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	<title>Cinque ex Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Cinque ex Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Milan e Genoa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 08:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Milan sta vivendo un periodo molto complicato della sua stagione e dopo aver ottenuto uno splendido filotto, ha perso il primo posto in seguito [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il <strong>Milan</strong> sta vivendo un periodo molto complicato della sua stagione e dopo aver ottenuto uno splendido filotto, ha perso il primo posto in seguito a un solo punto nelle ultime tre partite. Contro il <strong>Genoa</strong> questa sera trova sulla panchina rossoblu quell&#8217;Andriy Shevchenko che ha scritto pagine memorabili per il club rossonero e che è alla ricerca della prima vittoria da allenatore in Italia. Ben ventisette Scudetto scenderanno in campo questa sera a <em>Marassi</em> e tanti sono stati i giocatori che hanno vestito entrambe, ma forse di questi cinque non avevate memoria.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alessio Cerci</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="436" height="245" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l.jpg" alt="" class="wp-image-9139" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l.jpg 436w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Esterno d&#8217;attacco che non è stato in grado di dimostrare con i fatti le sue grandi potenzialità e che con il tempo è andato via via sparendo dai grandi palcoscenici. <strong>Alessio Cerci</strong> iniziò da giovanissimo nella sua Roma e dove aver debuttato in prima squadra, prima con Fabio Capello e poi con Luciano Spalletti, venne ceduto in prestito al Brescia dove però non trovò spazio. Al Pisa visse il suo anno del lancio e della consacrazione con Ventura in panchina e questo gli garantì il passaggio in A all&#8217;Atalanta, ma anche a Bergamo fu un fiasco. Tornò alla Roma dove giocò però molto poco venendo così venduto alla Fiorentina dove mostró solamente a fasi alterne il suo estro. Decise quindi di andare al Torino tornando dal suo maestro Ventura e con Ciro Immobile disputò la più grande annata della carriera, guadagnandosi a suon di gol e assist la chiamata in Nazionale e quella dell&#8217;Atlético Madrid. Da quel momento però tutto precipitò e dopo soli sei mesi tornò in Italia al Milan dove per un anno fu un disastro, segnando solo al Palermo. Nel gennaio 2016 passò al Genoa dove per sei mesi ritrovò una buona vena realizzativa, ma non bastò per il riscatto e da allora iniziò a girare l&#8217;Europa senza fortuna.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gianni Comandini</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="690" height="403" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840.jpg" alt="" class="wp-image-9140" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840.jpg 690w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centravanti di movimento e dal buon talento che ha avuto grandi occasioni da giovane, ma che non è mai stato in grado di sfruttare. <strong>Gianni Comandini</strong> partì nella sua Cesena, ma fu a Montevarchi che iniziò veramente nel grande calcio professionistico prima di tornare in bianconero. Un paio di ottime stagioni C e B prima di passare al Vicenza sempre in cadetteria e grazie ai suoi venti gol fu decisivo per la promozione dei veneti e così venne acquistato dal Milan. In rossonero fu un fiasco totale, ma i suoi unici due gol segnati furono memorabili, perché arrivati nello 0-6 contro l&#8217;Inter. Dopo un solo anno passò all&#8217;Atalanta, ma la vena realizzativa era ormai terminata e dopo soli sette gol in un due anni e mezzo passò al Genoa nel gennaio 2004, giocando poco e segnando solo una rete. Nel 2005, a soli ventotto anni, deciderà di ritirarsi dopo l&#8217;avventura alla Ternana.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Kakhaber Kaladze</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="600" height="300" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493.jpg" alt="" class="wp-image-9141" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Difensore dal grande talento, capace di giocare con ottimi risultati sia al centro che sugli esterni diventando una colonna del Milan degli anni 2000. <strong>Kakhaber Kaladze</strong> è stato probabilmente il più importante giocatore georgiano da quando questo Paese è diventato indipendente dall&#8217;Unione Sovietica e dopo cinque anni alla Dinamo Tbilisi, passò alla Dinamo Kiev dove per un anno giocò con Shevchenko e fu proprio l&#8217;ucraino a consigliarlo nell&#8217;estate 2001 al Diavolo. In rossonero svolse quasi sempre il ruolo della riserva di lusso, un po&#8217; per la sua grande adattabiltà in tutti i ruoli e un po&#8217; per la presenza di campionissimi del calibro di Maldini, Nesta, Stam e Cafu. Vinse le due Champions League del 2003 e del 2007, anche se nella prima si fece parare il rigore da Buffon, e a causa di un infortunio fu solo comprimario nello Scudetto del 2004. Dopo nove anni di Milan nel 2010 venne acquistato dal Genoa e nel suo primo anno in rossoblu riuscì a segnare il suo ultimo gol in carriera contro il Parma. L&#8217;anno seguente visse la turbolenta stagione ligure e a trentaquattro anni capì che era tempo di darsi alla vita politica della propria nazione.