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	<title>tevez Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>tevez Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Non solo Maradona e Messi: 40 anni di campioni al fianco dei Diez più famosi d&#8217;Argentina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2021 06:46:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da anni il confronto tra Lionel Messi e Diego Armando Maradona sta polarizzando il dibattito tra gli appassionati e, come al solito, non mancano le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Da anni il confronto tra <strong>Lionel Messi</strong> e <strong>Diego Armando Maradona</strong> sta polarizzando il dibattito tra gli appassionati e, come al solito, non mancano le polemiche e le argomentazioni da parte di entrambe le “fazioni” per portare acqua al proprio mulino.</p>



<p>Uno di questi “pomi della discordia” riguarda appunto la <strong>squadra</strong>, dal punto di vista qualitativo e di prestigio, che Messi e/o Maradona ha trascinato alla vittoria, fermando restando che, come abbiamo più volte scritto, nessuno è in grado di vincere da solo: si gioca in 11 e si perde/vince in 11.</p>



<p>Siamo partiti dal classico luogo comune “Maradona ha trascinato l’Argentina da solo”, per andare a sviscerare nella rosa delle varie selezioni argentine il <strong>palmares dei compagni</strong> di squadra dei due fenomeni.</p>



<p>Ora, siamo pienamente consapevoli che “il palmares non fa il campione” &#8211; è uno dei cavalli di battaglia della nostra pagina &#8211; tuttavia abbiamo fatto una ricerca su quali compagni avessero messo in saccoccia titoli prestigiosi, come unità di misura (convenzionale e non dogmatica, è chiaro) di quanto i giocatori con cui hanno giocato Maradona e Messi fossero <strong>abituati a lottare per il successo</strong> nelle rispettive squadre di club.</p>



<p>Abbiamo deciso di contare solo i <strong>titoli internazionali</strong> &#8211; dunque, titoli ugualmente prestigiosi che possono essere i cinque top campionati nazionali europei o quelli nazionali argentini e brasiliani non verranno menzionati.</p>



<p>Per evitare ripetizioni ed elenchi ridondanti, generalmente abbiamo menzionato giocatori che non c’erano nelle selezioni precedenti.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Diego Armando Maradona</h2>



<p></p>



<p><strong>Coppa America 1979</strong></p>



<p></p>



<p>Nella rosa dell’Argentina che prende parte alla Coppa America del 1979 spicca la Coppa del Mondo del 1978 vinta da uno straordinario <strong>Daniel Passarella</strong> &#8211; bissata in Messico nel 1986 pur senza giocare mai. Anche <strong>Americo Gallego</strong> &#8211; che nel 1986 con il River Plate alzerà Coppa Libertadores e Coppa Intercontinentale &#8211; e <strong>Josè Daniel Valencia</strong> erano campioni del mondo in carica. Il portiere <strong>Enrique Bernardo Vidallè</strong> invece alzerà una Coppa Libertadores nell’84/85, seguita da una Coppa Interamericana l’anno successivo. Il difensore <strong>Miguel</strong> <strong>Bordon</strong> aveva già vinto una Coppa Intercontinentale nel 1977 e una Coppa Libertadores nel 1977/78.</p>



<p>Il palmares più ricco, però, era quello del trequartista <strong>Ricardo Bochini</strong>: con la maglia dell’Atletico Indipendente aveva già conquistato ben 4 Libertadores (alle quali si aggiungerà un’altra, nel 1984) e una Coppa Intercontinentale nel 1973 (bissata nel 1984), senza dimenticare il vittorioso mondiale messicano al quale Bochini prenderà parte.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini-665x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7546" width="674" height="1038" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini-665x1024.jpg 665w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini-195x300.jpg 195w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini-768x1183.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini-997x1536.jpg 997w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/ricardo-bochini.jpg 1246w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /><figcaption>Ricardo Bochini, straordinario trequartista pluricampione del Sudamerica</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Mondiali 1982</strong></p>



<p></p>



<p>In Spagna nel 1982 ci furono tanti reduci dalla vittoria del mondiale in Argentina: i portieri <strong>Fillol e Baley</strong>, il centrocampista della Fiorentina <strong>Daniel Bertoni</strong> &#8211; che con la maglia dell’Independiente si era portato a casa ben tre Coppe Libertadores consecutive nel periodo 1973-1975 nonché una Coppa Intercontinentale nel 1973 -, il grande protagonista <strong>Osvaldo</strong> <strong>Ardiles</strong> &#8211; che nell’83/84 avrebbe alzato una Coppa UEFA con il Tottenham -, i già nominati <strong>Passarella</strong>, <strong>Gallego</strong> e <strong>Valencia</strong> e l’indimenticabile <strong>Mario Kempes</strong> &#8211; trascinatore al mondiale argentino nonché vittorioso con la maglia del Valencia di una Coppa delle Coppe e di una Supercoppa Europea nel 1980. Anche il difensore <strong>Luis Galvan</strong> era campione del mondo in carica, così come <strong>Jorge Olguin</strong>, che nel 1985 si toglierà la soddisfazione di alzare al cielo con l’Argentinos Juniors la Coppa Libertadores. Tra questi “titolati” non può mancare <strong>Jorge</strong> <strong>Valdano</strong>, splendido attaccante del Real Madrid con cui vincerà 2 Coppe Uefa consecutive (1985 e 1986). Completano la lista<em> “el Conejo” </em><strong>Alberto Tarantini</strong>, campione sudamericano con il Boca Juniors nel 1977 e giocatore in Premier League con il Birmingham City e in Francia con il Tolosa, e il difensore <strong>Enzo Trossero</strong>, che due anni dopo avrebbe trionfato con la maglia dell’Independiente in una combo Libertadores + Intercontinentale, senza dimenticare il difensore e attuale commentatore televisivo <strong>Patricio Hernandez</strong>, che nel 1986 vincerà la Libertadores e l’Intercontinentale con la maglia del River Plate.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="772" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/passarella-772x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7547" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/passarella-772x1024.jpg 772w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/passarella-226x300.jpg 226w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/passarella-768x1019.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/passarella.jpg 800w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /><figcaption>Daniel Passarella, leader carismatico come Diego, vinse da protagonista un mondiale nel 1978, e un altro nel 1986, dove però non giocò mai</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Mondiali 1986</strong></p>



