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	<title>2006 Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>2006 Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>2006 Finale: Italia-Francia 5-3 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/17/2006-finale-italia-francia-5-3-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 13:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[cannavaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Cannavaro solleva la Coppa del mondo, l&#8217;Italia è regina mondiale per la quarta volta La data 9 luglio è da quasi 19 [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Cannavaro solleva la Coppa del mondo, l&#8217;Italia è regina mondiale per la quarta volta</em></p>



<p class="has-drop-cap">La data 9 luglio è da quasi 19 anni un giorno da segnare in rosso sul calendario. Come tutti sappiamo, nel 2006 la nazionale italiana, guidata da <strong>Marcello Lippi</strong>, saliva per la quarta volta sul tetto del mondo. È stata una gara molto equilibrata, dall’inizio alla fine: nel primo tempo hanno giocato meglio gli Azzurri, più vispi, più in palla, più pronti ad aggredire e ad attaccare. Nella ripresa e nei supplementari il calo fisico dell’Italia e la maggiore brillantezza tecnica degli avversari – <strong>Zidane </strong>ed <strong>Henry </strong>su tutti, ma anche <strong>Ribery </strong>e <strong>Malouda </strong>– ha riequilibrato i meriti, ma senza esagerare. Ai rigori, invece, gli italiani sono stati perfetti (cinque su cinque), i francesi invece no. L’Italia degli anni Novanta era stata eliminata ai calci di rigore per tre mondiali di fila (1990, 1994, 1998), l’inizio del nuovo millennio invece si è rivelato benevolo (2000 e 2006). <strong>David Trezeguet </strong>fu il giustiziere della finale degli Europei a Rotterdam, a Berlino invece ha calciato sulla traversa il suo rigore, un errore che si è poi rivelato decisivo. Il calcio toglie, il calcio dà.</p>



<p><strong>ITALIA-FRANCIA 5-3 dcr (1-1)<br>Marcatori:</strong> pt 7&#8242; Zidane rig. (F), 19&#8242; Materazzi (I).<br><strong>Italia:</strong> Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Gattuso, Pirlo, Camoranesi (st 41&#8242; Del Piero), Perrotta (st 16&#8242; De Rossi), Totti (st 16&#8242; Iaquinta), Toni. Ct: Lippi.<br><strong>Francia:</strong> Barthez, Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal, Vieira (st 9&#8242; Diarra), Makelele, Ribery (pts 10&#8242; Trezeguet), Zidane, Malouda, Henry (sts 1&#8242; Wiltord). Ct: Domenech.<br><strong>Arbitro: </strong>Elizondo (Argentina).<br><strong>Sequenza rigori: </strong>Pirlo (gol), Wiltord (gol), Materazzi (gol), Trezeguet (traversa), De Rossi (gol), Abidal (gol), Del Piero (gol), Sagnol (gol), Grosso (gol).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>7’ GOL FRANCIA</strong> Malouda si incunea in area e si guadagna con furbizia un rigore a causa di un intervento non impeccabile di Materazzi. Zidane dal dischetto calcia con il pallonetto: la palla tocca la traversa e oltrepassa la linea di porta.<br><strong>19’ GOL ITALIA</strong> Arcobaleno di Pirlo dalla bandierina del calcio d’angolo, parabola tagliata perfetta per lo stacco di Materazzi, che sovrasta Vieira e buca Barthez.<br><strong>36’ </strong>Altro calcio d’angolo di Pirlo, Toni stacca bene di testa e colpisce la traversa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="666" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png" alt="" class="wp-image-22799" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-300x195.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-768x499.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou.png 1232w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore calciato da Zidane che batte Buffon</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>2’</strong> Slalom di Henry che si beve mezza difesa italiana, Cannavaro lo tocca quel tanto che basta per mandarlo fuori tempo, il francese calcia debole, Buffon neutralizza.<br><strong>17’</strong> Ancora Toni di testa, in corsa, che raccoglie una punizione di Grosso da sinistra e deposita in rete. Il gol è annullato per fuorigioco.<br><strong>19&#8242;</strong> Altro slalom di Henry, che affronta Cannavaro e tira da posizione angolata, Buffon para.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong><br><strong>9’</strong> diagonale insidiosissimo di Ribery, che sfiora il palo dopo una combinazione con Henry. Brividi.<br><strong>13’ </strong>Cross di Sagnol per Zidane a centro area che stacca di testa con potenza, il riflesso di Buffon è prodigioso e alza la palla sopra la traversa.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare<br>5&#8242; </strong>Zidane tira una testata a Materazzi a palla lontana, forse dopo essere stato provocato, e viene espulso. Inizialmente l&#8217;arbitro non vede, ma poi viene richiamato dal quarto uomo e decide di estrarre il cartellino rosso per il numero 10 dei Bleu, che rovina così una prestazione eccellente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="840" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg" alt="" class="wp-image-22802" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg 840w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-300x171.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gattuso: per lui finale eroica</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE</strong> <strong>ITALIA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GATTUSO 8,5</strong><br>Il centrocampista calabrese, che di battaglie ne ha combattute tante in tutta Europa, disputa la partita della vita nella gara più importante della carriera di un calciatore. Pressa, recupera tonnellate di palloni in ogni modo, corre per tutti per centoventi minuti e in alcuni frangenti è talmente preda della trance agonistica che si permette addirittura il lusso di aprire il gioco, non proprio la sua specialità. Il suo duello con Zinedine Zidane, in un epocale urto tra opposti, è stata una delle cose più belle di questa finale.</p>



