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	<title>chumpitaz Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>chumpitaz Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>I 10 migliori calciatori sudamericani dell&#8217;epoca televisiva (esclusi brasiliani, argentini e uruguagi)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Canale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 12:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fin dagli albori del calcio il continente sud americano è stato un’incredibile fucina di talenti.Probabilmente ancora più dell’Europa, dove il football è stato codificato, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/03/i-10-migliori-calciatori-sud-americani-dellepoca-televisiva-esclusi-brasiliani-argentini-e-uruguagi.html">I 10 migliori calciatori sudamericani dell&#8217;epoca televisiva (esclusi brasiliani, argentini e uruguagi)</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Fin dagli albori del calcio il continente sud americano è stato un’incredibile fucina di talenti.<br>Probabilmente ancora più dell’Europa, dove il football è stato codificato, in Sud America ogni nazione ha sviluppato un suo stile di gioco ben definito, quasi unico, spesso riflesso dell&#8217;indole del popolo d&#8217;origine. Molti esperti ritengono che il numero di talenti puri nati tra le sponde del Rio de la Plata (e non solo) sia inarrivabile. La ragione è da ricercarsi probabilmente nell&#8217;amore viscerale che questi popoli hanno per il <em>Fútbol</em>, qualcosa che va oltre le banali regole e le tattiche.<br><br>Ma torniamo a noi: perché dall&#8217;epoca televisiva in poi ? Per due motivi, sostanzialmente. Il primo di natura documentaria. Più andiamo indietro nel tempo più è difficile reperire video parziali o interi di partite, primo strumento utile per valutare i giocatori. Ritengo determinante, poi, che negli anni ’50 inizi in Sud America l’epoca televisiva: gradatamente nel corso del decennio iniziano a vedersi le prime tv o partite intere trasmesse un po’ ovunque, di conseguenza ho decretato quest’anno come il primo utile per valutare i giocatori. Questo significa che giocatori che hanno raggiunto un apice o giocato <strong>la maggior parte della loro carriera prima del 1950 non verranno presi in considerazione</strong>. </p>



<p>Chi vedremo in questa top ten? I 10 migliori giocatori sud-americani &#8211; <strong>escludendo Brasile, Argentina e Uruguay</strong> &#8211; dall’epoca televisiva al giorno d’oggi. Ho scelto di escludere “i soliti noti” perché ritengo che un po’ tutti conosciamo la <em><em>crème de la crème</em></em> composta dai soliti noti brasiliani e argentini: vedere la solita lista riproposta può essere ripetitivo o banale.<br>E’ interessante vedere come invece anche nazioni o campionati minori abbiano prodotto fuoriclasse assoluti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi (sud-americani, ma anche europei!) più noti e vincenti. <br><br>Ma ora entriamo nel vivo!</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Elias Figueroa (Cile)</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="630" height="443" class="wp-image-8364" style="width: 630px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Figueroa.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Figueroa.jpg 630w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Figueroa-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></p>



<p><br></p>



<p>Ammetto di essere un po’ di parte, qui, ma il primo posto credo gli spetti di diritto.<br>Ho visionato e letto il più possibile su di lui e credo di poter affermare con ragionevole certezza che parliamo di uno dei difensori più forti della storia del calcio.&nbsp; Di sicuro, insieme a Passarella, è il più forte difensore sud americano dagli anni ’50 ad oggi.<br>Forte fisicamente, implacabile in marcatura, bravissimo nel gioco aereo, dotato di ottima tecnica individuale, sbagliava di rado ed ha anche segnato goal pesantissimi. Ovunque abbia giocato, <em>Internacional </em>o <em>Peñarol</em>, ha lasciato il segno e non è un caso se ha stupito il mondo nel Mondiale del ’74, giocando sempre grandi partite contro attaccanti blasonati, come il tedesco Gerd Müller.<br>Ultimo ma non meno importante: quando un <strong>difensore </strong>cileno viene votato per ben tre anni (74,75 e 76) miglior giocatore sud-americano in <strong>assoluto</strong>, e vince 1 Bola de Ouro (premio assegnato al miglior giocatore del campionato brasiliano) beh&#8230;<em>carta canta</em>, direi!</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Teofilo Cubillas (Perù)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img decoding="async" width="513" height="288" class="wp-image-8366" style="width: 550px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Teofilo-Cubillas.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Teofilo-Cubillas.jpg 513w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Teofilo-Cubillas-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /><br></p>