<p></p>



<p>Veniamo ora all’apogeo della carriera di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, ossia la sua cavalcata trionfale nella Coppa del Mondo 1986. <em>El Pibe de Oro </em>trascinò la sua squadra a suon di prestazioni maiuscole e giocate leggendarie al secondo trionfo mondiale della <em>Seleccion albiceleste</em>. Senza mettere in dubbio l’apporto decisivo di Maradona nella vittoria del mondiale &#8211; è palese che senza Diego l’Argentina non avrebbe mai vinto il titolo &#8211; occorre una volta in più sottolineare come il luogo comune “Maradona ha vinto il mondiale da solo circondato da scappati di casa” non corrisponda al vero. Innanzitutto perché quella nazionale poteva contare sull’asse <strong>Pumpido-Ruggeri-Enrique</strong>, che nello stesso anno vennero incoronati Campioni del Sudamerica con addosso la maglia del River Plate, nonché campioni intercontinentali: se i primi due erano titolari assoluti, <em>El Negro</em> <strong>Hector Enrique</strong> si conquistò i galloni da titolare a torneo facendo, arrivando a giocarne cinque. Accanto al libero Brown, <strong>Josè Cuciuffo</strong> &#8211; che nel 1989 con il Boca alzerà la Supercoppa Sudamericana &#8211; si affermò come stopper insieme al già citato Oscar Ruggeri. L’Argentina aveva a disposizione in panchina anche il talento di <strong>Claudio Borghi</strong>, soprannominato da Michel Platini “il Picasso del Calcio”, trascinatore dell’Argentinos Juniors alla massima vittoria continentale per club l’anno precedente, mentre il suo compagno di club <strong>Sergio Batista</strong>, primatista in presenza con l’Argentinos Juniors, era titolare. Oltre ai già menzionati Valdano e Bochini, anche il centrocampista <strong>Nestor Rolando Clausen</strong> è arruolabile nella lista dei “titolati”: due anni prima, infatti, nel 1984 trionfò in Sudamerica con l’Independiente, così come il suo compagno <strong>Ricardo Giusti</strong> e naturalmente <strong>Jorge Burruchaga</strong>, l’autore del gol-vittoria della finale del mondiale contro la Germania.</p>



<p></p>



<p><strong>Coppa America 1987 e Coppa America 1989</strong></p>



<p></p>



<p>Nella Coppa America dell’anno successivo giocata proprio in Argentina, dove l’avventura dell’Albiceleste terminò in semifinale contro l’Uruguay, ai “titolati” si aggiunse l’ala <strong>Claudio</strong> <strong>Caniggia</strong>, <em>il figlio del vento</em>, già campione di Sudamerica e Intercontinentale con il River Plate l’anno precedente, nonché il giovane centravanti <strong>Juan Funes</strong>, suo compagno di squadra nei <em>Los</em> <em>Millonarios</em>. Il portiere titolare era <strong>Islas</strong>, che nel 1994 con l’Indipendente alzò la Supercoppa Sudamericana. Due anni dopo il CT Bilardo richiamò l’eroe <em>mundial</em> Burruchaga, nonché <strong>Abel Balbo</strong>, che noi in Italia conosciamo molto bene per i suoi trascorsi con la Roma e con il Parma, con cui vinse una Coppa UEFA nel 1999. Arrivò in nazionale anche <strong>Pedro</strong> <strong>Monzon</strong>, altro giocatore trionfante con l’Independiente nel 1984, mentre un altro campione sudamericano 1986 in maglia bianco-rossa &#8211; <strong>Nestor Gorosito</strong> &#8211; si guadagnò la convocazione da parte del CT, così come <strong>Pedro Troglio</strong>, campione con il River, e conosciuto in Italia per aver indossato le maglie di Verona, Lazio e Ascoli.</p>



<p></p>



<p><strong>Mondiale 1990</strong></p>



<p></p>



<p>Durante la terza spedizione mondiale dell’Argentina di Diego Armando Maradona, spedizione che si concluse con una sconfitta in finale per 1-0 contro gli eterni rivali della Germania Ovest, ai già nominati <strong>Caniggia</strong>, <strong>Burruchaga</strong>, <strong>Balbo</strong>, <strong>Troglio</strong>, <strong>Monzon</strong> si unisce un’eccellente conoscenza del calcio italiano: <strong>Nestor Sensini</strong>, firma d’autore dei due trionfi in Coppa UEFA del Parma in cinque anni, alle quali si aggiungono nel suo palmares altre due Supercoppe UEFA, di cui una conquistata con la maglia della Lazio.</p>