<p><strong>Cannavaro 8</strong> Prestazione siderale del capitano azzurro, in linea con quelle fornite durante tutto il mondiale. Domina il gioco aereo, chiude gli spazi, entra in tackle, duella con Ribery e con Henry, anche da terra. Nel corso della sua carriera si è spesso esaltato in trincea, e anche nella finale di Berlino non è da meno. Se proprio devo trovare un neo, il fuoriclasse dell’Arsenal con l’argento vivo addosso sfugge a Fabio una volta, ma fortunatamente c’era un certo Gigi Buffon a vegliare su tutti.</p>



<p><strong>Materazzi 8 </strong>Matrix in stato di grazia. Commette una sola imprecisione, in occasione del generoso rigore concesso dall’arbitro per un presunto fallo di Malouda, poi non sbaglia più nulla: segna un gol di importanza cruciale, trasforma uno dei rigori della serie finale, imposta il gioco con precisione e insieme a Cannavaro non fa passare neanche l’aria. Nel mese più pazzo della sua carriera, Materazzi è uno dei grandi protagonisti del trionfo azzurro.</p>



<p><strong>Buffon 7,5</strong> Il grande portiere è colui che si fa trovare pronto quando meno te lo aspetti. In una partita in cui le occasioni non sono molte, lui ci mette una pezza nei momenti decisivi: chiude su uno scatenato Henry, ma soprattutto compie un miracolo sul colpo di testa di Zidane. Si obietterà che il tiro, per quanto potente, fosse centrale. Vero, ma era improvviso, a distanza ravvicinata e con tutto lo specchio aperto. Questa parata, così come quella su Podolski in semifinale, è rimasta nella storia come una delle più decisive per la vittoria della coppa del mondo.</p>



<p><strong>Pirlo 7</strong> Le sue parabole sono aria fresca: da un suo calcio d’angolo nasce il gol del pareggio, da altri calci piazzati nascono pericoli. Sfiora il palo con un calcio di punizione magistrale, controlla il pallone ed illumina il gioco anche nelle situazioni più complicate, aiuta nel pressing e si esibisce persino in qualche recupero difensivo. Qualche pallone perso di troppo in lanci lunghi velleitari non pregiudica comunque la sua prestazione, che rimane molto positiva. Splendido il rigore che apre la serie vincente.</p>



<p><strong>Camoranesi 6,5</strong> Partita dai due volti: nel primo tempo è molto propositivo sulla fascia insieme a <strong>Zambrotta (voto 6,5)</strong>, difende, si propone, prova a dettare passaggi in profondità e recupera anche palloni preziosi. Nella ripresa cala in picchiata e Malouda da quel lato inizia a spadroneggiare. Lippi lo sostituisce con <strong>DEL PIERO</strong> <strong>(voto 6</strong>: in una mezzora scarsa di gioco, si posiziona a sinistra, ma corre spesso a vuoto e non riesce ad entrare in partita, toccando pochissimi palloni. Il rigore nella serie finale però è impeccabile e gli vale la sufficienza).</p>



