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	<title>tommy gemmell Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>tommy gemmell Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Just Can&#8217;t Get Enough &#8211; la top 11 del dopoguerra del Celtic Glasgow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 15:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quella dei Celtic di Glasgow è una delle maglie &#8211; e una delle storie &#8211; più ricche di fascino in tutto il panorama sportivo, per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/09/02/just-cant-get-enough-la-top-11-all-time-del-celtic-glasgow.html">Just Can&#8217;t Get Enough &#8211; la top 11 del dopoguerra del Celtic Glasgow</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Quella dei <strong>Celtic</strong> di <strong>Glasgow</strong> è una delle maglie &#8211; e una delle storie &#8211; più ricche di fascino in tutto il panorama sportivo, per molte ragioni: la maglia vestita dai <em>Bhoys</em> è un simbolo, possiede un alone mistico la cui valenza sociale e in senso lato politica e storica (l&#8217;acerrima rivalità con i protestanti <strong>Rangers</strong>, il forte legame con l&#8217;Irlanda operaia e con le ragioni dell&#8217;indipendentismo di Scozia e Irlanda, le mai nascoste simpatie politiche, che li collocano nella medesima arena dove combattono da decenni intellettuali come <strong>Ken Loach</strong>) supera forse anche i meriti sportivi. La maglia biancoverde è un marchio riconoscibile in tutto il mondo e ha esteso il proprio raggio d&#8217;azione anche al di fuori dei pur vasti confini del football, assurgendo a una dimensione quasi mistica. Nel 2003, quando i Celtic hanno raggiunto per l&#8217;ultima volta la finale di una competizione europea, perdendola poi onorevolmente ai supplementari contro il<strong> Porto</strong> di <strong>Mourinho</strong>, Siviglia &#8211; che ospitava la finale &#8211; fu invasa da 80.000 tifosi scozzesi, a conferma (semmai ce ne fosse bisogno) dello straordinario e vastissimo seguito di cui godono i cattolici di <strong>Glasgow</strong>.</p>



<p>Passando al campo, i <strong>Celtic </strong>si contendono con i <strong>Rangers</strong> la palma di squadra più titolata del calcio scozzese, ma a differenza dei concittadini possono vantare anche un lungo periodo di successi e piazzamenti di prestigio in Europa, a cavallo tra anni &#8217;60 e &#8217;70, successi sui quali svetta naturalmente la straordinaria Coppa dei Campioni tutta made in Glasgow vinta nel 1967, superando la <strong>Grande Inter</strong> di <strong>Herrera</strong> (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/10/20/1967-finale-celtic-glasgow-inter-2-1.html">qui</a> per cronaca e pagelle). Tra i piazzamenti, si annoverano la semifinale di Coppa delle Fiere del 1964 e quella di Coppa delle Coppe del 1966, la finale di Coppa Campioni persa contro il Feyenoord nel 1970 e le altre due semifinali disputate nel 1972 e nel 1974. E non dimentichiamo che proprio nel 1967 il <strong>Celtic</strong> fu la prima squadra d&#8217;Europa a conquistare il Triplete, ossia la vittoria nella stessa stagione di Coppa dei Campioni, campionato e coppa nazionale (per approfondire leggi <a href="https://gameofgoals.it/2023/07/15/le-10-squadre-che-hanno-conquistato-il-triplete.html">qui</a>).</p>



<p>Nei decenni successivi, la squadra di Glasgow ha continuato a ottenere risultati notevoli in patria, dando vita al diumvirato più celebre e inattaccabile della storia del calcio, ma in Europa è rimasta quasi sempre nelle retrovie, con qualche gustosa, significativa eccezione (vedasi appunto alla voce Siviglia, 2003). Visto il <em>curriclum</em> dei cattolici e vista anche la regola che ci impedisce di pescare nel carniere dell&#8217;anteguerra, è naturale che la formazione titolare sia dominata dai giocatori dell&#8217;epoca di<strong> Jock Stein</strong> e dai <em>Lisbon Lions.</em> In ogni caso, non mancano anche nelle decadi successive numerosi giocatori importanti e qualche campione di caratura internazionale, anche molto noto alle nostre latitudini.</p>



<p>Non si dimentichino comunque l&#8217;anteguerra e giocatori grandissimi però non visionabili: ci vengono in mente soprattutto il bomber <strong>Jimmy McGrory</strong>, miglior marcatore di tutti i tempi del club, e <em>The Mighy Atom</em> <strong>Patsy Gallacher</strong>, favolosa ala irlandese tra i più forti calciatori al mondo degli anni &#8217;10 e &#8217;20 (per approfondire quell&#8217;epoca leggere <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/31/i-nostri-palloni-doro-dal-1900-al-2020.html">qui</a> i pezzi sulla storia dei nostri Palloni d&#8217;oro dal 1900 in avanti).</p>