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alexander Merkel</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="460" height="340" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340.jpg" alt="" class="wp-image-9142" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340.jpg 460w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340-300x222.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Avrebbe dovuto essere uno dei grandi astronascenti del calcio degli anni &#8217;10 del nuovo millennio, invece fu poco più che una meteora. <strong>Alexander Merkel</strong> fece la trafila in tutte le nazionali giovanili tedesche e nel 2008 venne acquistato dal Milan. Tanta Primavera e poi l&#8217;esplosione con Massimiliano Allegri che in situazioni di emergenza gli diede molto spazio nell&#8217;anno dello Scudetto del 2011, giocando undici partite anche di ottimo livello. I rossoneri scelsero dunque la strada della comproprietà per farlo giocare con continuità e venne così mandato al Genoa dove giocò tanto, ma con scarsa qualità e dopo soli sei mesi tornò a casa. I genovesi alla fine lo acquistarono a titolo definitivo in estate e la nuova annata iniziò nel migliore dei modi con la rete al Cagliari, quella che rimarrà la sua unica in Serie A. Poche presenze e una cessione all&#8217;Udinese con scarsa fortuna e l&#8217;inizio di un lungo girovagare per il mondo sperdendo sempre di più il suo talento.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Paloschi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="460" height="307" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d.jpg" alt="" class="wp-image-9143" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d.jpg 460w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>È stato uno degli attaccanti più forti a livello giovanile e capace di esprimersi con un buon rendimento fin da subito, ma non riuscì mai a spiccare il volo. <strong>Alberto Paloschi</strong> entrò ben presto a far parte del settore giovanile del Milan e il suo esordio fu da sogno. Entrato in una complicata gara interna a San Siro contro il Siena, bagnò il suo esordio con un gran gol che regalò i tre punti e tutti pensarono alla nascita di una stella. Un altro gol alla Sampdoria prima del passaggio in comproprietà al Parma e da lì uscì definitivamente dai radar del Diavolo. Con i ducali fu abbastanza deludente e dopo due anni e mezzo venne ceduto al Genoa dove venne ricordato solamente per i due gol segnati nella pazza rimonta di Marassi contro la Roma. Durò solo sei mesi in Liguria prima di passare per diversi anni al Chievo con buoni risultati, finendo poi per crollare. Male con lo Swansea e la Spal e malissimo con l&#8217;Atalanta e il Cagliari e ora gioca proprio in quel Siena che sembrava averlo lanciato nel grande calcio.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Juventus e Milan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2021 06:57:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;Inter matematicamente campione d&#8217;Italia per la diciannovesima volta nella propria storia è tempo di dedicarsi solo ed esclusivamente alla volata per la Champions League [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Con l&#8217;Inter matematicamente campione d&#8217;Italia per la diciannovesima volta nella propria storia è tempo di dedicarsi solo ed esclusivamente alla volata per la Champions League e lo scontro diretto tra Juventus e Milan di domenica sera prevede grandi scintille. Dopo nove Scudetti i bianconeri non possono perdere anche il treno Champions, mentre i rossoneri rischiano di buttare all&#8217;aria una stagione che fino a febbraio era stata grandiosa. Sarà una grande partita aperta a tutti gli scenari, ma adesso è tempo di vedere cinque giocatori che probabilmente non ricordavate con le maglie della <em>Vecchia Signora</em> e del <em>Diavolo</em>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Aquilani</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Centrocampista elegante e di classe, troppo spesso fermato da infortuni che ne hanno limitato una carriera che avrebbe potuto prendere un&#8217;altra piega. Alberto Aquilani cresce nella Roma, la squadra della sua città, e si impone ben presto in prima squadra dando la sensazione di poter creare una mediana tutta fatta in casa nelle fila giallorosse con Daniele De Rossi. Dopo un prestito molto positivo alla Triestina torna alla Lupa e mostra tutta la sua classe con giocate da campione, conclusioni dalla lunga distanza e una regia sopraffina, ma i continui acciacchi e la crisi economica nella Capitale lo fanno diventare la vittima sacrificale nel 2009 venendo ceduto al Liverpool. In Inghilterra fu un anno disastroso tanto che venne messo subito