<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>maestrelli Archivi - Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/tag/maestrelli/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/tag/maestrelli</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 06 Jul 2025 17:44:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>maestrelli Archivi - Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/tag/maestrelli</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>23 marzo 1975: Thoeni batte Stenmark e Prati decide il derby di Roma</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/03/23/23-marzo-1975-thoeni-batte-stenmark-e-prati-decide-il-derby-di-roma.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2025/03/23/23-marzo-1975-thoeni-batte-stenmark-e-prati-decide-il-derby-di-roma.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Mariottini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[23 marzo 1975]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[liedholm]]></category>
		<category><![CDATA[maestrelli]]></category>
		<category><![CDATA[ortisei]]></category>
		<category><![CDATA[pierino prati]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
		<category><![CDATA[stenmark]]></category>
		<category><![CDATA[thoeni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=23681</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mezzo secolo fa, e a pensarci non sembra neanche possibile. Come se il conto non tornasse. È il 23 marzo 1975, Domenica delle Palme. Quel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/23/23-marzo-1975-thoeni-batte-stenmark-e-prati-decide-il-derby-di-roma.html">23 marzo 1975: Thoeni batte Stenmark e Prati decide il derby di Roma</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Mezzo secolo fa, e a pensarci non sembra neanche possibile. Come se il conto non tornasse. È il 23 marzo 1975, Domenica delle Palme. Quel giorno <strong>Ingemar Stenmark</strong> e <strong>Gustavo Thoeni</strong> si giocano la Coppa del Mondo in un inedito (e mai ripetuto) slalom parallelo. In contemporanea la Juventus vuole riprendersi lo scudetto, mentre la Roma e la Lazio campione d’Italia si stanno per affrontare in un derby – una volta tanto &#8211; da vertice della classifica per entrambe. Domenica di sport piuttosto impegnativa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="620" height="378" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/SPO0410-57-U202073402018kmG-U1102083006304CG-620x349@Gazzetta-Web_articolo.jpg" alt="" class="wp-image-23683" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/SPO0410-57-U202073402018kmG-U1102083006304CG-620x349@Gazzetta-Web_articolo.jpg 620w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/SPO0410-57-U202073402018kmG-U1102083006304CG-620x349@Gazzetta-Web_articolo-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il podio dopo una gara di slalom gigante di Coppa del mondo. Da sinistra Ingemar Stenmark (secondo classificato), Gustavo Thoeni (primo) e Piero Gros (terzo)<br><em>da www.gazzetta.it<br></em><br></figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Domenica di fuoco (e di neve)</h2>



<p></p>



<p>A mezzogiorno è in programma lo sci. La Coppa del Mondo è arrivata all’ultimo atto e a Ortisei, Val Gardena, si decide tutto grazie a uno Slalom Parallelo. A contendersi la Coppa nell’ultima gara sono tre fra i talenti più cristallini allora in circolazione: l’austriaco <strong>Franz Klammer</strong>, lo svedese <strong>Ingemar Stenmark </strong>e il nostro <strong>Gustavo Thoeni</strong>.</p>



<p>«<em>Praticamente </em>– ricorda proprio Thoeni &#8211; <em>era la prima volta che si decideva la Coppa del Mondo in un Parallelo. Era l’ultima gara, ed eravamo in tre a pari punti. Stenmark, Klammer e io: 240 punti tutti e tre. Chi arrivava davanti, vinceva la coppa</em>»<em>.</em></p>



<p>Grazie al meccanismo degli scarti, a <strong>Klammer </strong>per vincere basterebbe passare due turni, ma lui non è uno slalomista e viene eliminato dall’azzurro <strong>Helmuth Schmalzl </strong>(nativo proprio di Ortisei). La trama si dipana poi in lunghe ore di tensione, fino al duello decisivo. </p>



