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	<title>boris arkadiev Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>boris arkadiev Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Da Boris Arkad&#8217;ev ad Anton Malatinský, nascita ed evoluzione della difesa a 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2021 11:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Boris Arkad&#8217;ev spiega il suo calcio ad alcuni giocatori È la difesa per eccellenza. Gli allenatori &#8211; di ieri e di oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/04/17/da-boris-arkadev-ad-anton-malatinsky-nascita-ed-evoluzione-della-difesa-a-4.html">Da Boris Arkad&#8217;ev ad Anton Malatinský, nascita ed evoluzione della difesa a 4</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Boris Arkad&#8217;ev spiega il suo calcio ad alcuni giocatori</em></p>



<p class="has-drop-cap">È la difesa per eccellenza. Gli allenatori &#8211; di ieri e di oggi &#8211; possono divergere per concezioni ideologiche e filosofiche, possono praticare un calcio di iniziativa e possesso come uno impostato sulle ripartenze e sulla verticalità, ma la maggioranza è comunque orientata sul difendere a quattro. Certo, qualche eccezione c&#8217;è. Si veda in Italia Antonio Conte, che tra Juventus, nazionale e Inter, ha sempre prediletto tre uomini a protezione del portiere. </p>



<p><strong>La linea difensiva a quattro consente evidentemente di coprire meglio il campo</strong>, con due centrali moderni che oggi surrogano i compiti di libero&amp;stopper spesso alternandosi tra loro e due terzini adibiti alle due fasi, bravi a capovolgere il fronte del gioco.</p>



<p><strong>Ma quando è nata la difesa a quattro? </strong>C&#8217;è stato un preciso momento in cui qualcuno ha deciso di compiere il “grande salto”, passando dai concetti del Metodo &#8211; due terzini in linea e privi di compiti di marcatura ad personam &#8211; e del Sistema &#8211; due terzini larghi sulle ali e uno stopper a guardia del centravanti &#8211; all&#8217;idea della difesa a 4 in linea? E se questo qualcuno esiste, chi è stato?</p>



<p>Nel calcio solitamente una rivoluzione ha tanti padri. E non esistono mai cesure nette. I cambiamenti sono il frutto di una concatenazione di eventi, piccoli tasselli che si incastrano a tasselli successivi, formando un puzzle e portando a un&#8217;evoluzione di natura tattica o ideologica.</p>



<p>Nel caso della difesa a 4 forse però possibile individuare un uomo che prima di tutti &#8211; un po&#8217; per caso e un po&#8217; per scelta &#8211; ha sperimentato questo modello.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Unione Sovietica: la rivoluzione di Boris Arkad&#8217;ev</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Football_Formation_-_WM.png" alt="" class="wp-image-4678" width="274" height="387" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Football_Formation_-_WM.png 409w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Football_Formation_-_WM-213x300.png 213w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /><figcaption>Il Chapman System, modulo da cui Arkad&#8217;ev prende spunto per la sua difesa a 4</figcaption></figure></div>



<p>Unione Sovietica, anni &#8217;40. Il Paese sta attraversando un momento difficile, la guerra contro la Germania nazista sta prosciugando ogni energia. Dopo la Rivoluzione d&#8217;Ottobre del 1917, il calcio sovietico è rimasto isolato dal resto del mondo, strutturato secondo criteri amatoriali e con il Metodo (WW) quale unico sistema di gioco conosciuto.</p>



<p>Qualcosa iniziò a cambiare negli anni &#8217;30, con la creazione del primo campionato nazionale e la tournée di una squadra basca, che intendeva promuovere la causa dei repubblicani nella guerra in Spagna contro Francisco Franco.</p>



<p>I baschi giocarono nove partite e più che i risultati stupirono per la sicurezza con cui stavano in campo e per il modulo utilizzato, il Chapman System (WM), un modello di gioco che i russi non avevano mai visto. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/arkadyevkult3202.jpg" alt="" class="wp-image-4677" width="356" height="442" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/arkadyevkult3202.jpg 450w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/arkadyevkult3202-242x300.jpg 242w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /><figcaption>Boris Arkad&#8217;ev, forse il primo a usare una difesa a 4 in linea</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Tra i tanti incuriositi da quel modo di giocare c&#8217;era anche il giovane allenatore del Metallurg Mosca, <strong>Boris Arkad&#8217;ev</strong>. Ex insegnante di scherma, disciplina da cui aveva appreso l&#8217;importanza di una valida difesa prima di passare al contrattacco, Arkad&#8217;ev sperimentò il nuovo modulo nel suo club e continuò con la stessa idea anche quando venne chiamato dalla Dinamo Mosca, la squadra del ministero dell&#8217;interno di <strong>Lavrentij Pavlovič Berija</strong>.</p>



