Immagine di copertina Bukayo Saka dopo il gol decisivo
Dopo 20 anni dall’ultima volta, l’Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per gli uomini di Mikel Arteta non si tratta soltanto di un traguardo storico, ma anche il premio per la crescita dimostrata col passare delle stagioni. I Gunners si ritrovano infatti ad aver raggiunto questo punto della competizione dopo la semifinale persa l’anno scorso contro il Paris Saint Germain, ritrovandosi anche col vento in poppa per il finale di stagione in Premier League. D’altro canto, invece, l’eliminazione dell’Atletico Madrid va ad aggiungersi ad un quadro decisamente mesto per la squadra del Cholo Simeone, costretta ad arrendersi troppo presto in Liga e a leccarsi di suo le ferite per la beffa in Coppa del Re contro la Real Sociedad.
L’accesso alla serata finale di Budapest è stato assolutamente meritato per l’Arsenal, capace di confermare per l’ennesima volta la propria solidità difensiva (appena 6 gol subìti in 14 partite in questa Champions) e di confermare le proprie qualità su quelle dei Colchoneros. I londinesi hanno infatti avuto la meglio soprattutto in mezzo al campo, così come sugli inserimenti continui di Bukayo Saka e Leandro Trossard sulle fasce e sulla grande fisicità di Viktor Gyokeres. Al resto hanno provveduto William Saliba e Gabriel, due antentici muri in mezzo alla difesa. D’altro canto, la banda del Cholo non ha dimostrato di poter pungere per davvero l’Arsenal, complici anche la prova opaca di Julian Alvarez e l’ancor peggiore performance di Ademola Lookman. Inoltre l’uscita prematura dal campo di Antoine Griezmann e dello stesso Julian risulta ancora difficile da capire.
Sia come sia, i Gunners sono dove meritano di stare, con una filosofia di gioco molto simile a quanto si era visto fare 20 anni prima con Arsene Wenger: una squadra solida difensivamente, più concreta che brillante dal punto di vista del gioco corale, ma anche ben organizzata a livello tattico. Manca certamente un Thierry Henry o un Cesc Fabregas, ma in tempi moderni tocca accontentarsi con questo Arsenal camaleontico e dalle mille risorse. Tanto basta per preparare le valigie per Budapest.
Il tabellino
ARSENAL-ATLETICO MADRID 1-0
Marcatore: pt 44′ Saka.
Arsenal (4-2-3-1): Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (st 13′ Hincapié); Rice, Skelly (st 29′ Zubimendi); Saka (st 13′ Madueke), Eze (st 13′ Odegaard), Trossard (st 38′ Martinelli); Gyokeres. All.: Arteta.
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Pubill, Le Normand (st 13′ Molina), Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 13′ Sorloth), Llorente, Koke, Lookman (st 13′ Cardoso); Griezmann (st 21′ Baena), J. Alvarez (st 21′ Almada). All.: D. Simeone.
Le pagelle
ARSENAL
IL MIGLIORE RICE 7,5
Risulta difficile rintracciare un giocatore che abbia spiccato all’interno dell’ottima prova corale dei Gunners. Mi sento di premiare lui, che per l’ennesima volta si è confermato come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Soprattutto nel secondo tempo si è esaltato con una prova di forza da grande campione, recuperando palloni su palloni ed imbastendo qualche contropiede degno di nota. Tanta della forza della squadra di Arteta passa per una diga con ben pochi eguali in circolazione, sempre pronta nei momenti di bisogno. Totem.
Gabriel-Saliba 7 Formano per l’ennesima volta una premiata ditta difensiva che disinnesca gli attaccanti avversari. A rotazione creano problemi a Griezmann e Alvarez, che faticano a sbrogliare il bandolo della matassa. E se Gabriel si esalta con dei salvataggi difensivi a dir poco eccezionali nel secondo tempo, Saliba si esalta mettendo la museruola a Julian, per poi servire una palla splendida a Gyokeres per l’1-0. Ad oggi praticamente nessuna coppia difensiva al mondo può vantare il loro affiatamento. Muro.
