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	<title>banks Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>banks Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1972 Quarti andata: Inghilterra-Germania Ovest 1-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 11:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1972]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i capitani Moore e Beckenbauer prima del via La Germania Ovest sbanca Wembley per la prima volta nella sua storia. Un successo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/17/1972-quarti-andata-inghilterra-germania-ovest-1-3.html">1972 Quarti andata: Inghilterra-Germania Ovest 1-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i capitani Moore e Beckenbauer prima del via</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Germania Ovest sbanca Wembley per la prima volta nella sua storia. Un successo però molto più sofferto e in bilico di quanto non dica il punteggio: l&#8217;Inghilterra va sotto nel primo tempo, sfiora il pari già prima dell&#8217;intervallo e nella ripresa domina a lungo, riuscendo a raggiungere il meritato 1-1 a una decina di minuti dal termine. Un rigore dubbio e un gol di <strong>Gerd Muller</strong> nel finale spianano la strada della vittoria ai tedeschi, che pareggeranno poi in casa 0-0 e staccheranno il pass per la fase finale.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><strong>Inghilterra:</strong> Banks &#8211; Madeley, Moore, Hunter, Hughes &#8211; Lee, Bell, Ball, Peters &#8211; Hurst (st 13&#8242; Marsh), Chivers.<br><strong>Germania Ovest:</strong> Maier &#8211; Hottges, Schwarzenbeck, Beckenbauer, Breitner &#8211; Netzer, Wimmer &#8211; Grabowski, Hoeness, Held &#8211; Muller.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="787" height="522" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/muller-1.jpg" alt="" class="wp-image-20259" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/muller-1.jpg 787w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/muller-1-300x199.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/muller-1-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il terzo gol tedesco di Gerd Muller</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>2&#8242;</strong> Inghilterra subito aggressiva: si accende una mischia nell&#8217;area tedesca dopo un errore in disimpegno di Beckenbauer, ci provano Lee e Chivers, la difesa ospite erge un muro e Maier fa sua la sfera.<br><strong>8&#8242;</strong> break per vie centrali di Wimmer, che allarga a sinistra per Hoeness, l&#8217;attaccante tedesco punta Madeley e crossa sul secondo palo, Grabowski tocca per Netzer, filtrante nell&#8217;area piccola per Muller anticipato dall&#8217;uscita tempestiva di Banks.<br><strong>26&#8242; </strong>straordinaria galoppata palla al piede di Netzer, che si fa tutto il campo, poi serve in area Muller, tiro con la punta del piede, Banks riesce a deviare in angolo. Meglio i tedeschi in questa fase.<br><strong>27&#8242; GOL GERMANIA OVEST</strong> Moore tenta due dribbling in area, ma sul secondo si allunga troppo il pallone, ne approfitta Muller, che appoggia a Held e da questi indietro a Hoeness, conclusione sporca dal limite che fredda Banks.<br><strong>28&#8242; </strong>l&#8217;Inghilterra prova a reagire: lancio di Moore sulla destra per Hurst, cross sul secondo palo, Lee schiaccia di testa, Maier ci arriva in due tempi mettendo in angolo.<br><strong>32&#8242;</strong> tentativo di Lee dal limite dopo un corner, traiettoria centrale, Maier c&#8217;è.<br><strong>37&#8242;</strong> Lee avanza e tocca per Hughes, filtrante in area per Peters, che appoggia indietro a Ball con un pallonetto, conclusione di prima intenzione del centrocampista inglese alta.<br><strong>41&#8242; </strong>ci prova anche Peters con un tiro improvviso da ontano, Maier si getta e devia in corner. Dalla bandierina batte Ball, Bell prolunga di testa ancora per Peters, che gira di sinistro dal limite dell&#8217;area piccola, grande riflesso di Maier che salva la propria porta.<br><strong>45&#8242;</strong> Beckenbauer sale dalla difesa senza palla, riceve da Muller e tocca sulla trequarti destra a Grabowski, staffilata in diagonale, palla fuori di un soffio. Torna a farsi in attacco vedere la Germania Ovest.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>10&#8242; </strong>Hurst per Hughes, che triangola con Chivers ed entra in area, splendido intervento in scivolata di Beckenbauer, che evita il tiro dell&#8217;attaccante inglese a botta sicura.<br><strong>15&#8242; </strong>Hughes avanza e serve Bell, tiro rasoterra quasi dal limite, palla a lato di un metro.<br><strong>17&#8242;</strong> lungo lancio di Moore che taglia la difesa tedesca, tentativo di prima intenzione di Hughes, la palla scheggia la parte alta della traversa. Meriterebbe il pari l&#8217;Inghilterra.<br><strong>20&#8242;</strong> altro pallone di Moore scodellato nell&#8217;area tedesca, colpo di testa di Peters, Maier in tuffo neutralizza.<br><strong>24&#8242; </strong>Netzer per Beckenbauer, rasoiata da lontano, Banks c&#8217;è. E&#8217; il primo affondo dei tedeschi nella ripresa.