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	<title>Steve MacManaman Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1997-1998: Liverpool-Manchester United 1-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997 Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997</h2>



<p></p>



<p>Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci della storia del calcio inglese, quella che per diverse stagioni vedrà impegnate a combattersi senza esclusione di colpi il <strong>Manchester United</strong>, reduce da un quinquennio trionfale, e l&#8217;<strong>Arsenal</strong> di Mr. Arsène Wenger e di <strong>Dennis Bergkamp</strong>,<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/08/estrarre-conigli-da-un-cilindro-invisibile-apologia-di-dennis-bergkamp.html"> il genio gentile, colui che sa estrarre conigli da cilindri invisibili</a>.</p>



<p>Nel mese di dicembre del 1997, alla quattordicesima giornata, United e Arsenal sono appaiati in testa al campionato, e il Liverpool recita la parte del terzo incomodo, parte che gli tocca da qualche stagione a dire il vero. Anfield assiste a un incontro che come di consueto vede le due squadre puntare sia sul fraseggio che sul ritmo sostenuto, e che si chiude con un punteggio severo per i Reds, a lungo incollati all&#8217;incontro e puniti da alcuni errori/giocate individuali degli ospiti, oltre che da una punizione di Mr. Spice Boy <strong>David Beckham</strong> che meriterebbe l&#8217;esposizione alla National Gallery.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McMamanan 7</strong><br>Nessuna sorpresa quando si tratta di incoronare il migliore in campo dei padroni di casa: già attivo e spesso pericoloso nel primo tempo, Steve spicca il volo nella ripresa, e delizia la sua Anfield con un paio di aperture ad ampio raggio<em> pirlesche</em> e con alcuni spunti palla al piede da applausi, orchestrando anche l&#8217;azione da cui scaturisce il gol del pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Jason McAteer 6,5</strong>: centrale o laterale di difesa, è una colonna dei Reds da diversi anni e, specie nel primo tempo, è forse il più intraprendente tra i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 6</strong>: si muove senza tregua sul fronte offensivo, crea qualche grattacapo alla difesa ospite e ha il merito di segnare il gol del momentaneo pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Michael Owen 6</strong>: debutta nel Classic il piccolo <em>Wonder Boy</em>, quasi diciottenne, e dimostra subito la capacità non comune di cambiare marcia con la palla tra i piedi, ma è ancora un po&#8217; impreciso, a volte confusionario, quando deve concludere. Bravo in ogni caso a guadagnarsi il rigore poi messo in porta da Fowler.</p>



<p></p>



<p><strong>Bjørn Tore Kvarme 5:</strong> non è in perfette condizioni fisiche e porta sulla coscienza il peso del gravissimo errore da cui arriva il gol del vantaggio degli ospiti.</p>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Andy Cole 7</strong><br>Sembra aver montato la marmitta truccata perché corre come se fosse un mediano; il voto alto, in ogni caso, è un premio soprattutto ai due gol che decidono l&#8217;incontro, due cioccolatini da vero opportunista.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 7</strong>: quando decide di fare ricorso alle doti balistiche del suo destro Anfield trattiene il fiato, e se nel primo tempo si assiste a diversi cross velenosi, nella ripresa David fa cadere la mandibola agli spettatori con una punizione disegnata con il pennello che si insacca sotto l&#8217;incrocio.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>: meno vitale e incontenibile che in altre occasioni, lascia comunque sul posto in più circostanze il diretto marcatore e batte il corner da cui deriva il gol che chiude l&#8217;incontro.</p>



<p></p>



<p><strong>Nicky Butt 6</strong>: il migliore del primo tempo, quando recupera diversi palloni e si inserisce pericolosamente nell&#8217;area avversaria, cala nella ripresa e regala ai Reds un rigore con un intervento scomposto e non necessario.</p>



<p></p>



<p><strong>Teddy Sheringham 6</strong>: anche lui si rende pericoloso con il suo movimento incessante, e si dimostra bravissimo soprattutto in appoggio ai compagni. Gli manca la stoccata decisiva.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1993-1994: Manchester United-Liverpool 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[eric cantona]]></category>
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		<category><![CDATA[Steve MacManaman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Paul Ince, migliore in campo Manchester, Old Trafford, 30 maggio 1994 Era una di quelle giornate in cui Manchester sembrava risorgere dalla [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Paul Ince, migliore in campo</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester, Old Trafford, 30 maggio 1994</h2>



<p></p>



<p>Era una di quelle giornate in cui Manchester sembrava risorgere dalla sua stessa pietra e pioggia, un mosaico di nuvole grigie che danzavano attorno alle cattedrali del calcio. Nella mente degli appassionati, la partita tra <strong>Manchester United</strong> e<strong> Liverpool</strong> è molto più di un semplice incontro sportivo: è la celebrazione di una rivalità infuocata, la liturgia che trascende il tempo. Le strade pulsano di vita, i colori della città alterati dalle sciarpe rosse dei tifosi, simboli di una fede che non conosce veramente confini.</p>