<p><strong>Totti 4,5</strong> Il voto è generoso, ma il capitano romanista per un’ora è praticamente assente ingiustificato. Tocca pochi palloni e quasi mai bene. La partita con la Germania lo ha prosciugato di tutte le energie fisiche e mentali, in finale era proprio senza benzina e fuori condizione. Lippi lo richiama in panchina al 61’ per fare posto a De Rossi.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-22804" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La testata di Zidane a Materazzi</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE HENRY 7,5</strong><br>Ha l’argento vivo addosso. Non segna ma appena punta l’uomo sono dolori, le sue serpentine sono una spina nel fianco della retroguardia azzurra, che barcolla, vacilla, ma non crolla. Zambrotta e Grosso ricorderanno ancora questa partita per il mal di testa che ha arrecato loro il fuoriclasse dei Gunners. Persino un gigantesco Cannavaro non ha avuto propriamente vita facile.</p>



<p><strong>Malouda 7 </strong>Una spina nel fianco di Zambrotta e Camoranesi a sinistra, soprattutto nel secondo tempo. Si procura il rigore e a sinistra affonda diverse volte. Fortunatamente per noi non trova mai la giocata decisiva, ma i suoi tagli palla al piede ci impensieriscono non poco.</p>



<p><strong>Ribery 6,5</strong> Il buon Franck può essere ritenuto responsabile del “quasi-decesso” dello scrivente, che dopo quasi diciannove anni non riesce ancora a guardare con serenità quel tiro sporco e beffardo che sfiora il palo alla sinistra di Buffon nei supplementari, dopo uno splendido uno-due con Henry. L’ala francese mostra sprazzi di classe pura ogni volta che ha il pallone tra i piedi, gli manca ancora un po’ di cattiveria e continuità nelle giocate, che sarebbe arrivata molto presto.</p>



<p><strong>Vieira 6</strong> Dopo un grande mondiale, gioca una finale a luci e ombre. Asfissia Totti in marcatura e fa sentire la sua presenza con le lunghe leve e i fasci di muscoli. Si fa sovrastare, però, da Materazzi in cielo in occasione del pareggio azzurro. Esce per infortunio ad inizio secondo tempo, lasciando il posto a Diarra.</p>



<p><strong>Zidane 4</strong> Naturalmente è superfluo sottolineare che questo voto non rispecchia la prestazione in campo. Zizou è stato un giocatore meraviglioso di classe infinita e anche in questa finale ce lo stava dimostrando. Non sbaglia un pallone, gioca tra le linee, suggerisce per i compagni e ubriaca gli avversari a suon di finte come un danzatore, domina la scena, aprendo le danze con un rischioso “cucchiaio” al miglior portiere del mondiale e sfiorando il gol-vittoria di testa nei supplementari. La testata a Materazzi lascia in dieci i suoi e toglie ai francesi una soluzione eccellente dal dischetto. Chiudere una carriera stupenda nel modo più sbagliato possibile è una beffa dal sapore di tragedia antica.</p>



<p></p>



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		<title>2006 Semifinale: Germania-Italia 0-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/11/28/2006-semifinale-germania-italia-0-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[ballack]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il favoloso gol di Del Piero che chiude i giochi Dopo la folle mezz&#8217;ora dell&#8217;Azteca nel 1970, e la sconfinata iconografia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il favoloso gol di Del Piero che chiude i giochi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo la folle mezz&#8217;ora dell&#8217;Azteca nel 1970, e la sconfinata iconografia di Madrid del 1982, la più grande rivalità del calcio europeo per nazionali trova a Dortmund il palcoscenico perfetto per scrivere un nuovo capitolo di storia. A prevalere, ancora una volta, è l&#8217;<strong>Italia</strong>, e lo fa nel modo più dolce possibile nei confronti di una pur valorosa <strong>Germania</strong>: gli <em>Azzurri </em>sbancano infatti uno dei templi del calcio tedesco a supplementari ormai scaduti, dopo aver disputato indubbiamente la miglior prestazione del biennio da ct di <strong>Marcello Lippi</strong>. Al gruppo di <strong>Klinsmann </strong>invece, nonostante l&#8217;enorme rammarico per un&#8217;eliminazione più bruciante che mai, restano ugualmente gli applausi del proprio pubblico, tornato a seguire con passione la <em>Mannschaft</em> dopo diversi anni di grigiore assoluto.</p>