<br><strong>28&#8242;</strong> Moore apre per Marsch, che innesca in area Bell, Maier esce e tocca in corner sul tentativo del centrocampista inglese.<br><strong>29&#8242; </strong>corner da sinistra di Peters, Maier va in presa, ma gli sfugge il pallone dalle mani, Marsch gira di testa, Hottges allontana quasi sulla linea.<br><strong>32&#8242; GOL INGHILTERRA</strong> Peters pesca Bell, che avanza e calcia a mezza altezza, Maier respinge ma non può opporsi al tapin da pochi passi di Lee.<br><strong>39&#8242; GOL GERMANIA OVEST</strong> Rigore dubbio per i tedeschi per un fallo di Moore su Held lanciato a rete. L&#8217;intervento sembra sul pallone e in ogni caso avviene fuori area. L&#8217;arbitro assegna comunque il rigore. Netzer calcia angolato, Banks devia sul palo, ma il pallone carambola poi in rete.<br><strong>41&#8242;</strong> Chivers per Ball e da questi a Bell, conclusione da fuori alta non di molto. L&#8217;Inghilterra non ci sta.<br><strong>43&#8242; GOL GERMANIA OVEST</strong> Held ruba palla a Hughes sulla trequarti e serve Hoeness, che si accentra e serve in area Muller, l&#8217;attaccante tedesco si gira in un secondo e infila l&#8217;angolino con il solito “killer instict”.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Germany vs England 3 - 1 | Extended Highlights &amp; Goals 1972 UEFA European Championship" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/kxLUif7Y8Mw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE INGHILTERRA</u></b><br><b>IL MIGLIORE BALL 6,5:</b> anche da centrocampista centrale, l&#8217;ex campione del mondo (uno dei cinque ancora in campo, gli altri sono Banks, Moore, Peters e Hurst) si disimpegna alla grande. Governa il gioco, smista numerosi palloni, indirizza diverse azioni pericolose. Faro.<br><b>Peters 6,5: </b>più che affondare a sinistra, spesso si accentra. Sfiora il gol nel primo tempo e avvia l&#8217;azione che porta alla rete di Lee nella ripresa. Uno degli ultimi a mollare.<br><b>Banks 6:</b> incolpevole sui gol tedeschi, anzi: va vicino a parare il rigore di Netzer. Sfortunato.<br><b>Moore 5,5: </b>forse ha perso un po&#8217; di smalto rispetto agli anni &#8217;60 e al favoloso Mondiale &#8217;70, ma gioca un&#8217;ottima partita, sia da marcatore sia da regista della squadra sfornando lanci a ripetizione nel cuore dell&#8217;area tedesca. Ma ha sulla coscienza due dei tre gol subiti: sul primo tenta un dribbling di troppo e perde palla, sul secondo provoca il rigore, anche se il suo intervento sembra sul pallone e fuori area.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE GERMANIA OVEST</u></b><br><b>IL MIGLIORE BECKENBAUER 7: </b>limita al minimo le sortite offensive, anche se quando sale crea sempre pericoli. In compenso domina l&#8217;area, agendo spesso da stopper puro. Eccezionali alcune chiusure uno contro uno, commette solo due errori in tutto l&#8217;incontro: uno all&#8217;inizio in appoggio, il secondo quando interviene male in scivolata e si fa superare da Lee in area, in un&#8217;azione che per fortuna sua e della squadra si conclude con un nulla di fatto.<br><b>Maier 7:</b> ingaggia una vera e propria battaglia diretta con diversi giocatori inglesi, respingendo al mittente qualsiasi tentativo, da vicino e da lontano. Una sola sbavatura, un&#8217;uscita a farfalle su un corner di Peters che poteva costare cara. Ma se la Germania Ovest sbanca Wembley, lui ha gran parte dei meriti.<br><b>Netzer 6,5:</b> abbina percussioni palla al piede devastanti a qualche errore di misura nei lanci e nelle aperture. Bravo a trasformare il rigore, anche se Banks va vicino a pararlo.<br><b>Hoeness 6,5: </b>costretto per larghi tratti dell&#8217;incontro a un lavoro oscuro, vista la predominanza territoriale degli inglesi, lascia il segno quando più conta: con il tiro beffardo che vale l&#8217;1-0 e con l&#8217;assist chirurgico per la rete di Muller.<br><b>Muller 6,5:</b> rimane silente per quasi tutta la partita. Poi, appena si presenta l&#8217;occasione giusta, fulmina Banks con un diagonale a pelo d&#8217;erba da cecchino vero.</p>
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		<title>1968 Semifinali: Jugoslavia-Inghilterra 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/05/25/1968-semifinali-jugoslavia-inghilterra-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 03:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1968]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il gol decisivo di Dzajic Al termine di una semifinale poco emozionante, l&#8217;Inghilterra campione del mondo in carica e grande favorita viene [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/05/25/1968-semifinali-jugoslavia-inghilterra-1-0.html">1968 Semifinali: Jugoslavia-Inghilterra 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il gol decisivo di Dzajic</em></p>