<p>Ecco quindi la formazione ideale della storia dei <strong>Celtic</strong>, una squadra di cui non ne avremo mai a sufficienza (&#8220;<em>Just Can&#8217;t Get Enough</em>&#8220;, l&#8217;inno intonato dai tifosi sulle tribune di <strong>Celtic Park</strong>, è un noto singolo dei Depeche Mode).</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Patrick Bonner</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Packie Bonner saves" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/gun0l2jnZ2c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Leggenda dei biancoverdi (ha indossato la loro maglia per diciassette anni) così come della nazionale irlandese, con la quale vivrà da protagonista due grandi mondiali, <strong>Bonner</strong> è stato un portiere di caratura internazionale nel corso degli anni &#8217;80 e nei primi &#8217;90. Poderoso, coraggioso e atleticamente fortissimo, <strong>Bonner</strong> è stato un campione che preferisco per questione di longevità all&#8217;altrettanto valido <strong>Ronnie Simspn</strong>, eroe di Lisbona e uno degli estremi difensori più celebrati del calcio britannico nel corso degli anni &#8217;60. Al terzo posto, il più moderno <strong>Boruc</strong>, imponente portiere polacco che abbiamo ammirato anche in Italia, idolatrato dai tifosi per il contributo decisivo in alcuni <em>Old Firm</em>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Terzino destro: Danny McGrain</h3>



<p></p>



<p>La<em> Scottish Portrait Gallery</em> di Edimburgo ha dedicato un quadro &#8211; in cui la sua figura è quasi di grandezza naturale &#8211; al laterale destro dei Celtic <strong>Danny McGrain</strong>, incoronanadolo così come una delle figure cardine della storia del paese britannico, e questo dice tutto sulle sue bravura e importanza nel contesto del calco scozzese. <strong>McGrain</strong> si impone come giovane titolare della squadra subito il trionfo di Lisbona e diventa rapidamente un giocatore di classe internazionale, il più dotato della <em>Quality Street Bang</em> che dalle giovanili si guadagna la prima squadra a fine anni &#8217;60. Vista la sua levatura e viste anche le oltre settecento presenze, condite da una pletora di titoli nazionali e da notevoli risultati internazionali, il posto da titolare gli spetta di diritto. Con sei brillanti stagioni in maglia biancoverde, stagioni che gli valgono il posto da titolare ai mondiali del 1974, <strong>David Hay</strong> è il secondo nome che sono obbligato a riportare quanto si parla di righ-back celtici.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Billy McNeill</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Billy McNeill - Celtic Legend" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/GY-hd3jD_gY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Nominato e anzi acclamato miglior capitano <strong>Celtic</strong> di sempre nel 2002, omaggiato da un monumento nei pressi del <strong>Celtic Park</strong>, il possente centrale di Mossend è uno dei nomi imprescindibili di questa formazione. Protagonista di quasi due decadi della storia del club, titolare inamovibile per oltre quindici anni, <strong>Billy</strong> ha vestito la maglia biancoverde per 789 volte e ha vinto tutto da leader, facendo valere la sua supremazia fisica, specie nel gioco aereo, e dominando l&#8217;area di rigore come è riuscito solo ai migliori centrali. Nove volte campione di Scozia e leader della squadra che riempie di meraviglia li occhi di tutta Europa nel 1967, <strong>McNeill </strong>è forse il massimo simbolo dei Celtic in tutta la loro gloriosa storia. La sua riserva è un centrale simile per determinazione, carisma e forza fisica, ovvero lo svedese <strong>Johan Mjällby</strong>, pilastro difensivo degli scozzesi tra anni &#8217;90 e primi anni 2000, e perno difensivo della squadra che vince tutto in patria e che sfiora la Coppa UEFA del 2003. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: John Clark</h3>