<p>Nel mondiale di Italia ’90 fu splendido protagonista il portiere <strong>Sergio Goychochea</strong>, che con l’ormai leggendario River Plate 1986 alzò al cielo l’accoppiata Coppa Libertadores-Coppa Intercontinentale. La difesa a tre era pienamente “titolata”: accanto all’intoccabile <strong>Oscar Ruggeri</strong>, vi era <strong>Juan Simon</strong>, trionfante con la maglia azzurro-oro del Boca nella Supercoppa Sudamericana del 1989 e nella Recopa Sudamericana del 1990. Completava il terzetto <strong>Josè Serrizuela</strong>, che nel 1994 e 1995 alzerà con la maglia dell’Independiente ben due Supercoppe sudamericane.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="779" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/burruchaga-1024x779.jpg" alt="" class="wp-image-7548" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/burruchaga-1024x779.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/burruchaga-300x228.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/burruchaga-768x584.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/burruchaga.jpg 1168w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Jorge Burruchaga, autore del gol del 3-2 contro la Germania Ovest nel 1986</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Non va dimenticato il mediano <strong>Nestor Lorenzo</strong>, campione con l’Argentino Juniors nel 1995.</p>



<p>Maradona non prenderà parte alle due Coppe Americhe vinte dalla <em>Seleccion</em> nel 1991 e 1993, vinte nel segno di un grande <strong>Gabriel Omar Batistuta</strong>, centravanti tra i top mondiali nel ruolo negli anni &#8217;90. Ritornerà in nazionale un’ultima volta nel mondiale americano del 1994, dove però venne fermato dopo due partite, a seguito delle ben note controversie extrasportive, delle quali non vogliamo parlare in questa pagina.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Lionel Messi</h2>



<p></p>



<p>Venendo all’altro grande <em>Diez</em>, <strong>Lionel Messi</strong>, che partecipò al suo primo torneo con la maglia della nazionale in occasione dei mondiali 2006, va precisato che, rispetto agli anni del <em>Pibe de Oro</em>, il calcio aveva definitivamente spostato l’asse verso l’Europa, che aveva nettamente staccato il Sudamerica per prestigio e valore, nonché per disponibilità economiche. Quasi tutti i grandi giocatori del continente sudamericano, una volta “svezzati” e trionfanti nel proprio continente, hanno attraversato l’oceano per l’affermazione nel “Vecchio Mondo” e per la consacrazione definitiva, che ormai non poteva non passare più per l’Europa.</p>



<p></p>



<p><strong>Mondiale 2006 e Coppa America 2007</strong></p>



<p></p>



<p>Il portiere titolare era <strong>Roberto Abbondanzieri</strong>, che aveva vinto ben 3 Coppe Libertadores (e nel 2010 ne vincerà una quarta con l’International) e 2 coppe Intercontinentali in 4 anni con la maglia del Boca Juniors. <strong>Roberto Ayala</strong> e <strong>Pablo Aimar</strong> rappresentavano il Valencia vincitore della Coppa UEFA 2004 e della Supercoppa Europea, mentre il sublime genio del “gatto di marmo” <strong>Juan Roman Riquelme</strong> aveva un bagaglio di trionfi con la maglia del Boca Juniors in Libertadores, uno tra tutti la straordinaria Coppa Intercontinentale del 2000 contro il Real Madrid, probabilmente la sua gara più iconica. A centrocampo c’era il futuro eroe del Triplete interista <strong>Esteban Cambiasso</strong>, con già due titoli internazionali in bacheca, conseguiti nel 2002 con il Real Madrid (Supercoppa UEFA e Coppa Intercontinentale), mentre in attacco <strong>Hernan Crespo </strong>e <strong>Saviola</strong> potevano vantare di una Coppa UEFA vinta rispettivamente nel 1999 e nel 2006 (per il <em>Valdanito </em>è impossibile non menzionare il trionfo in Coppa Libertadores nel 1996 con il River Plate di cui fu grandissimo protagonista nelle partite finali). Impossibile non menzionare un fuoriclasse come <strong>Carlos</strong> <strong>Tevez</strong>, che dopo aver vinto tutto in Sudamerica, era appena approdato nel calcio europeo, dove alzerà da protagonista una Champions League nel 2008 con la maglia dei <em>Red Devils</em>. In quell’Argentina di Pekerman vi erano anche <strong>Gabriel Milito</strong> e <strong>Javier Mascherano</strong>, che con la maglia del Barcellona vinceranno tutto in Spagna, in Europa e nel mondo. Nella Coppa America dell’anno successivo, conclusasi con una rovinosa sconfitta per 3-0 in finale contro il Brasile, si aggiungono all’elenco un ritrovato <strong>Javier Zanetti</strong>, già vincitore di una Coppa UEFA con l’Inter di Simoni nel 1998 e che sarà anch’egli un pilastro dell’Inter di Josè Mourinho, nonché il ritorno in pompa magna dopo 4 anni di assenza di <strong>Juan Sebastian Veron</strong>, che alzò titoli con Parma e Lazio. Ebbe il suo spazio anche l’attaccante del Real Saragozza Diego <em>El Principe </em>Milito, che tre anni dopo sarà la prima firma del leggendario <em>Triplete</em> nerazzurro. Presenza fissa dal 2006 al 2011 fu <strong>Nicolas Burdisso</strong>, conosciuto in Italia per aver indossato le maglie di Inter e Roma, difensore del Boca Juniors 3 volte campione del Sudamerica e due volte campione Intercontinentale.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="612" height="435" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/riquelme.jpg" alt="" class="wp-image-7550" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/riquelme.jpg 612w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/riquelme-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /><figcaption>Messi e Riquelme, fantasia e talento al potere</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Mondiale 2010</strong></p>