<p></p>



<p><strong>Germania: </strong>Lehmann &#8211; Friedrich, Mertesacker, Metzelder, Lahm &#8211; Schneider (38&#8242; st Odonkor), Ballack, Kehl, Borowski (28&#8242; st Schweinsteiger) &#8211; Podolski, Klose (6&#8242; sts Neuville).<br><strong>Italia: </strong>Buffon &#8211; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso &#8211; Camoranesi (1&#8242; pts Iaquinta), Pirlo, Gattuso, Perrotta (14&#8242; pts Del Piero) &#8211; Totti, Toni (29&#8242; st Gilardino).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-22194" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-1024x480.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-300x141.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020-768x360.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/11/Simone_Perrotta_Italia_Germania_lapresse_2020.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Perrotta in un&#8217;azione di gioco</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>4&#8242; </strong>L&#8217;Italia approccia al meglio la semifinale, ed apre le danze con una punizione potente ma da distanza proibitiva di Totti; la leggera deviazione di Klose non impensierisce Lehmann.<br><strong>15&#8242; </strong>L&#8217;ala sinistra della Germania, Borowski, conscio di non avere chance nel duello sul binario con Zambrotta, si limita a rientrare sul destro e a scodellare palloni velenosi in mezzo all&#8217;area; uno di questi trova Klose, abile a smarcarsi e a servire di prima intenzione l&#8217;inserimento del gemello Podolski, stoppato da una gran chiusura di Cannavaro.<br><strong>16&#8242; </strong>La linea difensiva tedesca rimane spesso molto alta, e per poco Totti non la punisce; il capitano della Roma trova infatti un grande inserimento telepatico del suo compagno di club Perrotta, il cui primo controllo è però infelice, e consente a Lehmann di salvare la baracca in uscita.<br><strong>21&#8242; </strong>Tra i più attivi della Germania c&#8217;è indubbiamente Kehl, che dopo aver chiuso un triangolo con Lahm crossa da sinistra per il mancino al volo di Podolski, che si perde però altissimo sugli spalti del Westfalenstadion.<br><strong>24&#8242; </strong>Una delle armi più letali dell&#8217;Italia di Lippi è indubbiamente costituita dalle palle inattive, grazie al piede vellutato di Pirlo; su una punizione dalla trequarti, il regista del Milan trova lo stacco di Materazzi, la cui spizzata sporca viene deviata sul fondo da Mertesacker.<br><strong>31&#8242; </strong>Bella azione in verticale dell&#8217;Italia sulla fascia sinistra, volta a isolare Grosso in 1vs1 con Schneider; il terzino azzurro lo salta con un tunnel secco, arriva sul fondo e sul suo cross rasoterra ci pensa Metzelder a salvare Lehmann dalle grinfie di Luca Toni.<br><strong>34&#8242; </strong>Clamorosa occasione per la Germania, figlia di un insolito erroraccio di Pirlo in fase di costruzione, e della grande rapidità di Klose, che manda a vuoto Gattuso con una finta e serve Schneider, liberissimo di entrare in area e punire Buffon. Il suo destro, tuttavia, sorvola di poco la traversa.<br><strong>41&#8242; </strong>Altra punizione di Pirlo sulla solita mattonella della trequarti destra; il destinatario questa volta è un Camoranesi lasciato colpevolmente solo dai tedeschi, graziati dal colpo di testa sporco dell&#8217;italo-argentino.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo</strong></p>



<p><strong>5&#8242; </strong>Succede di tutto nel giro di un minuto: una percussione centrale di Klose, parzialmente rallentata dalla morsa Gattuso-Cannavaro, viene arginata definitivamente dalla tempestiva scivolata di Buffon. Recuperata palla, l&#8217;Italia orchestra un grande contropiede ben rifinito da Pirlo e mal concluso da Grosso (in presunto offside), schiantatosi su un&#8217;altra uscita di Lehmann.<br><strong>17&#8242; </strong>Pur raddoppiato da Grosso e Gattuso, Schneider riesce ugualmente a trovare un corridoio per servire Podolski, che riceve spalle alla porta sul lato corto dell&#8217;area piccola; il neo-attaccante del Bayern Monaco è bravissimo a evitare Materazzi in un fazzoletto e a calciare subito in porta, ma il suo sinistro ravvicinato, per quanto potente, è troppo centrale per sorprendere i pugni di Buffon.<br><strong>38&#8242; </strong>I ritmi calano mentre la paura aumenta; persino a uno come Ballack dunque, a 8&#8242; dal termine, trema il piede su un calcio di punizione nella lunetta dell&#8217;area italiana, sorvolata dal tiro sbilenco del capitano tedesco.<br><strong>40&#8242; </strong>L&#8217;ultima occasione dei tempi regolamentari ce l&#8217;ha l&#8217;Italia, ed è una concatenazione di singole specialità della casa: Pirlo verticalizza, Gilardino fa da sponda, Totti scucchiaia e Perrotta si butta dentro, venendo anticipato dal volo d&#8217;angelo di Lehmann (in una dinamica che quasi ricorda lo scontro tra Schumacher e Battiston in un altra semifinale mondiale di 24 anni prima).</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">La grande parata di Buffon su Podolski</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong></p>



