<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>siviglia Archivi - Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/tag/siviglia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/tag/siviglia</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Sep 2021 08:43:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>siviglia Archivi - Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/tag/siviglia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Lazio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/09/26/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-lazio.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/09/26/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-lazio.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 11:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinque ex che non ricordavi...]]></category>
		<category><![CDATA[Allemandi]]></category>
		<category><![CDATA[Di Biagio]]></category>
		<category><![CDATA[Fuser]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Muzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[siviglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=8285</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il derby di Roma è da sempre una delle partite più emozionante e più intense della Serie A e anche questa sera l&#8217;attesa è alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/26/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-lazio.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Lazio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il derby di Roma è da sempre una delle partite più emozionante e più intense della Serie A e anche questa sera l&#8217;attesa è alle stelle. Mourinho contro Sarri è anche lo scontro tra due idee e stili di gioco diversi e l&#8217;equilibrio sarà sbloccato solamente da episodi e soprattutto da chi non si farà bloccare dall&#8217;ansia. È difficile che i giocatori passino da una parte all&#8217;altra del Tevere, ma qualche volta è successo facendo grande scalpore anche se forse questi cinque non li ricordavate.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Luigi Allemandi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="250" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Allemandi-Luigi-evidenza.jpg" alt="" class="wp-image-8287" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Uno dei più grandi difensori della storia del calcio italiano, capace di creare una diga insormontabile al Mondiale 1934 entrando così nella leggenda Azzurra. <strong>Luigi Allemandi</strong> iniziò a Legnano dove giocò a centrocampo segnando anche un discreto numero di gol passando così alla Juventus venendo però squalificato per un caso di calcioscommesse. Rientrato dalla squalifica legò tutta la sua carriera successiva all&#8217;Inter con la quale vinse da protagonista il primo campionato a girone unico della storia, quello 1929-30 diventando un&#8217;icona. Nel 1935 passò alla Roma dove segnò l&#8217;unica rete in carriera in Serie A in un disastroso 5-1 subito in trasferta dal Novara e dopo due anni capitolini decise di passare al Venezia. Ormai a fine carriera rimase in laguna solo per un anno prima di tornare nella Capitale, ma questa volta in sponda Lazio giocando solo due partite contro Bari e Bologna prima di ritirarsi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Luigi Di Biagio</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/di-biagio-luigi.jpg" alt="" class="wp-image-8288" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/di-biagio-luigi.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/di-biagio-luigi-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/di-biagio-luigi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centrocampista centrale dotato anche di una spiccata qualità nell&#8217;impostazione del gioco è stato un punto di riferimento per un intero lustro della Nazionale. <strong>Luigi</strong> <strong>Di Biagio</strong>, per tutti Gigi, iniziò fin da subito nella sua Roma ma ben pochi sanno che a dargli fiducia fu la Lazio. Con i biancocelesti riuscì anche a esordire in occasione di una gara di Torino contro la Juventus alla fine del campionato 1988-89, ma quella fu la sua unica apparizione con gli Aquilotti. </p>



