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	<title>jannik sinner Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>jannik sinner Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Alcaraz-Sinner, la grande rivalità del tennis in due libri di Riccardo Crivelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sartore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 20:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine di sport]]></category>
		<category><![CDATA[carlos alcaraz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono i due fuoriclasse più affascinanti e influenti del tennis contemporaneo, la loro rivalità ha conquistato appassionati e non di tutto il mondo, e reso [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Sono i due fuoriclasse più affascinanti e influenti del tennis contemporaneo, la loro rivalità ha conquistato appassionati e non di tutto il mondo, e reso meno amara la fine dell’era dei “Big Three” <strong>Djokovic</strong>&#8211;<strong>Federer</strong>&#8211;<strong>Nadal</strong>. Stiamo parlando di <strong>Carlos Alcaraz</strong> e <strong>Jannik Sinner</strong>, raccontati, in due libri dedicati, con ricchezza informativa, stile fluido e umanità da Riccardo Crivelli, responsabile della rubrica Tennis per la Gazzetta dello Sport.</p>



<p>I nuovi fenomeni del tennis mondiale sono, al momento, numero 1 e numero 2 della classifica del ranking Atp. <strong>Alcaraz</strong>, con il suo stile esplosivo e creativo, e <strong>Sinner</strong>, con la sua potenza da fondo campo e la feroce solidità mentale, incarnano due modi diversi ma ugualmente efficaci di interpretare il tennis moderno.</p>



<p>Crivelli in <strong><em>“Carlos Alcaraz. Il volto nuovo del tennis mondiale”</em></strong>, Diarkos editore, offre un profilo avvincente e appassionato di quello che molti considerano l’erede di <strong>Nadal</strong>, anche se il murciano si rivede maggiormente in <strong>Federer</strong>. L’autore non si limita a ripercorrere i risultati sul campo, ma racconta le origini e l’evoluzione umana e sportiva di un talento che ha già segnato una nuova era del tennis mondiale. Crivelli ci porta nei pomeriggi assolati di El Palmar, tra sogni infantili e il desiderio di emulare i grandi, per poi mostrarci un giovane che unisce istinto e creatività in un gioco immediatamente riconoscibile. L’opera di Crivelli valorizza tanto le imprese quanto le fragilità del campione spagnolo, facendo emergere come sia la capacità di affrontare paure e dubbi a definire la grandezza di un atleta oltre i numeri dei trofei vinti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26096" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18-683x1024.jpg 683w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18-200x300.jpg 200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18-768x1152.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18-1024x1536.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/08df3566-ae9a-49e5-b636-1f68265d7f18.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p></p>



<p>Allo stesso modo in <strong><em>“Jannik Sinner. Il talento che sta cambiando la storia del tennis”</em></strong>, Diarkos editore, sempre Riccardo Crivelli<strong> </strong>presenta <strong>Sinner </strong>non solo come atleta di successo, ma come figura di riferimento per le nuove generazioni. Attraverso vicende personali, scelte difficili e l’influenza di allenatori e famiglia, emerge un ritratto mai banale di un campione che incarna umiltà, concentrazione e determinazione veramente dolomitica. La narrazione di Crivelli è efficace nel trasmettere non solo le imprese sportive ma soprattutto l’essenza del carattere del protagonista: un ragazzo che cerca costantemente di migliorarsi senza mai perdere equilibrio e naturalezza. Il libro segue il percorso di crescita di <strong>Sinner </strong>fino ai trionfi agli US Open e agli Australian Open 2024–2025, che lo hanno consacrato tra i grandi del tennis mondiale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26097" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4-683x1024.jpg 683w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4-200x300.jpg 200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4-768x1152.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4-1024x1536.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/ecda1a7b-107b-41c2-8ed6-e8dbda3d3fd4.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p></p>



<p>L’approccio non didascalico rende questi titoli adatti sia agli appassionati di tennis sia a chi cerca biografie avvincenti di personaggi contemporanei. Due storie di sport che parlano anche di valori universali come: dedizione, sacrificio e crescita personale.</p>
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		<title>Dal Bologna 1964 al caso Sinner: tra sospetti di doping e cultura sportiva in Italia</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/10/29/dal-bologna-1964-al-caso-sinner-tra-sospetti-di-doping-e-cultura-sportiva-in-italia.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[bologna 1964]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[jannik sinner]]></category>
		<category><![CDATA[vujadin boskov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il Bologna 1964 Prendiamo le mosse dallo spinoso e nebuloso &#8220;caso Sinner&#8220;, che da qualche tempo riempie le colonne dei rotocalchi sportivi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/29/dal-bologna-1964-al-caso-sinner-tra-sospetti-di-doping-e-cultura-sportiva-in-italia.html">Dal Bologna 1964 al caso Sinner: tra sospetti di doping e cultura sportiva in Italia</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il Bologna 1964</em></p>



