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	<title>gareth bale Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>gareth bale Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Glory Glory Spurs &#8211; la top 11 all time del Tottenham Hotspur</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 16:40:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Restiamo in Gran Bretagna e torniamo a Londra nord, la parte della megalopoli il cui cuore è diviso a metà tra Arsenal e Tottenham, le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/09/09/glory-glory-spurs-la-top-11-all-time-del-tottenham-hotspur.html">Glory Glory Spurs &#8211; la top 11 all time del Tottenham Hotspur</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Restiamo in Gran Bretagna e torniamo a <strong>Londra </strong>nord, la parte della megalopoli il cui cuore è diviso a metà tra <strong>Arsenal</strong> e <strong>Tottenham</strong>, le cui tifoserie naturalmente si detestano e danno vita a uno degli antagonismi più sentiti del calcio europeo. Il mitologico <em>White Hart Lan</em>e, andato in pensione nel 2019, ha sempre visto sventolare sui suoi spalti la Stella di David, perché il <strong>Tottenham</strong>, sin dalla sua fondazione a fine &#8216;800, ha intrecciato il proprio destino con quello della comunità ebraica di Londra (ebrei erano, come noto, i suoi fondatori), e questo legame sopravvive tuttora, seppure in forma attenuta.</p>



<p>La storia degli <em>Spurs</em> trasuda gloria e viene probabilmente sottovalutata da chi non nutre una particolare passione per il calcio inglese: i londinesi hanno incamerato pochi titoli nazionali, anche se uno è valso uno storico double nel 1961, ma in Europa hanno spesso alzato la voce, vincendo tre titoli e arrivando a giocarsene molti di più, l&#8217;ultimo nel 2019 nel derby con il<strong> Liverpool</strong>. Se puntiamo i riflettori sui singoli, la faccenda peraltro si fa davvero complessa e interessante: gli<em> Spurs</em> hanno vestito di bianco decine di grandi giocatori e selenzionarne undici inevitabilmente porta a esclusioni dolorose che faranno storcere il naso ai lettori, come sempre accade quando ci si espone proponendo formazioni che risultano per forza di cose un&#8217;accozzaglia di epoche e fasi diverse.</p>



<p>Abbiamo in ogni caso fatto del nostro meglio: ecco quindi a voi la formazione ideale del<strong> Tottenham</strong>, i cui giocatori sono selezionati a partire da fine anni &#8217;50 inizio anni &#8217;60, come di consueto.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Pat Jennings</h3>



<p></p>



<p>Il fenomeno nord irlandese potrebbe figurare come titolare sia degli<em> Spurs</em> che dell&#8217;<strong>Arsenal</strong>, e infatti abbiamo deciso di inserirlo in entrambe le formazioni. Il suo stile spettacolare e avventuroso non ha pregiudicato la sua straordinaria abilità tra i pali, e proprio con la maglia dei bianchi Pat è stato incoronato due volte giocatore dell&#8217;anno in Inghilterra. Fenomeno. In panchina, due nomi di lusso: il primo è quello di <strong>Ray Clemence</strong> che, dopo la gloriosa carriera sul Mersey, ha traslocato a Londra per vestire la maglia <em>Spurs</em> durante i gloriosi anni &#8217;80. Impeccabile, continuo, completo, Ray è stato un giocatore eterno, quasi come il suo rivale <strong>Shilton</strong>. Con undici anni da titolare e prestazioni da campione, il francese <strong>Hugo Lloris</strong> è un altro giocatore che deve stare in rosa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/pat-jennings-nordirland-1528460500-15892.jpg" alt="" class="wp-image-15221" width="836" height="467" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/pat-jennings-nordirland-1528460500-15892.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/pat-jennings-nordirland-1528460500-15892-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/09/pat-jennings-nordirland-1528460500-15892-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 836px) 100vw, 836px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pat Jennings</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale destro: Chris Hughton</h3>