<p><strong>1&#8242;</strong> L&#8217;Italia inizia sentire l&#8217;odore del sangue, grazie all&#8217;apporto di un pimpantissimo Gilardino; lanciato in profondità sulla fascia destra, l&#8217;ex punta del Parma si scrolla di dosso Metzelder, evita la chiusura di Ballack all&#8217;interno dell&#8217;area, e, da una posizione ancora più propizia rispetto a Podolski mezz&#8217;ora prima, scheggia la base del palo alla sinistra di un attonito Lehmann.<br><strong>2&#8242; </strong>Un altro legno della stessa porta, nel giro di 60 secondi, torna a vibrare ancora più intensamente; questa volta è Zambrotta, avventatosi su una palla respinta su calcio d&#8217;angolo, a scaricare un destro tremendo sulla traversa, che salva nuovamente la Germania.<br><strong>15&#8242; </strong>Mai beffa fu più vicina: su un contropiede tedesco, nato da un fallo non concesso a Totti al limite dell&#8217;area, il subentrato Odonkor ha tempo e spazio per servire  in mezzo all&#8217;area il solito sgusciante Podolski. Quest&#8217;ultimo tuttavia, non ha l&#8217;incornata di suoi illustri predecessori come Oliver Bierhoff, e non riesce a girare verso la porta il precisissimo cross del compagno.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare</strong></p>



<p><strong>7&#8242; </strong>L&#8217;ultima grande occasione per la Germania perseguiterà a lungo le notti di Podolski, liberato al tiro da Kehl al termine di uno dei rarissimi contropiedi concessi dall&#8217;Italia nell&#8217;intero torneo; sul sinistro al fulmicotone del numero 20, Buffon sfodera una delle mani di richiamo più memorabili della propria sensazionale carriera, salvando il risultato.<br><strong>9&#8242; </strong>Il reparto offensivo degli Azzurri ha ormai cambiato completamente pelle, come testimoniato da quest&#8217;azione avviata da Totti (unico giocatore offensivo rimasto in campo dal primo all&#8217;ultimo minuto) e proseguita dai 3 subentrati Iaquinta, Gilardino e Del Piero; quest&#8217;ultimo, da buona posizione, strozza troppo il destro, abbondantemente a lato.<br><strong>14&#8242; GOL ITALIA </strong>A cambiare per sempre la storia del calcio italiano ci pensa una strana coppia di giocatori: il primo, Andrea Pirlo, è già da anni una stella di valore mondiale, ed è proprio per questo che decide che per una notte a prendersi la gloria dev&#8217;essere qualcun altro. Dopo essersi avventurato in un assurdo esercizio di equilibrismo al limite dell&#8217;area tedesca, su un corner ribattuto, Pirlo trova dunque un filtrante celestiale per Fabio Grosso, il più inatteso dei protagonisti, che con un sinistro a rientrare trafigge Lehmann a un solo minuto dalla fine dei supplementari.<br><strong>15&#8242; GOL ITALIA </strong>Anche al termine di una partita in cui il pallino del gioco lo ha avuto principalmente la squadra di Lippi (coraggiosissimo nel chiudere il match con 4 attaccanti), non può non arrivare anche il raddoppio in transizione, per alimentare ulteriormente lo stantio mito della nostra premiata ditta Catenaccio &amp; Contropiede. L&#8217;azione la conosciamo tutti: Cannavaro si sbrana Mertesacker e Podolski in anticipo, Totti verticalizza con calma ed urgenza al tempo stesso, Gilardino banchetta su quel che rimane di Metzelder, mentre Del Piero scaccia definitivamente i fantasmi della finale di Euro 2000, mettendo la firma su una delle partite più belle mai giocate dalla nostra Nazionale.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Italia - Germania 2-0 - Semifinale Mondiali 2006 - Telecronaca Caressa" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/MbGUeu6cv2M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;assist di Pirlo per il gol di Grosso</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KEHL 6,5: </strong>dopo le innumerevoli polemiche legate alla squalifica di Frings con la prova TV, il suo sostituto si dimostra pienamente all&#8217;altezza di un match di questo calibro. Kehl fornisce infatti il dinamismo necessario per rendere fluida la manovra tedesca, assumendosi a più riprese il ruolo di leader del centrocampo in assenza della miglior versione di Ballack. Si danna l&#8217;anima per limitare il raggio d&#8217;azione di Pirlo, con alterne fortune.</p>