<p class="has-drop-cap">Prendiamo le mosse dallo spinoso e nebuloso &#8220;caso <strong>Sinner</strong>&#8220;, che da qualche tempo riempie le colonne dei rotocalchi sportivi e non, per affrontare un paio di questioni delicate e spesso intrecciate tra di loro: la cultura appunto sportiva e il nazionalismo italico che ne permea spesso le note.</p>



<p>Senza voler entrare nella insanabile diatriba tra colpevolisti e innocentisti per la buccia di banana su cui pare sia scivolato anche il tennista altoatesino, mi sembra doveroso sottolineare che, ogni qual volta uno sportivo azzurro viene pizzicato in fallo in qualche controllo, la stampa di settore e quindi buona parte dell’opinione pubblica tendono a sposare l’idea dell’errore o, addirittura, a gridare al complotto e alla malafede dei verificatori. È sempre successo così, specialmente se il soggetto accusato è un campione e se ha, come nel caso di <strong>Sinner</strong>, una &#8220;faccia pulita&#8221;.</p>



<p>Detto che invece non si usa la stessa prudenza e le medesime argomentazioni assolutorie quando si tratta di sospetti su atleti stranieri (che siano poi condannati o meno), come <strong>Ben Johnson</strong>, <strong>Lance Armstong</strong>, <strong>Stephen Roche</strong> e il tennista australiano <strong>Nick Kyrgios</strong>, è sufficiente ricordare i casi più clamorosi, tutti ampiamente dibattuti e forieri di ulteriori discussioni, come quelli di <strong>Bugno</strong>, di <strong>Pantani</strong>, della<strong> Di Centa</strong>, giunta addirittura alle soglie di un Ministero, e ancora di <strong>Alex Schwazer</strong> e di altri. Tutti innocenti e tutte vittime di persecutori invidiosi e malvagi, secondo le più autorevoli fonti giornalistiche, italiane ovviamente. E perfino spesso anche secondo esponenti federali e del massimo organismo sportivo nazionale, il Coni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/1893288-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-21927" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/1893288-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/1893288-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/1893288-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/1893288.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il velocista canadese Ben Johnson, uno dei casi più noti di doping nel mondo sportivo</figcaption></figure>



<p></p>



<p>È proprio l’esposizione in tal senso di questi alti dirigenti a gettare una luce obliqua e non bella sulle vicende di doping in Italia e sullo stesso concetto di &#8220;cultura sportiva&#8221; che gli organi federali dovrebbero promuovere o, almeno, tutelare. </p>



<p>Prima, voglio sottolineare con più forza come il vittimismo italiano verso arbitri, giudici e organismi di controllo a livello internazionale sia un malcostume di sottocultura sportiva che non trova epigoni negli altri Paesi e che rende certe scene che vediamo puntualmente a ogni Olimpiade o torneo ufficiale di alto livello perfino lesive del nostro prestigio e della nostra credibilità.</p>



<p>Sembra che tutti a livello internazionale ce l’abbiano con noi: gli arbitri di calcio, di pugilato, di pallanuoto, di scherma o di lotta greco romana, i giudici di ginnastica, di tuffi o di nuoto sincronizzato e, ultimi ma non meno dannosi, prevenuti e imbroglioni, i medici del servizio antidoping. E il messaggio, chiaro e forte, che scaturisce da questo comportamento, a nostro avviso inaccettabile, è che il giudice sportivo sovranazionale, lungi da essere terzo, non è mai affidabile, a differenza &#8211; ecco la contraddizione stridente e puerile &#8211; di quello nostrano che è infallibile, inattaccabile e al di sopra di ogni sospetto. </p>



<p>Finché non ci si libera, a tutti i livelli, dell’assunto per il quale il rigore che ci hanno concesso è sacrosanto, mentre quello che ci fischiano contro è perlomeno dubbio se non proprio inventato, non ci si dovrebbe scagliare contro nessuna tifoseria nostrana inferocita. </p>