<p></p>



<p>Modernissimo trequartista e mezzapunta, esplosivo, con un gran tiro di fuori e bravissimo nelle punizioni.<br>Aveva anche uno straordinario fiuto del goal, non a caso è <em>recordman </em>della propria nazionale (45 goal) e autore di ben 10 goal nelle competizioni mondiali, che sono veramente tantissimi per un centrocampista di un nazionale minore. <br>Teo è un talento <strong>precoce</strong>: a soli 17 anni, alla sua prima stagione da professionista nell&#8217;<em>Alianza Lima</em> diventa subito capocannoniere con 19 goal in 23 partite. <br>Nei sei anni successivi diventa uno delle bandiere della squadra, segnando oltre 100 goal in 170 partite. La sua fama vola oltre i confini, e viene acquistato dal <em>Basilea</em>, in Svizzera, dove però ha grosse difficoltà di adattamento dovute alla lingua. Ecco allora l&#8217;arrivo in Portogallo, al <em>Porto</em>, dove diventa l&#8217;<strong>uomo simbolo </strong>della squadra venendo votato Miglior Straniero del campionato alla sua prima stagione. Nei tre anni al Porto non raccoglie grandi successi, ma è di gran lunga considerato uno dei giocatori più forti della squadra e del campionato.<br><em>El Nene </em>(il ragazzino) ha formato insieme al difensore Chumpitaz (che trovate poco sotto) l&#8217;ossatura della generazione d&#8217;oro peruviana esplosa negli anni &#8217;70. Trascinò la nazionale ai quarti di finale nel 1970 e nel 1978 e vinse a suon di grandi prestazioni la Copa América nel 1975. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) Alberto Spencer (Ecuador)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img decoding="async" width="800" height="450" class="wp-image-8365" style="width: 800px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Alberto-Spencer.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Alberto-Spencer.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Alberto-Spencer-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Alberto-Spencer-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Straordinario centravanti poco conosciuto al di fuori del continente sud-americano. <br>Spende la sua carriera quasi interamente nel <em>Peñarol</em>, una delle squadre più vincenti di sempre . E&#8217; qui che raggiunge il proprio apice vincendo ben 3 coppe Libertadores (e sfiorandone almeno un altro paio), 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Sudamericana e molto altro.<br>Ad oggi è ancora il miglior marcatore della Coppa Libertadores con ben 54 goal, molti dei quali segnati di testa. Non a caso il suo soprannome era <em>Cabeza Magica</em>, che non ha neanche bisogno di traduzioni.<br>In ogni caso parliamo di un centravanti <strong>modernissimo </strong>ed estremamente <strong>completo </strong>sotto il profilo tecnico: forte fisicamente, ambidestro, molto veloce e reattivo, imbattibile di testa e con un grandissimo fiuto del goal. Con tutta probabilità rientra sicuramente tra i 5 centravanti sud-americani più forti di sempre ed è un peccato non averlo potuto ammirare anche in nazionale in palcoscenici più importanti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Arturo Vidal (Cile)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="288" class="wp-image-8368" style="width: 650px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Vidal.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Vidal.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Vidal-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Uno come lui non ha bisogno di presentazioni, giusto ? <br>Centrocampista <strong>totale</strong>, versatile e completo, con tanta <em>garra</em>, bravo in interdizione e capace di trovare anche la rete con una certa facilità. <br>Arturo Vidal è&#8217; stata la spina dorsale della Juventus e della nazionale cilena per molti anni. E&#8217; il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere e che tutti i tifosi amano perché in campo è uno di quelli che dà tutto, fino all&#8217;ultima goccia di sudore. Ritengo sia imprescindibile in una classifica simile. <br>Dopo Alexis Sanchez è il giocatore cileno con più presenze, ben 127 ed è lui il giocatore simbolo del Cile nella doppia vittoria in Coppa America nel 2015 e 2016.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Héctor Chumpitaz (Perù)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="497" class="wp-image-8375" style="width: 350px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Chumpitaz2.jpeg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Chumpitaz2.jpeg 350w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Chumpitaz2-211x300.jpeg 211w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><br></p>