<p>Tre anni a Monza senza lasciare grande traccia prima della chiamata del Foggia di Zeman che diedero di fatto il vero inizio alla sua carriera. Tre anni ad altissimo livello che gli valsero il ritorno nella sua città, ma questa volta difendendo i colori giallorossi. Con la Lupa ritrovò anche il suo maestro boemo e si guadagnò la convocazione per il Mondiale 1998 dove ben figurò ma venne ricordato solo per l&#8217;errore decisivo dagli undici metri contro la Francia. L&#8217;addio di Zeman dalla Roma lo convinse a viaggiare il direzione Milano per difendere per quattro anni i colori dell&#8217;Inter con alterne fortune, prima di concludere la sua carriera in provincia tra Brescia e Ascoli.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Diego Fuser</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="473" height="264" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/fuser-473x264-1.jpg" alt="" class="wp-image-8289" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/fuser-473x264-1.jpg 473w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/fuser-473x264-1-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centrocampista tuttofare, capace di unire corsa e qualità in mezzo al campo dimostrando di meritare a pieno titolo varie convocazioni in Nazionale. <strong>Diego Fuser</strong> iniziò da giovane nel Torino dimostrando subito le sue potenzialità, ma la retrocessione dei granata nel 1989 lo portò a cambiare squadra e fu Sacchi a valutarlo un elemento potenzialmente utile per il suo Milan. Con il Diavolo però non riescì a imporsi come titolare molto spesso, anche se scese in campo dal primo minuto nella finale di Coppa Intercontinentale contro l’Atético Nacional nel 1989. Vinse anche la Coppa dei Campioni, seppur da riserva e l’anno seguente venne mandato in prestito alla Fiorentina, dove segnò otto reti e meritò il ritorno a Milano. Anche con Capello in panchina le cose però non migliorarono e riuscì solo a riempire ancora di più la sua bacheca con uno Scudetto vinto da comprimario. </p>



<p>Nel 1992 passò alla Lazio e nella Capitale visse in assoluto le sue stagioni migliori, in particolar modo quella d’esordio dove riuscì ad andare addirittura in doppia cifra segnando la bellezza di dieci reti a fine stagione. In biancoceleste lasciò uno splendido ricordo ma riuscì a vincere solo la Coppa Italia nel 1998, perdendo la finale di Coppa Uefa in quella stessa annata contro l’Inter. Non vinse però gli anni d’oro degli Aquilotti e passò al Parma al termine di quella stagione, ma riuscì a vincere la Coppa Uefa al primo colpo giocando da titolare la finale di Mosca contro il Marsiglia. Passata l&#8217;esperienza emiliana ritornò a Roma, ma questa volta per vestire i colori giallorossi con i quali però fu poco più che una comparsa per due anni giocando solamente quindici presenze. Passò in Serie B al Torino prima di vivere diverse stagioni nelle categorie dilettantistiche piemontesi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Roberto Muzzi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="402" height="274" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/muzzi-e1327928285131.jpg" alt="" class="wp-image-8290" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/muzzi-e1327928285131.jpg 402w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/muzzi-e1327928285131-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 402px) 100vw, 402px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Attaccante dal grande senso del gol troppo spesso però frenato da un carattere irrequieto che lo ha spesso portato allo scontro con i suoi allenatori. <strong>Roberto Muzzi</strong> era considerato il giovane prodigio alla fine anni &#8217;80 del settore giovanile della Roma e per tre stagioni venne spesso inserito a gara in corso e segnando anche sei reti, un numero non disprezzabile per uno alle prime arme ma che non gli consentirono di avere una totale fiducia. Dopo un anno in prestito a Pisa venne infatti ceduto al Cagliari dove disputò le migliori stagioni della sua carriera accettando anche di scendere in Serie B per riottenere la massima serie con i sardi.</p>



<p> Nel 1999 decise di cambiare e volare verso Udine per quattro anni ancora di buon livello e così nel 2003 a sorpresa venne chiamato dalla Lazio come attaccante di scorta. Nei due anni in biancoceleste non riuscì a lasciare il segno segnando solamente tre reti prima di un ritorno in B al Torino e la chiusura della carriera nel Padova.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Sebastiano Siviglia</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="798" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361-1024x798.jpg" alt="" class="wp-image-8291" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361-1024x798.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361-300x234.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361-768x599.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361-1536x1198.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia_MIO_6670-scaled-e1605525035361.jpg 1707w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br></p>



<p>Difensore non troppo appariscente ma molto essenziale nelle giocate ha saputo ritagliarsi un’ottima carriera senza dover essere un predestinato.&nbsp;<strong>Sebastiano Siviglia</strong>&nbsp;finì presto nei dilettanti con l’Audax Ravagnese, dopo essere stato scartato dalla Reggina, ma su di lui decise di puntarci il Parma. In Emilia rimase però sempre e solo nel settore giovanile prima di essere ceduto alla Nocerina e dopo tre anni si guadagnò la Serie A grazie alla chiamata del Verona. Con i veneti segnò il suo primo gol contro la Reggiana ma nonostante una buona stagione non riuscì a evitare la retrocessione. Rimase anche un anno in cadetteria prima di passare all’Atalanta e vivere grandissime annate.<br></p>