<p>E pensare che un grande allenatore saggio e intelligente, <strong>Vujadin Boskov</strong>, slavo italianizzato nel calcio ma non nei difetti, aveva coniato una frase breve e geniale per insegnare un giusto atteggiamento verso le decisioni dei Direttori di Gara: «Rigore c’è quando arbitro dà». Purtroppo la grandiosità semplice di questo mazzetto di parole non solo non è stata colta, ma è stata addirittura svilita e dileggiata, proprio come il suo autore. Eppure, racchiuso lì c’è l’atteggiamento corretto che bisognerebbe avere verso gli arbitri, i giudici e perfino la VAR. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="678" height="452" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/images-4.jpg" alt="" class="wp-image-21923" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/images-4.jpg 678w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/images-4-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vujadin Boskov</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Essi sono una variabile del gioco, difettose come tutte le variabili di tutti i giochi e imprevedibili come tutte le componenti di ogni attività agonistica. Un vecchio conterraneo di <strong>Boskov</strong>, il grande allenatore di basket <strong>Aza Nikolic</strong>, soleva ripetere un lungo concetto che provo a riassumere così: «In tanti anni, non sono mai riuscito a capire quando e perché il ferro del canestro te la sputi fuori e quando te la accompagni dentro la retina. Sta di fatto che io ho sempre detto ai miei lunghi di essere pronti al rimbalzo. Così è per il fischio degli arbitri, devi accettarlo come un tiro sbagliato ed essere preparato a un fallo contro. L’arbitro è un ferro del canestro». A parte quest’ultima parte un tantino lesiva, il resto del discorso non fa una grinza e forse è proprio la fonte ispiratrice della famosa frase del nostro Vujadin.</p>



<p>Ritornando al mondo di <strong>Boskov </strong>e andando a pescare nelle increspate e fosche acque della memoria, anche nel calcio italiano ci fu un caso, allora controverso e mai del tutto chiarito dopo, di doping e antidoping molto scabroso e che ha inciso profondamente nella storia dei nostri campionati. Esattamente sessanta anni fa, nel marzo del 1964, cinque giocatori del Bologna, un grande Bologna che &#8220;tremare il mondo aveva ripreso a fare&#8221;, vengono trovati positivi all’anfetamina a un controllo antidoping al termine di una partita di Campionato, vinta 4-1 contro il Torino.</p>



<p>Il clamore è enorme, sia per il nome dei giocatori ‘pizzicati’, <strong>Fogli</strong>, <strong>Tumburus</strong>, <strong>Perani</strong>, <strong>Pascutti </strong>e il capitano <strong>Pavinato</strong>, sia perché quella vicenda sta così per risolvere a tavolino la lotta per lo scudetto che, la domenica del fattaccio, coinvolge le milanesi e lo stesso Bologna. E la sentenza della Disciplinare è infatti inflessibile, penalizzando i felsinei di tre punti, compreso lo 0-2 per i granata, e squalificando l’allenatore rossoblu, il mitico <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/28/fulvio-bernardini-e-lanno-zero-del-calcio-italiano.html"><strong>Fulvio </strong><em>Fuffo</em> <strong>Bernardini</strong></a>.</p>



<p>I giocatori, dichiaratisi ovviamente innocenti, sono invece creduti e assolti per aver assunto l’anfetamina evidentemente a loro insaputa. Fino a qui siamo perfettamente nel solco della normalità e anche le successive manifestazioni di protesta dell’intera città delle Due Torri che grida al complotto ordito delle &#8220;solite&#8221; milanesi rientra nell’alveo della consuetudine più scontata.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="759" height="1024" data-id="21917" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5018-759x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21917" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5018-759x1024.jpg 759w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5018-222x300.jpg 222w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5018-768x1037.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5018.jpg 889w" sizes="(max-width: 759px) 100vw, 759px" /><figcaption class="wp-element-caption">La notizia riporta su alcuni giornali dell&#8217;epoca [http://badigit.comune.bologna.it]</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="807" height="1024" data-id="21918" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-807x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21918" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-807x1024.jpg 807w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-236x300.jpg 236w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-768x975.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017.jpg 939w" sizes="(max-width: 807px) 100vw, 807px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un altro giornale del tempo [http://badigit.comune.bologna.it]</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p>Da qui, però, la storia si ingarbuglia fino a diventare un pasticcio irrisolvibile e tuttora incomprensibile per molti aspetti. Il presidente del Bologna, quel <strong>Renato Dall’Ara</strong> cui è stato poi intitolato lo stadio cittadino, invece di ricorrere contro il verdetto in sede sportiva, si rivolge alla Magistratura ordinaria contravvenendo in modo palese alla convenzione regina del Diritto Sportivo. Questo è un punto ancora controverso ed è quasi un garbuglio nel garbuglio, dal momento che i tre avvocati bolognesi che firmano l’esposto, <strong>Cagli</strong>, <strong>Gabellini </strong>e <strong>Magri </strong>non si capisce bene per conto di chi lo presentino.</p>