<p class="has-drop-cap">Al termine di una semifinale poco emozionante, l&#8217;Inghilterra campione del mondo in carica e grande favorita viene battuta dalla giovane e rampante Jugoslavia. <b>Gli inglesi sembrano giocare con troppa sufficienza e non riescono mai davvero a imprimere al match il proprio ritmo</b>. <b>Gli slavi</b> giocano al gatto con il topo: attenti in fase difensiva, <b>colpiscono nel finale con un guizzo della stella Dzajic</b>, bravo a sorprendere Moore e Banks e portare i suoi alla finalissima con l&#8217;Italia.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Jugoslavia:</b> Pantelic &#8211; Fazlagic, Pavlovic, Damjanovic &#8211; Trivic, Holler &#8211; Paunovic, Osim &#8211; Petkovic, Musemic, Dzajic.<br><b>Inghilterra:</b> Banks &#8211; Newton, Moore, Labone, Wilson &#8211; Ball, Hunter, Mullery, Peters &#8211; Charlton &#8211; Hunt.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> traversone minaccioso di Petkovic da destra, Banks smanaccia anticipando Dzajic.<br><b>5&#8242;</b> infortunio per Osim dopo uno scontro di gioco. Il centrocampista slavo resta in campo confinato all&#8217;ala. Nel corso del primo tempo non succede praticamente più nulla: gioco molto spezzettato e lento, senza tiri in porta da entrambe le parti. Una delle prime frazioni più noiose nella storia del calcio.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> Osim, seppur infortunato, innesca a destra Paunovic, diagonale in corsa, palla a lato di un metro. Speriamo di assistere a una partita in questa ripresa.<br><b>7&#8242;</b> punizione da destra di Paunovic, la difesa inglese libera, ci prova Petkovic, Banks c&#8217;è. Jugoslavia un po&#8217; più attiva, l&#8217;Inghilterra fatica a prendere campo.<br><b>10&#8242;</b> Moore prova a svegliare i suoi con un destro da fuori un po&#8217; telefonato, ma che ha il merito almeno di impegnare Pantelic.<br><b>19&#8242;</b> Paunovic avanza e scocca un destro rasoterra, Banks ci arriva senza problemi. L&#8217;Inghilterra adesso sta tenendo di più il possesso palla, ma non riesce a sfondare e la Jugoslavia ci prova in ripartenza.<br><b>22&#8242;</b> Mullery in area per Charlton, che cerca di sorprendere Pantelic sul primo palo, il pallone esce non di molto.<br><b>28&#8242;</b> Charlton ci prova con un tracciante da fuori: palla alta.<br><b>31&#8242;</b> finalmente una grande azione dell&#8217;Inghilterra. Moore verticalizza per Ball a destra, da questi per l&#8217;inserimento senza palla di Charlton, tocco morbido sull&#8217;uscita di Pantelic, ma il pallone esce di un metro. Sicuramente la miglior occasione per i campioni del mondo in questa partita.<br><b>41&#8242; GOL JUGOSLAVIA</b> Lancio di Holler in area da sinistra, Moore si fa sorprendere alle spalle da Dzajic, che fa secco Banks con un tiro ravvicinato sotto la traversa. Proteste degli inglesi che chiedono il fuorigioco, come il telecronista italiano Nicolò Carosio. L&#8217;arbitro però non è dello stesso avviso e convalida la rete.<br><b>45&#8242;</b> espulso Mullery per un fallo durissimo da dietro a centrocampo. L&#8217;Inghilterra chiude in dieci.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUGOSLAVIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE DZAJIC 7:</b> l&#8217;uomo del destino. Si accende a sprazzi all&#8217;interno di un match particolarmente soporifero, ma lascia il segno quando conta. Se si accende diventa un furetto difficile da prendere. Semina il panico a tratti nella difesa inglese con le sue serpentine e realizza di scaltrezza il gol che manda gli slavi clamorosamente in finale.<br><b>Paunovic 6,5:</b> uno dei più attivi, sia nel lavoro di tessitura del gioco a centrocampo, sia in fase conclusiva.<br><b>Pavlocic 6,5:</b> governa il gioco dalle retrovie con buone scelte di tempo.<br><b>Damjanovic 6,5:</b> pulito e preciso negli interventi, si fa vedere con discreta continuità sul versante sinistro.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE INGHILTERRA</u></b><br><b>IL MIGLIORE WILSON 6: </b>difficile trovare un migliore tra gli inglesi. Sarebbe Moore, non fosse per l&#8217;errore finale. Premiamo allora il terzino sinistro, che non commette errori ed è uno dei pochi a cercare di costruire qualcosa sul fronte offensivo.<br><b>Moore 5,5:</b> il più continuo, costante e incisivo nel gioco. Fino al 41&#8242; della ripresa. Quando si fa sorprendere su un lungo traversone da sinistra non vedendo Dzajic alle sue spalle. A sua discolpa c&#8217;è da dire che &#8211; dalle immagini &#8211; l&#8217;attaccante jugoslavo pare effettivamente in fuorigioco.<br><b>Charlton 5:</b> pronti-via e sbaglia tre passaggi non da lui. Primo tempo decisamente sotto tono. Nella ripresa sale di ritmo, ma manca due volte il bersaglio da buona posizione. Giornata no.<br><b>Hunt 5: </b>non lascia alcuna traccia in attacco. Sbaglia probabilmente anche Ramsey, penalizzato dall&#8217;infortunio del partner Hurst, a proporlo come unica punta. Non vede mai biglia.</p>
