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	<title>Olimpiadi di Parigi 1924 Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Olimpiadi di Parigi 1924 Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Le 4 stelle dell&#8217;Uruguay: senza la Celeste regina olimpica, il Mondiale non sarebbe nato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[FIFA]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/06/le-4-stelle-delluruguay-senza-la-celeste-regina-olimpica-il-mondiale-non-sarebbe-nato.html">Le 4 stelle dell&#8217;Uruguay: senza la Celeste regina olimpica, il Mondiale non sarebbe nato</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">A un attento conoscitore di calcio non sarà sfuggito il particolare che l&#8217;<strong>Uruguay</strong> nello stemma reca 4 stelle e non 2. Questo perché oltre ai due Mondiali FIFA del 1930 e del 1950 la nazionale <em>charrúa</em> considera le edizioni dei Giochi Olimpici del 1924 e del 1928 alla stregua dei campionati del mondo. Una situazione che non ha mai finora destato polemiche, anzi che la FIFA stessa sembrava vedere quasi di buon occhio.</p>



<p>Ma è notizia di queste ore che il massimo organismo internazionale del calcio ha chiesto alla <strong>Puma</strong>, l&#8217;azienda che veste l&#8217;<strong>Uruguay</strong>, di creare una nuova divisa per la <em>Celeste</em> togliendo dalla maglia e dallo stemma due stelle. Le due stelle olimpiche appunto.</p>



<p>In <strong>Uruguay</strong> si è subito acceso una forte polemica. Se da un punto di vista teorico è vero che le Olimpiadi del 1924 e del 1928 non possono essere considerate edizioni di Coppa del mondo (competizione che parte ufficialmente nel 1930) è altrettanto vero però che quelle due edizioni dei Giochi rappresentarono davvero l&#8217;élite mondiale del periodo e furono decisive per la creazione del Mondiale FIFA.</p>



<p>Un discorso per certi versi simile può essere fatto per la Mitropa Cup del periodo 1927 &#8211; 1940, che fu l&#8217;antesignana della moderna Coppa Campioni/Champions League o per la Coppa Internazionale 1927 &#8211; 1960, una sorta di Europeo ante litteram.</p>



<p>Con l&#8217;ulteriore discrimine però che in questo caso le Olimpiadi di Parigi &#8217;24 e Amsterdam &#8217;28 furono davvero la molla che portò <strong>Jules Rimet</strong>, presidente della FIFA, a pensare a una Coppa del mondo ad hoc dedicata esclusivamente al calcio.</p>



<p>Vediamo come sono andati i fatti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img fetchpriority="high" decoding="async" width="819" height="521" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/uruguay1924.jpg" alt="" data-id="7521" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=7521" class="wp-image-7521" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/uruguay1924.jpg 819w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/uruguay1924-300x191.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/uruguay1924-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">L&#8217;Uruguay vincitore a Parigi</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="741" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics-1024x741.jpg" alt="" data-id="7522" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=7522" class="wp-image-7522" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics-1024x741.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics-300x217.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics-768x556.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Uruguay_1928_olympics.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">L&#8217;Uruguay vincitore ad Amsterdam</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le Olimpiadi di Parigi 1924</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Paavo_Nurmi_Antwerp_1920-1.jpg" alt="" class="wp-image-7523" width="242" height="378" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Paavo_Nurmi_Antwerp_1920-1.jpg 324w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/Paavo_Nurmi_Antwerp_1920-1-192x300.jpg 192w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><figcaption>Paavo Nurmi, il re dei Giochi parigini</figcaption></figure></div>



<p>Le Olimpiadi parigini del 1924 sono ancora oggi ritenute tra le edizioni più memorabili dei Giochi. Il protagonista assoluto fu il mezzofondista finlandese <strong>Paavo Nurmi</strong>, capace di vincere 5 ori con 2 record olimpici nella corsa campestre individuale, nella corsa campestre a squadre, nei 1500 metri, nei 3000 e nei 5000. </p>



