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	<title>Novellino Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Novellino Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1978-1979: Milan-Hellas Verona 2-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 18:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 60 e 70]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quart&#8217;ultima giornata del campionato 1978-1979. Il Milan di Nils Liedholm è lanciato verso la conquista del decimo scudetto della sua storia (lo &#8220;scudetto della stella&#8221;) [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Quart&#8217;ultima giornata del campionato 1978-1979. Il Milan di <strong>Nils Liedholm</strong> è lanciato verso la conquista del decimo scudetto della sua storia (lo &#8220;scudetto della stella&#8221;) e riceve l&#8217;Hellas Verona ultimo e già retrocesso. I rossoneri si impongono 2-1 al termine di una partita più complicata del previsto. In questa gara possiamo vedere affiancate due delle massime leggende nella storia del Milan: il 35enne <strong>Gianni Rivera</strong>, al rientro dopo un lungo infortunio che di fatto lo ha costretto a saltare gran parte del campionato e all&#8217;ultima stagione della carriera, e il 18enne <strong>Franco Baresi</strong>, già leader del reparto difensivo. Proprio <strong>Rivera </strong>segna il suo ultimo gol in Serie A e con la maglia dei rossoneri.</p>



<p><strong>Milan: </strong>Albertosi, Collovati (st 13&#8242; Boldini), Maldera, De Vecchi, Morini, Baresi, Novellino, Bigon, Antonelli, Rivera, Buriani.<br><strong>Hellas Verona: </strong>Superchi, Logozzo (pt 20&#8242; Vignola), Spinozzi, Franzot, Gentile, Negrisolo, Trevisanello, Guidolin, Calloni, Bergamaschi, Giglio.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>11&#8242; </strong>prima azione temibile del Milan: Rivera allarga per De Vecchi a destra, tiro-cross nell&#8217;area piccola, Novellino manca di un soffio la deviazione vincente.<br><strong>19&#8242;</strong> corner per il Verona da sinistra, Guidolin calcia direttamente in porta e Albertosi respinge con i pugni.<br><strong>22&#8242;</strong> ancora Verona pericolosissimo con un tracciante da fuori area di Calloni che chiama Albertosi alla respinta volante.<br><strong>24&#8242; GOL VERONA</strong> Cross da sinistra di Trevisanello, Calloni brucia Collovati a centro area e fulmina Albertosi. Troppo spazio concesso dalla difesa milanista ai gialloblu.<br><strong>32&#8242; </strong>grandissima occasione per il Milan: cross rasoterra di Rivera da sinistra, Baresi tocca per Novellino che di testa colpisce a colpo sicuro, grandissima risposta d&#8217;istinto di Superchi, poi Bigon segna ma commette fallo e la rete viene annullata. Miglior chance per il Milan, in un primo tempo non semplice per l&#8217;undici di Liedholm.<br><strong>35&#8242;</strong> fallo su Antonelli al limite: Rivera tocca per De Vecchi, conclusione a mezza altezza, blocca Superchi.<br><strong>41&#8242; </strong>cross da sinistra di Buriani, Antonelli controlla sul lato destro dell&#8217;area piccola, salta due uomini ma calcia clamorosamente a lato. Altra occasione pazzesca divorata dal Milan.<br><strong>44&#8242;</strong> ancora Milan ad un passo dal pareggio: punizione millimetrica di Rivera da destra, Collovati schiaccia di testa, il pallone sfila a lato di un soffio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="421" height="477" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-23-191253.png" alt="" class="wp-image-25863" style="width:500px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-23-191253.png 421w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-23-191253-265x300.png 265w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /><figcaption class="wp-element-caption">Rivera durante il match contro il Verona</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>2&#8242; GOL MILAN</strong> Pareggio meritato dei rossoneri: Morini avanza e serve in area Bigon, che con un tocco intelligente smarca a sinistra Rivera, conclusione di prima intenzione, pallone sul palo e poi in rete.<br><strong>4&#8242;</strong> il Milan insiste: triangolo Maldera-Antonelli-Maldera, che entra in area e calcia a colpo sicuro: palo pieno. La squadra di Liedholm ha preso fiducia.