<p class="has-text-align-left"><br>Insieme a Cubillas è senz&#8217;altro il più grande calciatore peruviano di sempre. <br>Vero e proprio <strong>leader </strong>in campo era un difensore dotato di ottime doti tecniche e balistiche; non alto (solo 170 cm) ma con una muscolatura impressionante, era bravo nel gioco aereo e velocissimo sulle brevi distanze. Inoltre era un leader in campo grazie alla sua capacità di guidare la linea difensiva e di reggere bene alle pressioni. E&#8217; tutt&#8217;ora considerato uno dei difensori sud-americani più forti e rappresentativi di sempre. A livello di club è stato la bandiera di due tra le squadre peruviane più vincenti di sempre, ovvero l&#8217;<em>Universitario</em> e lo <em>Sporting Cristal</em>. Nella vittoriosa spedizione in Coppa America del 1975 è lui, da capitano, ad alzare la coppa.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Radamel Falcao (Colombia)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img loading="lazy" decoding="async" width="570" height="320" class="wp-image-8371" style="width: 512px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Radamel-Falcao.jpeg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Radamel-Falcao.jpeg 570w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Radamel-Falcao-300x168.jpeg 300w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" /></p>



<p><br></p>



<p>Miglior marcatore della nazionale Colombiana, <em>El Tigre</em> è stato l&#8217;incubo delle difese di mezza Europa per diversi anni. <br>Fiuto del goal, incredibile reattività, bravissimo nel gioco aereo, le sue movenze fluide, stilisticamente perfette, lo hanno reso una vera e propria <strong>icona </strong>e non nascondo che mi innamorai follemente di lui all&#8217;epoca. Trascinò a suon di goal il <em>Porto</em> e l&#8217;<em>Atletico Madrid</em> alla vincita dell&#8217;Europa League. Purtroppo il suo rendimento cala vistosamente in concomitanza con il suo trasferimento al Monaco, in Francia, dove subisce un brutto infortunio che, purtroppo, ne condizionerà brutalmente la carriera. <br>Recentemente è tornato in Spagna, firmando per il Rayo Vallecano, ed ha esordito segnando 3 goal in 3 partite. Se il buongiorno si vede dal mattino&#8230;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) José Luis Chilavert (Paraguay)</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="627" class="wp-image-8376" style="width: 700px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/jose-luis-chilavert.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/jose-luis-chilavert.jpg 1200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/jose-luis-chilavert-300x157.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/jose-luis-chilavert-1024x535.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/jose-luis-chilavert-768x401.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>



<p><br></p>



<p>Quando si parla di portieri sud americani mi scende sempre una lacrimuccia. <br>Spesso infatti hanno rappresentato quel briciolo di sana follia che mi ha fatto avvicinare a questo sport. Penso a giocatori come Higuita, Campos, Hugo Gatti e via discorrendo, spesso conosciuti e citati più per il proprio comportamento bizzarro che per le proprie doti. Chilavert rappresenta un&#8217;eccezione in tal senso: la sua buona dose di <strong>follia </strong>ce l&#8217;aveva anche lui, dopotutto un portiere che nel corso della propria carriera segna ben 60 goal (54 con il club, 6 con la nazionale) non si può definire certo normale! Oltre ad avere un buon piede, però, José era anche un signor portiere! Saracinesca del <em>Vélez</em>, è stato considerato negli anni &#8217;90 tra i migliori portieri del mondo: per 3 anni consecutivi è stato eletto miglior portiere dall&#8217;IFFHS, mentre nel 1996 disputa la sua migliore annata, vincendo la Supercoppa Sudamericana e anche il doppio premio come miglior giocatore del campionato argentino oltre che quello come miglior calciatore sudamericano dell&#8217;anno.<br>Chilavert era un portiere incredibilmente <strong>carismatico</strong>, un vero e proprio leader nato che comandava la squadra grazie alla sua voce potente e alla sua figura imponente. Tra i pali, nonostante la mole, era incredibilmente reattivo e anche piuttosto agile. <br>Con la nazionale è stato il portiere titolare per oltre un decennio, dove ha disputato due ottimi mondiali arrivando in entrambi i casi agli ottavi di finale.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Hugo Sotil (Perù)</h3>