<p></p>



<p>Il partner di <strong>McNeill</strong> non può che essere il suo storico gemello <strong>Clark</strong>, il secondo giocatore su cui poggiava la solida retroguardia dei Leoni di Lisbona, titolare della squadra per tredici lunghi anni. Il suo panchinaro è il suo erede <strong>Jim Andrew Brogan</strong>, altro centrale di scuola britannica che veste la maglia biancoverde per dodici stagioni, fino a metà anni &#8217;70, vince tutto in patria e anche in Europa ottiene risultati importanti. Doveroso ricordare anche <strong>Jackie McNamara</strong>, duttile difensore in grado di coprire ogni posizione nel reparto arretrato, bandiera della squadra tra anni &#8217;90 e anni 2000. Nel 2004, <strong>McNamara</strong> è stato incoronato giocatore dell&#8217;anno della&nbsp;<em>Scottish Football Writers&#8217; Association Footballer of the Year</em>, davanti al compagno Henrik Larsson.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Terzino sinistro: Tommy Gemmell</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Tommy Gemmell - European Cup Final Goals For Celtic" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/xM4ydShTw54?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Sesto nella graduatoria del pallone d&#8217;oro del 1967, l&#8217;eclettico e inesauribile <strong>Tommy</strong> è stato per diversi anni uno dei migliori terzini d&#8217;Europa, un atipico gigante del ruolo, alla stegua del suo dirimpettatio della finale di Lisbona (<strong>Facchetti</strong>), dotato da madre natura anche di due piedi notevoli. Il suo contributo nel 1967 è stato essenziale, basti pensare al gol del pareggio segnato in finale, ma non esaurisce la straordinaria carriera di <strong>Gemmell</strong> con i Celtic, che dura un decennio ed è ricca di soddisfazioni di squadra e individuali (inclusa un&#8217;altra candidatura al pallone d&#8217;oro nel 1968). Il posto di riserva sul versante sinistro della difesa lo assegno a <strong>Emilio Izaguirre</strong>, honduregno tutto pepe, corsa e colpi da sudamericano che nel 2011 viene premiato giocatore dell&#8217;anno del campionato scozzese e che per diversi anni è l&#8217;idolo incontrastato della sua curva, con le sue scorribande palla al piede e le sue progressioni.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala destra: Jimmy Johnstone</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jimmy Johnstone, Jinky [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/xheYfAYyRI8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Votato dai suoi tifosi il miglior giocatore all time del<strong> Celtic</strong>,<strong> Johnstone</strong> è stato uno dei talenti più cristallini nati sopra il Vallo di Adriano, un piccolo<strong> Best</strong> che per tot anni si consacra come uno dei primi giocatori d&#8217;Europa. Dribbling elettrico, gran velocità palla al piede, cambi di direzione da sudamericano e un notevole fiuto del gol lo rendono uno dei grandi campioni della sua epoca. Determinante il suo apporto in tutte le grandi cavalcate europee dei biancoveri tra anni &#8217;60 e &#8217;70, e in particolare nel 1967. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Bobby Murdoch</h3>



<p></p>



<p>La straordinaria mediana della Grande Inter, nel 1967, viene messa in crisi dalla fisicità e della classe della cerniera scozzese, che si stringe intorno al suo cardine <strong>Bobby Murdoch</strong>. Billy, a Glasgow, ha vinto numerosi titoli nazionali e la storica Coppa di Lisbona, giocando da titolare anche nella squadra che ha raggiunto la finale del 1970. Con oltre 100 reti in circa 500 presenze, si è dimostrato anche un notevole uomo-gol. Giocatore dal respiro meno internazionale, ma comunque validissimo, è stato<strong> Paul McStay</strong>, il talento del Celtic degli anni &#8217;80 e 90, anche lui titolare della squadra per quasi vent&#8217;anni e vincitore nel 1988 del premio di giocatore dell&#8217;anno del campionato. La sua classe e la sua completezza l&#8217;hanno reso un idolo della colorita tifoseria biancoverde, tanto che nel 2002 proprio i suoi fan l&#8217;hanno inserito nella loro formazione all time della squadra.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Bertie Auld</h3>