<p>Con i bergamaschi conquistò la promozione nel 2000 e si confermò molto bene nell’ottima stagione seguente in A, tanto che venne acquistato dalla Roma campione d’Italia. Chiuso da due mostri sacri come Samuel e Aldair scese in campo solamente in cinque occasioni in Serie A non riuscendo a incidere e iniziando un periodo negativo proseguito a Parma e con un deludente ritorno a Bergamo. Si riprese a Lecce con Delio Rossi e nell’estate 2004 tornò nella Capitale, questa volta sponda Lazio dove divenne una colonna e un punto fisso della squadra per ben sei stagioni finendo addirittura per essere il Capitano e la più grande soddisfazione fu la vittoria della Coppa Italia nel 2009.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/26/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-lazio.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Lazio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/09/26/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-lazio.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Verona</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/09/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-verona.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/09/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-verona.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2021 06:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinque ex che non ricordavi...]]></category>
		<category><![CDATA[Bonetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenghini]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuelson]]></category>
		<category><![CDATA[Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[siviglia]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=8223</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inizio diametralmente opposto di Roma e Verona in questa prima parte di campionato, con i giallorossi che sono a punteggio pieno mentre i gialloblu hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-verona.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Verona</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Inizio diametralmente opposto di Roma e Verona in questa prima parte di campionato, con i giallorossi che sono a punteggio pieno mentre i gialloblu hanno conosciuto solo sconfitte. Non ci sarà dunque la sfida tra Di Francesco e la sua ex squadra, già sostituito con Tudor in panchina, per una sfida lanciata a José Mourinho che sembra quasi disperata. Se sarà vittoria romanista o veneta lo scopriremo questa sera, ma intanto vediamo se vi ricordate questi cinque giocatori che hanno vestito entrambe le maglie.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Dario Bonetti</h3>



<p></p>



<p>Difensore arcigno, amante dei metodi decisi e senza troppi fronzoli, è riuscito a ritagliarsi una carriera di tutto rispetto, nonostante il triste record legato al maggior numero di giornate di squalifica. <strong>Dario Bonetti</strong> iniziò molto presto nella sua Brescia facendosi conoscere come uno dei migliori difensori della Serie B di fine anni &#8217;70 e così fu proprio Nils Liedholm a volerlo alla Roma. Il suo debutto in Serie A è datato 30 novembre 1980 in una partita contro l&#8217;Udinese, ma nei primi due anni si dimostrò ancora un po&#8217; troppo acerbo e così nel 1982 venne prestato alla Sampdoria, perdendo così la stagione dello Scudetto. </p>



<p>Tornò alla base ancora più sicuro dei propri mezzi e fu un titolare della squadra che arrivò fino alla finale della Coppa dei Campioni, prima di essere ceduto al Milan nel 1986. Dopo un solo deludente anno in rossonero venne ceduto al Verona dove ebbe qualche problema fisico, ma per due anni guidò magistralmente la difesa scaligera verso due salvezze e al termine della stagione 1989 passò alla Juventus. La sua carriera stava ormai giungendo al termine e così dopo i bianconeri vestì le maglie anche di Sampdoria e Spal, prima di ritirarsi nel 1993.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/20122502849_69879438cf_o-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-8226" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/20122502849_69879438cf_o-768x1024.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/20122502849_69879438cf_o-225x300.jpg 225w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/20122502849_69879438cf_o-1152x1536.jpg 1152w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/20122502849_69879438cf_o.jpg 1440w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Angelo Domenghini</h3>