<p>Ufficialmente il Bologna si defila, ma ipotizzare un’iniziativa a titolo personale dei tre legali è arduo. Il presidente è angosciato, tanto che molti temono per il suo cuore malandato, e ciò lo induce probabilmente in un errore che sarebbe esiziale ma che il Giudice Sportivo gli perdona forse proprio per le sue condizioni critiche, dimenticando per giunta di applicare una responsabilità oggettiva più che palese. Forse inconsapevolmente questa mossa intempestiva, e comunque perdonata, è però quella che porta in modo rocambolesco al clamoroso ribaltamento della situazione. </p>



<p>Le forze dell’ordine infatti, su ordine della magistratura che, com’è noto, una volta chiamata in causa procede senza guardare in faccia nessuno, si mettono subito all’opera per sequestrare le provette incriminate e per eseguire le controanalisi chieste da quei legali che operano stranamente senza mandato. Nel frattempo, la società rossoblu decide ufficialmente di fare regolare ricorso al Giudice Sportivo, come impone la clausola vincolante e da qui nasce un ulteriore pasticcio che riguarda due serie distinte di flaconi, una che li presenta sigillati e l’altra no, una consegnata ai carabinieri e l’altra no, una tenuta immobile e al buio come da prescrizione e l’altra indebitamente trasportata. </p>



<p>Sta di fatto che gli analisti federali non possono effettuare correttamente le controanalisi mentre quelli nominati dal Giudici emettono un responso di &#8220;totale assenza di tracce di anfetamina&#8221;. Ecco quindi che il mancato rispetto della già citata clausola compromissoria produce i suoi effetti nefasti. Il Giudice Sportivo e quello Ordinario emettono infatti due sentenze opposte e pretendono entrambi che vengono rispettate creando un problema molto serio di difficilissima soluzione. </p>



<p>Del resto, permettetemi questa digressione, non ci fosse questa famosa clausola ancora adesso, ogni atleta di sport di squadra che subisse un fallo volontariamente pesante e denunciasse per questo l’avversario all’autorità ordinaria, innescherebbe una serie di conseguenze, obbligatorie come abbiamo visto, capaci di portare la questione scatenante molto in là nel tempo e in terreni molto accidentati sul piano sociale. Diverso è ovviamente il caso che riguardi l’intervento autonomo della magistratura civile, non chiamata in causa da nessuno e quindi agente d’ufficio, se intravede l’ipotesi di un reato grave, come quando presume un illecito amministrativo o una frode verso avversari o sportivi terzi.</p>



<p>Tornando al caso del doping bolognese di 60 anni fa, la sentenza assolutoria del Giudice ordinario, non avendo alcuna influenza in territorio strettamente sportivo, alimenta comunque il clima di presunta persecuzione dell’ambiente felsineo e mette in serio imbarazzo i colleghi federali. Siamo nel frattempo, tra ricorsi, sequestri mancati e quelli riusciti, sentenze divergenti e perfino accuse di manipolazioni intercorse, già a metà maggio. </p>



<p>Il torneo è proseguito, con il Milan che si è perso, mentre il Bologna insegue l’Inter capolista con tre punti di svantaggio, esattamente quelli tolti dalla sentenza e ormai mancano pochissime giornate alla fine del campionato. Il 16 di quel mese, la CAF, una sorta di Corte d’Appello quindi definitiva del mondo calcistico, emette un verdetto che definire pilatesco è riduttivo. In pratica, si afferma che ormai non è più possibile accertare senza un plausibile dubbio la positività dei cinque giocatori e vengono quindi restituiti i tre punti al Bologna che si ritrova ora appaiato ai nerazzurri milanesi in testa alla classifica. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="840" height="620" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/DallAra-Renato.jpg" alt="" class="wp-image-21921" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/DallAra-Renato.jpg 840w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/DallAra-Renato-300x221.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/DallAra-Renato-768x567.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Renato Dall&#8217;Ara</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il clima teso e drammatico sembra attenuarsi per un attimo, ma è solo un attimo, appunto. Più che la reazione dell’Inter, che anzi rinuncia al possibile controricorso, è la salute di <strong>Dall’Ara </strong>a preoccupare e il destino vuole che il suo cuore si fermi definitivamente durante un incontro privato con <strong>Angelo Moratti</strong>, presidente nerazzurro, alla vigilia dello spareggio per assegnare il titolo tra gli emiliani e i lombardi. Primo e tuttora unico spareggio nella storia del calcio italiano, è quello che arride al Bologna al termine di una gara a senso unico e praticamente giocata in memoria di <strong>Renato</strong> <strong>Dall’Ara</strong>.</p>