<p>Ma grande cassa di risonanza ebbero anche le imprese del nuotatore <strong>Jonny Weissmüller</strong>, vincitore di tre ori nei 100 e 400 stile libero e nella staffetta 4&#215;200, che dall&#8217;anno seguente avrebbe firmato un contratto con la Metro-Goldwin-Mayer, diventando attore di fama mondiale e recitando in numerosi film nei panni di Tarzan.</p>



<p>Come dimenticare poi le vicende nell&#8217;atletica leggera dei velocisti britannici <strong>Harold Abrahams</strong>, oro nei 100, ed <strong>Eric Liddell</strong>, oro nei 400, immortalati nel meraviglioso film “Chariots of Fire”, tradotto in italiano in “Momenti di Gloria?”.</p>



<p>Oltre all&#8217;atletica e al nuoto, quei Giochi sono ricordati anche per il calcio. A quei tempi, Gran Bretagna a parte, tutti i migliori giocatori del mondo erano ancora dilettanti e dunque a quell&#8217;edizione olimpica &#8211; che significò un netto balzo in avanti sul piano della competitività, della qualità e del numero di partecipanti (dalle 14 squadre di Anversa 1920 si passò a 22) &#8211; radunò davvero il meglio o quasi del panorama internazionale.</p>



<p>Fu un&#8217;edizione spartiacque anche perché per la prima volta erano rappresentati tre continenti: c&#8217;era l&#8217;Africa con l&#8217;Egitto, c&#8217;era l&#8217;America con Stati Uniti e <strong>Uruguay</strong> e c&#8217;era l&#8217;Europa con 19 nazionali al via tra le più prestigiose.</p>



<p>Sul campo l&#8217;<strong>Uruguay</strong> mise in mostra un calcio fantastico, vincendo lo scetticismo iniziale a suon di prestazioni meravigliose: demolì 7-0 la Jugoslavia al debutto; 3-0 gli Stati Uniti negli ottavi; 5-1 i padroni di casa della Francia nei quarti al termine di una partita che rimase a lungo nella memoria di chi la vide per la straordinaria qualità dei giocatori in maglia <em>Celeste</em>; 2-1 l&#8217;Olanda in semifinale nel match più combattuto; e 3-0 la Svizzera in finale.</p>



<p>Il protagonista assoluto fu il nero <strong>José Leandro Andrade</strong>, mediano laterale, noto anche per le sue frequentazioni extra sportive: di giorno fenomeno in campo, di notte re dei locali parigini. In uno di questi conobbe la famosa cantante <strong>Joséphine Baker</strong>, con cui intrattenne una relazione passionale e tumultuosa.</p>



<p>Furono Giochi molto seguiti dal pubblico: oltre 30mila spettatori assistettero allo stadio Colombes di Parigi al quarto di finale tra Francia e <strong>Uruguay</strong> e più di 40mila alla finale tra <strong>Uruguay</strong> e Svizzera. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le Olimpiadi di Amsterdam 1928</h3>



<p></p>



<p>Ancora più straordinarie, sul piano della qualità tecnica, furono le Olimpiadi calcistiche di Amsterdam. Le nazionali scesero da 22 a 17, ma si alzò il livello. Sempre tre continenti rappresentati: oltre all&#8217;Europa con 11 squadre, l&#8217;Africa portò il solito Egitto e il continente americano addirittura 5 formazioni, con almeno una rappresentante per zona geografica: Argentina, <strong>Uruguay</strong> e Cile per il Sudamerica; il Messico per il Centroamerica; gli Stati Uniti per il Nordamerica.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/b70383801fd22a1df9cfe4ed96fd9f63-1.png" alt="" class="wp-image-7525" width="301" height="404" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/b70383801fd22a1df9cfe4ed96fd9f63-1.png 745w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/b70383801fd22a1df9cfe4ed96fd9f63-1-224x300.png 224w" sizes="(max-width: 301px) 100vw, 301px" /><figcaption>Una fase di gioco di Uruguay-Argentina, finale olimpica del 1928</figcaption></figure></div>