sul mercato e fu la Juventus a volerlo acquistare per rifondare la squadra dopo il settimo posto dell&#8217;anno precedente. È uno dei protagonisti del buon girone d&#8217;andata bianconero segnando anche un bel gol contro il Lecce, ma poi cala come tutta la squadra che si confermò ancora settima non venendo riscattato. La Vecchia Signora lo sostituì con Pirlo e lui venne chiamato proprio dal Milan per tappare il buco lasciato dal fenomeno bresciano, ma anche qui dopo un buon inizio, dove segnò anche al Napoli, si perse venendo rimandato al mittente. La sua fortuna fu la Fiorentina che lo rimise al centro del progetto prima di iniziare nel 2015 un lungo girovagare tra paesi iberici, vestendo le maglie di Sporting Lisbona e Las Palmas, e provincia italiana con Sassuolo e Pescara.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="648" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/Aquilani-Milan-1-1024x648.jpg" alt="" class="wp-image-5577" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/Aquilani-Milan-1-1024x648.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/Aquilani-Milan-1-300x190.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/Aquilani-Milan-1-768x486.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/Aquilani-Milan-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Paolo Di Canio</h3>



<p class="has-text-align-left"><br>Genio e sregolatezza, talento ed eccessi, un giocatore capace di far parlare il talento per lui nonostante la mancanza di continuità. <strong>Paolo Di Canio</strong> è stato una delle grandi speranze del calcio italiano negli anni &#8217;90 e iniziò a giocare nel decennio precedente con le giovanili della sua squadra del cuore, la Lazio, e dopo un breve prestito alla Ternana divenne titolare dei biancocelesti per tre stagioni. Divenne titolare della Nazionale Under 21 con la quale arrivò secondo nell&#8217;Europeo di categoria del 1990 e nello stesso anno venne così acquistato dalla Juventus. L&#8217;idea era quella di creare con Roberto Baggio una coppia in grado di regalare colpi tecnici e reti al popolo bianconero sotto le indicazioni di Gigi Maifredi, ma il progetto naufragò velocemente. Il romano segnò il suo primo gol a Lecce nei minuti finali, ma non riuscì mai pienamente a imporsi e con l&#8217;arrivo di Trapattoni l&#8217;anno seguente la situazione precipitò. Giocò sempre di meno e, nonostante il successo in Coppa Uefa nel 1993, chiese e ottenne il trasferimento a fine anno al Napoli dove si rilanciò con giocate e reti da campione, memorabile quella al San Paolo contro il Milan. Fu proprio il Diavolo a innamorarsi del suo mattatore e dopo una stagione prevalentemente passata in panchina nel 1994-95, diventò una preziosa pedina per lo Scudetto dell&#8217;anno successivo, dove realizzò cinque reti dando un prezioso supporto alla squadra. A fine anno però lasciò l&#8217;Italia e iniziò un lunghissimo periodo in giro per la Gran Bretagna dove divenne amatissimo, prima di tornare in Patria e chiudere la sua carriera con Lazio e Cisco Roma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="638" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/di-canio-pisa-1.jpg" alt="" class="wp-image-5578" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/di-canio-pisa-1.jpg 960w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/di-canio-pisa-1-300x199.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/di-canio-pisa-1-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nicola Legrottaglie</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Difensore dotato di grandi qualità, abile nella marcatura e anche nell&#8217;impostazione del gioco, sembrò essere il futuro della retroguardia Azzurra, ma non fece il salto di qualità proprio sul più bello. <strong>Nicola Legrottaglie</strong> nacque a Gioia del Colle e non visse certamente la carriera del predestinato, perché con il suo Bari non riuscì mai a debuttare iniziando una lunga serie di prestiti tra Pistoiese e Prato, prima della cessione al Chievo che lo mandò ancora in prestito a Reggiana e Modena. Quando ritornò all&#8217;ombra dell&#8217;Arena nel 2001 per il primo anno in Serie A dei Mussi era considerato solamente una riserva, eppure fu bravo a sfruttare le poche occasioni avute in zona gol. L&#8217;età non più giovanissima dei titolari gialloblu portò Del Neri a farlo diventare un elemento importantissimo per la seconda stagione nella massima serie dei veneti, tanto che impressionò talmente tanto che venne acquistato dalla Juventus. In bianconero avrebbe dovuto diventare una colonna, ma la stagione fu da incubo tanto che venne additato come capro espiatorio di tutti i mali della Vecchia Signora e venne velocemente prestato a Reggina e Siena prima di non trovare altre sistemazioni e tornare a Torino nell&#8217;anno della Serie B. Fu riserva alle spalle di Boumsong e Kovać e avrebbe dovuto avere quel ruolo anche per il ritorno in A, ma l&#8217;infortunio di Andrade e la poca esperienza di Criscito ribaltarono la situazione e divenne a sorpresa titolare disputando una stagione favolosa. Con Ranieri divenne un intoccabile anche nella stagione successiva, tanto da riuscire a riguadagnarsi con regolarità tra il 2008 e il 2009 la Nazionale, ma con l&#8217;arrivo di Ferrara la situazione cambiò. Perse il posto da titolare e nel gennaio del 2011 venne ceduto al Milan con il quale giocò soltanto una partita a San Siro contro la Lazio, ma tanto gli bastò per vincere il suo primo e unico Scudetto in carriera. Rimase solo sei mesi con il Diavolo prima di chiudere la carriera a Catania.