<p></p>



<p><br>Uno dei più grandi giocatori d’attacco della Nazionale italiana di sempre, capace di essere straordinario goleador in gioventù per poi diventare un’infaticabile ala destra negli anni della maturazione. <strong>Angelo Domenghini</strong> iniziò nella sua Atalanta, lui bergamasco di Lallio, e il debutto in Serie A avvenne nell’ultima giornata della stagione 1960-61, quando aveva solo vent’anni, in una trasferta a Udine. </p>



<p>Rimase aggregato alla squadra giovanile anche per la stagione successiva, fino a quando Paolo Tabanelli non decise di lanciarlo definitivamente tra i grandi facendolo diventare un titolarissimo e la prima rete è una di quelle che non si scordano. A Torino contro la Juventus è Domingo a sbloccare il risultato e a portare la Dea in Paradiso con una fantastica vittoria per 2-3 ed è solo l’inizio di quella che sarà una stagione memorabile. I bergamaschi arrivarono in finale di Coppa Italia contro il Torino e fu proprio una tripletta di Domenghini a stendere i granata e a regalare quella che ancora oggi risulta essere l’unico trofeo degli orobici. Partecipò anche alla Coppa delle Coppe dove realizzò una rete a Bergamo contro lo Sporting ma ben presto avrebbe dovuto cambiare tipologia di nerazzurro. </p>



<p>L’Inter del Mago Herrera aveva bisogno di un centravanti per il campionato e così, mentre lo spagnolo Peirò poteva essere usato in Coppa dei Campioni, in Serie A fu Domenghini a diventare l’uomo gol per portare la squadra alla vittoria di due campionati consecutivi, in particolar modo nella seconda stagione dove segnò 12 reti, il suo record personale. Divenne anche campione d’Europa nel 1965, seppur con un ruolo minore, ma iniziò la sua trasformazione da centravanti ad ala destra e questa sua nuova posizione gli permise di diventare una colonna della Nazionale, anche se i problemi col neopresidente Fraizzoli lo portarono a cambiare maglia per andare a Cagliari. </p>



<p>Nell’isola divenne uno degli eroi dello straordinario Scudetto del 1970 e nello stesso anno sfiorò la vittoria del Mondiale in Messico. In Sardegna vi rimase fino al 1973 prima di passare alla Roma in quella stagione dove contribuì allo Scudetto della Lazio perché una sua rete permise ai giallorossi di battere la Juventus per 3-2 all’Olimpico alla terz’ultima giornata di campionato, evitando un sensibile avvicinamento dei bianconeri alla vetta. Nel 1974 decise di accettare l&#8217;offerta del Verona, nonostante questo volesse dire scendere di categoria, ma il bergamasco mise tutto il suo grande servizio a disposizione della squadra risultando uno dei giocatori decisivi per la promozione, nonostante un infortunio gli impedì di giocare lo spareggio per la A contro il Catanzaro. </p>



<p>I problemi fisici gli negarono apparizioni con gli scaligeri nel massimo campionato e così passò prima al Foggia e poi all&#8217;Olbia, chiudendo a trentotto anni in quel di Trento.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="660" height="796" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/c53e7def8ccd04d482bf14b879769727.jpg" alt="" class="wp-image-8227" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/c53e7def8ccd04d482bf14b879769727.jpg 660w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/c53e7def8ccd04d482bf14b879769727-249x300.jpg 249w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Urby Emanuelson</h3>



<p>È stato uno dei tanti ragazzi prodigio usciti dal grandioso vivaio dell’Ajax, ma crescendo si è perso sempre di più diventando irriconoscibile rispetto agli inizi. <strong>Urby Emanuelson</strong> passò una vita intera con i Lancieri, entrando nel settore giovanile quando questi aveva solamente otto anni e rimanendo fino all’età di venticinque dopo aver scorrazzato su e giù per la fascia sinistra per tutto questo periodo. Le sue prestazioni lo avevano portato a essere considerato come uno dei migliori talenti Oranje della sua generazione, dove vinse anche l’Europeo Under 21 nel 2006, ma già dagli ultimi anni in Patria ebbe un importante calo di rendimento. </p>