<p>Quella partita di ritorno apparteneva ancora ad una Premier League abbastanza acerba e mentre il mondo si stringeva attorno al campo, l&#8217;Old Trafford si trasformava in un&#8217;arena vibrante, un teatro antico dov&#8217;era facile perdere il confine tra il mito e la realtà. Al fischio d’inizio, l&#8217;attesa di una bella porzione di Lancashire si riverberava in ogni passaggio, in ogni contrasto. Praticamente una partita opposta a quella dell&#8217;andata ad Anfield finita 3 -3. Secca, ruvida e ventosa come il “breeze” che passa sopra le imbarcazioni del vecchio fiume Irwell. E poi, come un lampo in una tempesta, arrivò il momento di Ince, un cavaliere impetuoso nel suo impegno, che giocò con il coraggio di chi comprende l&#8217;importanza di essere eroe per un giorno (Moratti anni dopo confidò di essersi innamorato del centrocampista inglese proprio guardando quel match).</p>



<p>Il goal, un colpo preciso alla giugulare calcistica, non solo cambiò il corso della partita, ma congelò il tempo in un susseguirsi di emozioni che scaldavano l&#8217;aria fredda di gennaio. Era come se la città stessa tremasse di vita nuova, le case di mattoni rossi nel quartiere di Ancoats risuonavano con gli echi di una vittoria che sembrava destinata a scriversi nei tomi delle meraviglie calcistiche.</p>



<p>Nel frattempo, Manchester brillava con la sua solita miscela di industria e sogno: dalle altezze vertiginose di Beetham Tower alla storia racchiusa tra i vicoli di Northern Quarter. L’energia della città era composta di contrasti essenziali. Non era solo una competizione tra squadre, ma un rendez-vous tra due anime che, come amanti in un dramma di Burgess, si cercavano e si respingevano sulla tela verde del campo, abbracciando una notte di infinite possibilità.</p>



<p>Questa era Manchester. Questa è Manchester. In una delle sue giornate più significative,quel derby del Nord -Ovest dove un microcosmo di desideri umani, immortalato tra le luci che si spegnevano e il suono di “Mersey Paradise” degli Stone Roses , riesce ancora a realizzare quello che molti specialisti chiamano un “sogno lucido”.</p>



<p></p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p><strong>IL MIGLIORE: Paul Ince 8</strong><br>Leone indomito in campo. Attacca tutti gli spazi lasciati dal Liverpool e recupera più di 31 palloni nella metà campo avversaria. Sembra avere 8 polmoni oltreché un tempismo perfetto sull&#8217;unico goal della partita. </p>



<p><strong>Denis Irwin 7</strong>: un&#8217;annata fantastica quella del terzino irlandese. Nelle due gare contro i rivali di sempre si fa notare sempre per caparbietà,corsa e pure qualche giocata su sovrapposizione. Molto bravo nella diagonale difensiva. </p>



<p><strong>Lee Sharpe 7</strong>: Lee secondo molti addetti ai lavori doveva essere l&#8217;astro nascente del nuovo United anni 90’ . Velocità,classe e istinto . Aveva tutto per diventare un top e in questa partita lo dimostra ampiamente. Purtroppo qualche infortunio di troppo, un comportamento non sempre professionale e un Giggs in ascesa ne limiteranno il percorso. VOTO 7</p>



<p><strong>Eric Cantona 5,5</strong>: cerca lo spunto “magico” durante tutta la partita ma Ruddock lo limita in tutto e per tutto. Prova il dialogo con Hughes ma l&#8217;amalgama con il bomber gallese in questo match in particolare sembra davvero offuscata . </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve MacManaman 7 </strong><br>Quando è in giornata siamo di fronte ad un campione vero. Qualità e quantità senza limite. Corre sulla fascia destra e sinistra scambiandosi spesso di posizione con Barnes ma Pallister e Irwin fanno muro. Se avesse la continuità nell&#8217;arco di tutti i 90’ minuti a quest&#8217;ora ne staremmo parlando come uno degli esterni migliori degli ultimi 30 anni. Il Real Madrid comunque ne rimarrà ammaliato e si dice che Butragueno e Michel fossero sugli spalti di Old Trafford quel giorno. </p>



<p><strong>David James 6,5</strong>: se i portieri non avessero fra i loro compiti le uscite, David James sarebbe stato il “goalkeeper” titolare della nazionale inglese. Fra i pali è un gatto . Puro istinto! Compie due salvataggi davvero importanti ma non potrà nulla sul colpo di testa di Ince. Dimostra personalità e temperamento ma spesso pecca di concentrazione. </p>



<p><strong>Jamie Redknapp 5,5</strong>: uno dei miei pupilli nella Premier League anni 90’. Centrocampista che correva sulle punte , classico regista cresciuto con il mito di Glenn Hoddle. Abbina qualità a …qualità! Solo che alle volte “si piace” un po&#8217; troppo e si perde nella densità del pressing dei Red Devils . Prova qualche giocata ma rimane sterile . </p>



<p><strong>Ian Rush 5:</strong> La leggenda gallese , vincitore di tutto con la maglia dei Reds , autore di innumerevoli goal alcuni dei quali straordinari e di totale importanza non è altro che un mero ricordo. Gli anni passano e non sembrano risparmiare nemmeno uno dei più grandi bomber della storia del calcio d&#8217;oltremanica. Ci prova… Urla e combatte. Ma il piglio non sembra esserci più. Verrà sostituito da un giovane attaccante di cui si dice un gran bene : Robbie Fowler. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/01/21/1993-1994-manchester-united-liverpool-1-0.html">1993-1994: Manchester United-Liverpool 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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