<p>Il CT Diego Armando Maradona finì nel vortice della polemica per non aver puntato sul blocco dei protagonisti del <em>Triplete</em> interista, escluso il difensore centrale <strong>Walter</strong> <strong>Samuel</strong> (che si infortunò alla seconda presenza): Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso non furono nemmeno convocati, <strong>Diego Milito</strong> giocò invece pochi scampoli di partita, chiuso da <strong>Higuain</strong>, <strong>Sergio Aguero</strong> &#8211; fresco vincitore dell’Europa League con la maglia dell’Atletico Madrid &#8211; e Tevez. Fu il primo torneo con la nazionale per <strong>Angel Di Maria</strong>, futuro campione d’Europa con il Real Madrid nonché Campione d’America 2021 con la nazionale, mentre fu il primo mondiale per la leggenda del Boca pluricampione sudamericano (2000 e 2007) e campione intercontinentale (2000) <strong>Martin Palermo</strong>, autore del soffertissimo gol-qualificazione allo scadere sotto il diluvio all’ultimo respiro. Un rincalzo dimenticato fu il difensore <strong>Clemente Rodriguez</strong>, tuttora in attività, con in bacheca ben 3 Coppe Libertadores e 2 Coppe Intercontinentali, conquistate tutte con la maglia del Boca Juniors.</p>



<p></p>



<p><strong>Coppa America 2011</strong></p>



<p></p>



<p>Insieme agli inamovibili <strong>Tevez</strong>, <strong>Cambiasso</strong>, <strong>Mascherano</strong>, <strong>Higuain</strong> (che vincerà una Europa League il suo unico titolo internazionale nel 2019 con il Chelsea, da assoluto comprimario) e <strong>Aguero</strong>, oltre ad un ritrovato <strong>Javier</strong> <strong>Zanetti</strong>, troveranno spazio anche <strong>Marcos Rojo</strong>, campione del Sudamerica nel 2009 con l’Estudiantes e futuro vincitore dell’Europa League nel 2017 con il Manchester United di Josè Mourinho, <strong>Fernando Gago</strong> &#8211; che conosciamo bene per averlo visto con il Real Madrid ma già vincitore con il Boca Juniors nel 2005 della Copa Sudamericana. È il primo torneo anche di <strong>Ever Banega</strong>, talentuoso centrocampista campione di Sudamerica con il Boca Juniors nel 2007 nonché futuro protagonista di ben 3 Europa League vinte con la maglia del Siviglia (2015, 2016, 2020).</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/tevez.jpg" alt="" class="wp-image-7551" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/tevez.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/tevez-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/tevez-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Carlitos Tevez, grande protagonista con le maglie di Manchester United, Manchester City e Juventus, non ha mai fatto mancare il suo apporto con la nazionale albiceleste. La sua esclusione ai mondiali 2014 suscita ancora oggi molte polemiche</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Mondiale 2014 &#8211; Coppa America 2015 &#8211; Coppa America 2016</strong></p>



<p></p>



<p>Sabella diede spazio ad <strong>Enzo Perez</strong>, vincitore della Coppa Libertadores nel 2009 con l’Estudiantes, convocato insieme al compagno di club <strong>Andujar</strong> e a <strong>Federico</strong> <strong>Fernandez</strong>. Confermati <strong>Gonzalo</strong> <strong>Higuain</strong>,<strong> Di Maria</strong>, <strong>Aguero</strong>, <strong>Palacio</strong>, <strong>Rojo</strong> e <strong>Gago</strong>.</p>



<p>Nel 2016 ebbe spazio <strong>Funes</strong> <strong>Mori</strong>, campione di Copa Sudamericana con il River Plate nel 2014 e futuro vincitore dell’Europa League 2021 con il Villareal.</p>



<p></p>



<p><strong>Mondiale 2018 e Coppa America 2019-2021</strong></p>



<p></p>



<p>L’Argentina che prende parte ai mondiali in Russia sotto la guida di Sampaoli annovera tra i “titolati” <strong>Mercado</strong> e <strong>Tagliafico</strong> &#8211; vincitori rispettivamente nel 2014 e 2016 della Copa Sudamericana con River Plate e Independiente &#8211; e di <strong>Federico</strong> <strong>Fazio</strong>, vincitore di due Europa League con la maglia del Siviglia nel 2014 e 2016. in Russia la porta è difesa da <strong>Franco</strong> <strong>Armani</strong>, due volte campione del Sudamerica: una volta nel 2016 con l’Atletico Nacional, l’altra nel 2018 con il River Plate. Non può mancare il difensore <strong>Otamendi</strong>, trionfante in Europa League con il Porto nel 2011 e non va dimenticato <strong>Eduardo</strong> <strong>Salvio</strong>, ex giocatore dell’Atletico Madrid, dove ha vinto ben due Europa League tra il 2010 e il 2012.</p>



<p>La spedizione russa naufragò agli ottavi di finale con la Francia, cosicché la federazione argentina decise di attuare un bel <em>repulisti</em> e ricominciare da zero, affidando un progetto a lungo termine a Lionel Scaloni, che condurrà la squadra all’agognata vittoria nel 2021, interrompendo così un digiuno titolato di ben 28 anni.</p>