<p>Nel gennaio 2011 il Milan lo acquistò comunque vedendo in lui una grande occasione per poter allungare la rosa in vista del finale di campionato e con il Diavolo vinse la Serie A. Allegri lo stimava enormemente, tanto che nella stagione seguente giocò ben trenta partite e contro il Cesena segnò un gran gol da fuori area, il primo in campionato con la nuova maglia. Dopo un buon inizio anche nell’annata successiva venne ceduto in prestito a gennaio al Fulham prima di tornare ancora dalle parti di San Siro la stagione seguente vendendo però travolto dal disastro rossonero. </p>



<p>Passò alla Roma dove fu poco più che una meteora, addirittura Garcia non lo inserì nella lista Champions disputando solo due spezzoni di partita in sei mesi, e a gennaio ecco l’approdo all’Atalanta dove dimostrò di essere ormai sul viale del tramonto. A Bergamo vi rimase per soli sei mesi, giocando solamente nove partite e non lasciando un grande ricordo, prima di passare al Verona. In gialloblu ci arrivò praticamente dopo un girone intero di un&#8217;attività e il suo rendimento ne risentì moltissimo. Delneri gli diede fiducia, ma non riuscì a evitare la retrocessione venendo così definitivamente ceduto e ancora oggi continua a giocare per l’Utrecht.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/emanuelson.jpg" alt="" class="wp-image-8228" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/emanuelson.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/emanuelson-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nicolás López</h3>



<p></p>



<p><br>Al Mondiale Under 20 del 2013 era stato uno dei giocatori più forti e il suo avvenire radioso sembrava scritto e certo, ma non sempre tutto va come previsto. <strong>Nicolás</strong> <strong>López</strong> fu uno dei tanti talenti scoperti dal floridissimo settore giovanile del Nacional di Montevideo e non ancora ventenne venne acquistato dalla Roma di Zeman con l&#8217;esordio che fu da favola. Subentrato al posto di Totti riuscì subito a segnare la rete decisiva per il pareggio giallorosso contro il Catania e tutti parlarono di segno del destino. </p>



<p>Per il resto della stagione però vide il campo con il contagocce e quello rimase il suo unico gol giallorosso prima di passare all&#8217;Udinese. In Friuli giocò con più continuità ma senza diventare mai un titolare e le cose migliori le fece vedere in quel di Verona. Con Luca Toni riuscì a trovare un&#8217;ottima intesa diventando anche il mattatore delle milanesi segnando a entrambe a San Siro e con cinque gol visse la sua migliore, e ultima, annata italiana. Dopo un breve passaggio al Granada tornò in Sudamerica tra Nacional, Internacional e ora Tigres in Messico.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/nicolas-lopez.jpg" alt="" class="wp-image-8229" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/nicolas-lopez.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/nicolas-lopez-300x194.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/nicolas-lopez-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Sebastiano Siviglia</h3>



<p></p>



<p>Difensore non troppo appariscente ma molto essenziale nelle giocate ha saputo ritagliarsi un&#8217;ottima carriera senza dover essere un predestinato. <strong>SebastianoSiviglia</strong> finì presto nei dilettanti con l&#8217;Audax Ravagnese, dopo essere stato scartato dalla Reggina, ma su di lui decise di puntarci il Parma. In Emilia rimase però sempre e solo nel settore giovanile prima di essere ceduto alla Nocerina e dopo tre anni si guadagnò la Serie A grazie alla chiamata del Verona. Con i veneti segnò il suo primo gol contro la Reggiana ma nonostante una buona stagione non riuscì a evitare la retrocessione. Rimase anche un anno in cadetteria prima di passare all&#8217;Atalanta e vivere grandissime annate. </p>