<p></p>



<p>Il fosforo dei Leoni di Lisbona, il minuto <strong>Bertie </strong>ha vestito la maglia biancoverde per circa un decennio &#8211; inframezzato da un trienno a Birmigham &#8211; ed è tuttora reputato uno dei giocatori di maggiore qualità della storia biancoverde. Titolare e regista/numero dieci di fatto del miglior Celtic della storia, personaggio estroso e talento sopraffino, non può che vestire la maglia da titolare. Il posto in panchina a Bertie lo scalda <strong>Paul Lambert</strong>, mediano dotato di sette polmoni e di discrete qualità, che dopo aver vinto da titolare la Champions a Dortmund nel 1997, dimostrandosi centrocampista di livello internazionale, trasloca nella sua Scozia e per una decade è il centromediano del miglior Celtic dell&#8217;era moderna, quello che alla consueta collezione di titoli nazionali aggiunge la finale UEFA del 2003 e che in alcune occasioni supera il primo girone di Champions, facendo anche sudare le proverbiali sette camicie al Milan di Kakà agli ottavi del 2007. Terzo nome in lista è quello di uno dei giocatori più amati dalla tifoseria scozzee nel nuovo millennio, il centrocampista bulgaro completo e dallo spiccato senso del gol <strong>Stilijan Petrov</strong>, detto <em>Stan</em>, bandiera e anzi colonna del Celtic degli anni zero, che vince tutto in patria e ottiene risultati notevoli in Europa.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala sinistra: Bobby Lennox</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Bobby Lennox - Celtic Legend" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/KqLNg5rOMLE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Diciannove stagioni a Glasgow, la stima convinta di tale <strong>Bobby Charlton</strong> (&#8220;<em>Uno dei migliori tiratori che abbia mai visto</em>&#8220;), <strong>Lennox</strong> è un nome chiave della storia del <strong>Celtic</strong> e uno dei suoi massimi talenti: ala velocissima palla al piede e dotata di due piedi potenti e precisi, è stato uno dei titolari inamovibili durante i <em>Glory Years.</em> Con 273 reti, <strong>Lennox</strong> è ancora oggi il secondo miglior marcatore della storia del club. La sua prima e più valida alternativa è l&#8217;artista giapponese <strong>Shunsuke Nakamura</strong>, ala o trequartista dotata di un sinistro magico e abilissima sui calci piazzati. Trequartista classico che nel 4 4 2 potrebbe coprire più ruoli, il talentuoso slovacco <strong>Ľubomír Moravčík</strong>, nei quattro anni trascorsi a Glasgow, si è conquistato l&#8217;ammirazione dei tifosi, dimostrandosi un talento di prima categoria e vincendo tutto ciò che poteva vincere in Scozia. Il trequartista è l&#8217;unico giocatore in grado di essere premiato sia come giocatore cecoslovacco dell&#8217;anno (nel 1991) che come giocatore slovacco dell&#8217;anno (2001), proprio dopo la seconda, splendida stagione trascorsa nelle isole britanniche.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Kenny Dalglish</h3>



<p></p>



<p><strong>Kenny </strong>non è &#8220;solo&#8221; uno dei migliori giocatori della storia del <strong>Liverpool</strong>, ma anche uno degli attaccanti più prolifici della storia del Celtic, la cui maglia ha vestito durante la seconda fase dei <em>Glory Years</em>. Kenny diventa titolare dopo Lisbona e in un decennio mette a referto 173 reti in 338 partite (con tanto di titolo di capocannoniere), diventando il riferimento offensivo della squadra che vince sei titoli nazionali e che si conferma in diverse occasioni tra le grandi del calcio europeo. Potrebbe serenamente soffiargli il posto anche <strong>Willam Wallace</strong>: se il suo nome profuma di storia della Scozia (chiedere a <em>Braveheart</em>), William è stato un grande attaccante mobile e veloce, che con la maglia dei cattolici di Glasgow segna ottantotto reti in 5 stagioni vissute da protagonista.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Henrik Larsson</h3>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p>Forse il giocatore più amato dai tifosi del <strong>Celtic</strong> nell&#8217;era moderna, <strong>Larsson</strong> è stato un formidabile attaccante, una prima punta capace di giocare anche come punta di movimento e un letale uomo gol. Henrik ha messo a referito 242 reti in 315 partite con la maglia biancoverde, e delle 242 reti ben 35 sono state segnate nelle Coppe Europee. Più volte capocannoniere del campionato, due volte giocatore dell&#8217;anno in Scozia, <strong>Henrik </strong>è stato il leader del Celtic anche sui più probanti palcoscenici europei e la UEFA sfiorata nel 2003 (dopo aver eliminato Stoccarda e Liverpool, e dopo aver segnato due reti anche in finale) è il capolavoro della sua carriera. <strong>Steve Chalmers</strong> meriterebbe il posto da titolare quanto Henrik e Dalglish: centravanti e all&#8217;occorrenza attaccante esterno di grande classe e dallo spiccato senso del gol, con 155 reti Steve è ancora oggi uno dei massimi cannonieri della storia dei <em>Bhoys</em>. Ancora, due parole vanno spese per<em> Yogi</em> <strong>John Hughes</strong>, punta mobile del Celtic degli anni &#8217;60, autore di 114 reti in maglia biancoverde e amato dai tifosi per lo spirito combattivo e la mole imponente (da cui derivava il suo soprannome).</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/09/02/just-cant-get-enough-la-top-11-all-time-del-celtic-glasgow.html">Just Can&#8217;t Get Enough &#8211; la top 11 del dopoguerra del Celtic Glasgow</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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