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	<title>martin o&#039;neill Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>martin o&#039;neill Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>We&#8217;ve got the whole world in our hands &#8211; la top 11 all time del Nottingham Forest</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 18:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non esiste una società che abbia vissuto i vertiginosi alti e bassi del Nottingham Forest. Uno dei club professionistici più antichi del mondo, le cui [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Non esiste una società che abbia vissuto i vertiginosi alti e bassi del <strong>Nottingham Forest</strong>. Uno dei club professionistici più antichi del mondo, le cui origini si perdono nelle nebbie dell&#8217;Epoca Vittoriana, per decenni ha attraversato la storia del football d&#8217;Oltremanica in posizione defilata, senza grandissimi acuti, con la leggenda di Robin Hood e le vestigia delle imprese garibaldine a nobilitare una storia tutto sommato &#8220;povera&#8221;. </p>



<p>A metà anni &#8217;70, dopo quasi un secolo di esistenza, gli Arcieri delle Midlands, noti anche come i Garibaldini, erano infatti i figli di un dio minore, una delle tante società inglesi senza infamia e senza lode, il simbolo della radicata cultura operaia della loro terra, lontana però anni luce dai fasti di Manchester e Liverpool o dal cosmopolitismo della <em>Swinging London</em>. </p>



<p>Come sappiamo tutti, l&#8217;approdo di un <strong>Brian Clough</strong> ferito dai 44 giorni di Leeds ha riscritto la storia del club delle Midlands, e l&#8217;unico paragone vagamente sostenibile è forse quello con il <strong>Parma</strong>, che diventa una potenza mondiale a inizio anni &#8217;90 e che pochi anni prima arrancava nella serie cadetta. Dal 1977 al 1980 il <strong>Nottingham</strong> si iscrive nella cerchia delle grandissime del calcio mondiale, e si conferma poi una formazione di fascia medio-alta per almeno un decennio. Chi scrive resta sempre sconcertato dall&#8217;idea che, in due stagioni e con un solo titolo nazionale all&#8217;attivo, i Rossi di Nottingham abbiano incamerato lo stesso numero di Coppe dei Campioni della Juventus, e che abbiano un curriculum di gran lunga superiore a quello delle due romane e di squadre come la Fiorentina o la Sampdoria.</p>



<p>I trionfi impossibili di fine anni &#8217;70 e inizio anni &#8217;80 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2018/06/01/1979-finale-nottingham-forest-malmoe-1-0.html">qui</a> e <a href="https://gameofgoals.it/2018/07/17/1980-finale-nottingham-forest-amburgo-1-0.html">qui</a> per le due finali di Coppa Campioni vinte) mi costringono naturalmente a regalare spesso il proscenio ai giocatori che vinsero tutto in maglia rossa, ma non mancano nelle decadi antecedenti e successive giocatori di grande valore che mi sono premurato di inserire, laddove possibile; il <strong>Nottingham</strong>, come e più di altre formazioni inglesi, mostra una chiara vocazione panbritannica, in quanto annovera nelle file dei suoi grandi numerosi giocatori irlandesi, nordirlandesi e soprattutto scozzesi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Peter Shilton</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Peter Shilton, Shilts [Best Saves]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/4cxE8buhs90?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Nome scontato come pochi altri, nel novero delle nostre varie top 11:<strong> Peter Shilton</strong>, soprannominato l&#8217;Eterno per via di una carriera che inizia nel 1966 e chiude all&#8217;alba di Euro 1996, è uno dei massimi fuoriclasse di sempre nel ruolo di portiere e forse il vero uomo franchigia del grande Nottingham. La sua prestazione contro l&#8217;Amburgo, nel 1980, a mio parere è stata superata solo da quella di Courtois contro il Liverpool nel 2022. Il truce <strong>Steve Sutton</strong> è stato un ottimo portiere &#8220;di categoria&#8221;, se paragonato al suo predecessore <strong>Shilton</strong>, ma ha vestito la maglia dei Rossi per oltre una decade e si è dimostrato un ottimo giocatore.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Terzino destro: Viv Anderson</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="VIV ANDERSON, O 1º NEGRO DA SELEÇÃO INGLESA" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/83WkE-mOu30?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Anche qui, vietato fiatare: l&#8217;elettrico <strong>Viv</strong>, eccellente fonte di gioco e abile marcatore, è stato il primo giocatore di colore a essere convocato in nazionale e ha vissuto a Nottingham le stagioni più belle della sua carriera, sei anni di trionfi nazionali e internazionali cui ha fornito un contributo significativo. L&#8217;alternativa a Viv è il suo predecessore<strong> Frank Clark,</strong> bandiera del Newcastle che si trasferisce a Nottingham nel 1975 ed è uno dei pilastri difensivi del Risorgimento guidato da Brian Clough, tanto da giocare da titolare la finale di Coppa dei Campioni del 1979 e da essere riconsciuto come uno dei primi tre laterali difensivi del suo paese, per un paio di stagioni.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Des Walker</h3>