<p>Presto l&#8217;allenatore si rese conto che il Chapman System non era abbastanza bilanciato per mettere in pratica la sua idea di calcio: l&#8217;idea di Arkad&#8217;ev era ambiziosa, voleva &#8211; parole sue &#8211; «instillare un&#8217;anima russa nello sport portato dagli inglesi», ovvero creare un mix di organizzazione collettiva, passaggi nello stretto, aggressione e movimenti senza palla che potessero consentire a un difensore di salire e a un attaccante di arretrare.</p>



<p>Per mettere in pratica la sua idea Arkad&#8217;ev aveva bisogno di coprire meglio il campo. <strong>Gli venne così in mente di provare ad arretrare uno dei due mediani del Sistema in difesa e contemporaneamente chiedere a una delle due mezzali di giocare maggiormente al fianco dell&#8217;unico mediano rimasto</strong>. Fu una mossa decisiva: il nuovo sistema di gioco gli permise di avere maggiore copertura, una superiore organizzazione su tutti e 110 i metri di campo e portò la Dinamo alla vittoria del campionato del 1940, l&#8217;ultimo prima dell&#8217;interruzione bellica a causa dell&#8217;invasione del territorio sovietico da parte delle truppe naziste il 22 giugno 1941.</p>



<p>La stampa ribattezzò quel modo di giocare<em> Passovotchka</em>, a sottolineare la fitta ragnatela di passaggi. Ma un altro soprannome azzeccato fu <em>Disordine organizzato </em>perché tutti sembravano muoversi a caso quando in realtà seguivano un copione cristallizzato. Arkad&#8217;ev non poteva immaginare che ciò che aveva fatto in quel momento avrebbe drasticamente rivoluzionato la storia del gioco. Era nata, un po&#8217; casualmente e un po&#8217; per necessità, la prima ufficiale difesa a quattro della storia. </p>



<p>La ricostruzione del CDKA Mosca (moderno CSKA, la squadra dell&#8217;esercito) nel dopoguerra passò da Arkad&#8217;ev. Mentre la Dinamo, ancora fedele ai suoi insegnamenti, stupì persino i maestri inglesi in un tour del 1945, pareggiando con il Chelsea e sconfiggendo Arsenal e Cardiff, Arkad&#8217;ev si sedette sulla panchina del CDKA e conquistò 5 scudetti e 3 Coppe di Russia. Nel frattempo aveva dato alle stampe pure un libro <em>Tactics of football</em>, che divenne la base di studio per tutti gli allenatori dell&#8217;Est Europeo.</p>



<p>Inevitabile la chiamata in nazionale per guidare l&#8217;Unione Sovietica nella prima competizione internazionale, <strong>i Giochi Olimpici del 1952 a Helsinky</strong>. Un&#8217;esperienza però che per Arkad&#8217;ev non fu per nulla fortunata. Anzi. L&#8217;eliminazione subita negli ottavi di finale contro gli storici rivali della Jugoslavia per 3-1 (dopo un clamoroso 5-5 nella prima partita e i sovietici capaci di rimontare dall&#8217;1-5), mandò su tutte le furie i vertici del partito. La gara contro la Jugoslavia non era come tutte le altre, visti i rapporti tesissimi tra i due dittatori, <strong>Iosif Stalin</strong> e <strong>Josip Tito</strong>. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jugoslavia - U.R.S.S. 3-1 - Olimpiadi Helsinki 1952 - ottavi di finale - ripetizione" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/FvXJE2J7F7w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Una sintesi di Jugoslavia-URSS delle Olimpiadi 1952</figcaption></figure>



<p></p>



<p>A farne le spese fu Arkad&#8217;ev, che non venne solo esonerato: gli furono tolti tutti i premi che aveva ricevuto e fu messo in disparte, in attesa di una sorte forse peggiore. Per sua fortuna però nel 1953 Stalin morì, Berija venne fucilato e nel Paese si avviò il processo di destalinizzazione per fare luce sui crimini del dittatore georgiano. Arkad&#8217;ev fu riabilitato e poco importa che la sua carriera di allenatore da lì in poi ebbe un rapido declino. La sua rivoluzione era partita e sarebbe stata più duratura di quella che aveva in mente di fare il governo del suo Paese&#8230;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Martim Francisco e il calcio brasiliano</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Martim_Francisco_-_1954.jpg" alt="" class="wp-image-4701" width="270" height="360" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Martim_Francisco_-_1954.jpg 273w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Martim_Francisco_-_1954-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /><figcaption>Un primo piano di Martim Francisco</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Forse Arkad&#8217;ev è stato temporalmente il primo, dunque, a utilizzare la difesa a 4. Ma altre nazioni del mondo ci sono arrivate, attraverso strade alternative. In Brasile, ad esempio, si ritiene che il modulo fu inventato da <strong>Martim Francisco</strong>, allenatore del piccolo Vila Nova, squadra di Nova Lima, una cittadina vicina a Belo Horizonte, nel 1951. </p>