<p>Con i bergamaschi conquistò la promozione nel 2000 e si confermò molto bene nell&#8217;ottima stagione seguente in A, tanto che venne acquistato dalla Roma campione d&#8217;Italia. Chiuso da due mostri sacri come Samuel e Aldair scese in campo solamente in cinque occasioni in Serie A non riuscendo a incidere e iniziando un periodo negativo proseguito a Parma e con un deludente ritorno a Bergamo. Si riprese a Lecce con Delio Rossi e nell&#8217;estate 2004 tornò nella Capitale, questa volta sponda Lazio dove vi rimase fino al 2010, anno in cui chiuse la carriera.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="448" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia0102.jpg" alt="" class="wp-image-8230" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia0102.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/Siviglia0102-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-verona.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Roma e Verona</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/09/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-roma-e-verona.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, andata ottavi: Porto-Juventus 2-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/02/18/champions-league-andata-ottavi-porto-juventus-2-1.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2021/02/18/champions-league-andata-ottavi-porto-juventus-2-1.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2020-2021]]></category>
		<category><![CDATA[borussia dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
		<category><![CDATA[siviglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=3896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori del Porto [www.ansa.it] Sconfitta amara per la Juventus, che però lascia uno spiraglio di speranza in vista del ritorno, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/02/18/champions-league-andata-ottavi-porto-juventus-2-1.html">Champions League, andata ottavi: Porto-Juventus 2-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori del Porto [www.ansa.it]</em></p>