<p>Argentina e Uruguay, in particolare, erano due autentiche corazzate, le migliori nazionali al mondo, superiori probabilmente in quel momento anche all&#8217;Inghilterra (il calcio britannico negli anni &#8217;20 ebbe un calo dopo i fasti dei decenni precedenti e sarebbe tornato ad alto livello negli anni &#8217;30).</p>



<p>L&#8217;Italia stessa presentava al via una formazione di qualità clamorosa, non molto lontana come forza dalle future nazionali vincitrici dei titoli mondiali nel 1934 e nel 1938.</p>



<p><strong>Uruguay</strong>, Argentina e Italia furono non a caso le prime tre. La <em>Celeste</em> ebbe un cammino molto difficile, più che nel 1924 come confermò anche <strong>Vittorio Pozzo</strong> nelle sue cronache: dopo aver superato 2-0 l&#8217;Olanda negli ottavi, eliminò nei quarti la solida e coriacea Germania 4-1 e poi l&#8217;Italia 3-2 al termine di un match durissimo. La finale con l&#8217;Argentina, la rivale per eccellenza e l&#8217;altra grande favorita, fu epica: 1-1 nel primo incontro, 2-1 per l&#8217;Uruguay nel secondo.</p>



<p>Andrade era stato l&#8217;uomo in più nel 1924, il fantasista <strong>Héctor Scarone</strong> (vedi articolo su di lui: <a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/hector-scarone-il-migliore-di-tutti-senza-la-televisione.html">Héctor Scarone, il genio pre-televisivo che portò l&#8217;Uruguay in cima al mondo</a>) lo fu nel 1928, decisivo sia con l&#8217;Italia sia in finale con il pazzesco gol del 2-1.</p>



<p>Sul piano delle presenze sugli spalti e dell&#8217;entusiasmo popolare fu un successo ancora più evidente che quattro anni prima: a vedere l&#8217;<strong>Uruguay</strong> allo stadio Olimpico di Amsterdam accorsero oltre 25mila persone già nel primo turno con gli olandesi, numeri poi confermati nei turni successivi (ci fu un lieve calo solamente nei quarti contro i tedeschi).</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gli effetti di Parigi &#8217;24 e Amsterdam &#8217;28</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/mondiali_calcio_jules_rimet_1000028.jpg" alt="" class="wp-image-7526" width="363" height="411" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/mondiali_calcio_jules_rimet_1000028.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/08/mondiali_calcio_jules_rimet_1000028-265x300.jpg 265w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /><figcaption>Jules Rimet, presidente della FIFA, con la Coppa del mondo</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Fu proprio nelle notti olandesi, vedendo l&#8217;enorme indotto che il calcio suscitava in termine di discussioni tra tifosi, presenze sui giornali, atmosfera e interesse in città, che <strong>Jules Rimet </strong>si convinse definitivamente. «Le Olimpiadi sono state straordinarie e vedendo tutto questo non posso che pensare di creare una competizione ad hoc solo per il calcio», disse il numero uno della FIFA.</p>



<p>Nacque così la prima Coppa del mondo. La scelta di chi doveva ospitare l&#8217;evento ricadde sull&#8217;<strong>Uruguay</strong>. Per svariati motivi: era la nazione guida del calcio; era un Paese relativamente ricco e si era offerto di pagare le spese di viaggio per le altre formazioni partecipanti; nel 1930 cadevano i 100 anni dalla nascita della Repubblica.</p>



<p>Cominciò così la lunga storia dei campionati iridati sotto l&#8217;egida della FIFA.<br>La conclusione a cui si può giungere è che se non ci fossero state le Olimpiadi del 1924 e del 1928, quelle che l&#8217;<strong>Uruguay</strong> porta orgogliosamente sulla maglia e sullo stemma, non ci sarebbero mai stati i Mondiali, perlomeno non nella forma e nella sostanza con cui li conosciamo oggi. </p>



