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	<title>Carrera Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Carrera Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>I figli del vento &#8211; la top 11 all time della storia dell&#8217;Atalanta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 15:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rapporti tra cugini non sono sempre idilliaci, tanto più se i cugini si assomigliano molto nei pregi e nei difetti. Se poi la storia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/10/21/i-figli-del-vento-la-top-11-all-time-della-storia-dellatalanta.html">I figli del vento &#8211; la top 11 all time della storia dell&#8217;Atalanta</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">I rapporti tra cugini non sono sempre idilliaci, tanto più se i cugini si assomigliano molto nei pregi e nei difetti. Se poi la storia ci mette lo zampino, come è accaduto a Brescia e a Bergamo, ecco che nei secoli si cementa una rivalità accesa e sentitissima su entrambe le sponde del fiume Oglio. </p>



<p>La rivalità tra le due capitali lombarde dell&#8217;industria ha vissuto anche momenti ad altissima tensione sul campo &#8211; ad esempio, i derby infuocati dei primi anni 2000 &#8211; ma nel complesso è rimasta più che altro, purtroppo, materia letteraria e da bar sport, e lo dico da bresciano, nel cui cuore sanguina ancora una ferita. Le mie origini non mi consentono infatti di negare l&#8217;evidenza: l&#8217;<strong>Atalanta</strong>, nella storia del calcio italiano, occupa un posto decisamente più significativo di quello del <strong>Brescia</strong> (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2023/03/19/rondinelle-biancoazzurre-la-top-11-all-time-del-brescia.html">qui</a> per la top 11 delle “Rondinelle Biancoazzurre”), e non sono sufficienti i conigli che un codino vicentino estraeva dal cilindro a rovesciare i rapporti di forza tra le due società. </p>



<p>L&#8217;<strong>Atalanta </strong>ha militato nel massimo campionato italiano per 65 stagioni (il Brescia, per inciso, per 23), ha vinto una Coppa Italia, sfiorato una finale di Coppa delle Coppe che sarebbe stata non miracolosa, ma di più (maledetti, o benedetti a seconda della sponda dell&#8217;Oglio dove ci si trova, siano i trucchetti dei difensivisti fiamminghi), si è ripetuta in Europa League e poi, in una sera d&#8217;estate di tre anni fa, nel caldo di Lisbona, ha fatto sudare freddo al <strong>PSG</strong> delle stelle, questo dopo aver surclassato il <strong>Valencia</strong>. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha partecipato in undici occasioni alle coppe europee, noi bresciani ci consoliamo con una Mitropa che nella città di Arturo Benedetti Michelangeli è circondata da un alone mitologico, ma nulla può colmare il solco che separa la storia delle <em>Rondinelle</em> da quella dei cugini nerazzurri e non si vede all&#8217;orizzonte qualcuno e/o qualcosa che possa invertire la tendenza. La naturale conseguenza del profondo divario tra le due città cugine è l&#8217;esistenza, nel carniere della storia bergamasca, di un numero di giocatori di spessore superiore rispetto a quello dei giocatori bresciani; li abbiamo selezionati per voi, e anche in questo caso la rinuncia ai campioni pre anni &#8217;60 è particolarmente dolorosa: diversi assi nordici e (tra gli altri) <strong>Severo Cominelli</strong> sono infatti giocatori che occupano un posto di primo piano nella storia del club, ma l&#8217;impossibilià di vederli ci obbliga a escluderli. Da ultimo, è doveroso ricordare anche che il vivaio dell&#8217;Atalanta, da cui è uscito tra gli altri anche <strong>Gaetano Scirea</strong>, è uno dei più prolifici d&#8217;Italia.</p>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Pier Lugi Pizzaballa</h3>