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		<title>1968 Qualificazioni: Inghilterra-Scozia 2-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/05/20/1968-qualificazioni-inghilterra-scozia-2-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1968]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagini di copertina: Law esulta dopo il gol La Scozia espugna 3-2 Wembley al termine di un match ricco di colpi di scena ed emozioni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/05/20/1968-qualificazioni-inghilterra-scozia-2-3.html">1968 Qualificazioni: Inghilterra-Scozia 2-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagini di copertina: Law esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Scozia espugna 3-2 Wembley al termine di un match ricco di colpi di scena ed emozioni. <b>La partita è valida per il torneo interbritannico</b> tra le nazionali che fanno parte della Gran Bretagna (<b>e che nel 1967 vede proprio un successo scozzese</b>), <b>ma funge anche come girone di qualificazione all&#8217;Europeo 1968: e qui è l&#8217;Inghilterra, al termine del biennio 67-68, ad arrivare davanti agli scozzesi staccando così il pass per il turno successivo.</b> Il match di Wembley vede un successo meritato di Law e compagni, bravi ad aggredire le fonti di gioco inglesi e mettere in campo una grinta e un dinamismo che mettono in difficoltà i più quotati rivali.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Inghilterra: </b>Banks &#8211; Cohen, Moore, J. Charlton, Wilson &#8211; Ball, B. Charlton, Stiles, Peters &#8211; Greaves, Hurst.<br><b>Scozia:</b> Simpson &#8211; Gemmell, Gregg, McKinnon, McCreade &#8211; Lennox, Baxter, Bremner, McCallog &#8211; Wallace, Law.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>9&#8242;</b> corner di Greaves da destra, palla arcuata che colpisce la parte alta della traversa. Match subito ad alti ritmi.<br><b>10&#8242;</b> corner per la Scozia da destra, Law si coordina appena dentro l&#8217;area e colpisce al volo, palla fuori di un niente.<br><b>13&#8242;</b> infortunio per Jack Charlton dopo uno scontro di gioco. Il difensore centrale resta in campo menomato e va a fare l&#8217;attaccante, con Stiles che scala da centrocampo in difesa.<br><b>16&#8242;</b> contropiede inglese, da Bobby Charlton a Greaves a Hurst, tiro secco appena dentro l&#8217;area, para Simpson.<br><b>18&#8242;</b> accelerazione bruciante per vie centrali di Bobby Charlton, che quasi al limite tenta una conclusione molto complicata: pallone alto.<br><b>19&#8242;</b> pasticcio tra Banks e Wilson nell&#8217;area inglese, ne approfitta Wallace che mette in mezzo, Law in spaccata a porta vuota manda clamorosamente sull&#8217;esterno della rete.<br><b>22&#8242;</b> Gemmell avanza e lascia partire un destro potente, Banks devia in angolo. Molto meglio la Scozia adesso, inglesi in difficoltà.<br><b>27&#8242; GOL SCOZIA</b> Conclusione dal limite di Wallace, innescato da Baxter, respinta corta di Banks, Law infila in tapin. Vantaggio meritato degli scozzesi.<br><b>29&#8242;</b> percussione centrale dello scatenato Wallace, che semina il panico nella difesa inglese: tiro dal limite, alto.<br><b>35&#8242;</b> cross di Stiles da sinistra, Jack Charlton incorna di testa in tuffo, Simpson c&#8217;è. Prova a scuotersi l&#8217;Inghilterra, che da qualche minuto ha preso più campo.<br><b>40&#8242;</b> sponda di Bremner per l&#8217;inserimento di Law, che brucia Stiles, Banks esce a valanga ed evita il raddoppio scozzese.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="675" height="275" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1.jpg" alt="" class="wp-image-19732" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1.jpg 675w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1-300x122.jpg 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></figure>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> la Scozia ricomincia subito ad attaccare: siluro di Bremner da fuori, pallone a lato di pochissimo.<br><b>2&#8242;</b> Moore apre a sinistra per Ball, che salta due uomini e mette in mezzo, Jack Charlton di testa conclude a colpo sicuro, ma un difensore scozzese salva sulla linea. Scoppiettante inizio di secondo tempo.<br><b>4&#8242;</b> straordinaria azione per vie centrali di Bobby Charlton, che si apre il campo e serve a sinistra in area Greaves, l&#8217;attaccante inglese tira sul primo palo, ma Simpson c&#8217;è.<br><b>6&#8242;</b> azione manovrata in ripartenza della Scozia sull&#8217;asse Bremner-Law-Gemmell, tiro di quest&#8217;ultimo, palla a lato di un metro alla destra di Banks.<br><b>11&#8242;</b> Lennox inganna Wilson con una finta e calcia dal versante destro dell&#8217;area, pallone sull&#8217;esterno della rete.<br><b>12&#8242;</b> Ball per Bobby Charlton, dribbling e conclusione violenta, alta non di molto. Partita ricca di azioni in questa fase.<br><b>16&#8242;</b> cross di Peters da sinistra, colpo di testa di Jack Charlton sull&#8217;uscita avventurosa di Simpson, Gregg di testa salva sulla linea.<br><b>20&#8242;</b> Law per McCrade, missile da lontano, palla sul fondo.<br><b>32&#8242;</b> Bobby Charlton per Peters, tiro rimpallato, ci prova Hurst in area piccola, ma Simpson si oppone d&#8217;istinto e salva la Scozia.<br><b>34&#8242; GOL SCOZIA</b> Gemmell di testa favorisce Lennox, che si coordina in area e calcia di prima intenzione sul palo lontano dove Banks non può arrivare.<br><b>38&#8242;</b> Greaves a sinistra per Moore, cross sul primo palo, Ball e Simpson arrivano entrambi sul pallone, che vaga in area piccola, la difesa scozzese riesce a liberare. Inghilterra anche poco fortunata.<br><b>40&#8242; GOL INGHILTERRA</b> Ball per Greaves, colpo di tacco in area ancora per Ball, che salta Simpson e serve centralmente Jack Charlton, il suo sinistro stavolta si infila in rete nonostante il tentativo di un difensore scozzese di deviare la sfera nuovamente sulla linea.