I dieci comandamenti internazionali di Marco van Basten

Marco van Basten è universalmente riconosciuto come uno dei centravanti più forti di sempre. In questo articolo, si ripercorrono alcune delle sue migliori prestazioni internazionali, in un elenco di dieci partite che hanno visto il Cigno di Utrecht come grande protagonista.

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Prima che voi vi addentriate nella lista di quelle che considero le dieci migliori prestazioni internazionali di Marco van Basten, ci tengo a precisare che dovete percepirla come un elenco cronologico prettamente soggettivo delle partite che sono visionabili integralmente, in quanto una classifica avrebbe rappresentato un’enorme difficoltà per la stesura di questo articolo.

Eccovi dunque i miei “Dieci Comandamenti” internazionali del Cigno di Utrecht.

Ajax vs Lokomotiv Lipsia 1-0
(finale di Coppa delle Coppe 1986-1987)

Di fatto, la Coppa delle Coppe 1986-1987 rappresenta per van Basten la prima vetrina internazionale di un certo livello. Infatti, nel corso del cammino che porta l’Ajax fino al successo, il Cigno di Utrecht si rende protagonista di un pacchetto prestazionale da 6 gol e 4 assist in 9 partite, marcature tra le quali ben figura anche la splendida doppietta ai danni del Malmö nei quarti di finale. Pure durante Ajax vs Real Saragoza 3-0 (ritorno della semifinale) regala spettacolo, pur senza segnare, propiziando i gol dell’1-0 e del 3-0, rispettivamente di van ‘t Schip e Rijkaard.

Quando l’Ajax disputa la finale contro il Lokomotiv Lipsia, van Basten è promesso sposo del Milan di Berlusconi, ma lascia ai posteri la prima grande finale internazionale della sua carriera. Al minuto 21, il Cigno di Utrecht segna infatti di testa, raccogliendo un cross dalla destra di Solooy. La sua partita, però, lo vede protagonista di altri colpi di classe assoluta; sfiora inoltre la doppietta che potrebbe arrotondare il risultato della vittoria dell’Ajax.

Il primo grande atto della sua epopea internazionale.

Olanda vs Inghilterra 3-1
(fase a gironi degli Europei 1988)

La prima stagione in rossonero di van Basten è stata travagliata a causa degli infortuni, ma sul finale di stagione riesce a riprendere la condizione fisica, contribuendo per lo sprint finale del Milan verso la vittoria dello scudetto, un titolo storico che darà il via all’epopea di Sacchi. Si arriva alle porte dell’Europeo ma Rinus Michels, pur essendo consapevole di quanto van Basten sia di vitale importanza nell’economia della competizione, decide di tenerlo in panchina durante la prima partita dei gironi (per giunta persa) contro l’U.R.S.S. Il Cigno debutta, da subentrato, contro i sovietici, e inizia a scaldare i motori per quello che sarà un vero e proprio dominio nel corso della competizione.

Nella seconda partita contro l’Inghilterra, il c.t. degli Orange decide finalmente di schierarlo titolare e viene subito ripagato. van Basten, infatti, distrugge gli inglesi con una tripletta semplicemente sontuosa. Il secondo e il terzo gol mostrano gran parte della sua tecnica e del suo istinto realizzativo, ma è soprattutto il primo gol ad essere un vero e proprio capolavoro: riceve palla da Gullit dall’out di sinistra, effettua uno stop semplicemente magnetico e girandosi in un amen lascia sul posto la difesa dei Tre Leoni, concludendo con un sinistro ad incrociare.

Una prestazione degna del centravanti più forte al Mondo.

Olanda vs Germania Ovest 2-1
(semifinale Europeo 1988)

Sono trascorsi 14 anni dalla storica finale del Mondiale del 1974 che aveva consegnato il titolo iridato alla Germania Ovest. Di conseguenza, per gli olandesi, questa sfida può rappresentare un’occasione di rivincita ai danni dei tedeschi. van Basten sembra un vero e proprio UFO per il suo diretto marcatore, Jürgen Kohler, riconosciuto all’epoca come uno dei migliori stopper in circolazione. Il duello è senza esclusioni di colpi e sarà Marco a spuntarla.

Prima semina il panico nella difesa teutonica, facendosi stendere da Kohler nell’occasione che propizia il rigore del pareggio di Koeman e proprio quando la partita sembra destinata ai supplementari – nonostante l’assedio Orange – è lui stesso a chiuderla sul finale, bruciando con uno scatto felino il suo diretto marcatore e segnando in spaccata uno dei gol più belli della sua carriera in nazionale, al termine dell’ennesima grandissima prestazione di un Europeo fin qui stratosferico.

La più gustosa delle rivincite.