<br><strong>7&#8242;</strong> episodio dubbio nell&#8217;area del Milan: lancio di Bergamaschi per Giglio, uscita a valanga di Albertosi, che anticipa il giocatore veronese, ma forse commette anche fallo. Potevano esserci gli estremi per il rigore, ma nessuno protesta e l&#8217;arbitro lascia correre.<br><strong>8&#8242;</strong> ancora Verona temibilissimo: cross da sinistra di Calloni nell&#8217;area piccola, Giglio e Collovati arrivano insieme sul pallone, la palla schizza verso la porta rossonere  colpisce la traversa.<br><strong>11&#8242;</strong> ancora Verona, colpo di testa in area di Calloni su corner di Guidolin: palla larga.<br><strong>13&#8242; </strong>tracciante di sinistro di Maldera da fuori, Superchi devia in corner in tuffo. Partita molto piacevole.<br><strong>23&#8242; </strong>Baresi scambia con Boldini, avanza e quasi dal limite calcia forte sul secondo palo, pallone fuori di un metro. Fase un po&#8217; più stanca del match adesso.<br><strong>29&#8242;</strong> azione confusa nell&#8217;area del Verona, Buriani calcia con il sinistro: fuori.<br><strong>31&#8242;</strong> ancora Milan pericoloso con un tiro da fuori di Antonelli: alto.<br><strong>39&#8242; GOL MILAN</strong> Percussione di Buriani, che resiste ad un paio di avversari, sulla destra; cross pennellato in mezzo, colpo di testa imperioso di Novellino e pallone sotto la traversa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="667" height="1000" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/franco-baresi-vom-ac-mailand-am-ball.jpg" alt="" class="wp-image-25864" style="width:500px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/franco-baresi-vom-ac-mailand-am-ball.jpg 667w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/franco-baresi-vom-ac-mailand-am-ball-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /><figcaption class="wp-element-caption">Franco Baresi nella stagione 1978/79</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE MILAN<br>IL MIGLIORE RIVERA 7,5 </strong>Al rientro dal lungo infortunio, riprende subito in mano la bacchetta del comando e delizia San Siro. Ha 35 anni e il periodo migliore è alle spalle, ma la sua classe resta intatta. Tocca una quantità infinita di palloni e li smista con enorme sagacia. Dalle sue verticalizzazioni nascono sempre vari pericoli. Segna il gol dell&#8217;1-1 &#8211; l&#8217;ultimo della carriera &#8211; con uno splendido tiro in corsa.<br><strong>Baresi 7: </strong>a 18 anni è già un asso. Spezza l&#8217;azione, riparte e non di rado si inserisce nella metà campo avversaria. Va anche vicino al gol con un tracciante da fuori area nel corso del secondo tempo.<br><strong>Buriani 7:</strong> cresce con il passare dei minuti e disputa un secondo tempo importante, condito dalla meravigliosa giocata che porta al gol decisivo di Novellino. Dalla sua parte il Milan nel secondo tempo crea i maggiori pericoli.<br><strong>Collovati 6: </strong>sufficienza di stima per il difensore milanista futuro campione del mondo con l&#8217;Italia. Soffre un po&#8217; la verve del Verona, rischia un clamoroso autogol, poi esce per infortunio.</p>



<p><strong>LE PAGELLE HELLAS VERONA<br>IL MIGLIORE SUPERCHI 7 </strong>Il veterano della squadra scaligera, a dispetto delle 34 primavere neutralizza diversi attacchi rossoneri ed evita un passivo più ampio.<br><strong>Calloni 6,5:</strong> generoso e mortifero quando serve, lascia il segno con un grandissimo gol da opportunista e anche in precedenza aveva costretto Albertosi agli straordinari. L&#8217;ex non perdona.<br><strong>Guidolin 6: </strong>metronomo del gioco veronese, non sfigura contro la superiore esperienza e caratura dei centrocampisti rossoneri, organizzando con i tempi giusti la manovra di un Verona che riesce a tenere il pareggio sino a pochi minuti dal termine.</p>



<p></p>



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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Milan e Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 07:40:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le sofferte vittorie contro Verona e Bologna hanno permesso al Milan di agganciare il Napoli in testa alla classifica e questa sera contro il Torino [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Le sofferte vittorie contro Verona e Bologna hanno permesso al Milan di agganciare il Napoli in testa alla classifica e questa sera contro il Torino sperano di prendersi la vetta solitaria almeno momentaneamente. I granata stanno però trovando grande solidità grazie al bel lavoro svolto da Ivan Jurić e a San Siro venderanno molto cara la pelle. Le due sono tra le squadre più vincenti nella storia dellla Serie A e sono stati diversi i cambi di maglia, ma non tutti sono stati memorabili.