<p>Questa vicenda, come ho già accennato, non ha provocato, se non solo inizialmente, chissà quali sommosse o ribellioni e tantomeno quelle discussioni mediatiche che avrebbero provocato da lì a un decennio e che provocherebbero oggi. Il dubbio e le recriminazioni hanno lasciato posto a una robusta dose di buonsenso rispettoso e un po’ fatalista che gli odierni commentatori e addetti ai lavori a vario titolo ridurrebbero a carta straccia. Oggi prevale sempre il retro pensiero e la cultura del sospetto, specialmente se si tratta di difendere l’onorabilità del connazionale famoso e soprattutto vincente. </p>



<p>Infatti, al giorno d’oggi, si può quindi sostenere che questa sorta di nazionalismo etico presenta sempre i nostri atleti come i più bravi, i nostri campioni come lindi e puliti e addirittura un modello per i giovani, mentre chi li accusa di imbrogliare o perfino di doparsi lo fa solo perché roso dall’invidia o da un insopprimibile odio verso l’Italia. La cosa assume colori paradossali, però se si pensa che tale attacco sistematico ad arbitri e giudici rei di aver sanzionato uno dei nostri, diventa pratica esecrabile nelle competizioni agonistiche interne. </p>



<p>E ciò non in nome dei nobilissimi concetti espressi da <strong>Nikolic </strong>o da <strong>Boskov</strong>, ma solo perché è proibito discutere le decisioni dell’arbitro, una figura che in Italia può sbagliare, senza poterglielo comunque dire, mentre all’estero, quando ci sono di mezzo gli azzurri, non lo può e non lo deve mai fare. E se proprio lo fa, è per malafede.</p>



<p>È interessante confrontare in questo senso le telecronache della TV di Stato di una gara nazionale con una di livello internazionale. In quest’ultima è come se il telecronista potesse sfogare le proprie libere espressioni di rimostranza verso i giudici o i direttori di gara, quelle espressioni ingoiate o camuffate o sotterrate da perifrasi imbarazzanti per salvare la reputazione di questi nella partite nostrane. Per salvare loro e il proprio posto di lavoro.</p>



<p>Certo, la questione del doping e dei controlli per scovare chi ne fa uso per migliorare le proprie prestazioni e alterare così, falsandoli, i risultati è faccenda molto complessa e dai mille risvolti. La vecchia storia di &#8220;guardie e ladri&#8221;, di chi scappa e chi rincorre si applica alla perfezione anche qui e come il progresso informatico aiuta sia i produttori di virus sia chi cerca di neutralizzarli, anche nello sport il progresso farmaceutico è a fianco, in una competizione senza fine, sia di chi imbroglia sia di chi vuole scovare i truffatori. Questa lotta ha, tra l’altro, mille ulteriori varianti e complicazioni dal momento che esistono sostanze lecite che, se assunte, camuffano quelle proibite e che quindi, una volta che le agenzie antidoping scoprono questi effetti, diventano a loro volta proibite, e così via.</p>



<p>Tornando al caso di <strong>Jannik Sinner</strong>, il talento tennistico nazionale, simbolo della grandezza del Paese, della sua pulizia, della sua operosità, soprattutto commerciale, e perciò modello per l’italica gioventù ansiosa di cimentarsi in un lungo linea di volée di rovescio e vincente, ci sono diversi aspetti che portano a far traballare le tesi assolutorie. Un viso così serio e pulito, un modo di fare così asciutto, teutonico anche nella cadenza, una maturità espressa anche nella padronanza delle lingue e così insolita in un giovanissimo mal si accostano al doping e perciò alla patente di dopato. Al di là, però, della sollevazione quasi unanime di scudi a sua difesa, qualcuno dovrà spiegare prima o poi alcune circostanze che proprio non tornano. </p>