<p>La prima competizione del “nuovo corso” fu la Coppa America 2019 in Brasile: Scaloni portò il “fiorentino” <strong>Pezzella</strong> e <strong>Guido</strong> <strong>Rodriguez</strong>, vincitori di una Coppa Sudamericana nel 2014 con il River Plate, mentre della “vecchia guardia storica” confermò solo <strong>Aguero</strong> e <strong>Di Maria </strong>&#8211; senza peraltro garantire loro il posto da titolare -, oltre a Dybala, che però venne utilizzato con il contagocce. Fu convocato il difensore del River campione 2018 <strong>Milton Casco</strong>. L’attaccante <strong>Matias Suarez</strong>, invece, aveva nel palmares soltanto una Recopa Sudamericana vinta nel 2019 con il River Plate. I giovani Paredes, De Paul, Lo Celso e Lautaro Martinez, invece, non contano titoli internazionali.</p>



<p>Nella spedizione vittoriosa del 2021, le convocazioni furono molto simili, anche se la rosa venne allargata a 28 giocatori. Tra i “nuovi”, l’unico che si è fregiato di un titolo internazionale fu il centravanti del River Plate <strong>Julian</strong> <strong>Alvarez</strong>, campione Libertadores 2018.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/di-maria-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-7554" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/di-maria-819x1024.jpg 819w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/di-maria-240x300.jpg 240w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/di-maria-768x960.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/di-maria.jpg 1000w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption>Angel Di Maria, autore del gol-vittoria nella finale di Coppa America 2021, decisivo anche ai mondiali 2014 e 2018.</figcaption></figure></div>
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		<title>I palloni d’oro del Sudamerica: il libro di Francesco Domenighini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sartore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 15:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine di sport]]></category>
		<category><![CDATA[bebeto]]></category>
		<category><![CDATA[francescoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio è la miniera d’oro del Sudamerica ed i suoi calciatori ne sono le pepite. Alcune di grandezza e valore assoluto, altre meno preziose [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il calcio è la miniera d’oro del Sudamerica ed i suoi calciatori ne sono le pepite. Alcune di grandezza e valore assoluto, altre meno preziose ma ugualmente lucenti. <br>A queste pepite o meglio ai Palloni d’Oro del Sudamerica, è dedicato il libro <strong>L’oro del Sudamerica</strong> di <strong>Francesco Domenighini </strong>edito da <strong><a href="http://www.urbone.eu/">Urbone Publishing</a></strong>, che colma un vuoto sull’argomento.</p>



<p>Nel volume, l’autore percorre un affascinante viaggio nella storia del trofeo e dei Paesi del continente sudamericano che hanno scritto pagine nobili della storia del calcio.</p>



<p>Una lunga carrellata di fuoriclasse assoluti accanto a talenti sbocciati per poco che hanno comunque inciso il loro nome in questo prestigioso premio, istituito dalla rivista venezuelana El Mundo ed assegnato ufficialmente dal 1971 ad oggi al miglior giocatore del Sudamerica.</p>



<p>Il primo ad alzare al cielo il trofeo è il talentuosissimo ma pure sfortunatissimo <strong>Tostão</strong>, uno dei fenomeni del Brasile campione del mondo nel 1970. Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Cile, Colombia e Perù sono i Paesi che possono vantare dei palloni d’oro. L’unica pepita del Perù si chiama <strong>Teofilo</strong> <strong>Cubillas</strong>, trequartista sforna assist e goal, quella più dotata di classe dell’Uruguay è il ‘Principe’ <strong>Enzo Francescoli</strong>, quella più nota della Colombia è il riccioluto <strong>Valderrama</strong>. Il più celebre per il Paraguay è il centrocampista<strong> Julio César Romero</strong>.</p>



<p>L’edizione 1973 porta la firma di <em>O Rei</em>. <strong>Pelé</strong> fece sua l’edizione del ’73 ma furono suoi anche i palloni d’oro non riconosciuti ufficialmente dal ’66 al ’70. Al giocatore più fenomenale, prolifico e vincente della storia del calcio non poteva mancare questo riconoscimento che giunse quasi come ‘premio alla carriera’ e giusto un anno prima della sua ultima stagione in Brasile al Santos.</p>



<p>A <strong>Pelé</strong> risponde nel ’79 e nell’80 <strong>Diego Armando Maradona</strong>. <em>El Pibe</em> ha dispensato giocate geniali &#8211; ancora oggi rintracciabili grazie a YouTube &#8211; già prima di consacrarsi nel calcio europeo con il Barcellona e il Napoli, e quindi in modo definitivo vincendo la Coppa del Mondo ’86 in Messico. I due palloni d’oro del <em>Diez</em> sono la cifra della precoce epifania del fuoriclasse argentino.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="622" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/07/maradona_1979-21-1024x622-1.jpg" alt="" class="wp-image-7028" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/07/maradona_1979-21-1024x622-1.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/07/maradona_1979-21-1024x622-1-300x182.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/07/maradona_1979-21-1024x622-1-768x467.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un giovanissimo Maradona. Vinse due Palloni d&#8217;oro sudamericani nel 1979 e nel 1980</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Pure in Sudamerica il premio è andato a grandi difensori è il caso del cileno <strong>Elías Figueroa</strong>, muro difensivo elegante e dotato di grande carisma che fu l’alter ego dell’europeo <strong>Beckenbauer</strong>. La sua grandezza è nei 3 palloni d’oro vinti &#8211; record che condivide con <strong>Zico</strong> e <strong>Tévez</strong>. Curiosità, nel 1976 Don Elías vinceva il suo terzo pallone d’oro consecutivo, in quello stesso anno, in Europa, Kaiser Franz vinceva il pallone d’oro europeo.</p>