<p class="has-text-align-center"><br><br><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" class="wp-image-8377" style="width: 600px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/elperuano.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/elperuano.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/elperuano-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>



<p><br><br>Se Chumpitaz era il cuore della nazionale peruviana e Cubillas la punta di diamante, Hugo Sotil probabilmente rappresentava il <strong>talento </strong>nella sua espressione più pura. Pochi giocatori in Perù sono più amati di lui, e c&#8217;è un motivo. Centrocampista e mezzapunta rapida, esplosiva, aveva uno stile di gioco fantasioso, un <em>tourbillon </em>di finte, controfinte, assist al bacio. <br>Le sue grandi prestazioni gli valgono la chiamata di <em>Barcelona </em>dove forma, con il grande Johan Cruyff, una strana coppia di attaccanti. <br>In Spagna Sotil cambia il modo di gioco e &#8211; pur conservando il suo amore per la giocata &#8211; diventa un vero e proprio <strong>rifinitore</strong>. I suoi assist incredibili diventano un suo marchio di fabbrica e gli valgono la maglia numero 10, un onore concesso a pochi. Al <em>Barça</em>&nbsp;disputa tre stagioni di alto livello, vincendo subito un campionato e ben quattro trofeo Gamper.  Nel 1974 l&#8217;arrivo di Neeskens, che occupa la casella riservata al calciatore straniero (la prima ovviamente era di Cruyff), lo esclude di fatto dalla rosa, suscitando le ire dei tifosi. Al suo ritorno in patria, all&#8217;<strong>Alianza Lima</strong>, ritrova i compagni di nazionale Cubillas e Cueto, con i quali forma un trio spettacolare e &#8211; soprattutto &#8211; vincente, raccogliendo due campionato nazionali e un terzo posto alla Coppa Libertadores nel 1978.<br></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) Carlos Valderrama (Colombia)</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" class="wp-image-8378" style="width: 600px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Valderrama.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Valderrama.jpg 1280w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Valderrama-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Valderrama-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Valderrama-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>



<p><br></p>



<p>Ci sono giocatori il cui status di <em>icona</em> è dato più dal loro aspetto o dal modo di interpretare il football che dalle loro qualità intrinseche. Valderrama è uno di loro, ma solo in parte. <br>Sia chiaro, parliamo di un signor giocatore, un vero e proprio numero 10 vecchio stile, un <em>enganche</em> direbbero in Argentina, con enormi qualità tecniche, visione di gioco e precisione nei passaggi. Ma diciamoci la verità: quando pensiamo a lui la prima cosa che ci viene in mente non è tanto la sua tecnica, quanto la sua enorme zazzera bionda che spiccava su un campo da calcio.  La nazionale <strong>Colombiana </strong>degli anni &#8217;90, di cui Valderrama potremmo definire il metronomo, era in effetti un agglomerato di talento e follie: Higuita, Escobar, Asprilla, Leonel Álvarez e molti altri. Più fumo che arrosto, purtroppo.<br>Due volte Calciatore sudamericano dell&#8217;anno, <em>El Pibe</em> dalla sua ha anche una parentesi in Europa tra Montpellier e Valladolid dove ha lasciato tutto sommato ottimi ricordi: nonostante la proverbiale macchinosità e lentezza era comunque quel tipo di giocatore che detta i tempi della manovra, che fa giocare la squadra, la massima espressione dell&#8217;altruismo su un rettangolo da gioco. Il meglio di sé, però, lo dà con la nazionale, nonostante non abbia raccolto quanto meritava: disputa un ottimo Italia &#8217;90 e, nel &#8217;94, nonostante un brutto infortunio prima dei mondiali, è lui il leader della squadra. Nonostante le sue buone prestazione l&#8217;avventura della nazionale finisce solo ai gironi. Idem nel &#8217;98, dove, nonostante le sue prestazioni eccellenti, l&#8217;avventura della nazionale finisce ancora ai gironi.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><br>10) Leonel Sánchez&nbsp;(Cile)</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><br><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="332" class="wp-image-8367" style="width: 600px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Leonel-Sanchez.jpg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Leonel-Sanchez.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/Leonel-Sanchez-300x166.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>