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Valter Birsa</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="625" height="350" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/a0c5b063eaf8dfe5357da82fd1e7ecf6-625x350-1.jpg" alt="" class="wp-image-8674" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/a0c5b063eaf8dfe5357da82fd1e7ecf6-625x350-1.jpg 625w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/a0c5b063eaf8dfe5357da82fd1e7ecf6-625x350-1-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Trequartista dal grande talento e molto abile nei calci piazzati non è però mai stato in grado di sfruttare pienamente le proprie capacità.&nbsp;<strong>Valter Birsa</strong>&nbsp;iniziò nella sua Slovenia con il Primorje e soprattutto con il Gorica, squadra che gli permise di mettersi in luce ed essere acquistato dai francesi del Sochaux. In gialloblu andò molto bene, tanto che nel 2009 passò all’Auxerre e fu tra i protagonisti della favolosa cavalcata della squadra verso la Champions, poi giocata l’anno seguente. Le sue buone prestazioni in campo europeo convinsero il Genoa ad acquistarlo, ma con il Grifone non convinse. Si rifece parzialmente col Torino, dove trovò anche il suo primo gol italiano contro la Fiorentina, e grazie all’esperienza in granata venne acquistato dal Milan dove fu in grado di segnare due gol decisivi. Entrambi valsero il successo contro Sampdoria e Udinese, ma la scarsa continuità non gli garantì la conferma e così a fine anno passò al Chievo dove visse cinque anni estremamente positivi. Con la retrocessione dei veneti nel 2019 venne acquistato dal Cagliari dove però si rivelò un totale fallimento e dopo un solo anno lasciò la Sardegna senza più riuscire a trovare una nuova squadra.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Massimo Donati</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="293" height="407" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/7a457803083296384b1a23cb46bfadeb.jpg" alt="" class="wp-image-8675" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/7a457803083296384b1a23cb46bfadeb.jpg 293w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/7a457803083296384b1a23cb46bfadeb-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 293px) 100vw, 293px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampo dotato di ottime qualità, soprattutto nella visione di gioco, ha però completamente disatteso le grandi speranze che c&#8217;erano su di lui. <strong>Massimo Donati</strong> era considerato il miglior talento della sua generazione nel florido vivaio dell&#8217;Atalanta e dopo aver debuttato in prima squadra venne acquistato ventenne dal Milan per poter prendere il posto di Albertini. In rossonero le cose però non andarono per il meglio, venne spesso impiegato sia da Terim che da Ancelotti ma le diciassette partite totali bastarono per fargli iniziare una serie di prestiti. Prima il Parma e poi nel gannaio 2003 passò al disastrato Torino ormai già sicuro della retrocessione, con il quale però riuscì a realizzare quattro reti in metà anno, il suo record personale. Ancora in prestito a Sampdoria, Messina e Atalanta prima della cessione a titolo definitivo al Celtic dove divenne un idolo per due stagioni. Tornò in Italia al Bari, ma la sua carriera terminò in quella che ormai era la sua Scozia tra Hamilton Academical e Saint Mirren.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Cesare Maldini</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="354" height="477" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/cesare-maldini.jpg" alt="" class="wp-image-8676" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/cesare-maldini.jpg 354w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/cesare-maldini-223x300.jpg 223w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Un&#8217;icona assoluta del Milan e del calcio italiano in generale, marcatore meraviglioso dotato di un carisma che gli ha permesso di diventare uno dei Capitani più amati di sempre. <strong>Cesare Maldini</strong> iniziò nella sua Trieste nel 1952 e con gli alabardati disputò due stagioni in Serie A e a essere molto positiva fu la seconda che gli garantì la chiamata del Diavolo a ventidue anni. Da