<p>Sconfitta amara per la <strong>Juventus</strong>, che però lascia uno spiraglio di speranza in vista del ritorno, avendo trovato sul finale un guizzo importante con <strong>Rabiot </strong>e <strong>Chiesa</strong>, che sono apparsi tra i pochi salvabili di una vera e propria disfatta tattica, ben più evidente di quanto dica il risultato di 2-1 per il <strong>Porto</strong>.<br><br>Infatti la Juventus, orfana di <strong>Cuadrado</strong> &#8211; probabilmente il giocatore più performante e continuo della<em> Vecchia Signora</em> &#8211; e di <strong>Arthur </strong>&#8211; l&#8217;unico regista del quale Pirlo può disporre -, ha offerto una prestazione collettiva pessima, venendo spesso imbrigliata dalla tattica attendista e opportunista del Porto di Sérgio Conceição. Il Porto, dal canto suo, ha saputo dimostrarsi abile nell&#8217;imbrigliare la Juventus e nel punirla con un pressing asfissiante che ha messo in seria difficoltà Bentancur in linea mediana.<br><br>Inoltre, ad essere preoccupante è anche il rendimento dei bianconeri quando manca Arthur. Infatti, nelle sei partite giocate senza il regista brasiliano, la squadra di Pirlo <strong>ha vinto una sola volta</strong>, contro la SPAL, in un più che mai agevole ottavo di finale di Coppa Italia, mentre ha rimediato ben quattro sconfitte, tra le quali spicca anche Juventus vs Fiorentina 0-3. La qualità della manovra bianconera non ha potuto che risentirne in maniera netta ed evidente, mettendo a nudo le evidenti lacune di Bentancur nell&#8217;orchestrare il gioco. L&#8217;assenza di Cuadrado, come detto, non ha fatto altro che azzoppare ulteriormente la produzione offensiva, che ha perso tantissimo nelle situazioni di uno contro uno e di potenziali sovrapposizioni con Chiesa, uno dei più positivi di <em>Madama</em>.<br><br>Il Porto non ha dovuto fare altro che attendere la Juventus con un gioco molto solido, robusto e tenace, che ha messo in risalto i due mediani Oliveira e Corona, oltre che un sorprendente Managa, distintosi ottimamente in marcatura su un Cristiano Ronaldo inconsistente. Inoltre, non ha sofferto troppo fino all&#8217;ingresso di Morata tra le file dei bianconeri. Una scelta tattica, quella di Pirlo, che ha permesso più soluzioni offensive ma che non è stata sufficiente per arginare del tutto l&#8217;ostacolo Porto, che è stato solo parzialmente superato da un guizzo sulla fascia di Rabiot per Chiesa.<br><br>La Juventus rimane dunque aggrappata al gol segnato in trasferta, nella speranza di poter recuperare le pesanti assenze che hanno condizionato la sua prestazione e di poter rimediare ad una vera e propria Caporetto. Inoltre, il gol di Chiesa, nella cosiddetta &#8220;era Ronaldo&#8221;, è il primo gol della Juventus nella fase ad eliminazione diretta della Champions League che non abbia la firma del portoghese. Che sia un segnale per cercare di lasciarsi da parte la disfatta contro il Lione della passata stagione? Oppure i limiti internazionali della Juventus degli ultimi anni riemergeranno?</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>Marcatori</strong>: 2&#8242; pt Taremi (P), 1&#8242; st Marega (P), 37&#8242; st Chiesa (J)<br><strong>Porto (4-4-2): </strong>Marchesin; Manafa, Mbemba, Pepe, Zaidu; Corona(90’ Ndiaye), Oliveira 7 (90’ C. Conceicao), Uribe, Otavio (57’ Luis Diaz); Marega (66’ Grujic), Taremi. Allenatore: Sergio Conceiçao.<br><strong>Juventus (4-4-2):</strong> Szczesny; Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro; Chiesa, Rabiot, Bentancur, McKennie (62’ Morata); Kulusevski, Cristiano Ronaldo. Allenatore: Pirlo.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p><strong>PORTO</strong><br><strong>IL MIGLIORE: OLIVEIRA</strong> <strong>7</strong><br>In una partita che non ha offerto grandi spunti da parte delle prestazioni individuali, ci sembra opportuno premiare la solida prestazione di Sérgio Oliveira, che ha presieduto la linea mediana con grande maestria e ha stravinto, in maniera inequivocabile, il duello contro Bentancur. Inoltre, le sue sfuriate offensive lo hanno portato qualche volta vicino al bersaglio grosso. La vittoria del Porto è dovuta alla solidità dei reparti e lui non può che esserne il simbolo.<br><br><strong>PEPE</strong> <strong>7</strong><br>Questa sera, in occasione della sua presenza numero 101 in Champions League, ha mostrato la sua esperienza, tipica di un giocatore che, al netto del suo carattere spesso rissoso, ha saputo in più occasioni dimostrarsi un interprete di spessore. Infatti, il suo solido Europeo del 2016 parla per lui, come la sua solida prestazione difensiva di ieri sera. Da segnalare anche un ottimo Manafa (7) che si è distinto nel contenere un Ronaldo evanescente e che ha servito un assist splendido per Marega.<br><br><strong>TAREMI e MAREGA 6,5</strong><br>I due attaccanti del Porto non si sono distinti per prestazioni da capogiro, ma hanno fatto quanto serviva per fare girare l&#8217;attacco e per farsi trovare pronti al posto giusto e al momento giusto. Il primo ha approfittato del clamoroso errore di Bentancur e Szczesny, il secondo ha concluso una splendida azione corale sulla fascia destra, finalizzando il preciso assist di Manafa.<br><br><strong>MARCHESIN&nbsp;6,5</strong><br>Ha presieduto la sua porta senza troppi affanni individuali ed è riuscito a farsi trovare pronto quando la Juventus prova ad affondare il colpo. Non ha potuto nulla sul gol di Chiesa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="625" height="350" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/chiesa-625x350-1613601625.jpg" alt="" class="wp-image-3920" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/chiesa-625x350-1613601625.jpg 625w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/chiesa-625x350-1613601625-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /><figcaption>I compagni si congratulano con Chiesa: l&#8217;ex Fiorentina ha segnato un gol fondamentale in vista del ritorno<br>[https://gazzettadelsud.it]</figcaption></figure></div>