<br><b>41&#8242;</b> pallonetto fantastico di Law sull&#8217;uscita di Banks, il portiere inglese con un colpo di reni all&#8217;indietro riesce a sventare in angolo. Dal corner, altro tentativo stavolta rasoterra sempre di Law, Banks abbranca in presa.<br><b>43&#8242; GOL SCOZIA</b> McCallog entra in area da sinistra, triangola con Wallace e batte Banks con un diagonale sul palo lontano. La Scozia chiude il match.<br><b>44&#8242; GOL INGHILTERRA</b> Bobby Charlton dalla trequarti pesca in area piccola Hurst, colpo di testa imprendibile sul secondo palo. Finale al cardiopalma.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="771" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159.png" alt="" class="wp-image-19733" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159.png 771w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159-300x180.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159-768x460.png 768w" sizes="(max-width: 771px) 100vw, 771px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gol di Jack Charlton [Bentley Archive/Popperfoto]</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE INGHILTERRA</u></b><br><b>IL MIGLIORE BOBBY CHARLTON 7,5:</b> qualche errore in appoggio non macchia una prestazione generosissima, maiuscola, costantemente in prima linea da leader assoluto. Certe accelerazioni palla al piede rimangono impresse negli occhi. Tocca un mare di pallone in ogni zona del campo, dà la carica ai compagni e prova a trascinare una nazionale un po&#8217; più spenta del solito. Suo l&#8217;assist, splendido, per il 2-3 di Hurst. Condottiero.<br><b>Jack Charlton 7:</b> si fa male dopo pochi minuti, viene spostato in attacco e &#8211; in un ruolo per nulla adatto alle sue caratteristiche &#8211; prova in tutti i modi a rendersi utile. Sfiora il gol di testa in un paio di frangenti facendo leva sulle sue lunghe leve, poi trova la zampata con cui l&#8217;Inghilterra tenta vanamente di riaprire il match. Stoico.<br><b>Moore 6:</b> soffre moltissimo nel primo tempo come tutti i compagni di difesa. Non è la solita sicurezza, né in marcatura dove spesso perde i duelli contro Wallace e gli altri attaccanti scozzesi, né in impostazione: bravissimi i centrocampisti avversari ad accorciare su di lui, pressandolo e impedendogli di ragionare o salire palla al piede. Nel secondo tempo si riprende e torna a giocare con discreta autorevolezza.<br><b>Banks 5,5:</b> come Moore non vive un pomeriggio facile, dovendo fronteggiare i furetti scozzesi che sbucano da ogni dove. Rischia di combinare una frittata colossale con Wilson e non è sicurissimo sul tiro di Wallace che porta al gol di Law.<br><b>Greaves-Hurst 5,5:</b> si salvano in parte nel finale, il primo con il colpo di tacco meraviglioso che porta al gol di Charlton; il secondo con la zuccata di testa del 2-3. Ma la loro prova non è sufficiente: i difensori scozzesi dominano.<br><b>Wilson 5:</b> il peggiore in campo. Sempre saltato nei momenti chiave, insicuro e titubante in più di una circostanza.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE SCOZIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE LAW 7,5:</b> gol, veroniche e duetti palla a terra. Apre le danze con un gol di opportunismo dopo averne mancato uno poco prima, è imprendibile con il pallone tra i piedi, sfiora il bis con un pallonetto sontuoso contro le leggi della fisica. Mago.<br><b>Wallace 7,5:</b> una delle chiavi del trionfo. Salta un paio di volte Moore e questa è già una notizia. Provoca l&#8217;1-0, serve l&#8217;assist del 3-1, apre in due l&#8217;incerta retroguardia inglese con un mix di tecnica in velocità e dinamismo.<br><b>Baxter-Bremner 7:</b> il duo di centrocampisti centrale gioca un match ad altissimo ritmo. Molto efficaci nel pressing, nel recupero dei palloni e nel far girare la manovra. Una prestazione a tutto tondo.<br><b>Simpson 7:</b> se la Scozia conserva a lungo l&#8217;1-0 lo deve ancora ad alcune sue grandi parate. Incerto solo in un&#8217;occasione, quando esce a vuoto su un cross di Peter, ma un difensore salva sulla linea il colpo di testa a botta sicura di Jack Charlton.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1967 (April 15) England 2-Scotland 3 (EC Qualifier).avi" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/qS2mSYDp-jg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>I 10 migliori calciatori inglesi di tutti i tempi</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2020/10/06/i-10-migliori-calciatori-inglesi-di-tutti-i-tempi.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 18:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[all time]]></category>
		<category><![CDATA[banks]]></category>
		<category><![CDATA[charlton]]></category>
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		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;immagine di copertina alcuni giocatori inglesi &#8211; tra cui Charlton e Moore &#8211; esultano dopo la vittoria del Mondiale[www.dailymail.co.uk] L&#8217;Inghilterra è la patria del calcio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Nell&#8217;immagine di copertina alcuni giocatori inglesi &#8211; tra cui </em>C<em>harlton e Moore &#8211; esultano dopo la vittoria del Mondiale</em><br><em>[www.dailymail.co.uk]</em></p>