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<p>Nel libro d<strong>i Roy Reyland</strong> <em>Shirts, Shots and Spurs </em>si legge che la formazione da ingegnere è stata cruciale perché ha fornito il laterale destro <strong>Hougton</strong> di doti non comuni in fase di lettura e anche in termini di concezione geometrica del campo e dello spazio. Titolare degli Spurs per oltre tredici anni e per 250 volte, Hougton è stato un signor laterale e ho ritenuto di consegnargli i galloni da titolare. Altrettanto bravo è stato e rimane<strong> Kyle Walker</strong>, poderosa forza della natura che stiamo ammirando nelle ultime stagioni alla corte di Guardiola, ma che per sette anni ha fatto sobbalzare i cuori dei tifosi di <em>White Hart Lane</em>. Al terzo posto lo stantuffo<strong> Kieran</strong> <strong>Trippier</strong>, validissimo tuttofare e giocatore di sicuro affidamento anche ha vestito in numerose occasioni anche la maglia della nazionale.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Dave MacKay</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Dave Mackay - Spurs Legend" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/CaZ4KZ-0P4c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Pur meno possente di altri difensori, <strong>MacKay </strong>era animato da una furia agonistica in orbita Billy Bremner (e tra i due furono infatti spesso scintille) ed era anche un difensore duttile e completo, possedeva uno spirito da guerriero e per diversi anni è stato uno dei perni della nazionale scozzese. Non  è stato forse il centrale più dotato, ma con oltre 42 reti in 10 stagioni e la capacità di disimpegnarsi anche come mediano, ha lasciato un segno profondo nella storia degli <em>Spurs</em>, vincendo da leader della difesa lo storico double del 1961 e la Coppa delle Coppe del 1963.  La riserva del campione scozzese è a mio avviso <strong>Sol Cambpell</strong>, conosciuto in Italia soprattutto per gli anni a Londra sponda Arsenal, ma in realtà già grintoso e carismatico stopper del Tottenham degli anni &#8217;90: Sol dominava l&#8217;area di rigore grazie alle superiori doti acrobatiche ed era regolarmente nominato quando si parlava di migliori difensori del calcio inglese del periodo.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Mike England</h3>



<p></p>



<p>Titolare degli Spurs in oltre trecento partite, il gigante gallese<strong> Mike England</strong> (uso le parole di uno &#8220;storico&#8221; dei londinesi) &#8220;<em>was a world-class centre-half</em>&#8221; e Londra ha guidato la difesa della squadra che, tra anni &#8217;60 e &#8217;70, ha vinto una Coppa UEFA e diversi trofei nazionali. Potrebbe sostituirlo tranquillamente nell&#8217;undici titolare anche il difensore belga <strong>Jan Vertonghen</strong>, nove stagioni da titolare a White Hart Lane, un notevole intuito nelle letture difensive e una grande abilità nel gioco aereo, e lo stesso discorso vale per <strong>Graham Roberts</strong>, classico e roccioso difensore inglese degli anni &#8217;80, pilastro difensivo della squadra che vince in Inghilterra e in Europa nella prima metà della decade.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Terzino sinstro: Gareth Bale</h3>