<p>Una precisazione doverosa prima di continuare. Io non sono colpevolista verso <strong>Sinner</strong>, semplicemente non mi schiero con gli &#8220;assolutisti a prescindere&#8221; prima che sia fatta piena luce sugli aspetti di cui mi appresto a scrivere. Il primo riguarda il fatto, assai singolare, che tutti noi siamo venuti a conoscenza della questione solo dopo l’assoluzione del ragazzo dopo ben due gradi di giudizio (<strong>Sinner</strong>, in una recente dichiarazione, parla addirittura di tre assoluzioni). </p>



<p>Mi chiedo come sia stato possibile tenere nascosto un fatto così eclatante che riguardi un personaggio così noto. Non solo, sarebbe interessante sapere chi ha disposto questa segretezza e per quale motivo. A chi potrebbe obiettare che questa strana circostanza non depone né pro né contro <strong>Sinner</strong>, rispondo che è molto strano invece il fatto che il tennista, che si è difeso, come poi vedremo, accusando parte del suo staff, in tutto il tempo trascorso tra l’avviso di positività ricevuto, ad aprile, e la divulgazione pubblica dell’accaduto, il 20 agosto, non abbia preso nessun provvedimento nei confronti di fisioterapista e preparatore atletico.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="La parole di Jannik Sinner in conferenza stampa sul caso doping" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/mL8MtYQxa8k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>È utile anche precisare che Jannik era risultato positivo alla stessa sostanza in due occasioni, a febbraio e a marzo e che ad aprile ha ricevuto le conseguenti squalifiche verso le quali ha chiesto e ottenuto la sospensiva. È quindi ipotizzabile, ma non certo, che l’altoatesino fosse già a conoscenza di qualche suo problema anche prima di ricevere i provvedimenti. In ogni caso, <strong>Sinner</strong>, evidentemente già convocato due volte, se non tre, dal giudice, invece di tutelarsi subito da persone inette o inaffidabili che lui stesso ha accusato, ha deliberatamente atteso che la faccenda fosse di dominio pubblico per cambiare quella parte del suo staff. Anche in questo caso, mi chiedo il perché di questo atteggiamento francamente incomprensibile e perfino autolesionista, almeno in apparenza.</p>



<p>Venendo invece all’oggetto di accusa e difesa, qui si entra nella consuetudine più ovvia, perfino oramai scontata, almeno per quello che riguarda la strategia difensiva. Ricapitolando: a <strong>Sinner </strong>viene contestato il fatto di aver fatto uso di uno steroide anabolizzante chiamato clostebol. Da un prelievo di urine a sorpresa ne viene rintracciata una quantità ridottissima, un miliardesimo di grammo, ma conviene precisare due cose: la prima è che la quantità trovata può dipendere dal tempo intercorso dall’assunzione e l’altra è che, proprio per questo, l’agenzia antidoping ragiona solo sulla dicotomia sì/no. Se c’è ti sei dopato, se non ti sei dopato non c’è, punto. </p>



<p><strong>Sinner </strong>si difende dicendo e riportando una circostanza purtroppo molto ben nota e riportata da tanti atleti italiani incappati negli stessi controlli, una storiella ripetuta tante volte, sempre la stessa, davanti ai giudici, che la conoscono oramai a memoria, tanto da aver perso ogni credibilità. Tranne che per <strong>Sinner</strong>. L’ultimo ad averla raccontata in tribunale era stato il cestista <strong>Riccardo Moraschini </strong>dell’Armani Jeans, positivo al clostebol. Si è beccato una squalifica di due anni. </p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/Moraschini-1280x640-1-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-21926" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/Moraschini-1280x640-1-1024x512.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/Moraschini-1280x640-1-300x150.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/Moraschini-1280x640-1-768x384.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/Moraschini-1280x640-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Riccardo Moraschini, giocatore di basket, fu trovato positivo al clostebol e squalificato</figcaption></figure>



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<p>Che cos’ha di tanto suadente questa storia? Intanto, raccontiamola. «Mi sono sottoposto a un massaggio defatigante dal mio fisioterapista di fiducia il quale in quella occasione aveva un dito della mano fasciato essendosi ferito poco tempo prima». E allora? Perché la giustificazione difensiva a proposito di clostebol utilizza &#8211; parola più parola meno &#8211; sempre la stessa storia? Perché il clostebol è contenuto in uno spray disinfettante chiamato Trofodermin e qui le cose si ingarbugliano assai, ma si semplificano nello stesso tempo perché, in modo sorprendente, fanno chiudere il cerchio tornando a nazionalismo protettivo e vittimismo federale.</p>