<p></p>



<p>Bergamasco doc, il piccolo portiere è stato a lungo celebre come figurina, in particolare come numero uno dell&#8217;album Panini (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2021/05/05/da-pizzaballa-a-ronaldo-la-panini-e-le-mitiche-figurine-compiono-60-anni.html">qui</a> l&#8217;intervista al direttore marketing di Panini Antonio Allegra), ma è stato anche un estremo difensore estremamente dotato: ha vestito la maglia nerazzurra per diverse stagioni, sette delle quali da titolare e distribuite tra anni &#8217;60 e fine anni &#8217;70, e nel 1964 ha anche vestito, per una sola volta, la maglia azzurra. <strong>Pizzaballa</strong> ha vinto due Coppe Italia da titolare e una di queste l&#8217;ha vinta a Bergamo, in quello che resta, sul piano nazionale, il punto più alto della storia bergamasca. Non vedo molta gente in grado di contendergli il posto da titolare: il lungo brianzolo<strong> Sportiello</strong>, cinque stagioni a Bergamo, merita una menzione anche per le sue doti da <em>sweeper-keeper</em>; giusto ricordare anche un portiere solido e discreto come il veterano <strong>Fabrizio Ferron</strong>, bandiera dei bergamaschi e valido interprete del ruolo negli anni &#8217;90, nonché Andrea <strong>Consigli</strong>, altro ottimo estremo difensore, soprattutto negli anni vissuti appunto a Bergamo.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale destro: Giampaolo Bellini</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Atalanta i 5 gol in serie A di Bellini" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/z-fjqXPYsFg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Difensore solido e concreto, Bellini è il primo nome che mi viene naturale associare a quello dell&#8217;Atalanta: con oltre 400 presenze e un rendimento costante, il difensore originario di Sarnico è un pezzo di storia del club bergamasco e merita la fascia di capitano, anche se lo schiero in una posizione che non è sempre stata la sua. <strong>Andrea Masiello</strong> si è disimpegnato sia come centrale che come laterale destro roccioso, solido e fisicamente molto forte: la sua lunga militanza con la maglia dell&#8217;Atalanta, protrattasi per quasi un decennio di gloria, mi suggerisce di trovargli un posto in formazione, quantomeno come riserva, e lo stesso discorso vale per il polivalente <strong>Damiano Zenoni</strong>, giocatore di gamba e dotato di discrete qualità che a Bergamo vive quasi un decennio da tassello importante della squadra.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Giovanni Vavassori</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="416" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/10/Vavassori.jpg" alt="" class="wp-image-15764" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/10/Vavassori.jpg 416w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/10/Vavassori-217x300.jpg 217w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giovanni Vavassori con la maglia dell&#8217;Atalanta</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Sul piano tecnico, il titolare dovrebbe essere <strong>Paolo Montero</strong>, che non ha bisogno di presentazioni: stopper uruguaiano classico, cattivo ai limiti del consentito e a volte oltre, dotato di due discreti piedi, nei suoi quattroi anni nella Città dei Mille ha svettato su compagni e avversari ed è andato poi a scrivere la storia a Torino, sponda Juve. Se però guardo alla storia del club, credo sia giusto riservare la maglia dello stopper a<strong> Giovanni Vavassori</strong>, uomo simbolo del club tra anni &#8217;70 e &#8217;80 e poi discreto allenatore a inizio anni 2000. Ruvido, essenziale, marcatore di scuola italiana classica, ha vestito la maglia nerazzurra in oltre duecento occasioni.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Massimo Carrera</h3>



<p></p>



<p>Giramondo milanese, <strong>Carrera</strong> ha vestito per diversi anni la maglia della Juventus, ma si è legato per buona parte della carriera all&#8217;Atalanta: titolare inamovibile della squadra per sette stagioni (con oltre duecento presenze), <strong>Carrera</strong> è stato un solido e classico centrale anni &#8217;90, abile nel gioco aereo e discreto in impostazione. Le alternative di Massimo sono numerose: <strong>José Luis Palomino</strong>, anche lui centrale classico di scuola argentina, è un pezzo della storia recente dell&#8217;Atalanta e una mezione la merita, e a maggior ragione la merita <strong>Rafael Tolói</strong>, poderoso difensore brasiliano in grado di occupare ogni posizione nel reparto e di farsi valere anche in fase offensiva. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale sinistro: Robin Gosens</h3>