<p>Proprio in quei momenti si sono aperti i cancelli dello Stadio Olimpico di Roma e lentamente il pubblico della Capitale comincia ad affluire. La Lazio non vuole perdere contatto con la Juventus capolista, ma anche per la Roma vincere il derby non è solo questione di prestigio. Grazie alla sapienza tattica di <strong>Nils Liedholm</strong> la formazione giallorossa sembra essere uscita dalle sabbie paludate della medio-bassa classifica. Dopo un inizio stentato, il gioco a zona sta infatti dando frutti. </p>



<p>Pochi capiscono che cosa sia, poi tutti ne vedono gli effetti. La stessa squadra, buona ma macchinosa delle annate precedenti, è diventata una realtà con la quale fare i conti. La difesa prende pochi gol, l’attacco garantisce risultati e punti in classifica grazie alla stagione eccellente di <strong>Pierino Prati </strong>e di chi lo affianca in avanti. Comunque andrà il derby, c’è aria d’Europa e durante gli anni ’70 nella Capitale questo non è un fatto consueto. Ma Ortisei dista 700 chilometri da Roma e chi quella domenica si trova in Val Gardena non è granché interessato al calcio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Lazio-ROMA 0-1 Prati 8ª giornata Ritorno 23-03-1975" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/wZHf1QpzU8A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tutti in pista, all&#8217;Olimpico solo posti in piedi</h2>



<p></p>



<p>Al primo turno <strong>Gustavo Thoeni</strong> elimina l’austriaco <strong>Manfred Grabler</strong>, agli ottavi ha la meglio sullo svizzero <strong>Roux</strong>, ai quarti <strong>Tino Pietrogiovanna </strong>esce volutamente di pista per non ostacolare il cammino del nostro numero 1 (il gioco di squadra è forse poco edificante ma comunque consentito).</p>



<p>L’astro nascente del circo bianco <strong>Stenmark </strong>quasi inforca contro il polacco <strong>Bachleda </strong>e chiude la prima manche indietro di due secondi e mezzo, distacco che recupera grazie all’uscita di pista dell’avversario nella seconda. Il pubblico di Ortisei, che tifa in massa per <strong>Thoeni</strong>, grida invano alla <em>combine</em>. Se anche fosse vero, sarebbero tutte accuse da dimostrare vere. In semifinale <strong>Thoeni </strong>ha la meglio sullo svizzero <strong>Tresch</strong>, mentre <strong>Stenmark </strong>batte il nostro <strong>Fausto Radici</strong>. Dunque, per la finale sono rimasti in gara <strong>Stenmark </strong>e <strong>Thoeni</strong>. <strong>Klammer </strong>è soltanto un ricordo. </p>



<p>Intanto all’Olimpico l’afflusso è stato massiccio, spalti gremiti malgrado una pioggia fitta e continua che consiglierebbe una domenica sedentaria. Gli striscioni e le coreografie del 1975 non sono paragonabili a quelli di oggi, ma i cori sì. Si sono registrati scontri fuori dallo stadio ma già alla metà di un decennio inquieto per definizione, il fatto non fa notizia. </p>



<p>Verso mezzogiorno vengono rese note le formazioni. Salvo imprevisti dell’ultimo momento la Lazio scenderà in campo con<strong> Pulici, Ghedin, Martini, Wilson, Oddi, Badiani, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D&#8217;Amico</strong>. Il tecnico <strong>Tommaso Maestrelli </strong>è costretto a fare a meno di <strong>Nanni </strong>a centrocampo. La Roma opporrà <strong>Paolo Conti, Negrisolo, Rocca, Cordova, Santarini, Peccenini, Di Bartolomei, Morini, Prati, De Sisti, Penzo</strong>. In panchina siede un giovane, fresco ventenne. Si chiama <strong>Bruno Conti</strong>, non avrà un fisico gladiatorio ma dicono che possegga piedi fatati. Vedremo. In quegli stessi momenti <strong>Stenmark </strong>e <strong>Thoeni </strong>si stanno sfidando per sapere chi alzerà la Coppa del Mondo 1975.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">A Ortisei nevica, a Roma piove</h2>