<p>Se entriamo poi in un discorso di rappresentanza, quelle due Olimpiadi videro al via nazioni da tre continenti, più di certe edizioni dei Mondiali FIFA (nel 1930, 1950, 1958 e 1962 erano in gara nazionali di soli due continenti, contando Nord, centro e Sudamerica come facenti parte di un&#8217;unica entità). <br>Se parliamo di qualità, numero di squadre e atleti di valore, quelle due Olimpiadi furono probabilmente superiori al Mondiale del 1930 e non inferiori ad altre edizioni, per esempio quello del 1950.</p>



<p>Al di là di come la si pensi sulla vicenda, sono tutti argomenti che la FIFA deve tenere a nostro avviso in grande considerazione. Quattro stelle o no, quelle Olimpiadi nel calcio hanno rivestito una rilevanza e un peso non inferiori ai Mondiali che sono venuti in seguito. E alla fine è questo quello che più conta.</p>
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		<title>Momenti di gloria: le Olimpiadi del ’24 e due storie di campioni straordinari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sartore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 15:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I campioni del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Liddell]]></category>
		<category><![CDATA[film Momenti di gloria]]></category>
		<category><![CDATA[Harold Abrahams]]></category>
		<category><![CDATA[Momenti di gloria]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi del ’24]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi di Parigi 1924]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette nomination agli Oscar e quattro statuette vinte, un capolavoro del cinema che si iscrive di diritto tra le migliori pellicole dedicate allo sport. Inoltre, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Sette nomination agli Oscar e quattro statuette vinte, un capolavoro del cinema che si iscrive di diritto tra le migliori pellicole dedicate allo sport. Inoltre, una colonna sonora, composta dal greco <strong>Vangelis</strong>, divenuta da allora inno delle grandi imprese olimpiche.</p>



<p><strong>Momenti di gloria</strong> è tutto questo e tanto altro. Innanzitutto un film storico che riporta agli<strong> VIII Giochi disputati a Parigi nel 1924</strong>. Olimpiadi lontane anni luce da quelle odierne come mostrato nella scena nella quale gli atleti sono intenti a scavarsi ‘la fossetta’ in assenza dei blocchi di partenza.<br>Ma è anche un omaggio al valori dello sport e all’amicizia che lega i protagonisti della competizione a cinque cerchi lungo tutta la narrazione.</p>



<p>Il film presenta due giovani studenti di <strong>Cambridge</strong> che coltivano lo stesso sogno, vincere i <strong>100 metri alle Olimpiadi</strong>.</p>



<p>I loro nomi sono <strong>Eric Liddell</strong> e <strong>Harold Abrahams</strong>. Entrambi velocisti, ottengono il pass per i Giochi che si disputano in Francia nel ’24.<br>Corrono per ragioni differenti. Il primo, fervente cattolico, per glorificare la grandezza del Signore. Il secondo, invece, ebreo, figlio di un facoltoso uomo di finanza, per riscattare la sua origine, se non osteggiata certo non particolarmente gradita all’ambiente snob di Cambridge.</p>



<p>Lo snodo del film sono le gare di qualificazioni dei 100 metri che devono disputarsi la domenica. Liddell, per rispetto ai precetti della fede, non intende in alcun modo infrangere la sacralità della giornata del Signore. Un amico e compagno di squadra, gli cede il posto per i 400 metri.</p>



<p>È la sua fortuna e allo stesso tempo quella di Abrahams. Liddell vince così la medaglia d’oro nei 400, mentre Abrahams trionfa nei 100.</p>



<p>Momenti di gloria si chiude con la stessa scena iniziale, i funerali di Abrahams, spentosi in età avanzata dopo essere divenuto, terminata l’attività agonistica, giornalista di successo ed aver commentato lo sport per 40 anni per <strong>la radio della BBC</strong>. Decisamente più breve e tormentata la vita di Liddell &#8211; che prima delle Olimpiadi aveva vestito anche la maglia della nazionale scozzese di rugby &#8211; morto da missionario per un tumore al cervello in un campo di prigionia giapponese. Nel 2002 è stato votato come il più grande sportivo scozzese di sempre.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="MOMENTI DI GLORIA: Discorso di Eric" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/GuBZnYaUEEA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="has-drop-cap"></p>



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