<p></p>



<p>Maicon doveva chiamare un taxi per seguirlo e allora è giusto ricordare che, per certi versi, il <strong>Bale</strong> migliore della carriera l&#8217;abbiamo visto quando percorreva su e giù tutta la fascia in Inghilterra, giocando sia come terzino che come ala, alla stregua di Roberto Carlos, e vincendo due volte la medaglia di calciatore dell&#8217;anno della Premier. <strong>Cyril Knowles</strong> è stato per certi versi un <strong>Bale</strong> <em>ante litteram</em>, che però esordisce come ala e quindi trasloca in difesa per diventare un uragano che esalta i tifosi con le sue ripetute scorribande palla al piede e le sue notevoli qualità tecniche, che gli valgono un coro personalizzato (&#8220;<em>Nice one, Cyril!</em>&#8220;).</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzala destra: Danny Blanchflower</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Spurs Legend - Danny Blanchflower" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DXiCexvywvY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><strong>Danny</strong>, certamente uno dei primi tre giocatori nordirlandesi di ogni epoca, era l&#8217;uomo che tesseva le trame di gioco del grande <strong>Tottenham</strong> ammirato tra anni &#8217;60 e &#8217;70. Regista capace di giocare anche in posizione defilita e infaticabile recupera palloni, <strong>Blanchflower</strong> è stato un campione raffinato e tosto, abilissimo nel gioco di prima e capitano coraggioso, e vanta una pletora di riconoscimenti sia collettivi che individuali: è stato il cervello della squadra del double nel 1961, ha vinto un&#8217;altra FA Cup e poi la Coppa delle Coppe. Sul piano individuale, nel 1958 è stato inserito nella rosa ideale del mondiale (riconoscimento tanto più incredibile considerando che giocava nel Nord Irlanda) e in Inghilterra è stato incoronato due volte miglior giocatore del campionato. Se la sua titolarità è fuori discussione, i candidati alla panchina sono numerosi: non era ancora il fuoriclasse poi ammirato a Madrid, e spesso giocava quasi da dieci classico, ma il <strong>Luka Modrić&nbsp;</strong>visto a Londra era già un signor tuttocampista, tecnicamente superbo e capace di contribuire anche quando doveva rincorrere gli avversari; il letale &#8220;the ghost&#8221; <strong>Martin Peters</strong> era l&#8217;attaccante mascherato del Tottenham degli anni &#8217;70, un centrocampista dalle risorse atletiche infinite che vedeva la porta quasi come una punta, come dimostrano i suoi 46 gol segnati nella sola First Division. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Steve Perryman</h3>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p><strong>Steve Perryman</strong> incarna lo spirito degli<em> Spurs</em>, è lo <em>Spur</em> per antonomasia. Eccellente numero otto capace di disimpegnarsi bene in entrambe le fasi di gioco, gran recupera palloni, Steve ha giocato a <em>White Hart Lane</em> per diciassette lunghi anni, attraversando da leader e protagonista le stagioni gloriose (le FA Cup, le due Coppe UEFA) e anche l&#8217;inopinata retrocessione di metà anni &#8217;70, che non lo indusse in ogni caso ad abbandonare la sua squadra. Nel 1982, già maturo, è stato insignito del <em>FWA Footballer of the year</em>, lo stesso riconoscimento che ha onorato fuoriclasse come Matthews, Moore, e nei primi anni &#8217;80 Keegan, Daglish e Rush. Infaticabile uomo ovunque del Tottenham degli anni &#8217;80, il barbuto argentino <strong>Ricardo Vila</strong> deve essere sempre citato quando si parla di storia degli <em>Spurs</em>: nel corso delle sue cinque stagioni londinesi,<strong> Ricky</strong> si è fatto amare dai tifosi londinesi per la classe e l&#8217;abnegazione, nonostante il periodo per gli argentini in Inghilterra non fosse dei più felici, e ha vinto da titolare tre trofei nazionali, il preludio al successo europeo del 1984. Successo che diventerà parte del curriculum di <strong>Gary Mabbutt</strong>, mediano e in caso di necessità stopper del Tottenham per sedici lunghi anni, a cavallo tra &#8217;80 e &#8217;90, ancora oggi secondo <em>Spur</em> di sempre per numero di presenze.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzala sinistra: Osvaldo Ardiles</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Osvaldo Ardiles, El Pitón [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/MIhqMYWKSnQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Uno degli <em>Spurs</em> dotati di maggior spessore internazionale, il fuoriclasse argentino<strong> Ardiles</strong> è stato un eroe dei due mondi, grande regista a tutto campo negli anni in patria (che chiuderà con il mondiale vinto a Buenos Aires da uomo chiave) e poi superba mezzala in Inghilterra, nel corso di una decade che gli vale ancora oggi l&#8217;adorazione dei tifosi di Londra Nord (nonostante la breve parentesi parigina durante la guerra delle <em>Falklands</em>). Lui e <strong>Vila</strong> costituivano la cerniera del centrocampo migliore d&#8217;Inghilterra negli anni &#8217;80. La sua riserva potrebbe essere il metodico e completissimo centrocampista degli anni &#8217;90 e primi 2000 <strong>Darren Anderton</strong>, titolare in nazionale per la sua duttilità e simbolo degli <em>Spurs </em>durante un periodo non semplicissimo della loro storia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Trequartista: Glenn Hoddle</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Glenn Hoddle [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/qZ9qZCrlZ_w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Chiedo ai lettori un po&#8217; di comprensione: non è facile disporre il centrocampo del<strong> Tottenham</strong> in modo che possano convivervi tutti i campioni che vi hanno giocato, e allora ho immaginato una sorta di rombo il cui vertice alto (ma anche medio e basso, Glenn poteva tutto) è il più sudamericano dei trequartisti/ registi inglesi, <strong>Glenn Hoddle</strong>. Lungo e non velocissimo, Glenn aveva due piedi che cantavano e vedeva il campo come solo i grandissimi sanno fare; in più, era un artista della <em>croqueta</em> che sarà poi il marchio di fabbrica di Laudrup e Iniesta, e calciava da ogni posizione. Giovane dell&#8217;anno nel 1980, inserito in cinque occasioni nella squadra del campionato, <strong>Glenn</strong> fu anche il genio dell&#8217;Inghilterra degli anni &#8217;80, quella punita dal <em>Genio</em> per eccellenza a Città del Messico. Quattro anni di pura energia creativa e di gol sensazionali valgono il posto di rincalzo a <em>Gazza</em> <strong>Gascoigne</strong>, che a Londra trova la consacrazione e diventa uno dei primi giocatori d&#8217;Inghilterra, leader della nazionale che sfiora la finale a Italia &#8217;90 e decisivo per la FA Cup del 1991, giusto un attimo prima che un grave infortunio e i suoi demoni alcolici ne rovinino la seconda parte della carriera. Trequartista molto più ordinato ma fondamentale per il Tottenham dell&#8217;ultima decade, deve essere citato anche<strong> Christian Eriksen</strong>, giocatore di grande qualità e molto intelligente che a Londra vive alcune stagioni da campione di statura internazionale prima di fare la fortuna dell&#8217;Inter. Ancora (la batteria dei trequartisti è ricchissima) credo di dover ricordare <strong>David Ginola</strong>, fantasista francese tutto genio e sregolatezza che gioca a Londra solo per tre anni ma fa innamorare perdutamente di lui i tifosi assiepati sulle tribune del <em>White Hart Lane</em>, grazie alle sue magie che gli valgono anche il duplice riconoscimento di FWA e PFA quale numero uno della Premier League nel 1999.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: James Greaves</h3>