<p class="has-text-align-left"><br></p>



<p class="has-text-align-left">Forse impopolare, immagino. Sì, perché Leonel è uno di quei giocatori molto poco conosciuti al di fuori dei confini del proprio paese.<br>Ala sinistra cilena, nonché capocannoniere del mondiale &#8217;62 è considerato, dopo Figueroa, uno dei più grandi giocatori cileni della storia.<br>Bandiera dell&#8217;<em>Universidad de Chile</em>, Sanchez è un ala sinistra <strong>atipica </strong>e anacronistica: non velocissimo ma dotato di notevole intelligenza tattica, vedeva molto bene la parte ed aveva un sinistro potente e preciso. Era anche un eccellente tiratore di punizioni. Gioca sovente anche come centravanti e seconda punta. Con il club conquista da protagonista ben sei titoli nazionali, tanto da attirare l&#8217;attenzione di molti club europei. Conclude comunque la carriera in patria, prima al <em>Colo Colo</em> (con il quale vince un altro campionato) e poi in club minori.<br><br></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Riserva di Lusso</h3>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading"><br><br>James Rodríguez (Colombia)</h4>



<p class="has-text-align-center"><br><strong><br></strong><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" class="wp-image-8394" style="width: 600px" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/James.jpeg" alt="" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/James.jpeg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/James-300x150.jpeg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/James-768x384.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br><br></p>



<p class="has-text-align-left">Consentitemi questo piccolo strappo alla regola. Sono stato fino all&#8217;ultimo indeciso se inserirlo o meno.<br>Chiaramente ha tutte le qualità per esserci, ma nello stilare la classifica ho scelto di privilegiare per la maggior parte giocatori ritirati o comunque a fine carriera. <br><br><strong>Esclusi (più o meno) eccellenti</strong>: Juan Joya, César Cueto, Willington Ortiz, Marcelo Salas, Carlos Gamarra, René Higuita, Ivan Cordoba, Julio César Romero, Faustino Asprilla, Mario Yepes.</p>
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		<title>La top 11 dei calciatori che hanno vinto la Coppa América</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2021 07:12:03 +0000</pubDate>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;Uruguay festeggia la Coppa América del 1923</em></p>



<p class="has-drop-cap">È la prima competizione per nazionali mai creata: è la Coppa América, giunta quest&#8217;anno alla 47ª edizione. Si giocherà in Brasile dopo i problemi (legati alla pandemia da COVID-19, ma non solo) sorti in Argentina e Colombia. I verdeoro, già detentori del trofeo, saranno ancora i favoriti. La Coppa América è una competizione di enorme fascino. Né <strong>Pelé</strong> né <strong>Maradona</strong>, le due icone somme del calcio sudamericano e non solo, l&#8217;hanno mai vinta: <strong>Pelé</strong> fu capocannoniere e miglior giocatore nel 1959, ma il suo Brasile fu preceduto nella classifica finale dall&#8217;Argentina. <strong>Maradona</strong> ha disputato la competizione tre volte (1979, 1987 e 1989) brillando a ondate e ottenendo al massimo un 3° posto. E finora non è riuscito a vincere nemmeno <strong>Messi</strong>, con cinque tentativi andati a vuoto: due finali perse e prestazioni da montagne russe per il fenomeno del 21° secolo che tra pochi giorni in Brasile tenterà di dare un nuovo assalto alla competizione.<br>Per tuffarci nella storia, anche qui ho provato a imbastire una top 11 dei giocatori che l&#8217;hanno vinta. Scelte non facili poiché bisogna giocoforza sconfinare nell&#8217;epoca pretelevisiva e dell&#8217;anteguerra. Il parametro usato, come per l&#8217;Europeo, è stato di guardare sì all&#8217;impatto avuto nelle competizioni, ma anche al valore assoluto dei giocatori.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere</h3>