<p><br><br><strong>JUVENTUS</strong><br><strong>IL MIGLIORE: CHIESA 6,5</strong><br>È apparso senza dubbio come uno dei più propositivi della Juventus e il suo gol è il primo segnato, dal 2018 in poi, da un giocatore della Juventus diverso da Cristiano Ronaldo nella fase ad eliminazione diretta della massima competizione europea. L&#8217;ultimo era stato di Matuidi, durante Real Madrid vs Juventus 1-3.<br><br><strong>DIFESA DELLA JUVENTUS 5</strong><br>È difficile rintracciare un giocatore che nel reparto arretrato della Juventus si distingua rispetto agli altri e la triste conferma è arrivata persino da Chiellini, che, nonostante sia uscito per infortunio, non si era affatto distinto come uno dei più positivi. Nemmeno Demiral da subentrato è riuscito a rimediare alla lacunosa difesa della <em>Vecchia Signora</em>, che si è ritrovata impreparata ad inizio ripresa, nel gol di Marega.<strong><br></strong><br><strong>CRISTIANO RONALDO 4,5</strong><br>Era uno dei più attesi in questa sfida, essendo il giocatore più forte della rosa nonché una Leggenda ormai affermata da anni, ma la sua prestazione è stata gravemente insufficiente, in quanto presieduto senza enormi difficoltà da Manafa. Conoscendolo, è inopportuno darlo per finito in vista del ritorno, ma non si può assolutamente chiudere un occhio di fronte alla sua pessima performance. Anche i migliori sbagliano.<br><br><strong>BENTANCUR 4</strong><br>Pronti, via e a causa di un&#8217;incomprensione con Szczesny (5) provoca immediatamente il gol di Taremi, dopo appena due minuti di gioco. A seguito di questo errore grossolano ed inammissibile a certi livelli, Bentancur affonda clamorosamente in cabina di regia, mettendo in mostra i suoi evidenti limiti nel ricoprire questo genere di mansioni. Un valore aggiunto? Sì, ma per il Porto.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">L&#8217;altra partita</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/erling-haaland-dortmund-sevilla-champions-league-2020-2_1ge0yqhufgyxk1593hskp0dhqf-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-3921" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/erling-haaland-dortmund-sevilla-champions-league-2020-2_1ge0yqhufgyxk1593hskp0dhqf-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/erling-haaland-dortmund-sevilla-champions-league-2020-2_1ge0yqhufgyxk1593hskp0dhqf-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/erling-haaland-dortmund-sevilla-champions-league-2020-2_1ge0yqhufgyxk1593hskp0dhqf-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/erling-haaland-dortmund-sevilla-champions-league-2020-2_1ge0yqhufgyxk1593hskp0dhqf.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Erling Håland, grande protagonista a Siviglia [www.goal.com]</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>SIVIGLIA-BORUSSIA DORTMUND 2-3</strong> <em>7&#8242; Suso (S), 19&#8242; Dahoud (D), 27&#8242; e 43&#8242; Haaland (D), 84&#8242; De Jong (S)</em><br>Al Ramón Sánchez-Pizjuán di Siviglia si è preso la scena un Erling Håland semplicemente inarrestabile, che con una doppietta e un assist ha consentito al Borussia Dortmund &#8211; che nelle precedenti giornate di campionato era apparso in vistoso sbandamento &#8211; di espugnare la tana degli andalusi con un 2-3 importante in ottica qualificazione. Per l&#8217;astro nascente norvegese sono 18 gol in 13 partite in Champions League, un dato ancora più impressionante se si considera che a farli è stato un classe 2000. L&#8217;uragano norvegese si abbatte in suolo ispanico, &#8220;rispondendo&#8221; alla splendida prestazione di ieri sera da parte di Kylian Mbappé. Il futuro del calcio mondiali sembrerebbe in ottime mani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/02/18/champions-league-andata-ottavi-porto-juventus-2-1.html">Champions League, andata ottavi: Porto-Juventus 2-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2021/02/18/champions-league-andata-ottavi-porto-juventus-2-1.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