<p><strong>Metzelder 6: </strong>guida con autorità la retroguardia della Germania, esaltandosi in particolar modo nella marcatura su Toni, reso praticamente inoffensivo dal centrale del Borussia Dortmund. Va invece un po&#8217; in affanno nei supplementari dopo l&#8217;ingresso del più mobile Gilardino, che rispetto al vincitore della Scarpa d&#8217;Oro tende a dargli meno punti di riferimento.</p>



<p><strong>Podolski 6: </strong>nemico pubblico n° 1 della retroguardia italiana per la sua capacità di trovare spazi da attaccare, non staziona più di tanto in area di rigore, ed è libero di andare a prendersi il pallone dove vuole, associandosi con Klose e gli altri suoi compagni. Forse risulta più volenteroso e attivo che preciso, anche se di fatto, l&#8217;unico motivo per cui non si iscrive al tabellino dei marcatori è lo stupendo colpo di reni di Buffon nei supplementari.</p>



<p><strong>Klose 5,5: </strong>ci mette poco a capire che con due carcerieri come Cannavaro e Materazzi avrà davvero poche chance negli ultimi 16 metri, e prova dunque a partire da più lontano, togliendo però un po&#8217; di peso specifico all&#8217;attacco tedesco. Svolge ugualmente un buon lavoro di raccordo per quasi un&#8217;ora, prima di essere sopraffatto dalla stanchezza e dai centrali italiani. Si consolerà con la palma di capocannoniere del Mondiale.</p>



<p><strong>Ballack 5: </strong>il totem di questa Germania altresì priva di vere e proprie stelle (a eccezione forse del solo Klose) stecca il big match in maniera alquanto inattesa per un uomo del suo temperamento. Oltre a non garantire sufficiente copertura in mezzo al campo, Ballack non trova alcuna giocata vagamente risolutiva che la squadra si aspetterebbe dal proprio capitano. Getta alle ortiche una grossa occasione, sprecando una ghiottissima punizione dal limite al tramonto dei tempi regolamentari, e accorcia troppo tardi su Grosso in occasione dello 0-1.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE ITALIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE PIRLO 8: </strong>in occasione di ogni trionfo della Nazionale Italiana, l&#8217;opinione pubblica ci tiene sempre a rivangare la solita retorica sulla compattezza difensiva, l&#8217;innata capacità di soffrire e stringere i denti, eccetera eccetera. In questo caso però, l&#8217;Italia ha imposto il proprio calcio in casa della Germania senza il bisogno di barricarsi, presa per mano da un Andrea Pirlo all&#8217;apice delle proprie capacità tecniche e fisiche. Anche in una contesa giocata a tratti a ritmi altissimi, il genio di Flero non perde mai un briciolo di lucidità, disegnando arabeschi raffinatissimi sul terreno di Dortmund. L&#8217;assist per Grosso è la perla più preziosa di un Mondiale giocato da dominatore assoluto.</p>



<p><strong>Cannavaro 8: </strong>fa sinceramente impressione la sicurezza (se non addirittura la spavalderia) con cui si disimpegna in un contesto simile. Il capitano azzurro è uno di quei difensori che sembra trarre sincero godimento da ogni singola chiusura in scivolata, da ogni singolo anticipo, da ogni singolo tiro murato alla mezzapunta avversaria, insomma, da tutto ciò che può servire a far riposare Buffon. Uno dei suoi principali pregi inoltre, è far salire il livello di fiducia e condizione dei propri compagni di reparto grazie alla sua sola presenza, come testimoniato dalla grande prestazione di un Materazzi (7) degno di Nesta. A fare il resto, ci pensa la celebre telecronaca di Fabio Caressa&#8230;</p>



<p> <strong>Buffon 7,5: </strong>questa prova del &#8220;numero 1 dei numeri 1&#8221; conferma l&#8217;assioma secondo cui i portieri di altissimo livello sono quelli che, giocando in squadre solide e abituate a concedere poche occasioni, sanno farsi trovare pronti pur non venendo chiamati in causa con continuità. A differenza di altre partite del Mondiale (vedi Italia-Repubblica Ceca dei gironi), Buffon non si erge a protagonista assoluto del match, ma è una presenza silenziosa e inesorabile, contro cui i tedeschi si infrangono quasi senza colpo ferire. Per chi scrive, il riflesso esibito sul tiro di Podolski è una parata di gran lunga più bella e difficile di quella per disinnescare Zidane a Berlino nella finale contro la Francia, rimasta maggiormente impressa nell&#8217;immaginario collettivo.</p>