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</div></figure>



<p></p>



<p>A mio parere, <strong>Greaves</strong> è stato il giocatore cardine della storia del Tottenham, un cavallo pazzo letale in progressione ma abile anche nel gioco aereo e nel tiro da fuori, fuoriclasse che con la maglia degli <em>Spurs</em> mette a referto 268 reti in 381 partite, collezionando sei titoli di capocannoniere e vincendo da assoluto trascinatore (e capocannoniere) la Coppa delle Coppe del 1963. Straordinario anche il suo <em>curriculum</em> in nazionale. Altrettanto valido sul piano tecnico, ma meno legato alla maglia dei londinesi, è stato <strong>Gary Linker</strong>, centravanti britannico atipico perché non altissimo eppure immarcabile nel gioco aereo, bravo nel fraseggio ed eccezionale nelle letture <em>inzaghiane</em> in area di rigore. Con la maglia bianca, <strong>Gary</strong> ha vissuto una seconda giovinezza a inizio anni &#8217;90, segnando 80 gol in 138 partite e ricevendo nel 1992 il premio di giocatore dell&#8217;anno. Merita già oggi una citazione <strong>Son&nbsp;Heung-min</strong>, atipica punta mobile che nel corso dell&#8217;ultimo decennio ha incantato i tifosi di Londra Nord, dimostrandosi un campione e mettendo a segno quasi 150 gol.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Harry Kane</h3>



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<p>L&#8217;uragano <strong>Kane </strong>è un pezzo di storia degli <em>Spurs,</em> il suo bomber principe e un centravanti moderno, capace di servire i compagni e di arretrare il raggio d&#8217;azione sino quasi a metacampo. Grande campione che non può mancare in questa formazione, lo affianchiamo a <strong>Martin Chivers</strong>, centravanti grande e grosso &#8211; e deputato allo sfondamento &#8211; del Tottenham di fine &#8217;60 e inizio &#8217;70,  autore di 118 reti con la maglia bianca, e a <strong>Robbie Keane</strong>, attaccante irlandese tuttofare, velocissimo palla al piede e in grado di lavorare per i compagni, che a Londra ha segnato 122 gol in 306 partite, diventando un nome chiave della storia del club.</p>



<p></p>



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