<p></p>



<p>La colonna del secondo grande Nottingham degli anni &#8217;80, quello che vince quattro coppe nazionali e sfiora il colpaccio anche in Europa, è <strong>Des Walker</strong>, che abbiamo conosciuto anche in Italia, perché ha giocato per una stagione con la Sampdoria, pur senza brillare troppo. Tra i migliori centrali inglesi della sua epoca, Des è stato incoronato in tre occasioni giocatore dell&#8217;anno del <strong>Nottingham</strong> e in ben quattro occasioni ha fatto parte della squadra dell&#8217;anno della First Division, da titolare. Il nome cui ho pensato per il posto in panchina è quello di <strong>Colin Cooper</strong>, veterano del calcio britannico, un giramondo che sulle sponde del Trent ha giocato il calcio migliore della sua carriera, adattandosi anche al ruolo di terzino destro, e si è guadagnato la convocazione in nazionale.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Kenny Burns</h3>



<p></p>



<p>Nativo di Glasgow, il centrale scozzese è stato il segreto del reparto difensivo di<strong> Brian Clough</strong> a fine anni &#8217;70: concentratissimo, veloce, fortissimo nel gioco aereo, <strong>Burns</strong> ha ricevuto il riconoscimento di giocatore numero uno del campionato inglese dopo la trionfale cavalcata del 1978 e per quattro anni si è confermato un campione, anche nei grandi tornei internazionali che ha vinto da protagonista. Si può vederlo pochissimo perché si è ritirato nel 1969, ma merita una menzione d&#8217;onore <strong>Bob McKinlay</strong>, altro giocatore scozzese che ha vestito la maglia rossa per ben 614 volte, facendo la spola tra prima e seconda divisione e diventando una bandiera del club.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Terzino sinistro: Stuart Pearce</h3>



<p></p>



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<p></p>



<p>Noto come <em>Psycho</em> perché in campo non era esattamente il giocatore più pulito né diplomatico, <strong>Pearce</strong> è senza ombra di dubbio il terzino sinistro simbolo della storia del Forest, un giocatore di spessore internazionale, titolare inamovibile dell&#8217;Inghilterra per molti anni. La sua unica riserva, premesso che Clark ha spesso giocato anche da laterale sinistro, è il veterano scozzese del Leeds <strong>Eddie Gray</strong>, che ha giocato per alcune stagioni anche a Nottigham, vincendo da titolare la Coppa dei Campioni del 1980.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Esterno destro: Martin O&#8217;Neill</h3>



<p></p>



<p>Bandiera del Forest per una decade, la più gloriosa della storia del club, il centrocampista nordilandese<strong> Martin O&#8217;Neill</strong> era un tuttofare dotato di tre polmoni e di uno spiccato senso del gol, uno dei tasselli chiave della squadra leggendaria di Clough. Martin fu anche titolare della sua nazionale per molti anni e partecipò ai mondiali di Spagna. &#8220;<em>Non mi sentivo così da quando Archie Gemmill segnò all&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazionale_di_calcio_dell%27Olanda">Olanda</a>&nbsp;nel&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1978">’78</a></em>&#8220;, dice Mark Renton in Trainspotting, e l&#8217;<strong>Archie Gemmill</strong> cui si riferisce è un fedelissimo di Clough sin dai tempi del Derby County, un piccolo e talentuoso centrocampista/ala scozzese che per due anni fa le fortune del Forest, mettendo a segno assist e giocate determinanti per il titolo del 1978 e giocando poi da titolare la Coppa del 1979. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Roy Keane</h3>



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<p>Tre stagioni, un pugno da Brian Clough, 33 reti in 154 presenze: questo recita il curriculum del giovanissimo <strong>Keane</strong> che milita nel Nottingham e che viene ritenuto, pur non appartenendo all&#8217;epoca d&#8217;oro del club, il miglior centrocampista della sua storia. Un altro giocatore scozzese,<strong> John McGovern</strong>, è stato un fedelissimo di Brian Clough, che l&#8217;ha voluto sia al Derby che al Nottingham, e ha vissuto sul Trent i momenti migliori della carriera: poco mobile e aggressivo, era un regista ordinato e intelligente, capace di eccellere nella lettura della partita, e il suo ingresso in pianta stabile tra i titolari fu uno dei segreti del ciclo di fine anni &#8217;70.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Ian Bowyer</h3>