Olanda vs U.R.S.S. 2-0
(finale Europeo 1988)

La coordinazione di van Basten per il gol più bello della sua intera carriera [www.4tretre.blogspot.com]

Per l’Olanda, l’Europeo del 1988 non ha però rappresentato un’occasione di rivalsa solo contro i rivali tedeschi. Infatti, proprio la finale vede un re-match tra Olanda e U.R.S.S., sfida nella quale van Basten e Gullit salgono in cattedra sin dall’inizio.

Nel primo tempo Gullit segna di testa, su sponda aerea di van Basten, ma è soprattutto nel secondo tempo che il Cigno di Utrecht lascia ai posteri la più grande prodezza della sua intera carriera: dalla sinistra arriva un cross molto profondo di Mühren – pure troppo – ed è sostanzialmente impossibile creare un’azione offensiva pericolosa per Rinat Dasaev, all’epoca uno dei migliori portieri al Mondo.

van Basten però si coordina con un destro volante e con un’eleganza e potenza espressiva difficilmente eguagliabili scaraventa la palla sul palo opposto. Si è di fronte ad uno dei gol più belli dell’intera storia del calcio e persino un sergente di ferro come Rinus Michels resta semplicemente stupefatto di fronte ad un capolavoro simile.

La finale finisce così, con un 2-0 che consegna il titolo Europeo all’Olanda e che porta Marco van Basten a concludere una manifestazione da 5 gol in 5 partite. Numeri strabilianti che evidenziano il dominio mostrato dal Cigno di Utrecht nel corso dell’Europeo del 1988.

Lo step decisivo per il primo Pallone d’Oro è stato fatto.

Milan vs Stella Rossa 1-1
(andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1988-1989)

La Stella Rossa rappresenta per il Milan di Sacchi un ostacolo quasi inaspettato. Infatti, la compattezza dei reparti e l’estro dei due tenori offensivi (Savicevic e, soprattutto, Stojkovic) impediscono al tecnico di Fusignano di esprimere il suo miglior calcio. In una notte difficile per il Diavolo, alla quale seguirà il travagliato ritorno a Belgrado, van Basten si prende la scena alla Scala di Milano, arretrando il suo raggio d’azione e agendo di fatto da mezz’ala offensiva alle spalle di Virdis, che è rimasto come unico terminale offensivo del Milan.

Stojkovic segna un gol di gran classe, insinuandosi da destra nella difesa rossonera, ma è van Basten stesso a rispondere, con un tocco vellutato e precisissimo che serve Virdis a tu per tu col portiere avversario per il pari rossonero (potete assistere a questa prodezza al minuto 1:00:36 del video completo della partita). Inoltre, sul finale arriva vicinissimo al gol vittoria, per una questione di centimetri, a seguito di uno splendido avvitamento di testa.

Ad armi estreme, estremi rimedi.

Milan vs Steaua Bucarest 4-0
(finale di Coppa dei Campioni 1988-1989)

Il perentorio stacco di testa di van Basten per il 2-0 contro ala Steaua Bucarest [www.sportmediaset.mediaset.it]

Milan vs Steaua Bucarest, per i rossoneri, rappresenta di fatto una serata di Gala, al termine di una cavalcata trionfale che li ha visti arrivare in finale da imbattuti. Al Camp Nou si verifica un vero e proprio esodo dei tifosi del Diavolo, che assediano l’impianto in grandissima parte dei posti disponibili. La finale rappresenta, come detto, una formalità per gli uomini di Sacchi, che sfoderano una prestazione stratosferica sia nelle individualità, sia nella resa del collettivo.

In mezzo ad una grande prestazione di squadra, non può che emergere Marco van Basten, che segna i gol del 2-0 e del 4-0. Il primo è un colpo di testa perentorio su cross di Tassotti, il secondo con un sinistro chirurgico ad incrociare su imbeccata di Rijkaard. Il Milan cala il poker e il Cigno di Utrecht può festeggiare il primo massimo successo europeo della sua carriera e a 25 anni ancora da compiere si appresta a vincere il secondo Pallone d’Oro della sua carriera, al termine di una Coppa dei Campioni da 10 gol in 9 partite.

L’apice dell’epopea “Sacchiana” va in scena al Camp Nou.

Milan vs Real Madrid 2-0
(andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1989-1990)

La stagione 1989-1990 è difficile per van Basten ai nastri di partenza, in quanto tormentato dagli ennesimi infortuni. Torna dunque ad inizio ottobre del 1989, giusto in tempo per la doppia sfida contro il Real Madrid, che già nell’edizione passata della Coppa dei Campioni era stato umiliato dai rossoneri con un incontestabile 5-0. L’andata degli ottavi di finale, per il Diavolo, rappresenta una formalità, con Marco che si rende protagonista, soprattutto nel primo tempo, dell’ennesima prova straordinaria in Coppa dei Campioni.