<p><strong>L&#8217;Inghilterra è la patria del calcio moderno</strong>. Nel 1863 alla Taverna dei Frammassoni a Londra fu sancita la separazione dal rugby e la nascita del calcio. Con il tempo vennero codificate regole e tattiche. <strong>E l&#8217;Inghilterra è stata fino ad almeno la prima metà del &#8216;900 un imprescindibile punto di riferimento</strong>. Madre del <em>football</em> per stile e spirito, molto meno nei contenuti se è vero che la nazionale dei Tre Leoni ha conquistato l&#8217;unico alloro mondiale in casa nel 1966 e in un contesto particolare, che si è lasciato dietro negli anni parecchie polemiche (anche se il successo sul campo, come prestazioni, fu meritato). <strong>Mettere in fila i migliori dieci calciatori mai dati al mondo dall&#8217;Inghilterra non è affatto semplice</strong>, anche perché giocoforza bisogna sconfinare anche nell&#8217;epoca pre-televisiva, quando effettivamente i bianchi potevano annoverare numerosi elementi di provato spessore internazionale. Armato di coraggio e tentando a volte una difficile arrampicata sugli specchi, propongo qui una <em>top ten</em> dei migliori calciatori inglesi. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-color has-text-align-center wp-block-heading" style="color:#d1a017"><strong>1 Bobby Charlton</strong></h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="421" height="512" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/unnamed-3.jpg" alt="" class="wp-image-1366" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/unnamed-3.jpg 421w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/unnamed-3-247x300.jpg 247w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /><figcaption>Football &#8211; Home Nations Championships 1970 &#8211; Wales v England 
Bobby Charlton of England in actiona at Ninian Park Cardiff</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Il migliore non può che essere lui. Longevo, iconico, straordinariamente versatile e completo, è stato il leader mentale e tecnico dell&#8217;Inghilterra campione del mondo nel 1966. Classe &#8217;37, cresciuto nel Manchester United, è stato una delle stelle più lucenti dei “Busby Babes”, i giovanotti cresciuti nel settore giovanile con cui il tecnico dei Red Devils Matt Busby voleva dominare il mondo negli anni &#8217;60. Un&#8217;intenzione rimasta tale, visto che molti di loro perirono nel tragico schianto di Monaco di Baviera nel 1958. Charlton sopravvisse. E divenne poi l&#8217;architrave su cui Busby plasmò la formazione della rinascita. Con Best e Law ha formato il trio che ha permesso allo United di arrivare in cima all&#8217;Europa, dieci anni dopo Monaco. Con l&#8217;Inghilterra, oltre al Mondiale, è arrivato terzo a Euro &#8217;68. Ha vinto un Pallone d&#8217;oro e ne ha sfiorati altri due. Nato ala sinistra, è diventato poi un attaccante a tutto campo, sul modello di Di Stéfano, bravissimo a retrocedere in difesa, impostare il gioco e concludere in prima battuta.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h3 class="has-text-color has-text-align-center wp-block-heading" style="color:#667886"><strong>2 Bobby Moore</strong></h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/66c86d106a3aeffa89b17ab0593d234b-1.jpg" alt="" class="wp-image-1368" width="291" height="437" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/66c86d106a3aeffa89b17ab0593d234b-1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/66c86d106a3aeffa89b17ab0593d234b-1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /><figcaption>Bobby Moore</figcaption></figure></div>



<p>Charlton a centrocampo, Moore in difesa: erano loro due i capisaldi dell&#8217;Inghilterra mondiale. Classe &#8217;41, icona del West Ham a cui è rimasto legato per quasi tutta la carriera, simbolo di un&#8217;epoca in cui non era affatto detto che i giocatori più forti dovessero per forza andare nelle formazioni migliori (in Italia celebre il caso di Gigi Riva). È stato forse il primo centrale difensivo a essere molto più di un semplice respingitore: Moore, oltre che favoloso nel gioco di anticipo, nella marcatura diretta e negli interventi in scivolata, aveva piedi educati, da mezzala. Saliva a orchestrare la manovra. Sovente si inseriva senza palla per concludere a rete. Una rivoluzione che anticipò quella del tedesco Beckenbauer, a cui lo accomunavano la classe, la personalità da leader e una certa stima. A 23 anni a Moore fu diagnosticato un cancro al testicolo, all&#8217;epoca una malattia mortale in moltissimi casi. Ma lui non si diede per vinto. Combatté come un leone e sei mesi dopo sollevava al cielo di Wembley la FA Cup con il suo West Ham. Un anno più tardi ancora a Wembley vinse sempre da capitano degli <em>Hammers</em> la Coppa delle Coppe. E l&#8217;anno seguente ancora, nuovamente a Wembley, da capitano dell&#8217;Inghilterra, il Mondiale. Se n&#8217;è andato nel 1993: il tumore si era ripresentato un paio di anni prima, all&#8217;intestino, e non ci fu niente da fare. Il suo ricordo resterà per sempre indelebile nella mente di tutti gli inglesi.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h3 class="has-text-color has-text-align-center wp-block-heading" style="color:#8b500d"><strong>3 Stanley Matthews</strong></h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Stanley_Matthews1953_FA_Cup_Final.jpg" alt="" class="wp-image-1369" width="337" height="440"/><figcaption>Stanley Matthews</figcaption></figure></div>