<p></p>



<p>L&#8217;inesaurubile esterno tedesco, spesso convocato anche in nazionale, è a sua volta uno dei perni della grande <strong>Atalanta</strong> di <strong>Gasperini</strong>: tecnicamente valido, dotato di tre polmoni e di ottime doti di contrasto, è a mio avviso il meglio che la storia bergamasca offra sul lato sinistro della difesa. Al suo fianco scalpita <strong>Luciano Zauri</strong>, altro giocatore polivalente che milita per diverse stagioni a Bergamo, guadagnandosi anche la maglia azzurra tra 2001 e 2002.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Glenn Strömberg</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Glenn Strömberg  &quot;Il Vichingo&quot;  --Best goals, skills &amp; assists--" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/oQJuDl1H_qQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Non sono pochi i tifosi bergamaschi che mi hanno fatto il nome del lungo svedese, quando gli ho chiesto chi fosse secondo loro il giocatore più bravo della storia dell&#8217;Atalanta. Libero o mediano/centrocampista di statura internazionale, Glenn è stato un il pilastro dell&#8217;Atalanta degli anni &#8217;80, quella che ha sfiorato la Coppa Italia e poi la finale di Coppa delle Coppe, nonché, a lungo, un titolare della Svezia. Possente, intelligente, fisicamente fortissimo, tecnicamente dotatissimo, <strong>Glenn Strömberg</strong> è un nome imprescindibile di questa formazione. La sua riserva è <strong>Walter Bonacina</strong>, combattivo recupera palloni tecnicamente poco dotato, ma infaticabile, e titolare dell&#8217;Atalanta per quasi un decennio.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Mario Pašalić</h3>



<p></p>



<p>La scelta del secondo centrocampista è stata difficile, perché ci sono numerosi, validi candidati alla squadra titolare: ho optato per il nazionale croato, che da cinque anni gioca a Bergamo, per la sua completezza nelle sue fasi, le sue ottime doti tecniche e il ruolo chiave nella lunga epopea di Gasperini. Avrei potuto tranquillamente preferirgli un centrocampista completo e duttile come <strong>Daniele Fortunato</strong>, uno dei giocatori più bravi dell&#8217;Atalanta degli anni &#8217;80 che sfiora il colpaccio in Europa, o anche<strong> Ruslan Malinovs&#8217;kyj</strong>, altra mezzala completa, forse più votata all&#8217;attacco, che ha lasciato un segno profondo negli anni migliori del Gasp e che oggi gioca a Marsiglia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala destra: Josip Iličić</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Streets Won&#039;t Forget Josip Iličić in Atalanta.." width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/5f_Aa2CoymY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Sloveno lunatico ed estroso,<strong> Josip Iličić </strong>merita a mio avviso i galloni del titolare: nelle non rare giornata di grazie, è stato un marcantonio con i piedi e i colpi da dieci slavo, e alcune sue prestazioni sui palcoscenici internazionali, su tutte quella contro il Valencia nel 2020, sono da antologia della storia del calcio italiano e non solo bergamasco. Con 60 reti in 172 partite, tante magie, tante pause, vari colpi di genio sparsi sui campi d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, il giocatore sloveno (che ha giocata ala, trequartista, punta, regista) potrebbe essere il talento più cristallino della storia bergamasca dagli anni &#8217;60 a oggi, o meglio contendersi questa corona con la sua riserva, <strong>Roberto Donadoni</strong>: quando il Milan se lo accaparra, rovesciando le consolidate gerarchie del calcio italiano,<strong> Roberto Donadoni </strong>ha 23 anni ed è reduce da cinque stagioni di grande crescita, durante le quali si è affermato forse come il miglior talento emergente del nostro Paese. Intelligentissimo, tecnicamente eccezionale, imprendibile nell&#8217;uno contro uno ma in grado di dar manforte anche quando si tratta di rincorrere gli avversari, Roberto a Bergamo, specie nelle ultime due stagioni a metà anni &#8217;80, diventa un giocatore di statura internazionale, pronto per spiccare il volo verso Milano. Con 123 presenze e 7 reti in nerazzurro, deve quantomeno accomodarsi in panchina.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Trequartista: Cristiano Doni</h3>