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<p><strong>LADISLAO MAZURKIEWICZ<br></strong><em>Uruguay, 1967<br></em>Probabilmente il più grande portiere della storia dell&#8217;Uruguay e uno dei massimi anche a livello sudamericano. Temerario nelle uscite, solido tra i pali, dotato di riflessi felini. Icona del suo tempo, celebre l&#8217;uno contro uno con Pelé al Mondiale &#8217;70, quando <em>O Rei</em> lo irrise con una finta, ma calciò fuori di un soffio in diagonale. Ha fatto parte del più grande Uruguay degli ultimi 60 anni, quello capace di vincere la Coppa América 1967 e giungere quarto nel Mondiale messicano.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difesa</h3>



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<p><strong>CAFU</strong><br><em>Brasile, 1997-1999<br></em>Scelta ai punti tra lui, l&#8217;uruguagio José Leandro Andrade e un altro brasiliano, Dani Alves, per la corsia di destra. Ma voto per il <em>Pendolino</em>, capace di vincere tutto in carriera e più volte: Libertadores, Intercontinentale, Champions League, Coppa América, Mondiale&#8230; Un palmares infinito. Nato esterno d&#8217;attacco, si è presto tramutato in un terzino completo, bravissimo ad attaccare ma anche a difendere. Un portento in termini di apici, continuità e longevità.</p>



<p></p>



<p><strong>JOSÉ NASAZZI<br></strong><em>Uruguay, 1923-1924-1926-1935<br>El gran mariscal</em> o anche <em>El terrible</em>, era il capitano e il leader mentale del meraviglioso Uruguay pigliatutto degli anni &#8217;20, che vinse anche 2 Olimpiadi e il primo Mondiale della storia. Terzino metodista, giocava nel cuore dell&#8217;area e spazzava via ogni insidia: lo si vede chiaramente dalle rare immagini in bianco e nero della finale mondiale 1930 contro l&#8217;Argentina. Difensore duro, carismatico, dotato nel tocco, fu impiegato in carriera anche da mezzala.</p>



<p></p>



<p><strong>HÉCTOR CHUMPITAZ<br></strong><em>Perù, 1975<br></em>I sudamericani ritengono lui, Nasazzi, Passarella e Figueroa i quattro cavalieri difensivi del calcio del subcontinente. Forse ci starebbero anche Perfumo o Domingos da Guia. Ma questo la dice lunga sull&#8217;enorme considerazione che c&#8217;è oltre Oceano per il centrale difensivo peruviano, che con Teofilo Cubillas fu la stella della miglior generazione mai espressa dal Perù: campione del Sudamerica nel 1975, quarti di finale al Mondiale &#8217;70, seconda fase raggiunta anche nel &#8217;78 mettendosi alle spalle nel primo girone l&#8217;Olanda.</p>



<p><strong>ROBERTO CARLOS<br></strong><em>Brasile, 1997-1999<br></em>Cafu da un lato, Roberto Carlos dall&#8217;altro. Una coppia di terzini con la C e la T che andrebbero rigorosamente maiuscoli, forse come somma di valori il duo di esterni bassi più forte mai visto. A dispetto dei falsi miti, Carlos è stato un ottimo difensore. Anche se la sua più grande qualità era nel saper spingere a tutta fascia, un treno difficile da arginare nelle giornate di vena. Carriera longeva e molto vincente, aveva piedi e visione di gioco da mezzala.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="840" height="467" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Argentina_1947-1.jpg" alt="" class="wp-image-6297" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Argentina_1947-1.jpg 840w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Argentina_1947-1-300x167.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Argentina_1947-1-768x427.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption>L&#8217;Argentina che vinse la Coppa América nel 1947: una corazzata con Di Stéfano e Moreno</figcaption></figure></div>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampo</h3>



