Ramos non lo vede letteralmente mai. Gli manca solo un pochino di cinismo sotto porta, ma, come sappiamo, arriverà anche quello. Il cronista dice “questo piccolo argentino ha un grande futuro”.
Samuel Eto’o 7,5: l’uomo dei gol e delle giocate pesanti sblocca la partita con un destro al fulmicotone, e quando cambia passo semina gli avversari, sfiorando la doppietta in almeno tre occasioni.
Carles Puyol 7,5: a dispetto della mole non eccezionale, per un difensore centrale, Puyol è una forza della natura. Crediamo che ancora oggi popoli gli incubi di Ronaldo, perché ha cancellato il brasiliano dal campo praticamente in ogni Clasico in cui l’ha affrontato. Quando avanza, nonostante i piedi non siano raffinati, dà il suo contributo.
Deco 6,5: il meno brillante dell’orchestra blaugrana, ha in ogni caso il pregio di gestire bene decine di palloni.


