C’era una volta il calcio delle domeniche a piedi e delle radioline incollate all’orecchio per “Tutto il calcio minuto per minuto”. Una delle sue voci più garbate e familiari, Carlo Nesti, torna con il suo decimo e ultimo libro, “La vita è rotonda”, Saggese Editori, compiendo una magia: svuota il pallone dal business miliardario dei diritti televisivi per trovarci dentro una mappa dell’esistenza umana.
La tesi è folgorante nella sua semplicità: la vita e la sfera condividono lo stesso destino geometrico. Non hanno spigoli, rotolano e non si fermano mai. In quasi cinquant’anni di carriera vissuta in Rai – tra radio, tv e la cronaca di sei Mondiali e sei Europei – Nesti ha visto i campi trasformarsi, ma ha saputo custodirne l’anima pura.
Il “rimbalzo” del pallone su una zolla irregolare diventa così la metafora perfetta degli imprevisti quotidiani: la lezione non è pretendere il controllo assoluto, ma imparare l’arte della coordinazione mentale per accogliere la vita anche quando rimbalza male. Allo stesso modo, contro l’individualismo esasperato dei moderni top player attenti solo al proprio brand, l’autore rimette al centro la squadra.
L’altruismo del centrocampista e l’umiltà del difensore si elevano a lezioni di solidarietà civile e di profonda tensione etica. Il campo si trasforma in un altare laico dove il silenzio sospeso prima del fischio d’inizio e il rispetto per l’avversario diventano tappe di un pellegrinaggio interiore, una vera e propria ascesi spirituale fondata sulla fede nell’essere umano.
Arricchito da un aneddoto per ogni capitolo, il libro intreccia cinquant’anni di emozioni e retroscena vissuti sul campo a una profonda testimonianza intima. “La vita è rotonda” non parla semplicemente di calcio, ma usa lo sport che abbiamo amato da bambini come un manifesto poetico e una bussola per orientarsi nel caos della quotidianità.