<p>Per tutti è diventato “Sir”, il Baronetto. Primo pallone d&#8217;oro della storia, riconoscimento assegnatogli nel 1956 quando Matthews, nato nel 1915, aveva già 41 anni. Probabilmente è stato il calciatore più longevo di sempre. La sua parabola professionale cominciò nel 1932 allo Stoke City e terminò nel 1965 sempre allo Stoke, dopo un&#8217;esperienza fruttifera al Blackpool. Ala destra sopraffina ed elegante, oggi è possibile ammirarlo in un paio di match interi. Una è la famosa finale di FA Cup 1953 quando sotto 3-1 contro il Bolton ribaltò la partita con una serie di giocate fantastiche guidando il Blackpool al successo per 4-3. L&#8217;altra è una delle giornate più buie nella storia del calcio d&#8217;Oltremanica, il 3-6 contro l&#8217;Ungheria di Puskás il 25 novembre 1953. Matthews, che in carriera vinse solo quell&#8217;FA Cup (ma un campione non si misura solo dal palmares, altrimenti cosa diremmo in Italia di Riva o Baggio?), è la dimostrazione di come le cesure nette legate alla velocità nel calcio siano un concetto estremamente sovrastimato. Ha unito di fatto generazioni distanti 50 anni rimanendo sempre se stesso. Sempre con quei pochi capelli e quel gusto beffardo e irridente per la finta, passo di danza e cambi di ritmo, l&#8217;ala destra forse più grande di tutte, a parte Garrincha.</p>



<p></p>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Dixie_Dean.jpg" alt="" class="wp-image-1370" width="227" height="556" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Dixie_Dean.jpg 166w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/Dixie_Dean-123x300.jpg 123w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /><figcaption>William “Dixie” Dean</figcaption></figure></div>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p><strong>4 William “Dixie” Dean<br></strong>Forse ancora oggi è il più straordinario centravanti inglese. Nato nei sobborghi di Liverpool nel 1907, è diventato una leggenda dell&#8217;Everton (2 scudetti e una FA Cup) ed è morto nel 1980 a Goodison Park, colto da un malore durante un derby della Merseyside tra i suoi amati <em>Toffees</em> e il Liverpool. Ha segnato 310 reti in First Division, terzo miglior marcatore dopo Greaves e Bloomer, ma con una media superiore a entrambi perché Dean ha impiegato appena 362 partite (0,86). A 23 anni ha raggiunto lo straordinario e insuperabile primato di sfondare quota 200 reti in soli 199 incontri, con il record di 60 in una sola stagione, il 1927-28. Centravanti potente, rapido, fortissimo di testa e con entrambi i piedi, un autentico cecchino in area, è stato uno dei massimi numeri 9 mondiali nel periodo prebellico. Per lui anche 18 gol in 16 presenze con l&#8217;Inghilterra.</p>



<p><strong>5 Gordon Banks<br></strong>Monumento del calcio inglese, uomo chiave del ciclo d&#8217;oro della nazionale nella seconda metà degli anni &#8217;60 al pari dei compagni Charlton e Moore. Classe &#8217;37, è stato il portiere per eccellenza del calcio britannico, autore di quella che è stata definita “la parata del secolo” su Pelé al Mondiale di Messico &#8217;70. Leicester e Stoke City le sue squadre, prima della parentesi nordamericana. Detiene con 721 minuti la striscia di imbattibilità più lunga nella storia della propria nazionale.</p>
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</div>



<p><strong>6 Kevin Keegan<br></strong>Due volte pallone d&#8217;oro nel 1978 e 1979, sempre decisivo nei club, dal rendimento più ondivago in nazionale. Classe &#8217;51, attaccante esterno o centrale, dribbling, cambi di passo, grande facilità di calcio, fantasista e goleador, se in giornata diventava estremamente difficile da contenere. Tra la fine degli anni &#8217;70 e i primi anni &#8217;80 è stato uno dei più forti calciatori del mondo. Cresciuto nello Scuntorpe United, è passato al Liverpool che ha trascinato al successo in Coppa dei Campioni, la prima di un lungo ciclo. Si è trasferito in Germania, all&#8217;Amburgo, diventando un idolo dei tifosi (mai facile per un inglese in Germania; come anche viceversa ovviamente&#8230;). Ha vinto una Bundesliga e ha sfiorato il bis europeo, fermato solo dal Nottingham Forest, dopo aver umiliato in semifinale il Real Madrid.</p>