<p>Anche nella classifica dei Paesi del Sudamerica che vantano più palloni d’oro è derby Brasile &#8211; Argentina, con i verdeoro avanti di un trofeo per 15 a 14. Ma a livello di club sono però gli argentini del River Plate a prendersi la rivincita con ben 8 palloni d’oro che gli permettono di sopravanzare nettamente gli storici avversari di casa del Boca Junior e i rivali brasiliani di Flamengo, Santos e Internacional.</p>



<p>Le 296 pagine che compongono <em>L’oro del Sudamerica</em>, offrono molte curiosità, aneddoti e ritratti di campioni indimenticabili quali <strong>Maradona</strong>, <strong>Zico</strong>, <strong>Kempes</strong>, <strong>Socrates</strong>, <strong>Francescoli</strong>, <strong>Romário</strong>, <strong>Bebeto</strong>, <strong>Cafù</strong>, <strong>Tévez</strong>, <strong>Neymar</strong> e <strong>Ronaldinho</strong>.</p>



<p>Accanto a questi fuoriclasse e campionissimi, figurano stelle meno scintillanti e a volte anche qualche meteora.</p>



<p>38 profili che compongono quel caleidoscopio unico di creatività, genio e follia che contraddistingue da sempre l’affascinante e variopinto continente sudamericano.</p>



<p></p>
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		<title>I 10 migliori fantasisti argentini degli ultimi 60 anni</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2020/10/30/i-10-migliori-fantasisti-argentini-degli-ultimi-60-anni.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 10:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Maradona solleva la Coppa del mondo Sessant&#8217;anni. Cifra tonda. L&#8217;età di Diego Armando Maradona, che li compie oggi, venerdì 30 ottobre. Sessant&#8217;anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Maradona solleva la Coppa del mondo</em></p>



<p>Sessant&#8217;anni. Cifra tonda. L&#8217;età di Diego Armando Maradona, che li compie oggi, venerdì 30 ottobre. Sessant&#8217;anni di giocate uniche e irripetibili, genio e sregolatezza, istinto e anticonformismo. Cresciuto nella miseria di Villa Fiorito, periferia di Buenos Aires, predestinato del pallone, <strong>Diego ancora oggi tra i grandissimi del calcio è quello ad avere esordito più giovane in nazionale, a poco più di 16 anni</strong>. Era il 27 febbraio 1977 e l&#8217;allora ct dell&#8217;Argentina Menotti &#8211; colui che non se la sentì di convocarlo per il Mondiale casalingo dell&#8217;anno seguente &#8211; lo fece debuttare in un 5-1 contro l&#8217;Ungheria. <strong>Una carriera da dio dei prati verdi, tra apici e cadute, trionfi e infortuni. E la droga, una drammatica scelta di vita</strong> che ne ha sporcato l&#8217;immagine e lo ha accompagnato per anni. Per celebrare il genio unico e irripetibile di <em>El Diez</em>, ho optato per una scelta estremamente complicata. <strong>Mettere in fila i dieci più grandi fantasisti del calcio argentino, proprio partendo dall&#8217;anno di nascita di Diego, il 1960.</strong> La scelta non è stata semplice anche per via dei ruoli. La parola “fantasista” non implica una posizione precisa in campo. Fantasista può essere un centrocampista o una seconda punta, brava anche nell&#8217;ultimo passaggio e non solamente nella battuta a rete. Per questo nell&#8217;elenco troverete ruoli un po&#8217; diversi tra loro. Il comune denominatore è il genio, la fantasia, l&#8217;arte. <strong>Sessant&#8217;anni di magie e astuzie,</strong> seguendo i dettami de <em>La Nuestra</em>, il marchio di fabbrica del <em>fútbol albiceleste</em>.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">1 Diego Armando Maradona</h2>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="399" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Maradona-1986-2.jpg" alt="" class="wp-image-1728" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Maradona-1986-2.jpg 399w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Maradona-1986-2-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /><figcaption>Maradona in fuga con il pallone [www.mondiali.it]</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Ruolo: </strong>centrocampista offensivo/attaccante<br><strong>Nato a</strong> Lanús il 30 ottobre 1960</p>