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<p><strong>ALFRÉDO DI STEFANO<br></strong><em>Argentina, 1947<br></em>Non un vero centrocampista, ma il calciatore universale per eccellenza. Nato attaccante &#8211; in questa veste vinse la Coppa América del 1947 e si guadagnò il soprannome di <em>Saeta Rubia</em> &#8211; in carriera si è poi trasformato in maestoso uomo-ovunque. Vent&#8217;anni ad alto livello senza mai scendere da un&#8217;altissima cifra di rendimento, secondo accreditate correnti di pensiero è il migliore di sempre. Il Real Madrid con lui in plancia di comando è diventato il Grande Real, la stella polare dell&#8217;Europa calcistica. Corsa, recuperi, regia, inserimenti e gol: una meraviglia a tutto campo.</p>



<p></p>



<p><strong>OBDULIO VARELA<br></strong><em>Uruguay, 1942<br></em>Se c&#8217;è un mediano iconico nella storia del calcio mondiale, questo è lui. L&#8217;eroe del <em>Maracanaço</em>, che otto anni prima compì un&#8217;impresa quasi altrettanto memorabile: il suo piccolo e sfavorito Uruguay che piegò di misura nello scontro decisivo per assegnare la Coppa América la favoritissima Argentina. E Obdulio, <em>El Negro Jefe</em>, all&#8217;epoca 25enne, era già il capopopolo, il leader assoluto, tanto da venire proclamato miglior giocatore della manifestazione.</p>



<p></p>



<p><strong>JOSÉ MANUEL MORENO<br></strong><em>Argentina, 1941-1947<br></em>Il dominatore assoluto degli anni &#8217;40, un Maradona ante litteram per genio e sregolatezza. Con un pallone ai piedi in grado di concepire e realizzare qualsiasi prodezza. Architrave del meraviglioso River Plate della <em>Máquina</em>, venerato come un dio dai suoi compatrioti e dai suoi contemporanei, amante dei vizi e della bella vita. Eppure sempre irreprensibile in campo e protagonista di una carriera particolarmente longeva, oltre che straordinariamente vincente.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attacco</h3>



<p></p>



<p><strong>HÉCTOR SCARONE<br></strong><em>Uruguay, 1917-1923-1924-1926<br></em>Il <em>Mago</em> o il <em>Gardel del fútbol</em>, mezzala destra e stella assoluta dell&#8217;Uruguay imbattibile degli anni &#8217;20. Dribbling, personalità, completezza tecnica, scaltrezza, assist e gol: un bagaglio tecnico infinito. Specialista dei calci di punizione, dei rigori e fortissimo anche di testa nonostante la statura non elevata. Ha attraversato oltre 10 anni di calcio ad alto livello, una rarità per la sua epoca. Idolo giovanile di Santiago Bernabéu, per Zamora, Meazza, Monti e diversi altri è stato il più grande calciatore dell&#8217;anteguerra.</p>



<p></p>



<p><strong>ROMÁRIO</strong><br><em>Brasile, 1989-1997<br></em>Un predatore del gol, dopo Bican e Cristiano Ronaldo l&#8217;uomo che ha segnato più reti in gare ufficiali nella storia. Qualche vizio, amante del carnevale e della vita notturna, ma senza gli eccessi di certi suoi connazionali: Romário si è sempre gestito con furbizia e intelligenza anche fuori dal campo, le stesse qualità che metteva in mostra sul rettangolo di gioco. Anche per questo ha saputo conservarsi a lungo. Rapido, sgusciante, tecnico e mortifero, un cobra dell&#8217;area di rigore, tipica personificazione del <em>malandro</em> brasiliano.</p>



<p></p>



<p><strong>RONALDO</strong><br><em>Brasile, 1997-1999<br></em>Il <em>Fenomeno</em>, l&#8217;attaccante che per un biennio sembrava destinato al gotha. Dopo il mistero di Francia &#8217;98, piagato da diversi infortuni devastanti, è rimasto un favoloso centravanti ma distante anni luce dal portento abbagliante di prima. Al suo <em>prime</em>, inarrestabile: tecnica in velocità da capogiro, istinto del gol, un repertorio pazzesco di dribbling e finte, un missile capace di travolgere ogni avversario. Due Coppa América in bacheca, oltre al Mondiale 2002, in nazionale ha sempre offerto un rendimento eccezionale.</p>



<p></p>



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</div><figcaption>Ronaldo e Romário hanno vinto una Coppa América insieme, nel 1997</figcaption></figure>
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