<p></p>



<p>50mila spettatori sulla pista gardenese, mai vista tanta gente fino a quel momento. Solo <strong>Alberto Tomba</strong> farà di meglio, un decennio dopo. La montagna è un crocevia di suoni, di cori, di tifo assordante con tanto di sirene e campanacci. La diretta TV va in onda sul Secondo Canale (oggi Rai Due), i telecronisti sono <strong>Alberto Nicolello </strong>e <strong>Guido Oddo</strong>. </p>



<p>Nel ricordo di tanti appassionati, i due appaiono molto emozionati, sanno di avere il privilegio di raccontare in diretta un evento irripetibile. Intanto, i contendenti in pista si studiano a vicenda. Sembrano due tipi simili, <strong>Stenmark </strong>e <strong>Thoeni</strong>, e in effetti qualcosa in comune ce l’hanno. Da bravi montanari parlano poco ma quando c’è da fare i fatti, eccoli sfrecciare. Ingemar è nato nella Lapponia svedese e da piccolo guarda il Circolo Polare Artico anche senza l’uso del binocolo.</p>



<p>È un talento naturale che si è affinato grazie a un talent scout italiano, <strong>Ermanno Nogler</strong>. Anche <strong>Thoeni </strong>è stato scoperto e valorizzato da <strong>Nogler</strong>, ma quello con <strong>Stenmark </strong>è un vero sodalizio. Un giorno del 1969 l’allenatore azzurro conosce uno sciatore svedese di 13 anni e vi intravede qualità superiori. </p>



<p>A 17 anni il ragazzino è già un campione e a 19 è a Ortisei, pronto a giocarsi “il Parallelo della vita”. Dall’altro lato della pista c’è un altro campione, più grande di cinque anni (<strong>Gustavo Thoeni </strong>è classe 1951) e più affermato dell’avversario. <strong>Thoeni </strong>è nato a Trafoi, minuscola frazione sullo Stelvio (provincia di Bolzano), località che conta poco più di cento anime. Scia da quando è un bimbetto di tre anni. Il padre è un maestro di sci e non è che a Trafoi si possa fare molto altro. </p>



<p>Gustavo è un tipo riservato, il suo italiano un po’ “montanaro” è oggetto di qualche caricatura televisiva, ma – dice chi lo conosce &#8211; possiede uno spirito acuto e anche la battuta pronta, se serve. Fa parte delle Fiamme Gialle, ha già vinto la Coppa del Mondo per tre volte (1971, 1972 e 1973) e ha conquistato l’oro nello slalom gigante alle Olimpiadi invernali di Sapporo (Giappone) nel 1972.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Con il fiato sospeso</h2>



<p></p>



<p>A mezzogiorno, con puntualità altoatesina, tutto è pronto per la gara decisiva: il pareggio cui prima accennava <strong>Thoeni</strong>, 240 a 240 punti, non può rimanere tale. Anche in finale i contendenti devono affrontare due <em>manche, </em>al termine delle quali il vincitore sarà quello che avrà assommato il tempo complessivo migliore. Al suono della sirena i due volano in pista. All’intermedio <strong>Thoeni</strong> è in leggerissimo vantaggio, ma ogni porta è un rischio, ogni curva un’opportunità. </p>



<p>Il livello è tale che a fare la differenza può essere meno di una frazione di secondo. L’italiano sembra il più tranquillo. Discesa pulita, grande prova di forza mentale e agonistica. Intende far valere la maggiore esperienza e sembra gestire bene gli attacchi di <strong>Stenmark</strong>, a volte costretto a forzare. <strong>Thoeni </strong>la chiude in leggero vantaggio. </p>



<p>È comunque la prima manche e perdere con un distacco minimo non è irreparabile, tutto si può risolvere nella seconda. Ma nessuno vuole perdere, perché gestire un vantaggio anche minimo può avere un valore importante soprattutto a livello psicologico. A tre porte dal traguardo della seconda avviene la svolta. </p>



