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	<title>sandy jardine Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>sandy jardine Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>God Save The King &#8211; la top 11 del dopoguerra dei Glasgow Rangers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 12:12:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo dedicato un articolo al Celtic, al suo fascino non solo scozzese ma anche cattolico e irlandese, alla sua gloriosa epopea europea, ed è allora [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/13/god-save-the-king-la-top-11-del-dopoguerra-dei-glasgow-rangers.html">God Save The King &#8211; la top 11 del dopoguerra dei Glasgow Rangers</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Abbiamo dedicato un articolo al <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/09/02/just-cant-get-enough-la-top-11-all-time-del-celtic-glasgow.html">Celtic</a></strong>, al suo fascino non solo scozzese ma anche cattolico e irlandese, alla sua gloriosa epopea europea, ed è allora giunto il momento di omaggiare e ricordare anche la seconda metà del cielo dell&#8217;<em>Old Firm</em>, che come noto non è solo una partita ma una contrapposizione tra due mondi, una contrapposizione le cui radici affondano in secoli di storia, nel sangue versato, in battaglie interminabili &#8211; chi ha visitato il Castello di Edimburgo sarà rimasto affascinato e forse anche sconvolto dal numero di esecuzioni, intrighi etc.. cui la meravigliosa roccaforte ha fatto da teatro.</p>



<p>I<strong> Rangers</strong> di <strong>Glasgow</strong> non hanno mai portato nel centro industriale della Scozia una Coppa dei Campioni, ma hanno saputo farsi perdonare con una pletora di titoli nazionali, una Coppa delle Coppe e numerose semifinali e finali europee: la storia dei realisti di Scozia, che celebrano la corona, le proprie radici protestanti, il legame con il Regno Unito, è una storia ricca di momenti di gloria e di campioni, e abbiamo provato ad allestire una formazione con i loro nomi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Portiere: Andy Goram</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Andy Goram - Scotland’s greatest goalkeeper" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/VAbTLvmdCdk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Votato alcuni anni fa come miglior estremo difensore della storia del club,<strong> Andy Goram</strong> &#8211; soprannominato <em>The Goalie</em> &#8211; è prematuramente scomparso nell&#8217;estate del 2022, lasciando attoniti i suoi tifosi. Relativamente piccolo per il ruolo, <strong>Goram</strong> si è affermato come uno dei migliori portieri del Regno Unito a inizio anni &#8217;90, ricevendo anche il premio di calciatore dell&#8217;anno della Scottish League, e con la maglia dei <strong>Rangers</strong> ha collezionato titoli nazionali, diventando un punto fermo della nazionale per oltre un decennio. La sua prestazione contro il Leeds United, nel corso della <em>battaglia d&#8217;Inghilterra</em> combattuta durante la prima edizione della Champions, è ancora oggi circondata da un&#8217;aura mitologica: Cantona e soci non riescono a superare il piccolo Andy, imbattibile soprattutto nelle uscite basse e nelle parate di puro istinto, e i Rangers approdano ai quarti della competizione.</p>



<p>La squadra che nel 1972 ha vinto la Coppa delle Coppe aveva in<strong> Peter McCloy</strong> uno dei suoi punti di forza: bambino prodigio negli anni &#8217;60, dopo la lunga gavetta con il Motherwell Peter si trasferisce a Glasgow e diventa il titolare di una delle squadre migliori del panorama europeo, mettendo in saccoccia 545 presenze con la maglia blue. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Laterale destro: Sandy Jardine</h2>



<p></p>



<p>Colonna dei Rangers degli anni &#8217;60 e &#8217;70, quelli che vincono anche in Europa, il solido e duttile<strong> Jardine</strong> è stato uno dei giocatori più amati dai tifosi dei Rangers, anche perché ha vestito la maglia blu dal 1966 al 1982, facendo incetta di trofei di squadra e venendo premiato come giocatore dell&#8217;anno del calcio scozzese nel 1975 &#8211; si prenderà un altro premio nel 1986, con la maglia degli Hearts. Ammirato per la forza fisica, la caparbietà e la capacità di disimpegnarsi come laterale destro, centrale e all&#8217;occorrenza mediano, a mio parere è un titolare inamovibile della squadra. </p>



<p>Più difficile essere precisi sullo stile di gioco della riserva di Jardine, ovvero <strong>Eric Caldow</strong>, perché la sua carriera si dipana tra anni &#8217;50 e &#8217;60. Duttile e a sua volta in grado di coprire varie posizioni, <strong>Caldow</strong> figura ancora oggi tra le leggende di Ibrox Park per la sua lunga e gloriosa militanza con i Rangers, con i quali ha conquistato diversi titoli nazionali e ha raggiunto la finale di Coppa delle Coppe del 1961, perdendola contro la Fiorentina. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Difensore centrale: Terry Butcher</h2>