<p><strong>Grosso 7: </strong>la sua parabola &#8220;from zero to hero&#8221; è senza dubbio una delle storie più romantiche legate all&#8217;Italia del 2006, ma non deve far passare in secondo piano l&#8217;effettivo valore di Grosso, che al proprio picco è stato un terzino estremamente moderno. Oltre alle doti atletiche di primo livello, il suo lontano passato da trequartista ne ha forgiato un piede mancino molto interessante, che lo rende la principale arma dell&#8217;Italia sulla fascia sinistra, e che gli consente di siglare uno dei gol più iconici dell&#8217;intera storia della Coppa del Mondo.</p>



<p><strong>Gattuso 7: </strong>per alcuni, ancor più di Buffon, Cannavaro e Pirlo, il volto dell&#8217;Italia di Lippi è quello di &#8220;Ringhio&#8221;, che contro una Germania estremamente muscolare, come da tradizione teutonica, ingaggia due ore di braccio di ferro con ogni singolo giocatore della Mannschaft. Anche quando, al tramonto del match, le squadre tendono ad allungarsi per la stanchezza, Gattuso non si sottrae nei raddoppi e nelle scalate, ripulendo palloni ad ogni altezza del campo, ed affidandoli rapidamente alle sapienti cure di Pirlo e Totti.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/11/28/2006-semifinale-germania-italia-0-2.html">2006 Semifinale: Germania-Italia 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:46:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina. Zidane balla tra i brasiliani: prestazione superba del 10 francese Il Mondiale 2006 perde nel giro di due giorni le due superfavorite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/15/2006-quarti-brasile-francia-0-1.html">2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina. Zidane balla tra i brasiliani: prestazione superba del 10 francese</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Mondiale 2006 perde nel giro di due giorni le due superfavorite della vigilia: dopo l&#8217;eliminazione dell&#8217;Argentina ai rigori contro la Germania ospitante, è la volta del Brasile, che proprio come nella finale del &#8217;98 cade sotto i colpi di una Francia sorniona ed ispirata in ogni reparto. Superlativa la prova di <strong>Zidane</strong>, Re Sole di una squadra estremamente compatta ma anche ricca di classe, in continuo crescendo nel corso del torneo. Tra i brasiliani, privi di gioco e condizione fisica, steccano praticamente tutti, <strong>Ronaldinho </strong>e <strong>Kakà </strong>in primis, e l&#8217;addio alla Nazionale di tre totem come <strong>Ronaldo</strong>, <strong>Roberto Carlos </strong>e <strong>Cafu </strong>segna la definitiva chiusura di un&#8217;era ricca di trionfi.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Dida &#8211; Cafu (31&#8242; st Cicinho), Lucio, Juan, Roberto Carlos &#8211; Zé Roberto, Gilberto Silva &#8211; Juninho (18&#8242; st Adriano), Kakà (34&#8242; st Robinho), Ronaldinho &#8211; Ronaldo.</p>