Trossard 6,5 A differenza di Saka (voto 6,5: autore del gol decisivo, ma poco incisivo come prestazione pura), è più inserito nel contesto della partita, esaltandosi in diverse accelerazioni degne di nota. Dal suo tiro viene infatti propiziato il gol vittoria del suo Arsenal, a conferma della poliedricità di un jolly offensivo mai sufficientemente celebrato tra i Gunners. Caterpillar.
Raya 6,5 Non deve scaldare troppo i suoi guantoni, ma quando deve farlo, lo fa con sicurezza. Disinnesca un paio di conclusioni dell’Atletico Madrid ed esce senza problemi sulle palle alte. Pur senza essere propriamente un portiere di primissima fascia internazionale in termini di riflessi, si conferma un portiere affidabile che trasmette la giusta sicurezza ai compagni. Solido.
Gyokeres 6,5 Lotta fisicamente contro qualunque difensore avversario, fa ammattire Pubill in più di un’occasione, fa reparto da solo quando i Gunners ne hanno bisogno per salire di baricentro nella ripresa e propizia il gol decisivo con un ottimo lavoro sulla fascia. Peccato soltanto per quell’errore a tu per tu con Oblak, che per sua fortuna non è costato caro alla sua squadra. Rivedibile.
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— H (@HQpcrt) May 5, 2026
ATLETICO MADRID
IL MIGLIORE LLORENTE 7 Esattamente come all’andata (e l’intera Champions da lui disputata), rientra tra i migliori in campo. Gioca una partita da vero e proprio Gladiatore, correndo per l’intera squadra, disinnescando diverse conclusioni verso la porta di Oblak e non dandosi mai per vinto. Purtroppo per lui questo spirito combattivo non viene replicato dai suoi compagni di squadra, ben lontani dalla sua attitudine nel corso dei 90 minuti. Nei 180 minuti tra andata e ritorno, nessuno dell’Atletico ha raggiunto la sua costanza e la sua forza di volontà. Stoico.
Griezmann 6 A differenza di Julian, suo socio in affari in attacco, ci prova a scuotere i suoi in fase difensiva, prodigandosi in interventi difensivi tipici del suo repertorio. Ci prova anche nella ripresa, ma purtroppo Raya si oppone. Proprio quando sembrava sul punto di poter provare la rimonta dei suoi, Simeone lo sostituisce prematuramente senza apparente motivo. Avrebbe certamente meritato un finale migliore per la sua carriera in Champions League, già di suo ricca di rimpianti da 10 anni. Che amarezza.
Ruggeri 5 Non commette particolari sbavature su Saka fino al 44′, quando viene infilato dall’ala dell’Arsenal in un modo fin troppo ingenuo. Inoltre, in quella circostanza non è nemmeno particolarmente sveglio a salire con la linea difensiva. Questo particolare, unito ad una prova tutt’altro che entusiasmante, pesa nel bilancio complessivo della prestazione deludente di uno dei giocatori più in forma dell’Atletico. Sottotono.
Alvarez 5 Dopo la Champions League da marziano di cui si è reso protagonista, stecca purtroppo la sua ultima partita, incappando in una prestazione davvero opaca, priva di spunti offensivi e ben lontana dagli standard a cui ci aveva abituati. Ci prova anche ad abbassarsi a metà campo, ma con il tandem Gabriel-Saliba gira largo e non riesce a farsi spazio tra le maglie della difesa dei Gunners. C’è anche da dire che non fosse in formissima dopo le botte rimediate dai difensori avversari all’andata. Deludente.
Lookman 4 Già all’andata era stato tra i peggiori in campo a causa degli sprechi del secondo tempo, mentre oggi si è proprio superato in termini di negatività della propria prestazione. Non struscia palla neanche a pregare l’altissimo e quando lo fa, li spreca in un modo quasi dilettantesco. Simeone lo sostituisce anzitempo senza pentirsene minimamente. Inguardabile.
Julián Alvarez #UCL pic.twitter.com/CzYuetul9J
— H (@HQpcrt) May 5, 2026