<p></p>



<p>Nemico pubblico numero uno in quel di Brescia,<strong> Doni</strong> è di riflesso uno degli idoli della tifoseria bergamasca: trequartista lungo e completo, notevole uomo gol, Doni è stato il leader e l&#8217;uomo di maggior talento dell&#8217;Atalanta per oltre una decade, ha segnato 112 gol in maglia nerazzurra e nel corso della sua stagione migliore (2001/2002) è entrato in orbita maglia azzurra, giocando 7 partite in nazionale. Il suo posto di titolare è intoccabile, ma a Bergamo ha giocato per diverse stagioni anche un altro dotatissimo numero dieci, il piccolo mago che da ragazzino aveva costretto tale Francesco Totti a traslocare a centrocampo per lasciargli spazio: sto parlando di <strong>Domenico Morfeo</strong>, il genietto dell&#8217;Atalanta che risale in serie A negli anni &#8217;90 e poi per due stagioni uno dei trequartisti più celebrati del nostro calcio, grazie al sinistro morbido e sublime e alla visione di gioco da campione. La sua carriera sarà una corsa sulle montagne russe, ma il <strong>Morfeo</strong> di Bergamo è stato un signor giocatore.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala sinistra: Alejando &#8220;Papu&#8221; Gómez</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Papu Gomez - Welcome to Sevilla All 59 Goals for Atalanta" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/S9iS_cuJVdU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il funambolo argentino, ala, trequartista  o attaccante aggiunto, è uno dei talenti più cristallini della storia bergamasca; dribbling elettrico, favorito dal baricentro basso,<em> il Papu</em> è un pezzo di storia del club bergamasco (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2023/04/21/da-modric-a-leao-da-messi-al-papu-gomez-tanti-modi-per-essere-determinanti.html">qui</a> per il suo impatto nel club), ha vissuto da protagonista e leader gli anni d&#8217;oro dell&#8217;era Gasperini e ha fatto la differenza anche in Europa. Tre stagioni a Bergamo (cui segue un breve cameo a fine millennio) e l&#8217;amore incondizionato dei tifosi consegnano il posto in panchina (e potrebbe benissimo essere anche da titolare, e anche da attaccante puro) a <strong>Claudio Caniggia</strong>, il figlio del vento (&#8220;<em>Guarda Caniggia che va</em>&#8220;, cantavano i tifosi bergamaschi), una freccia che nelle giornate di vena era immarcable e un discreto uomo gol. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Angelo Domenghini</h3>