<p><strong>7 Jimmy Greaves<br></strong>È il più prolifico attaccante inglese di sempre con 357 reti segnate in First Division (basti pensare che Alan Shearer, recordman di gol della Premier League post 1991/92 è fermo a 260&#8230;) e 6 titoli di capocannoniere. Nato nel 1940, classica prima punta, però molto abile anche con il pallone tra i piedi, gol a grappoli e comportamento spesso sopra le righe: si giocò così la possibilità di fare grande il Milan, rispedito in patria da Rocco dopo un avvio folgorante in serie A con 9 gol nelle prime 12 partite, stagione 1961/62. Nel Mondiale &#8217;66 partì titolare, poi il ct Alf Ramsey ripiegò sul meno bravo ma più tenace Hunt.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p><strong>8 Steve Bloomer<br></strong>La prima grande stella inglese del firmamento internazionale. Era nato nel 1874, esordì a 18 anni nel Derby County, scoperto dal grande John Goodall (forse il primo vero centravanti arretrato della storia). Legò il suo nome soprattutto al Derby, con cui vinse 5 titoli di capocannoniere del campionato e sfiorò due volte il successo in FA Cup. È il secondo miglior marcatore della storia della Prima divisione inglese dopo Greaves con 317 reti e anche il suo score in nazionale è impressionante: 28 reti in 23 incontri. Ebbe una carriera molto longeva &#8211; 22 anni &#8211; ma poco vincente. Eppure il suo nome in Inghilterra è ancora oggi oggetto di venerazione da parte degli storici, tanto da meritarsi l&#8217;appellativo di “First Football Hero”.</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/StiveBloomer.jpg" alt="" class="wp-image-1371" width="287" height="287" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/StiveBloomer.jpg 320w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/StiveBloomer-300x300.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/StiveBloomer-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /><figcaption>Steve Bloomer</figcaption></figure></div>
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<p><strong>9 Gary Lineker<br></strong>Non può mancare quello che è stato il giocatore inglese di maggior impatto internazionale degli ultimi 40 anni. Classe &#8217;60, grande in patria, ottimo a Barcellona in Spagna dove vinse una Coppa delle Coppe, superlativo in nazionale: capocannoniere al Mondiale &#8217;86 con 6 gol, fermato solo ai quarti dal genio di Maradona. Quattro anni più tardi in Italia i suoi 4 centri spinsero l&#8217;Inghilterra fino alle semifinali, miglior risultato dai tempi del Mondiale &#8217;66, pareggiato solo dall&#8217;ultima apparizione in Russia. Centravanti rapido, scaltro, tecnico e particolarmente efficace nei momenti caldi.</p>



<p><strong>10 Eddie Hapgood<br></strong>Scelta difficilissima. Perché il 10° della graduatoria esclude altri ugualmente meritevoli. Gente come Shilton, Neal, Robson, Gerrard, Lampard, Scholes, Rooney, Shearer, Finney, Bastin, Hurst, Stiles, Wright, Mortensen&#8230; Perché Hapgood allora? Perché è stato un rivoluzionario. Icona e bandiera dell&#8217;Arsenal di Herbert Chapman che a metà degli anni &#8217;30 cambiò per sempre il calcio, passando dal Metodo al Sistema, con i terzini che da spazzini d&#8217;area furono dirottati sulla fascia e surrogarono i compiti del mediano laterale metodista: marcatura dell&#8217;ala avversaria e poi &#8211; se dotati sul piano della corsa &#8211; spinta costante a tutta fascia. Questo fece Hapgood, classe 1908, 5 titoli inglesi e 2 FA Cup nell&#8217;Arsenal, 30 presenze in nazionale. Divenne il primo terzino sinistro fluidificante della storia. «Volava alto sulle miserie umane» ha scritto di lui lo storico Carlo Felice Chiesa. Elganza, fair play, piedi, velocità e cross: da lui in avanti il ruolo del terzino sinistro è diventato ciò che conosciamo oggi.</p>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Menzione speciale: Duncan Edwards</h4>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="294" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/storia-duncan-edwards-manchester-united.jpg" alt="" class="wp-image-1372" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/storia-duncan-edwards-manchester-united.jpg 480w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/10/storia-duncan-edwards-manchester-united-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption>Duncan Edwards [http://www.epicfootball.org]</figcaption></figure></div>



<p>In una classifica a parte si trova lui: <strong>Duncan Edwards</strong>. Era nato nel 1936, era la stella assoluta dei “Busby Babes”, era destinato a dominare il calcio inglese e forse mondiale come pochissimi altri nella storia. Bobby Charlton disse: «È stato l&#8217;unico tra i tanti compagni avuti nella mia carriera a farmi sentire inferiore». Per Terry Venables era destinato a diventare il capitano della nazionale e ad alzare lui (e non Moore) al cielo di Wembley la Coppa del mondo del 1966. Molti giurano che potesse addirittura intaccare il trono di Pelé e Maradona. Purtroppo Duncan Edwards se ne andò a soli 22 anni, vittima del terribile incidente di Monaco di Baviera del 1958, quando l&#8217;aereo del Manchester United fece scalo in Germania dopo la trasferta di Coppa Campioni con la Stella Rossa e si schiantò in fase di ripartenza. Giocatore totale, fisicamente imponente, dotato di un&#8217;intelligenza calcistica superiore e di un dinamismo eccezionale, poteva giostrare in più ruoli. Quando è mancato aveva già raccolto 151 presenze con lo United e 18 con 5 reti in nazionale. Chi volesse lo può ammirare anche in un match intero, la finale di FA Cup del 1957 tra i Red Devils e l&#8217;Aston Villa, dove Edwards si disimpegna egregiamente da centrale difensivo.</p>
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