<p>Il Trofodermin compare nell’elenco sempre aggiornato che l’Agenzia Antidoping diffonde ad atleti, società e collaboratori tecnici, medici e fisioterapici a ogni avvio di stagione. Risulta molto strano, quindi, che professionisti che si occupano di un campione come <strong>Sinner </strong>non conoscessero questo prodotto, in realtà arcinoto nel settore, e i pericoli insiti e comunque, appunto, era sufficiente controllare l’elenco. Non averlo fatto, ripeto, sarebbe stata un’ottima ragione per un licenziamento immediato. Perché <strong>Sinner</strong>, ripeto, ha aspettato quattro mesi, se non di più, e l’uscita della notizia per procedere?</p>



<p>In conclusione, mi auguro sinceramente che il numero 1 del mondo del tennis fosse e sia in buona fede e che a tutti i miei dubbi venga opposta una spiegazione convincente, ma la sensazione che ciò che nelle leggi dello sport debba essere rigoroso all’estero quanto perlomeno elastico in Italia rimane forte e inaccettabile. Resta in ogni caso una domanda non semplice ad aleggiare nell&#8217;aria un poco plumbea di vicende come questa: se il protagonista, in tutto e per tutto, di questa storia contorta non fosse <strong>Sinner</strong>, ma il suo rivale <strong>Carlos Alcaraz </strong>o il &#8220;cattivo&#8221; <strong>Rune</strong>, tutto questo atteggiamento assolutorio sarebbe stato il medesimo?</p>



<p>Proviamo, per un attimo, a immaginare lo spagnolo in vetta al ranking davanti al nostro, ma con addosso il fardello di quel sospetto e alle spalle due o tre processi svoltisi in segreto. Ma c&#8217;è però un particolare non sovrapponibile tra questi fatti, uno accaduto e l&#8217;altro fantasticato: in Spagna, il Trefodermin non è facilmente utilizzabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/29/dal-bologna-1964-al-caso-sinner-tra-sospetti-di-doping-e-cultura-sportiva-in-italia.html">Dal Bologna 1964 al caso Sinner: tra sospetti di doping e cultura sportiva in Italia</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Novak Djokovic, Jannik Sinner e gli altri re del tennis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sartore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 06:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine di sport]]></category>
		<category><![CDATA[jannik sinner]]></category>
		<category><![CDATA[libri di sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il club dei numeri 1 del tennis mondiale, il 10 giugno 2024, ha aperto le sue porte al nostro Jannik Sinner. Per la prima volta [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il club dei numeri 1 del tennis mondiale, il 10 giugno 2024, ha aperto le sue porte al nostro <strong>Jannik Sinner</strong>. Per la prima volta nella storia, un italiano è entrato nell’Olimpo dei Re del tennis.</p>



<p>Un circolo esclusivo e ristrettissimo quello dei migliori numeri 1 al mondo che, con l’arrivo di Jannik, conta ora 29 Re.</p>



<p><strong>Matteo Musso</strong>, grande esperto di tennis, già autore di una splendida biografia dedicata alla campionessa di tennis Francesca Schiavone, in <em>ATP Il club dei numeri 1 &#8211; I Re del tennis</em> &#8211; Bradipolibri Editore &#8211; passa in rassegna i 28 numeri 1 del tennis (l’ingresso di Sinner è successivo alla stampa del lavoro di Musso) da quando è stata pubblicata la prima classifica computerizzata il 23 agosto 1973. Il libro propone aneddoti e confessioni, racconta di match e trofei, sogni, vittorie e sconfitte di chi ha trascorso alcune o tante ore in vetta alla classifica mondiale del tennis.</p>



<p>Un libro completissimo ed una vera chicca per amanti ed appassionati del tennis. Ad arricchire la carrellata sui Re, interviste e contributi di grandi tennisti di ieri quali: <strong>Nastase</strong>, <strong>Edberg</strong>, <strong>Ferrero</strong>, <strong>Kuerten</strong>, <strong>Ljubicic</strong>, <strong>Sanchez</strong> e del nostro <strong>Andrea Gaudenzi</strong>, oltre ad addetti ai lavori.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="415" height="560" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/ATP-Il-club-dei-numeri-1_Bradipolibri-Editore.png" alt="" class="wp-image-20568" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/ATP-Il-club-dei-numeri-1_Bradipolibri-Editore.png 415w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/ATP-Il-club-dei-numeri-1_Bradipolibri-Editore-222x300.png 222w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /></figure>