<p>Il principio anche in Brasile era lo stesso visto in Unione Sovietica: partendo dal Sistema Francisco arretrò il mediano Lito sulla linea dei difensori, ma per non sguarnire eccessivamente la linea mediana l&#8217;allenatore chiese all&#8217;ala destra Osório di accentrarsi, arretrare e irrobustire il settore nevralgico della manovra.</p>



<p>Era una difesa a 4 ad ogni modo sui generis, in quanto Lito aveva anche il compito in fase di possesso palla di avanzare a centrocampo per fungere da regista arretrato. Ma quella piccola rivoluzione fu la base per edificare dapprima alcune portentose squadre di club (come il Flamengo di <strong>Fleitas Solich</strong>, vincitore di tre campionati carioca consecutivi tra il 1953 e il 1955; e come il San Paolo di <strong>Béla Guttmann</strong> di metà anni &#8217;50) e poi la nazionale di <strong>Vicente Feola </strong>che sconvolse il pianeta e cambiò per sempre i connotati sociali del calcio brasiliano nel Mondiale di Svezia &#8217;58.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="583" height="545" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.14.18-3.png" alt="" data-id="4690" class="wp-image-4690" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.14.18-3.png 583w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.14.18-3-300x280.png 300w" sizes="(max-width: 583px) 100vw, 583px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="571" height="551" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.09.png" alt="" data-id="4691" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.09.png" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4691" class="wp-image-4691" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.09.png 571w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.09-300x289.png 300w" sizes="(max-width: 571px) 100vw, 571px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Le difese a 4 del piccolo Vila Nova e del grande Brasile</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il Grande Torino e la Grande Ungheria</h3>



<p></p>



<p>Sempre negli anni &#8217;40 e nei primi anni &#8217;50 ci sono stati tentativi di modulare le difese a 4 a seconda dei momenti, sfruttando la poliedricità degli interpreti e partendo dalla soluzione del Chapman System. Due esempi sommi sono stati il <strong>Grande Torino</strong> e la <strong>Grande Ungheria</strong>, entrambe plasmate (in un caso direttamente, nell&#8217;altro indirettamente) dalle menti di geniali allenatori ebrei provenienti dalla Mitteleuropa. </p>



<p><strong>Ernő Erbstein</strong>, sfuggito al lager in Ungheria e rientrato in Italia dopo il conflitto, partì dal Chapman System che era già stato studiato per i granata nei primi anni &#8217;40 da <strong>Felice Placido Borel</strong> e andò oltre, creando una formazione tatticamente camaleontica e capace di cambiare sistema di gioco in corsa a seconda dell&#8217;avversario e del momento. A favorirlo, sia la sua formazione mitteleuropea (il calcio danubiano già negli anni &#8217;30 brillava rispetto a tutti gli altri per qualità e quantità di idee innovative e visionarie), sia la presenza nel Toro di giocatori dalla mentalità particolarmente duttile.</p>



<p>In fase di non possesso palla, Erbstein chiedeva sovente al mediano destro, Grezar, di arretrare sulla linea dei tre difensori andando a comporre una sorta di linea a 4 con i terzini Ballarin e Maroso e lo stopper Rigamonti. All&#8217;altro mediano Castigliano, un universale del gioco, invece il compito di scatenare il suo indomito spirito offensivo affiancando nelle volate a tutto campo le due favolose mezzali, Ezio Loik e Valentino Mazzola.</p>



<p>Non dissimile il processo di <strong>Gusztáv Sebes</strong> nell&#8217;Ungheria: a consigliarlo anche in questo caso due santoni di origine ebraica, il solito Guttmann (unico allenatore della storia a vincere la Mitropa Cup, ovvero la Coppa dei Campioni in epoca pre-bellica, all&#8217;Újpest nel 1939; e la Coppa dei Campioni moderna con il Benfica nel 1961 e 1962) e il suo vice <strong>Gyula Mándi</strong>, entrambi facenti parte per un certo periodo del suo staff.</p>



