È il fuoriclasse del ciclismo contemporaneo e possiamo già considerarlo nella “hall of fame” dei campionissimi di ogni epoca. Tadej Pogačar, con le sue fughe solitarie e la sua fame di vittorie, è spesso accostato al Cannibale Eddy Merckx.
Beppe Conti, penna raffinata e da anni volto autorevole del ciclismo in Rai, unisce precisione giornalistica e passione narrativa in una biografia intensa e coinvolgente dedicata al campione sloveno della Uae Team Emirates.
In “Tadej. Il predestinato”, Diarkos editore, Conti accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali della carriera di Pogačar: dall’infanzia alle prime apparizioni nel ciclismo, fino all’esplosione ai massimi livelli.
L’autore ne mette in luce le qualità straordinarie, fisiche e mentali, e la serenità con cui affronta ogni corsa, unita a una maturità tattica fuori dal comune. Ampio spazio è dedicato anche al ruolo di Beppe Saronni, grande ex campione azzurro e oggi apprezzato dirigente, tra i primi ad intuire e a scommettere sul potenziale del giovanissimo sloveno.
Tra gli aspetti più riusciti della biografia c’è il racconto della dimensione umana dell’atleta. Accanto all’immagine del dominatore delle corse emerge quella di un ragazzo semplice nella vita quotidiana: legato alla famiglia e alla sua terra, fedele a uno stile di vita lontano dagli eccessi spesso associati allo sport professionistico.
La figura di Pogačar diventa anche l’occasione per riflettere sull’evoluzione del ciclismo: preparazione sempre più scientifica, nuove strategie di gara e l’emergere di una generazione di corridori giovanissimi – l’ultimo, in ordine di apparizione, è il francese Paul Seixas – capaci di imporsi subito ai massimi livelli.
Il libro, però, sfugge alla semplice celebrazione e mette a fuoco soprattutto lavoro, disciplina e scelte che hanno contribuito a costruire il Pogačar che conosciamo oggi.
A rendere ancora più vivo il lavoro di Conti contribuisce la ricchezza di aneddoti: episodi, testimonianze e retroscena che completano il ritratto del campione e sanno emozionare. È anche grazie a quel sorriso sempre presente sul volto del ragazzo dal ciuffo biondo che continua a divertirsi pedalando, se molti appassionati si sono riavvicinati al ciclismo.