quel momento fu un amore lunghissimo e immenso e in rossonero vinse tutto quello che si poteva vincere, con quattro campionati all&#8217;attivo e soprattutto la prima Coppa dei Campioni della storia di un club italiano. Maldini fu quindi il primo Capitano del nostro calcio ad alzare al cielo di Wembley il più importante trofeo continentale, ma gli anni iniziavano a passare anche per lui e nel 1966 i rossoneri dovevano rifondarsi. Cesarone però voleva ancora giocare un anno e così scelse il Torino come sua ultima tappa di una carriera splendida e con i granata lasciò un gran ricordo, disputando trentatre partite su trentaquattro e chiudendo l&#8217;annata con un punto in più del Milan.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Walter Novellino</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="485" height="512" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-8677" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed-1-1.jpg 485w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed-1-1-284x300.jpg 284w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Uomo tuttofare del centrocampo e dell&#8217;attacco è stato tra i più apprezzati nel suo ruolo tra gli anni &#8217;70 e &#8217;80 per la sua grande dedizione al lavoro. <strong>Walter Novellino</strong> lasciò ben presto la sua Irpinia per intraprendere la carriera da calciatore professionista nel Legnano e i suoi bei esordi convinsero il Torino ad acquistarlo quando aveva solamente diciannove anni. Con i granata riuscì a debuttare in Serie A contro il Napoli, ma non convinse l&#8217;ambiente e così, dopo un prestito in C alla Cremonese, venne definitivamente ceduto a Empoli prima di esplodere nel Perugia. Furono proprio le tre stagioni umbre che lo fecero crescere esponenzialmente nella considerazione generale e nel 1978 il Milan lo acquistò facendone un punto cardine nella conquista dello Scudetto della Stella. Non lasciò il Diavolo nemmeno dopo la retrocessione d&#8217;ufficio in Serie B, ma cambiò aria dopo quella sul campo e tornò in provincia tra Ascoli, Perugia e Catania.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Massimo Taibi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="514" height="288" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/massimo-taibi-1615385353-58441.jpg" alt="" class="wp-image-8678" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/massimo-taibi-1615385353-58441.jpg 514w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/10/massimo-taibi-1615385353-58441-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 514px) 100vw, 514px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Portiere esplosivo e dotato di grande reattività tra i pali, ha pagato qualche incertezza di troppo nei momenti decisivi della sua carriera. <strong>Massimo Taibi</strong> partì dalla sua Sicilia con il Licata, ma fu a Trento che fece vedere tutto il suo talento, prendendosi da giovanissimo la porta gialloblu e attirando su di sé le attenzioni del Milan che cercava un sostituto di Giovanni Galli. Nel 1990-91 si alternarono spesso Pazzagli e Sebastiano Rossi, mentre il giovane siciliano rimase a fare il terzo e così l&#8217;anno seguente venne prestato al Como, prima di imporsi a Piacenza come uno dei migliori della Serie A. Le sue prestazioni convinsero proprio il Diavolo a ripuntare su di lui dopo qualche amnesia di troppo di Rossi, ma nel 1996-97 il Diavolo sprofondò. Tabárez e Sacchi portarono tante idee e confuse e nemmeno in porta ci fu una decisione chiara, dato che i due portieri giocarono esattamente diciassette partite a testa. Alla fine vennero acquistati Lehmann e Abbiati e a essere sacrificato fu Taibi che andò in prestito al Venezia prima della grande occasione con il Manchester United. In Inghilterra iniziò alla grande vendendo nominato migliore in campo contro il Liverpool, ma una clamorosa papera con il Southampton gli costò carissima e così venne accantonato. Tornò così in provincia, prima alla Reggina e poi all&#8217;Atalanta dove visse quattro grandi stagioni e nel 2005 fu il portiere della riscossa del Torino sotto la gestione Cairo. Fu il titolarissimo della promozione giocando tutte e quarantasei le partite dell&#8217;anno, ma in Serie A dovette accontentarsi di fare la riserva di Abbiati scendendo in campo solo tre volte e così scelse di chiudere carriera all&#8217;Ascoli.</p>
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