<p>Il principio era simile a quello del Torino, con elementi dotati di clamorose risorse sul piano della fluidità e flessibilità tattica: lo stacanovista Zakariás non di rado di sganciava dalla linea mediana per affiancare in difesa lo stopper Lóránt e i due terzini, l&#8217;incursore Buzánsky a destra e il più classico Lantos a sinistra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="571" height="548" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.17.png" alt="" data-id="4692" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4692" class="wp-image-4692" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.17.png 571w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-09.36.17-300x288.png 300w" sizes="(max-width: 571px) 100vw, 571px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="555" height="539" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-13.22.41.png" alt="" data-id="4711" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-13.22.41.png" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4711" class="wp-image-4711" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-13.22.41.png 555w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-13.22.41-300x291.png 300w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Gli schieramenti iniziali di Grande Torino e Grande Ungheria: Grezar e Zakariás arretrano dalla linea di centrocampo in fase di non possesso componendo una difesa a 4</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Maslov, Ramsey e il passaggio al 4-4-2</h3>



<p></p>



<p>Nel corso degli anni &#8217;50 la difesa a 4, abbinata allo schieramento del 4-2-4, soppiantò gradatamente e in molti Paesi il vecchio Chapman System. <strong>Una delle nazioni più sensibili a questo cambiamento risultò l&#8217;Unione Sovietica</strong>, che poteva già fregiarsi degli insegnamenti di Arkad&#8217;ev. La sua esperienza venne proseguita più che dai tecnici della nazionale <strong>Gavril Kachalin</strong> e <strong>Konsantin Beskov</strong> (assertori del WM), da <strong>Viktor Maslov</strong>, padre putativo di<strong> Valerij Lobanovs&#8217;kyj</strong>, l&#8217;uomo che rese grande la Dinamo Kiev e il calcio sovietico negli anni &#8217;70 e &#8217;80.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/articolo_268.jpg" alt="" class="wp-image-4712" width="282" height="228"/><figcaption>Viktor Maslov</figcaption></figure></div>



<p><strong>Secondo molti storici Maslov fu il primo negli anni &#8217;60 a concepire il 4-4-2</strong>, con le due ali che per mantenere ulteriormente serrate le fila in fase di non possesso agivano di fatto come dei tornanti puri, prendendo spunto dallo Zagallo del Brasile &#8217;58. Oltre che sul 4-4-2 Maslov faceva leva su concetti come pressing, zona e scambio di giocatori a blocchi (della serie tutti possono attaccare e tutti possono difendere). I risultati furono stupefacenti, con 4 campionati sovietici e 6 Coppe nazionali tra Torpedo Mosca e Dinamo Kiev e fasi difensive perfette, che concedevano pochissimo agli attacchi avversari.</p>



<p>A beneficiare delle idee di Maslov proseguendo sulla sua strada non fu solo Lobanovs&#8217;kyj, ma anche un insospettabile allenatore argentino, <strong>Osvaldo Zubeldía</strong>, ideatore dell&#8217;Estudiantes di fine anni &#8217;60 tre volte consecutive campione del Sudamerica. </p>



<p>Che la paternità del 4-4-2 sia di Maslov tuttavia è ancora oggi oggetto di dibattito perché <strong>negli stessi anni di Maslov l&#8217;Inghilterra conquistò il titolo mondiale affidandosi al medesimo modulo</strong>. Allenatore era <strong>Sir Alf Ramsey</strong>. Le due ali, il guizzante e dribblomane Ball e il cerebrale Peters, partivano di fatto in linea con i due centrocampisti centrali, il gladiatorio Nobby Stiles e il faro Bobby Charlton. L&#8217;idea di Ramsey di tenere le due ali inizialmente più bloccate &#8211; scatenando poi Ball sull&#8217;out e consentendo a Peters di dare sostegno e filtro al gioco per vie centrali &#8211; era data appunto dalla presenza di Charlton, una mezzala universale che come Valentino Mazzola e Alfredo Di Stéfano, amava fiondarsi in area e concludere in prima battuta.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="443" height="410" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.35.png" alt="" data-id="4694" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4694" class="wp-image-4694" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.35.png 443w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.35-300x278.png 300w" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="426" height="406" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.30.png" alt="" data-id="4695" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.30.png" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4695" class="wp-image-4695" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.30.png 426w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.22.30-300x286.png 300w" sizes="(max-width: 426px) 100vw, 426px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Esempi del 4-4-2 di Maslov e Ramsey</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Tra 4-2-4 e 4-4-2: l&#8217;esperienza dello Spartak Trnava</h3>