<p class="has-text-align-center">Genio per eccellenza, talento puro, icona intramontabile. Nato povero, capace di qualsiasi prodezza già in tenera età. Sbaglia &#8211; e di grosso &#8211; chi pensa che Diego sia stato un asso solo negli anni napoletani. Anzi: a quei tempi era già consumato dalla coca e le sue prestazioni sul campo iniziarono sempre più a risentirne. Si accendeva con lampi isolati, ma spesso dopo prestazioni ordinarie in cui si muoveva il giusto e non toccava moltissimi palloni. Il Diego giovanile, quello che furoreggiò in Argentina tra il 1977 e il 1982, era un giocatore più mobile, più scattante, capace di occupare più posizioni e portare ovunque un estro senza eguali. Mito popolare, un carisma che non ha paragoni nella storia del calcio, è stato l&#8217;architrave della nazionale argentina campione del mondo in Messico nel 1986. Una nazionale buona, ma non trascendentale, dove Diego, nel momento più alto della sua parabola sportiva, fece pentole e coperchi: 5 gol &#8211; tutti bellissimi &#8211; e 5 assist. Con l&#8217;ultimo mandò in porta Burruchaga per il punto della vittoria. Di quel Mondiale resta scolpito nella memoria soprattutto il suo match contro l&#8217;Inghilterra, con la <em>mano de dios</em> e il gol del secolo.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2 Lionel Messi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Messi_vs_Nigeria_2018.jpg" alt="" class="wp-image-1711" width="516" height="505" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Messi_vs_Nigeria_2018.jpg 964w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Messi_vs_Nigeria_2018-300x294.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Messi_vs_Nigeria_2018-768x752.jpg 768w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></figure></div>



<p class="has-text-align-center"><strong>Ruolo:</strong> attaccante<br><strong>Nato a</strong> Rosario il 24 giugno 1987</p>



<p class="has-text-align-center">Tra i tanti millantati eredi di Diego lui è l&#8217;unico che non sfigura nell&#8217;accostamento. Velocità supersonica e tecnica da capogiro, nel calcio iper vitaminico e globalizzato di oggi è un panda, uno degli ultimi eroi romantici, capace con il sinistro di regalare prodezze in serie. Immarcabile e immenso in maglia Barcellona, non è mai riuscito (in ben nove occasioni!) a lasciare tracce significative in nazionale e questo è il suo limite rispetto all&#8217;altro. Come continuità prestazionale e come doti tecniche, nulla da eccepire. Ma Leo non ha mai mostrato il carisma e la capacità di saper trasformare il negativo in positivo che erano invece i capisaldi della carriera di Diego. </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3 Omar Enrique Sívori</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Juventus_-_Omar_Sívori_-_Pallone_DOro_1961-825x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1715" width="368" height="451"/></figure></div>



<p class="has-text-align-center"><strong>Ruolo: </strong>attaccante<br><strong>Nato a</strong> San Nicolás de los Arroyos il 2 ottobre 1935<br><strong>Morto a</strong> San Nicolás de los Arroyos il 17 febbraio 2005</p>



<p class="has-text-align-center">Geniale e capriccioso, carattere ribelle e irascibile, seconda punta capace di qualsiasi prodezza tecnica, dribbling irridente e un comportamento spesso sopra le righe. Ha fatto grande prima il River e poi l&#8217;Argentina conquistando la Coppa América del 1957 in Perù, in quella che fu l&#8217;ultima vetrina de <em>La Nuestra </em>(gioco istintivo, offensivo e spettacolare), prima dell&#8217;avvento del <em>resultadismo</em>. Poi è emigrato in Italia diventando la colonna portante della Juventus, tre scudetti e tre Coppe Italia in otto anni, e chiudendo la sua parabola al Napoli. Se in giornata era immarcabile. Un suo gol d&#8217;astuzia ha consentito di violare il tempio fino a quel momento inespugnato del Real in Coppa Campioni.</p>



<p></p>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h4 class="wp-block-heading">4 Mario Alberto Kempes</h4>



<p><strong>Ruolo: </strong>attaccante<br><strong>Nato a</strong> Bell Vill il 15 luglio 1954</p>



<p>«Kempes ha messo il calcio argentino sulla mappa del mondo». Parole di Diego Maradona, non uno qualunque. Un&#8217;investitura in piena regola. Sotto la scure di una efferata dittatura militare, Kempes è stato l&#8217;uomo in più del Mondiale casalingo vinto nel 1978, il primo dalla nazionale <em>albiceleste</em>. Attaccante esterno o centrale, potenza e velocità, un Gullit dal tocco più raffinato, Kempes non era solo muscoli e fisicità, ma anche classe e inventiva. In Europa fece grande il piccolo Valencia, portandolo al successo in Coppa delle Coppe.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/220px-Mario_Kempes_Argentina_vs._Holanda.jpg" alt="" class="wp-image-1720" width="319" height="359"/><figcaption>L&#8217;esultanza di Mario Kempes dopo il gol nella finale del Mondiale contro l&#8217;Olanda</figcaption></figure>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Brindisi_argentina.jpg" alt="" class="wp-image-1721" width="310" height="462" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Brindisi_argentina.jpg 537w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Brindisi_argentina-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /><figcaption>Miguel Ángel Brindisi</figcaption></figure></div>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h4 class="wp-block-heading">5 Miguel Ángel Brindisi</h4>



<p><strong>Ruolo: </strong>centrocampista/centrocampista offensivo<br><strong>Nato a</strong> Buenos Aires l&#8217;8 ottobre 1950</p>



<p>Se c&#8217;è un calciatore totale nel calcio argentino, questo è Brindisi. Sapeva fare tutto: il centrocampista di spola e di regia, l&#8217;incursore, il trequartista. Venerato in patria, compare molto spesso nelle formazioni top 11 argentine di tutti i tempi. Dinamico, rapido, elegante, sapeva inventare gioco come una mezzala e segnare come una punta. Lo testimoniano i 194 gol segnati nel campionato argentino, dato degno di un bomber vero. Fu la stella dell&#8217;Huracan di Menotti, la squadra che riportò al centro del calcio argentino i valori perduti de <em>La Nuestra</em>, e insieme a Diego la colonna del Boca campione del Metropolitano 1981.</p>
</div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">6 Carlos Tévez</h4>