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<p>Non si può però parlare di numeri 1 se non partendo da quello che, a giudizio di molti, e a leggere i tantissimi record inanellati, è considerato il GOAT &nbsp;&#8211; Greatest Of All Time &#8211; della storia del tennis mondiale: <strong>Novak</strong> <strong>Djokovic</strong>.</p>



<p><strong>Riccardo Crivelli</strong>, prestigiosa firma della Gazzetta dello Sport e responsabile della rubrica Tennis, ha dedicato al fenomeno serbo, <em>Novak Djokovic. The Djoker</em> &#8211; Diarkos Editore -. È il ritratto sportivo e umano di un antieroe senza mezze misure che, grazie al suo stile unico e all’inarrivabile strapotere fisico, ha frantumato ogni record scrivendo con le due altre leggende degli ultimi venti anni, <strong>Rafa Nadal</strong> e <strong>Roger Federer</strong>, pagine indelebili dell’epopea del tennis. Crivelli ripercorre la scalata di Novak, dalle bombe di Belgrado al record dei 24 Slam che ne fanno il Re dei numeri 1 nell’Olimpo del tennis mondiale.</p>



<p>Infine, ultimo in ordine di tempo ad accedere al prestigiosissimo club dei numeri 1, il nostro <strong>Jannik Sinner.</strong> Il 2023 si era chiuso con la vittoria della Coppa Davis ed una crescita continua che permetteva già di prevedere successivi positivi sviluppi. La vittoria agli Australian Open, ad inizio 2024, ha certificato la maturazione del giovane talento di San Candido, quindi la definitiva consacrazione con l’arrivo in vetta al ranking Atp.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-20569" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore-683x1024.jpg 683w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore-200x300.jpg 200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore-768x1152.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore-1024x1536.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Novak-Djokovic_-Diarkos-Editore.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



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<p><strong>Enzo Anderloni</strong> in <em>Diventare Sinner</em> &#8211; Giunti Editore &#8211; in collaborazione con <strong>Alessandro Mastroluca</strong> ci accompagna alla scoperta del nostro giovanissimo fuoriclasse dagli anni dell’infanzia, quando Jannik è stato campione italiano di slalom gigante per poi decidere di abbandonare lo sci a favore del tennis, sino alla conquista degli Austalian Open. Il libro esplora non solo i successi di Sinner, ma anche le sfide ed i sacrifici che gli hanno permesso di emergere come uno dei migliori tennisti al mondo.</p>



<p>Completano il libro di Anderloni, i consigli tecnici di <strong>Michelangelo Dell’Edera</strong>, il responsabile dei maestri italiani, per tutti coloro che sognano di diventare come Sinner.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="668" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore-668x1024.jpg" alt="" class="wp-image-20570" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore-668x1024.jpg 668w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore-196x300.jpg 196w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore-768x1177.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore-1002x1536.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Diventare-Sinner_Giunti-Editore.jpg 1253w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></figure>



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<p><strong>Jannik Sinner </strong>è protagonista anche di <em>Sinner Una faccia pulita</em> di <strong>Leonardo Iannacci </strong>&#8211; Minerva Edizioni -. Il libro, che contiene la prestigiosa prefazione di <strong>Claudio Baglioni</strong>, con preziose testimonianze di <strong>Paolo Bertolucci</strong>, <strong>Omar Camporese</strong> e <strong>Paolo Canè</strong>, è il ritratto dell’uomo e del campione e si arricchisce di racconti inediti da parte dello staff e di curiosità che permettono di conoscere anche il lato umano di questo fenomeno che sta conquistando non solo per i risultati sul campo ma per la faccia pulita da bravo ragazzo e portatore di valori profondi che pensavamo perduti. <em>“Spero che la gente non mi veda soltanto attraverso i miei successi sportivi, ma anche per ciò che trasmetto come persona”</em>, firmato <strong>Jannik Sinner</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-20571" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni-683x1024.jpg 683w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni-200x300.jpg 200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni-768x1152.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni-1024x1536.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner-Una-faccia-pulita_Minerva-Edizioni.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/17/novak-djokovic-jannik-sinner-e-gli-altri-re-del-tennis.html">Novak Djokovic, Jannik Sinner e gli altri re del tennis</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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