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<p>Classica mezzala britannica tutta corsa, tackle e discrete doti tecniche, <strong>Ian Bowyer</strong> era uno dei giocatori più amati da Clough e nel corso delle otto stagioni vissute nelle Midlands ha collezionato presenze, un nugolo di reti degno di un attaccante e tutti i trofei che poteva vincere. Il posto da titolare gli spetta di diritto, davanti a <strong>John Metgod</strong>, giramondo (giocherà anche nel Real Madrid e nel Feyenoord) che nel <strong>Forest</strong> degli anni &#8217;80 rappresenta il giocatore di fosforo e un abile tiratore di punizioni; mi preme ricordare anche lo sfortunato <strong>Neil Webb</strong>, centrocampista goleador e uno degli uomini di maggior talento dell&#8217;ultimo grande Nottingham ammirato nella seconda metà degli anni &#8217;80.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Esterno sinistro: John Robertson</h3>



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</div></figure>



<p></p>



<p>Altro giocatore scozzese, <strong>Robertson</strong> era probabilmente il talento più cristallino del <strong>Nottingham </strong>di<strong> Clough</strong> ed è il giocatore importante della storia del club, un estroso (per <strong>Clough</strong>, <em>&#8220;Il Picasso del calcio</em>&#8220;) sempre un po&#8217; in leggero sovrappeso che nel 1977 sembra uno dei tanti talenti parzialmente sprecati della storia, e che invece, dopo la cura di Brian, risorge, diventa il giocatore capace di regalare imprevedibilità alla manovra e decide due Coppe dei Campioni, la prima (dopo aver disseminato assist per tutta la manifestazione) con un assist pennellato sulla testa di <strong>Trevor Francis</strong> e la seconda in prima persona, davanti a un avversario durissimo come l&#8217;Amburgo degli anni &#8217;80. Vincitore di prestigiosi e numerosi trofei nazionali negli anni &#8217;80, <strong>Steve Hodge</strong> è stato un centrocampista duttile, in grado di giocare in ogni posizione e di guadagnarsi la maglia della nazionale ai mondiali del 1986 (dove confeziona due assist e si guadagna il posto da titolare) e del 1990 (dove è una riserva di lusso).</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Trevor Francis</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/Nottingham.webp" alt="" class="wp-image-15294" width="744" height="446" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/Nottingham.webp 500w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/Nottingham-300x180.webp 300w" sizes="(max-width: 744px) 100vw, 744px" /><figcaption class="wp-element-caption">Trevor Francis</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Le sue stagioni sul Trent sono solo due e mezzo, di fatto, ma la qualità superiore e le giocate pesanti confezionate in maglia rossa mi suggeriscono di schierare titolare <strong>Trevor Francis</strong>, campione ammirato anche a Genova e a Bergamo, da poco scomparso, il primo acquisto davvero costoso dell&#8217;era <strong>Clough</strong> e l&#8217;uomo che ha deciso, schierato da ala destra, la finale di Coppa dei Campioni del 1979, fornendo un contributo ancora più determinante l&#8217;anno successivo e chiudendo in bellezza nel 1981. Dietro Trevor, scalpita l&#8217;ottimo <strong>Nigel Clough</strong>, figlio del tecnico e attaccante simbolo della squadra per dodici lunghi anni, tra &#8217;80 e &#8217;90, convocato più volte anche in nazionale e autore di oltre cento reti in maglia rossa.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Tony Woodcock</h3>



<p></p>



<p>Attaccante mobile e fisicamente molto forte, <strong>Woodcock</strong> ha vestito per diverse stagioni la maglia dei Garibaldini e ha vinto tutto da protagonista, disimpegnandosi spesso come uomo ovunque al servizio per la squadra più che come uomo gol vero e proprio. Sul piano strettamente tecnico, gli è stato probabilmente superiore <strong>Stan Collymore</strong>, classico attaccante inglese degli anni &#8217;90 che segna con il pallottoliere e che però veste la maglia degli Arcieri solo per due stagioni.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/09/17/weve-got-the-whole-world-in-our-hands-la-top-11-all-time-del-nottingham-forest.html">We&#8217;ve got the whole world in our hands &#8211; la top 11 all time del Nottingham Forest</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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