<p><strong>Ruolo:</strong> attaccante<br><strong>Nato a</strong> Ciudadela il 5 febbraio 1984</p>



<p>Il mondo è il suo regno. Ha vinto ovunque, lasciando tracce spesso evidenti. Potente, tecnico, il gol nel sangue, ma anche la capacità di saper fornire assist illuminanti. Messi a parte, il più grande e influente calciatore argentino del dopo Bosman. Un argentino che diventa idolo in Brasile è una rarità: lui ci è riuscito, nel Corinthians. Un argentino che sfonda in Inghilterra, Paese europeo rivale per eccellenza, è un&#8217;altra missione non semplice: lui ci è riuscito, al Manchester United e ancora di più al City. Ha trascinato la Juventus a una finale di Champions al termine di una stagione eccezionale. Nel Boca ha regalato magie per anni. Unico sudamericano a vincere tre volte il Pallone d&#8217;oro del proprio continente con il cileno Elías Figueroa.</p>



<h4 class="wp-block-heading">7 Ermindo Onega</h4>



<p><strong>Ruolo:</strong> centrocampista offensivo<br><strong>Nato a</strong> Las Parejas il 30 aprile 1940<br><strong>Morto a</strong> Las Parejas il 21 dicembre 1979</p>



<p>Sopraffino trequartista del grande River Plate degli anni &#8217;60, era una delle star del calcio sudamericano del periodo. Poco noto in Europa, ma la colpa è nostra, che continuiamo ad avere una visione eurocentrica del globo non approfondendo abbastanza la conoscenza del <em>fútbol</em> al di là dell&#8217;Atlantico. Visione di gioco, grandi proprietà tecniche, potenza e classe: Onega era un uomo-orchestra di alto magistero. Passato nel Penarol, vinse una Supercoppa dei Campioni Intercontinentali. Valido il suo contributo in nazionale, fu uno dei migliori dell&#8217;Argentina al Mondiale &#8217;66, concluso ai quarti in un match controverso con l&#8217;Inghilterra. Morì a 39 anni in un incidente stradale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">8 Ricardo Bochini</h4>



<p><strong>Ruolo:</strong> centrocampista offensivo<br><strong>Nato a</strong> Zárate il 25 gennaio 1954</p>



<p>È l&#8217;uomo dei record della Coppa Libertadores: ne ha vinte ben quattro, tutte nell&#8217;Independiente degli anni &#8217;70, del quale è stato la vedette più luminosa. Idolo di Maradona, lento e compassato, ma anche dotato di estro e creatività fuori dall&#8217;ordinario, c&#8217;entrava poco con il calcio anni &#8217;70 che si stava incamminando sulla strada dell&#8217;atletismo, della velocità e del movimento. Oggetto misterioso in nazionale, si laureò campione del mondo nel 1986 da riserva: in Messico racimolò una sola presenza, giocando sei minuti al posto di Burruchaga nella semifinale con il Belgio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="584" height="800" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ermindo_Onega_1961.jpg" alt="" data-id="1722" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=1722" class="wp-image-1722" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ermindo_Onega_1961.jpg 584w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ermindo_Onega_1961-219x300.jpg 219w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="816" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ricardo_Bochini.jpg" alt="" data-id="1723" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ricardo_Bochini.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=1723" class="wp-image-1723" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ricardo_Bochini.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ricardo_Bochini-294x300.jpg 294w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Ricardo_Bochini-768x783.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">A sinistra: Ermindo Onega. A destra: Ricardo Bochini</figcaption></figure>



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<h4 class="wp-block-heading">9 Juan Sebastián Verón </h4>



<p><strong>Ruolo:</strong> centrocampista/centrocampista offensivo<br><strong>Nato a</strong> La Plata il 9 marzo 1975</p>



<p>Figlio d&#8217;arte (il padre, ala sinistra, fu la stella dell&#8217;Estudiantes tre volte campione Libertadores sul finire degli anni &#8217;60), regista dall&#8217;ampia visione di gioco, ma anche trequartista dal tocco morbido. Lanci lunghi e geometrie, più incline all&#8217;assist che al gol, autore di alcune annate strepitose in Italia, prima alla Sampdoria e poi alla Lazio campione d&#8217;Italia nel 2000. Poco fortunata la sua esperienza inglese, al Manchester United e al Chelsea. Alterno in nazionale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">10 Juan Román&nbsp;Riquelme</h4>



<p><strong>Ruolo:</strong> centrocampista offensivo<br><strong>Nato a </strong>San Fernando il 24 giugno 1978</p>



<p>Uno degli ultimi veri numeri 10. Classe da vendere e dribbling sontuoso, ma anche una certa lentezza, gli è sempre mancato qualcosa per diventare un vero <em>craque</em> a livello internazionale. Stella assoluta del Boca Juniors, con cui ha vinto tre Libertadores e una Intercontinentale, una meteora o poco più al Barcellona, abbastanza convincente nel piccolo Villareal con cui giunse in semifinale nella Champions League 2005/2006. Leader designato dell&#8217;Argentina al Mondiale 2006 in Germania, con l&#8217;<em>Albiceleste</em> non ha mai pienamente convinto.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Diego Maradona vs Lionel Messi ● Argentine DNA Skills" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/rbXpjS6C5mw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Maradona vs Messi: il DNA argentino</figcaption></figure>
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