<p></p>



<p>Il posto di attaccante centrale mi ha creato diversi grattacapi, perché non c&#8217;è un numero nove chiave nella storia bergamasca. Ho optato per <strong>Angelo Domenghini</strong>, che a Bergamo gioca sia come centravanti che come ala, in quanto è l&#8217;autore dei tre gol più importanti della storia del club, quelli che hanno regalato all&#8217;<strong>Atalanta</strong> la Coppa Italia; Angelo era un atleta avveniristico (mi cito da solo: giocava già nel 2036/2037) e, come Donadoni, a Bergamo si è guadagnato la chiamata della grande squadra. La platea delle alternative è ricca: <strong>Duván Zapata</strong> non ha bisogno di presentazioni, è uno dei tasselli chiave della grande Atalanta degli ultimi anni, un centravanti fisicamente fortissimo, abile nel gioco aereo e nella protezione della palla e anche veloce. Un altro attaccante puro che ha lasciato un segno profondo a Bergamo è <strong>Maurizio Ganz</strong>, &nbsp;<em>El segna semper lu</em>, ottimo sinstro, discreto fiuto del gol, tante corsa e abnegazione, ha messo a referto 49 reti in maglia nerazzurra prima di vivere le sue avventure milanesi. Ultimo nome che reputo doveroso menzionare è quello del <em>Tanque</em> <strong>German Denis</strong>, possente centravanti classico che in quel di Bergamo trascorre le stagioni migliori della sua carriera, mettendo a segno oltre 50 reti.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><em><strong>Ha collaborato alla stesura dell&#8217;articolo </strong></em><strong>SAMUEL MAFFI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/10/21/i-figli-del-vento-la-top-11-all-time-della-storia-dellatalanta.html">I figli del vento &#8211; la top 11 all time della storia dell&#8217;Atalanta</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Atalanta e Napoli</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/12/04/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-atalanta-e-napoli.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 09:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sfida tra Atalanta e Napoli è sempre stata molto sentita da entrambe le tifoserie, ma in questi ultimi anni è diventata una vera e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/04/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-atalanta-e-napoli.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Atalanta e Napoli</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">La sfida tra Atalanta e Napoli è sempre stata molto sentita da entrambe le tifoserie, ma in questi ultimi anni è diventata una vera e propria sfida al vertice. Gli azzurri stanno vivendo un periodo di grande continuità ad alti livelli, mentre i bergamaschi sono all&#8217;apice della loro storia e mai come quest&#8217;anno sognano veramente la conquista di uno storico Scudetto. Tanti giocatori hanno vestito entrambe le maglie, ma non sempre sono riusciti tutti a lasciare il segno e questi cinque probabilmente non li ricordavate.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nicola Amoruso</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli.jpg" alt="" class="wp-image-9167" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli.jpg 700w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Attaccante gira Italia per eccellenza, un mito in provincia dove ha quasi sempre fatto molto bene nelle sue esperienze riuscendo a entrare anche nella lista dei cannonieri con più di cento gol nel massimo campionato.&nbsp;Nicola&nbsp;Amoruso&nbsp;lasciò presto la sua Puglia per passare alla Sampdoria e già con i blucerchiati in giovane età riuscì a mettersi in mostra segnando i suoi primi gol. Fu però in Serie B al Fidelis Andria e soprattutto in A al Padova, dove mise a segno quattordici reti, ad attirare su di sé le attenzioni delle grandi squadre e la Juventus lo acquistò per sostituire il partente Ravanelli. In bianconero si rivelò prezioso attaccante di riserva per ben tre annate, segnando anche gol importanti come a San Siro con il Milan e in Champions con l’Ajax, ma alla fine venne veduto al Perugia e al Napoli. Sotto al Vesuvio riuscì ad andare in doppia cifra diventando il capocannoniere della squadra, ma non bastò per evitare la retrocessione. Tornò per mezza stagione con Lippi nel 2001 prima di iniziare un continuo cambio di maglia, riuscendo a trovare continuità solamente a Reggio Calabria dove visse tre annate memorabili, soprattutto quella 2006-07 dove formò un attacco storico con Rolando Bianchi. Dopo l’avventura amaranto non riuscì più a esprimersi e l’ultima sua avventura fu per sei mesi dal gennaio 2010 proprio con l’Atalanta dove segnò una sola rete, guarda caso nella gara di Torino contro la Juventus.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Massimo Carrera</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="700" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-9168" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-1024x700.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-300x205.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-768x525.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1.jpg 1250w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



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<p><br>Difensore centrale dal grande temperamento e dalla grande capacità di guidare la squadra, è stato uno dei difensori più apprezzati dai suoi allenatori, seppur non sia stato in grado di spiccare il volo sperato. <strong>Massimo Carrera</strong> non aveva certo la carriera spianata fin dal settore giovanile e dopo gli inizi con la Pro Sesto, finì nella provincia di Ravenna con il Russi, prima di passare all&#8217;Alessandria e soprattutto in B al Pescara. Fu qui che riuscì a mettersi in mostra e passare al Bari dove fu artefice di grandi annate e della promozione in A che gli garantì il passaggio alla Juventus. Con Trapattoni fu titolare, ma con Lippo scese nelle gerarchie e così nel 1996 passò all&#8217;Atalanta. A Bergamo divenne una colonna per ben sette anni finendo con il diventare anche Capitano, ma i problemi fisici dell&#8217;ultima stagione ne limitarono l&#8217;utilizzo e nell&#8217;estate 2003 passò al Napoli. Gli azzurri si trovavano in Serie B e con enormi problemi societari e qui vi giocò solo una stagione, lasciando in seguito al fallimento e andando a chiudere la carriera tra Treviso e Pro Vercelli.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ferdinando Coppola</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="265" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/unnamed-10.jpg" alt="" class="wp-image-9169"/></figure></div>