<p>Nel tentativo di produrre l’allungo finale, <strong>Stenmark </strong>inforca e cade. Per <strong>Gustavo Thoeni</strong> si aprono le porte della quarta (e ultima) Coppa del Mondo di sci alpino. <strong>Alberto Nicolello</strong> e <strong>Guido Oddo</strong> infrangono per una volta i canoni di compostezza imposti dalla RAI. Per <strong>Stenmark </strong>è una delusione, il dazio da pagare a quel filo di esperienza che ancora manca. </p>



<p>Ma per lo svedese sarà uno dei pochi dispiaceri patiti in una carriera fantastica. Tre vittorie nella Coppa del Mondo (1976, 1977, 1978), due medaglie d’oro olimpiche (Lake Placid, USA 1980), e soprattutto 86 vittorie complessive (46 in gigante e 40 in slalom) fanno di lui un vincente per antonomasia. E questo aggiunge ulteriore valore all’impresa che <strong>Gustavo Thoeni</strong> realizza mezzo secolo fa. Proprio oggi.</p>



<p>Sì, ok, ma il derby di Roma?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Il parallelo della vita   Thoeni vs  Stenmark" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/zikS-XOztgA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Vince chi gioca peggio</h2>



<p></p>



<p>Le squadre sono in campo, l’arbitro è <strong>Agnolin </strong>di Bassano del Grappa. Dopo quattro derby di fila persi e cinque anni senza vittorie, il 1° dicembre 1974 la Roma è riuscita a far suo quello d’andata. E anche meritatamente: 1-0, gol di <strong>De Sisti</strong>. Se la Lazio vuole rimanere incollata alla Juventus, c’è un solo risultato auspicabile, infatti prende subito il comando del gioco, schiacciando la Roma nella sua metà campo. </p>



<p>Meriterebbe il gol, ma le prodezze di <strong>Paolo Conti </strong>lasciano intendere che il portiere giallorosso non sia d’accordo. La ripresa inizia con un miracoloso salvataggio di <strong>Peccenini</strong>, che sulla linea, in rovesciata, respinge un pallonetto di <strong>Chinaglia </strong>che aveva scavalcato <strong>Conti</strong>. Poi ci prova anche <strong>Oddi</strong>, non proprio un goleador, ma ancora una volta <strong>Conti </strong>respinge. </p>



<p>L’unico acuto della Roma costa caro. Minuto 76&#8242;: lancio di <strong>Di Bartolomei </strong>per <strong>Peccenini</strong>, che crossa in mezzo dalla destra. Un’indecisione di <strong>Ghedin </strong>inganna <strong>Pulici</strong>, <strong>Pierino Prati </strong>solo al centro area deve solo appoggiare in rete. <strong>Maestrelli </strong>toglie un centrocampista (<strong>Badiani</strong>) per una punta (<strong>Franzoni</strong>), ma il bunker romanista regge fino alla fine. </p>



<p>Mentre <strong>Thoeni </strong>è in festa per l’ennesima coppa del mondo, per la Lazio sembra l&#8217;addio definitivo ai sogni di un secondo scudetto. Sorride la Roma, figuriamoci la Juventus, che nel frattempo ha battuto per 1-0 l’Inter. <strong>Stenmark </strong>sta solo pensando a rifarsi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="664" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at-1024x664.jpg" alt="" class="wp-image-23684" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at-1024x664.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at-300x195.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at-768x498.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at-1536x996.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/81787_7a4j2at.jpg 1551w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il gol decisivo di Pierino Prati</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/23/23-marzo-1975-thoeni-batte-stenmark-e-prati-decide-il-derby-di-roma.html">23 marzo 1975: Thoeni batte Stenmark e Prati decide il derby di Roma</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2025/03/23/23-marzo-1975-thoeni-batte-stenmark-e-prati-decide-il-derby-di-roma.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