<p></p>



<p>Il gigante di Singapore, autentico vagabondo delle Isole Britanniche, ha giocato ad Ibrox Park per quattro stagioni, che sono tuttavia sufficienti a regalargli un posto in formazione. Fortissimo fisicamente, combattivo e ruvido come quasi tutti i centrali inglesi degli anni &#8217;80 e &#8217;90 (leggendaria, in Inghilterra, la sua partita giocata con il capo fasciato e sanguinante nel 1989), e in Scozia ha vinto 3 titoli nazionali e 3 coppe, confermandosi nel frattempo titolare della nazionale inglese &#8211; la cui maglia ha vestito per ben 77 volte. <strong>Richard Cough</strong> meriterebbe il ruolo di titolare quanto Terry: colonna dei Rangers e della nazionale scozzese per un decennio, tra anni &#8217;80 e &#8217;90, ha guidato la difesa dei blu verso la conquista di numerosi trofei nazionali, e si è confermato un grande difensore anche nel corso delle sue felici avventure inglesi (Tottenham ed Everton).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Difensore centrale: John Greig</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="John Greig vs Borussia Mönchengladbach | CWC 1973/74 | All touches &amp; actions" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/tZASATwxnD8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Con 755 presenze in maglia Rangers detiene un record pressoché imbattibile: <strong>John Greig</strong> tuttavia non è stato solo un giocatore eterno, ma anche un difensore elegante, straordinariamente prolifico (non mancano stagioni in doppia cifra) e vincente, sia sul piano collettivo (5 campionati scozzesi strappati al miglior Celtic di sempre, una Coppa delle Coppe) che su quello individuale (due volte giocatore scozzese dell&#8217;anno). Anche la nazionale si è appoggiata a lungo sulle sue solide spalle e Greig, la cui avventura in maglia blu gli ha imposto anche compiti dolorosi &#8211; affrontare e superare da capitano l&#8217;Ibrox Park disaster del 1971, quello che ha provocato 66 morti e oltre 200 feriti durante un sanguinario Old Firm. A fine millennio, i tifosi hanno votato <strong>John Greig</strong> quale Ranger del secolo.</p>



<p>Mediano/centrale modernissimo ed estremamente duttile, tanto da sapersi adattare anche al ruolo di punta,<strong> Derek Johnstone</strong> è una leggenda del calcio scozzese e un nome imprescindibile di questa formazione: vanta 350 presenze e l&#8217;incredibile cifra di 131 reti in maglia blu,  la solita pletora di trionfi nazionali, la Coppa delle Coppe del 1972 e la corona di giocatore scozzese dell&#8217;anno, ottenuta nel 1977/1978.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Laterale sinistro: Eric Caldow</h2>



<p></p>



<p><strong>Eric Caldow</strong> è stato un campione sia sulla fascia destra che su quella sinistra, e la sua classe e la sua affidabilità mi suggeriscono di consegnargli i galloni del titolare. Giocatore di caratura meno internazionale  e più a uso interno, <strong>Willie Mathieson</strong> rimane un pezzo di storia dei Rangers, la cui maglia ha vestito per diverse stagioni, vincendo da titolare la Coppa delle Coppe del 1972.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Centrocampista destro: Jim Baxter</h2>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jim Baxter, Slim Jim [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/1vbRYIQDr-M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Forse il giocatore tecnicamente più dotato della storia dei Rangers, <strong>Jim Baxter </strong>è stato un talento sopraffino e un campione di livello mondiale, un longilineo artista del dribbling e del controllo di palla (rivedendolo oggi, noto qualche analogia con l&#8217;eleganza eterea di Michael Laudrup), il cui stile fece innamorare i tifosi scozzesi, rapiti dalla sua &#8220;arte senza fretta&#8221; e dalla sua visione di gioco &#8211; in patria, viene ricordato ancora oggi per la meravigliosa prestazione contro l&#8217;Inghilterra regina del mondo del 1967, quando si permette il lusso di palleggiare con il ginocchio in faccia ai rivali. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Centrocampista centrale: Derek Johnstone</h2>



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</div></figure>



<p></p>



<p>La sua straordinaria duttilità e il ruolo chiave che <strong>Derek</strong> riveste nella storia del club mi impongono di preferirlo a <strong>Greame Souness</strong>, che sale a Glasgow a fine carriera, confermandosi un regista di livello internazionale ma solo in 50 occasioni. <strong>Johnstone</strong> era un difensore che dava il meglio come mediano e segnava come una punta: escluderlo dalla formazione sarebbe delittuoso.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Centrocampista sinistro: Barry Ferguson</h2>



