Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol
Basta un gol di Ousmane Dembélé dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain il biglietto per la seconda finale consecutiva di Champions League. Sono i bavaresi, in uno stadio infuocato, a recriminare maggiormente per un paio di discutibili decisioni arbitrali che fanno discutere: una tra tutte, il tocco di mano di Joao Neves nella propria area dopo un rinvio del compagno. La rete di Harry Kane arriva a tempo ormai scaduto ed è utile solo per le statistiche. Luis Enrique dunque ammutolisce l’Allianz Arena e vola a Budapest, dove affronterà l’Arsenal di Arteta. Dopo la marcia trionfale dello scorso anno, conclusasi con un 5-0 epocale all’Inter di Simone Inzaghi, il tecnico catalano cerca un bis che profumerebbe di impresa storica.
Chi si aspettava i fuochi d’artificio dell’andata sarà rimasto deluso, stavolta la cascata di gol non c’è stata. Tuttavia la partita sul piano tecnico è stata tutt’altro che banale: il gol pesantissimo di Dembélé, che conclude a rete con il piattone a butta sicura dopo un sontuoso dai-e-vai a centrocampo tra Kvaratskhelia e Fabian Ruiz infarcito da una sgroppata del georgiano in condizioni fisiche straripanti, sembrava il preludio ad una gara in discesa.
L’orgoglio del Bayern è però uscito dopo la prima mezz’ora di gioco: possesso sì, ma senza quella lucidità necessaria per sorprendere i rivali negli ultimi venti metri. Le giocate individuali dei due esterni che nella partita d’andata ci avevano regalato magie a profusione si sono viste a ritmi alterni (Olise nel primo tempo, Luis Diaz nel secondo), mentre Harry Kane – nonostante dedizione e impegno non manchino mai – è stato assorbito e neutralizzato dalla coppia difensiva Pacho–Marquinhos, ad eccezione dell’inutile rete nel finale.
D’altro canto il Bayern Monaco deve ringraziare l’eterno Neuer in almeno quattro occasioni, se il PSG non ha trovato il raddoppio (la parata sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo è a dir poco sensazionale). Oltre alla straordinaria prestazione di Kvaratskhelia – sempre più uomo della Champions – è da segnalare l’ennesima prova infarcita di talento e scintille targata Désiré Doué, sempre più importante nello scacchiere parigino: imprendibile palla al piede, veloce nel dribbling e nel pensiero, tecnica sopraffina quasi “sudamericana”.

Il tabellino
BAYERN MONACO-PSG 1-1
Marcatori: pt 3′ Dembélé (P); st 49′ Kane (B).
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Laimer, Upamecano (st 40’ Karl), Tah (st 23’ Kim), Stanisic (st 22’ Davies); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34’ Jackson), Diaz; Kane. All. Kompany.
Psg (4-3-3): Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (st 40’ Mayulu); Ruiz (st 31’ Beraldo), Vitinha, Joao Neves; Doué (st 31’ Hernandez), Dembélé (st 20’ Barcola), Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.
Le pagelle
BAYERN MONACO
IL MIGLIORE NEUER 7,5
Il pallone del gol di Dembélé gli sfiora la faccia, ma la leggenda tedesca è protagonista in almeno quattro occasioni, negando al PSG il raddoppio e tenendo in corsa i suoi fino alla fine. Eccellenti gli interventi su Doue e Kvara, anche se ritengo che il capolavoro sia l’intervento sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo, un autentico riflesso felino, per un portiere ormai senza tempo.
Kimmich 6,5 Regia ordinata e pulita, fa sempre la cosa giusta e amministra il pallone con maestria. Gli manca però l’intuizione vincente.
Luis Diaz 6 Dopo la prestazione debordante dell’andata, il colombiano torna sulla terra e, anzi, nella prima frazione è uno dei giocatori più deludenti. Nel secondo tempo alza i giri del motore e si dimostra l’uomo più frizzante del tridente, anche se non trova la magia risolutiva.
Olise 6 La prestazione è simile a quella di Luis Diaz: bene un tempo (il primo), male il secondo. Ha il merito di sfiorare il gol con un sinistro a giro dei suoi, anche se stavolta si è acceso ad intermittenza.
Kane 5,5 Non inganni il gol, arrivato a tempo praticamente scaduto. L’inglese negli ultimi 16 metri è un fantasma, viene soffocato e disarmato ed è costretto a girovagare lontano dall’area. Le sue doti superiori gli consentono di essere utile in fase di manovra, ma stasera doveva farci vedere ben altro.
PARIS SAINT GERMAIN
IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 7,5
Anche senza segnare, il georgiano disputa l’ennesima grande partita di una Champions che l’ha visto stabilmente tra i primi protagonisti, se non addirittura il protagonista principale. L’assist per il gol di Dembele è suo, nato da un triangolo a centrocampo ed una sgroppata delle sue. Dispensa numerose giocate di qualità, nel dribbling e anche nelle aperture, oltre ad un instancabile lavoro difensivo. A Napoli era già molto forte, ma a Parigi quest’anno sta facendo il salto di qualità che lo annovera tra le prime stelle del calcio attuale.
Doue 7 Il neymarino francese ci regala un’altra notte europea da protagonista: il suo dribbling è rapido, secco, fulmineo e non lascia scampo. Penetra nel cuore del Bayern come un coltello nella carne, un suo numero sulla linea di fondo è da “malandro” vero.
Dembélé 7 Gol pesantissimo in avvio e tanto, tanto, tanto lavoro oscuro di ripiegamento, di pressing e di fatica. Non sta tenendo le medie realizzative siderali dello scorso anno, ma sicuramente sta tenendo la mentalità, ormai da giocatore maturo, e non più da giocatore evanescente come negli anni di Barcellona. Il vero capolavoro di Luis Enrique.
Pacho-Marquinhos 7 La coppia centrale del PSG non fa passare neanche l’aria per vie centrali (tranne Kane all’ultimo minuto, ormai ininfluente, gliela possiamo perdonare) e non perde la testa nemmeno quando i pericoli arrivano dagli esterni rivali.
Vitinha 6 Stavolta la scena se la prendono altri, e a centrocampo è il più ordinario dei tre (Neves e Ruiz sono mezzo gradino sopra), ma il suo lo fa abbondantemente. Chissà se si sta tenendo i colpi di genio per la finale…