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="566" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/nuovo.archivio.foto_.legrottaglie.milan_.primo_.piano_.1400x840-1.jpg" alt="" class="wp-image-5579" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/nuovo.archivio.foto_.legrottaglie.milan_.primo_.piano_.1400x840-1.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/nuovo.archivio.foto_.legrottaglie.milan_.primo_.piano_.1400x840-1-300x212.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/nuovo.archivio.foto_.legrottaglie.milan_.primo_.piano_.1400x840-1-768x543.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Giuseppe Meazza</h3>



<p class="has-text-align-left"><br>Il più grande campione italiano nella storia prima della Seconda Guerra Mondiale, una leggenda capace di far appassionare milioni di italiani al gioco del calcio. <strong>Giuseppe Meazza, </strong>detto <em>Pepín</em>, è stato una colonna dell&#8217;allora Ambrosiana Inter con la quale è stato in grado di vincere più volte il campionato e di laurearsi capocannoniere già nel 1930 quando doveva ancora compiere vent&#8217;anni. Divenne ben presto una leggenda dell&#8217;Italia con la quale vinse da assoluto protagonista i Mondiali del 1934 e del 1938, memorabile il suo rigore in semifinale contro il Brasile quando realizzò dal dischetto trattenendosi i pantaloncini che gli stavano per cadere. Gli anni &#8217;30 ebbero solo ed esclusivamente i colori nerazzurri per lui, ma nel 1940 cambiò la sponda della città meneghina passando al Milan, allora ancora Milano, e la sua prima rete in rossonera fu proprio decisiva per il pareggio in un derby con la sua precedente squadra del cuore. Con il Diavolo però subì diversi infortuni e riuscì a segnare solamente undici reti in due stagioni e nel 1942 passò alla Juventus dove visse l&#8217;ultima annata positiva in carriera, andando in doppia cifra e diventando anche in questo caso mattatore della sua vecchia Ambrosiana segnando sia all&#8217;andata che al ritorno, ma finita la guerra lasciò Torino per tornare in Lombardia chiudendo con Varese, Atalanta e ancora Inter.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/meazza-juventus-milan.jpg" alt="" class="wp-image-5584" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/meazza-juventus-milan.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/meazza-juventus-milan-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Patrick Vieira</h3>



<p><br>Uno dei centrocampisti più di qualità degli ultimi anni, colonna della Francia campione del mondo e d&#8217;Europa tra il 1998 e il 2000 che però ha inizialmente avuto problemi in Italia a inizio della sua carriera. <strong>Patrick Vieira</strong> iniziò con il Cannes in Patria e per due anni tra il 1993 e il 1995 si dimostrò uno dei giovani più interessanti del campionato tanto da essere acquistato dal Milan. Con Fabio Capello però non riuscì a imporsi come titolare e venne considerato un elemento non utile alla squadra, tanto che quando venne schierato nella disastrosa partita di Coppa Uefa contro il Bordeaux fu valutato come non all&#8217;altezza del Diavolo. Giocò solo due partite in campionato e questo gli bastò per vincere lo Scudetto, ma a fine anno venne ceduto all&#8217;Arsenal e nei suoi nove anni a Londra si rivelò come uno dei centrocampisti più completi al mondo facendo parte di una delle squadre più forti della sua epoca. Nel 2005 provò il ritorno in Italia e fu la Juventus ad acquistarlo per fargli formare con Emerson un centrocampo di enorme intelligenza tattica, ma mancò ancora una volta l&#8217;appuntamento internazionale. Rallentato da qualche problema di pubalgia fu molto positivo sottoporta, tanto da segnare cinque reti, ma dopo una grande partenza ebbe un rendimento un po&#8217; al di sotto delle aspettative e a seguito dello scandalo Calciopoli venne ceduto all&#8217;Inter. In nerazzurro visse sempre il campionato senza però mai avere un ruolo determinante a causa dei tanti infortuni subiti in carriera e a gennaio del 2010 tornò in Inghilterra per chiudere la carriera con la maglia del Manchester City.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/vieira-milan-1.jpg" alt="" class="wp-image-5581" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/vieira-milan-1.jpg 745w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/05/vieira-milan-1-300x228.jpg 300w" sizes="(max-width: 745px) 100vw, 745px" /><figcaption>PATRICK VIEIRA &#8211; MILAN AC &#8211; 1995 / 1996 &#8211; foot football &#8211; calcio &#8211; action hauteur</figcaption></figure></div>
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