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<p>Ma oltre alle esperienze di Maslov e Ramsey, ne esiste un&#8217;altra meno conosciuta eppure di straordinaria importanza sul piano tattico, quella di <strong>Anton Malatinský, tecnico degli slovacchi dello Spartak Trnava</strong>. Arrivato una prima volta nel club nel 1963, Malatinský venne incarcerato dal regime di Antonín Novotný per aver aiutato dei dissidenti a fuggire. Dopo essere stato scarcerato nella seconda metà degli anni &#8217;60 portò il club in Prima divisione e poi alla vittoria del campionato nel 1968, anno della Primavera di Praga. Sempre nel 1968 Malatinský si dimise, ma sulla scia del suo lavoro il club vinse altri 4 scudetti, diventando la formazione guida del Paese.</p>



<p>Il calcio dello Spartak Trnava poggiava, come quello di matrice sovietica e del <em>resultadismo</em> argentino, su un pressing costante, difesa, ripartenze, movimenti e blocchi scientifici. Alla base un 4-2-4, che all&#8217;occorrenza, vista la polivalenza degli interpreti, poteva mutarsi in un 4-4-2, con le corsie laterali che erano il vero valore aggiunto, trampolino di lancio per ribaltare il fronte del gioco una volta che i giocatori entravano in possesso di palla.</p>



<p><strong>La grande stagione dello Spartak fu il 1968-69</strong> con la squadra che si spinse addirittura fino alle semifinali della Coppa dei Campioni, alla prima partecipazione. Dopo aver eliminato lo Steaua Bucarest, i finlandesi del Lahden Reipas (con un 16-2 complessivo!) e i greci dell&#8217;Aek Atene, si ritrovò clamorosamente al gran ballo delle semifinali con corazzate che rispondevano ai nomi di Ajax Amsterdam, Milan e Manchester United. Clamorosamente per chi non conosceva il 4-2-4/4-4-2 e il calcio partorito dalla mente di Malatinský. </p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.20.52.png" alt="" class="wp-image-4696" width="534" height="512" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.20.52.png 707w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-17-alle-10.20.52-300x288.png 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /><figcaption>Lo Spartak Trnava e le catene laterali per cambiare sistema di gioco in corsa</figcaption></figure></div>



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<p>L&#8217;Ajax di Rinus Michels e dell&#8217;astro nascente Johan Cruijff, rivale sulla strada della finalissima, sembrò mettere una forte ipoteca sul passaggio in finale dopo il rotondo 3-0 dell&#8217;andata. Ma lo Spartak Trnava, superato lo scotto dell&#8217;emozione in Olanda, al ritorno andò vicino a un&#8217;impresa pazzesca.</p>



<p>Con un forcing asfissiante, costrinse l&#8217;Ajax sulla difensiva fin dai primi minuti. Cruijff fu limitato da una gabbia predisposta per l&#8217;occasione da <strong>Ján&nbsp;Hucko</strong>, allievo di Malatinský e suo erede in panchina. <strong>Lo Spartak salì sul 2-0, batté 15 corner contro gli 0 degli olandesi e nel finale andò due volte a un passo dal portare il match ai supplementar</strong>i, con il portiere dell&#8217;Ajax Bals costretto ai miracoli.</p>



<p>In finale ci andò dunque l&#8217;Ajax, poi superato 4-1 dal Milan di Rocco, ma quel giorno Michels imparò qualcosa e forse, memore anche di quell&#8217;esperienza, completò da lì a una manciata di anni il suo progetto visionario basato ovviamente su difesa a 4, pressing furibondo e giocatori che sapevano muoversi in più zone e giocare in più ruoli. Un calcio non così diverso da quello dello Spartak Trnava e in parte dei modelli sovietici. Perché in fondo ogni esperienza culturale e sportiva è il frutto di tanti piccoli tasselli che si incastrano e danno origine a qualcosa di nuovo, anche se è nuovo solo apparentemente.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Spartak Trnava – Ajax Amsterdam 2:0 (24.4.1969)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ibW3-dmwBmE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Il racconto del ritorno della semifinale di Coppa Campioni 1968-1969, quando lo Spartak Trnava andò vicinissimo all&#8217;impresa contro il grande Ajax di Cruijff e Michels</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/04/17/da-boris-arkadev-ad-anton-malatinsky-nascita-ed-evoluzione-della-difesa-a-4.html">Da Boris Arkad&#8217;ev ad Anton Malatinský, nascita ed evoluzione della difesa a 4</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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