Assiste Rijkaard con uno splendido cross per l’1-0, poi viene steso da Buyo nell’azione che porta al rigore del 2-0 da lui stesso segnato. Infine, si rende protagonista di una serie di giocate che mettono in crisi nerissima la retroguardia dei Blancos, che non riesce mai a prendere le giuste contromisure per contenerlo. Un ritorno in grande spolvero, dunque, per il Cigno di Utrecht, per la lotta al secondo massimo alloro europeo del Milan di Sacchi.

Milan vs Malines 2-0 d.t.s.
(ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni 1989-1990)

Il Malines è una delle realtà più solide del calcio europeo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, e ha saputo imbrigliare il Milan di Sacchi sullo 0-0 all’andata. È dunque necessaria una partita d’assalto a San Siro, per cercare di disinnescare la difesa belga. Roberto Donadoni, storica ala dei Milan degli Invincibili, sfodera la miglior prestazione della sua intera carriera e mette a ferro e fuoco la difesa del Malines a suon di dribbling e finte ubriacanti. Va dunque in scena un assedio costante ed incessante dei rossoneri, che viene frenato a più riprese da Preud’homme.

In questa partita, a spiccare è anche la leadership tecnica ed emotiva di van Basten, autore di una prova stellare. Tiene impegnato il reparto arretrato del Malines, sfiorando per più volte il bersaglio grosso. Ed è proprio lui a sbloccare la contesa nei tempi supplementari, con un gol di grandissimo opportunismo. Sfiora anche la doppietta personale sul finale, al termine di una notte memorabile per il Diavolo, che prende il largo verso il secondo successo consecutivo in Coppa dei Campioni, che arriverà contro il Benfica.

Una vittoria propiziata dal gol di Rijkaard, lanciato in porta, tanto per cambiare, da van Basten.

Milan vs Olimpia 3-0
(finale di Coppa Intercontinentale 1990, 09/12/1990)

La finale di Coppa Intercontinentale del 1990 rappresenta per il Milan di Sacchi l’ultimo capitolo di un’epopea rimasta ancora oggi ineguagliata nella storia rossonera. A Tokyo, il Milan sfodera una prestazione di squadra semplicemente da antologia, con Frank Rijkaard che spicca di nuovo come uno dei giocatori più performanti del Milan nelle finali. Infatti, il centrocampista olandese si prende la scena con una doppietta che gli vale il premio di MVP della sfida.

Eppure ad essere il migliore in campo, per l’ennesima volta, è Marco van Basten, che si rende protagonista di una delle migliori prestazioni della sua intera carriera, regalando uno spettacolo che difficilmente si era visto offerto da un centravanti. Non segna, ma propizia i gol del 2-0 e del 3-0, prima con una serpentina in area di rigore, poi con un cucchiaio poetico che colpisce il palo prima di essere ribattuto in rete da Rijkaard. I giornali italiani non hanno dubbi e premiano la sua prestazione con 8,5 e 9 a raffica, un qualcosa di unico per un centravanti che non ha segnato nella suddetta sfida.

Nel video linkato, si può assistere al peso specifico incalcolabile di questa prestazione, che rientra senza alcun dubbio tra le migliori della storia della competizione.

Milan vs Göteborg 4-0
(fase a gironi della Champions League 1992-1993)

La splendida rovesciata di van Basten contro il Göteborg. [www.lanotiziasportiva.com]

L’anno solare 1992 di Marco van Basten sembrerebbe essere il suo apice assoluto. È di fatto in una forma realizzativa e prestazionale semplicemente stellari e segna con una regolarità impressionante, come se fosse sul punto di consacrarsi ad un livello ulteriore. L’apice di questo splendido periodo di forma, che mai prima di allora aveva vissuto, il Cigno di Utrecht lo tocca contro il Göteborg nei gironi di Champions League.

Segna in tutti i modi, prima con un sinistro ad incrociare sul secondo palo dopo uno splendido duetto con Papin, poi con un rigore potentissimo che piega le mani a Ravelli, successivamente con una rovesciata d’autore ed infine salta il portiere avversario per il poker finale, a conclusione di un’azione da lui stesso avviata. È il primo poker mai messo a segno da un giocatore in una partita della “neonata” Champions League (erede “nominale” della Coppa dei Campioni). van Basten è in uno stato di grazia semplicemente mai visto e conclude quella che è una delle principali candidate per la nomea di miglior prestazione della sua carriera.

Una prova semplicemente inimitabile, degna del terzo Pallone d’Oro della sua carriera, che si dimostrerà di fatto come il Canto del Cigno di una leggenda che da lì a breve dovrà interrompere bruscamente la sua carriera, a soli 28 anni di età, a causa di quei maledetti infortuni che sin dai tempi dei suoi anni all’Ajax l’avevano tormentato.

Un destino avverso che ci ha privato prematuramente della miglior versione di uno dei calciatori più forti mai esistiti.

Marco van Basten nel triste momento del suo addio. [www.radiogoal24.it]

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