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<p><br>Portiere dal grande talento e dall&#8217;ottima reattività, ma che purtroppo non ha mai avuto quella continuità che gli avrebbe permesso di dimostrare appieno il suo valore. <strong>Ferdinando</strong> <strong>Coppola</strong> iniziò nella sua Napoli e l&#8217;esordio in prima squadra avvenne al termine della disastrosa stagione 1997-98 contro il Bari. Era considerato uno dei migliori a livello giovanile, tanto che riuscì a essere chiamato varie volte da Tardelli in Under 21, pur non scendendo mai in campo, anche perché in azzurro non trovava spazio. Diventa decisivo nel 1999-00 per la promozione del Napoli in Serie A, ma con Zeman non riuscì a legare e così passò al Bologna diventando riserva di Pagliuca. Gli anni che lo consacrarono furono quelli di Ascoli in A e soprattutto a Piacenza, quando fu straordinario protagonista del quarto posto in B degli emiliani e le sue prestazioni non passarono inosservate. L&#8217;Atalanta decise di acquistarlo e nella prima stagione fu tra i più positivi giocando tutte le partite, parando anche un decisivo rigore ad Andrea Pirlo nella vittoria orobica di San Siro contro il Milan. Nelle due stagioni successive si alternò con Andrea Consigli prima di iniziare a girare per l&#8217;Italia fino al 2018, quando si ritirò da giocatore del Verona.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Samuele Dalla Bona</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="590" height="445" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno.jpg" alt="" class="wp-image-9170" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno.jpg 590w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></figure></div>



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<p><br>Centrocampista di buona qualità che avrebbe dovuto spiccare il volo per diventare il faro della mediana italiana, ma che invece non è mai stato in grado di decollare.&nbsp;<strong>Samuele Dalla Bona&nbsp;</strong>ha iniziato fin da giovane a far parlare di sé quando l’Atalanta lo portò all’interno del proprio settore giovanile e prima ancora di debuttare in prima squadra passò al Chelsea. A Londra visse tre stagioni a dir poco esaltanti, dove fu titolare fino all’arrivo di Frank Lampard e, aiutato dalla schiera di connazionali che vestivano la maglia dei Blues, segnò diverse reti garantendosi il ritorno in Italia alla corte di Ancelotti e del Milan. Il Diavolo però aveva in Pirlo, Gattuso e Seedorf un centrocampo di primissimo livello e anche con Ambrosini, Brocchi e Redondo in panchina era davvero difficile per lui mettersi in mostra, tanto che giocò pochissimo segnando solo un gol al Chievo prima di iniziare una lunga serie di prestiti, trovando della consolazione solo a Lecce, prima di passare per tre anni a Napoli dove subì diversi infortuni che ne segnarono drasticamente il finale di carriera. Giocò pochissimo e nel 2010 fece anche un breve ritorno all’Atalanta dove tutto era cominciato, ma in Serie B non scende mai in campo anche se contro il Livorno in Coppa Italia veste per la prima e unica volta nella sua carriera la prima maglia della Dea.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Fontana</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="247" height="204" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/download-1.jpeg" alt="" class="wp-image-9171"/></figure></div>



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<p><br>Uno dei portieri più longevi della storia del calcio italiano, amato in provincia e affidabile secondo nelle grandi. <strong>Alberto Fontana</strong> iniziò fin da giovane vicino alla sua Romagna tra la Vis Pesaro e la Spal, ma fu nella Cesena che lo aveva visto crescere che si consacrò fin da subito come un estremo difensore dal sicuro affidamento. Un anno da titolare in Serie A e poi grandi prestazioni in Serie B che spinsero il Bari ad acquistarlo e in Puglia divenne molto amato per i suoi grandi interventi, che contribuirono a due promozioni dalla B e a una grande salvezza. Nel 1997 venne acquistato dall&#8217;Atalanta e fu titolare per tre anni, dove nella prima fu sfortunato vivendo una triste retrocessione, ma nell&#8217;ultima annata fu protagonista della promozione. Doveva essere il titolare anche in Serie A, ma perse il posto in seguito all&#8217;esplosione di Pelizzoli e così a gennaio passò al Napoli per diventarne un titolare. Fu tra i migliori di quel finale di stagione, ma non riuscì a evitare la retrocessione, anche se si guadagnò il ruolo di vice Toldo per ben quattro anni all&#8217;Inter. Diventò titolare del Chievo per una stagione e infine del Palermo per tre, prima di chiudere la carriera a quarantun&#8217;anni.</p>
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