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<p>Giocatore tra i più amati dai tifosi di Ibrox Park, <strong>Barry Ferguson</strong> è stato la bandiera e il perno dei Rangers per due lunghe vite, inframezzate da una felice esperienza a Blackburn. Centrocampista completo e prolifico (specie nel corso dei sempre combattuti <em>Old Firm</em>), capitano silenzioso e senza fronzoli, ha portato a Ibrox innumerevoli titoli nazionali e tre riconoscimenti quale giocatore dell&#8217;anno del campionato scozzese. Lo supera sul piano del talento <strong>Paul <em>Gazza</em> Gascoigne</strong>, che però vive in Scozia il crepuscolo della sua carriera ad alti livelli, tre stagioni da fromboliere che trascina i Rangers a due titoli e si viene votato anche calciatore dell&#8217;anno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Attaccante destro: Brian Laudrup</h2>



<p></p>



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<p></p>



<p>Altro talento purissimo che in Scozia risorge, riprendendosi la nazionale e regalando gol, spettacolo e titoli, <strong>Brian Laudrup</strong> a mio parere si è guadagnato, con il suo brillante quadriennio di Glasgow, la palma di titolare della squadra all time: per lui, si contano 150 presenze, 44 reti e un numero sterminato di giocate da capogiro. A Glasgow, Brian dimostra di non essere solo un fenomeno in allenamento, ma un grande giocatore, quasi degno del sublime e inavvicinabile fratello maggiore. </p>



<p>Piccola e sgusciante ala destra, quasi la risposta blu al fuoriclasse <strong>Johnstone</strong> del <strong>Celtic</strong>, <strong>Willie Henderson</strong> è stato uno giocatori più talentuosi scesi in campo ad Ibrox Park, un superbo uomo dribbling e uomo assist, nonché un perno della squadra che rivaleggia con il Celtic negli anni &#8217;60. Dopo oltre un decennio in maglia blu, Willie chiude la carriera con la Coppa delle Coppe del 1972.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Attaccante centrale: Ally McCoist</h2>



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</div></figure>



<p></p>



<p>Vera e propria leggenda di Ibrox, attaccante straordinariamente prolifico &#8211; per lui 355 reti con i Rangers &#8211; <strong>Ally McCoist</strong> è uno dei migliori uomini gol mai nati sopra il Vallo di Adriano, e il suo carniere è una miniera d&#8217;oro sia se guardiamo ai titoli di squadra (19 trofei nazionali) che al palmares individuale, che conta due scarpe d&#8217;oro, un titolo di capocannoniere della Coppa dei Campioni, una candidatura al pallone d&#8217;oro, l&#8217;immancabile corona di calciatore scozzese dell&#8217;anno, vinta nel 1992. </p>



<p>La sua unica e vera alternativa è il gigante<strong> Mark Hateley</strong>, che abbiamo conosciuto anche in Italia, benché la sua parentesi rossonera sia stata agrodolce sia per le difficoltà tattiche del nostro calcio che per i suoi numerosi infortuni. In Scozia, Mark ha segnato come si conviene a un grande centravanti, dimostrandosi il sovrano dell&#8217;aria, grazie alla sua superba elevazione, e mettendo a referto 87 reti in 165 partite.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Attaccante sinistro: David Cooper</h2>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p>Largamente considerato uno dei maggiori talenti scozzesi non solo della sua epoca ma di tutta la storia, <strong>David Cooper</strong> è stato un&#8217;ala talentuosa, superlativa nel controllo di palla e nell&#8217;uno contro uno, poco dotata sul piano fisico ma capace di sopperire alle lacune atletiche con la pura qualità, tanto da indurre il compagno Mark Walters a dichiarare che guardare David era come assistere a uno spettacolo e rendeva migliori gli altri giocatori. Hamilton, la sua città natale, l&#8217;ha omaggiato con una statua, e con i <strong>Rangers</strong> l&#8217;ala sinistra ha conquistato un numero significativo di titoli, spesso da miglior giocatore, tra anni &#8217;70 e anni &#8217;80. </p>



<p>Il talentuoso ed eclettico centrocampista <strong>Willie Johston</strong>, ala sinistra dei Rangers tra anni &#8217;60 e &#8217;70, non può soffiare a David il posto da titolare, ma una menzione se l&#8217;è guadagnata con un decennio in maglia Rangers da grande e solido giocatore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/13/god-save-the-king-la-top-11-del-dopoguerra-dei-glasgow-rangers.html">God Save The King &#8211; la top 11 del dopoguerra dei Glasgow Rangers</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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