<p><strong>Francia: </strong>Barthez &#8211; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal &#8211; Makélélé, Vieira &#8211; Ribéry (32&#8242; st Govou), Zidane, Malouda (36&#8242; st Wiltord) &#8211; Henry (41&#8242; st Saha).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="809" height="518" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN.jpg" alt="" class="wp-image-21711" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN.jpg 809w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN-300x192.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/10/D9xuZxfXsAEtiAN-768x492.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il gol di Henry</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>5&#8242; </strong>il Brasile approccia al meglio la gara, guadagnandosi un calcio di punizione interessante sul centro-sinistra. Sul traversone di Juninho spunta Juan, tutto solo in area di rigore, che prova a infilare Barthez di tacco al volo, alzando però il pallone sopra la traversa. Il difensore del Bayer Leverkusen era in offside, ma la sua giocata lascia intuire una certa spocchia da parte dei verdeoro.<br><strong>11&#8242; </strong>altra occasione su palla inattiva per la Seleção: il gioco aereo tuttavia non è mai stato il piatto forte di Ronaldo, che impatta male il pallone scodellato in mezzo da Ronaldinho.<br><strong>17&#8242; </strong>il primo intervento vero e proprio di Dida è su un cross sballato ma potenzialmente insidioso di Sagnol, liberato sulla destra da Zidane.<br><strong>28&#8242; </strong>su un traversone scomodo di Malouda, Roberto Carlos è costretto a mettere affannosamente il pallone in angolo; guidata da uno Zidane in grande spolvero, la Francia continua a guadagnare metri.<br><strong>38&#8242; </strong>partita giocata a ritmi bassi, in cui le occasioni migliori arrivano sui calci da fermo: neanche l&#8217;incornata di testa di Malouda riesce però a sbloccare il punteggio.<br><strong>41&#8242; </strong>è sulla fascia sinistra che la Francia tende a sviluppare le manovre più interessanti: servito spalle alla porta da Abidal, Malouda riesce a girarsi in un fazzoletto facendo secco Lucio, e solo l&#8217;intervento provvidenziale di Juan impedisce a Ribéry di avventarsi sul servizio a pelo d&#8217;erba dell&#8217;esterno del Lione.<br><strong>45&#8242; </strong>quando Zidane si accende, il tempo sembra fermarsi: il capitano della Francia parte in contropiede saltando Cafu e Gilberto Silva a centrocampo, e premia l&#8217;inserimento centrale di Vieira, che ha un&#8217;autostrada davanti a sè. Per fermare il molosso juventino, Juan è costretto a stenderlo senza pietà, beccandosi l&#8217;ammonizione che lo estrometterebbe da un&#8217;eventuale semifinale.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong></p>



<p><strong>1&#8242; </strong>l&#8217;intervallo non sembra aver chiarito le idee al Brasile, che rischia grosso sul colpo di testa mandato di poco a lato da Vieira su cross di un ispiratissimo Zizou.<br><strong>8&#8242; </strong>la Francia è totalmente padrona del campo, e sfiora nuovamente il vantaggio: ancora Juan, in scivolata, anticipa Vieira, smarcato in piena area da un geniale colpo di tacco di Henry.<br><strong>9&#8242; </strong>la difesa del Brasile sale bene su una punizione di Malouda, lasciando in fuorigioco Vieira, Gallas e Henry, con quest&#8217;ultimo che infilza inutilmente Dida; poco male, avrà modo di rifarsi molto rapidamente.<br><strong>12&#8242; GOL FRANCIA </strong>Altra punizione per i francesi, questa volta sulla fascia sinistra: il destro di Zidane sul secondo palo pesca un Henry lasciato clamorosamente solo nell&#8217;area piccola, che non ha alcuna difficoltà a impattare col piattone e a portare in avanti i Bleus. L&#8217;atteggiamento della difesa del Brasile, che porta appena 3 uomini a duello con i 5 della Francia, è sinceramente sconcertante: l&#8217;immagine di Roberto Carlos, rimasto immobile a guardare l&#8217;inserimento di Henry, fa rapidamente il giro del mondo.<br><strong>16&#8242; </strong>i campioni del mondo in carica sono ormai completamente in bambola, e la Francia prova ad approfittarne: Ribéry tiene in vita un lancio lungo di Abidal, nasconde il pallone a Lucio per poi sverniciarlo nei pressi della linea di fondo, e il suo cross rasoterra per poco non viene tramutato in autogol da un goffo intervento del solito Juan.<br><strong>25&#8242; </strong>il piano della Francia è ormai chiaro: abbassare il baricentro e ripartire vertiginosamente in contropiede sfruttando la grande lucidità di Henry, lasciato a sbrigarsela da solo contro la difesa sudamericana. Titì è impeccabile nel servire Ribéry, arrivato a chiudere l&#8217;azione dopo 50 metri di corsa, ma un ottima lettura di Dida tiene in piedi il Brasile.<br><strong>36&#8242; </strong>nella fase finale della gara il possesso palla è ad appannaggio quasi esclusivo dei brasiliani, che con l&#8217;ingresso di Robinho per un anonimo Kakà aggiungono più verve al reparto offensivo; è proprio il giovane numero 10 del Real Madrid, servito da una sponda aerea di Ronaldinho, a sprecare una buona occasione, sparando a lato un sinistro sbilenco.<br><strong>40&#8242; </strong>buon break di Zé Roberto, tra i pochissimi nel Brasile a tentare di salvare il salvabile, che libera al tiro Ronaldo smarcatosi sulla trequarti; il mancino ciabattato dell&#8217;ormai ex Fenomeno la dice lunga sulla prestazione offerta dalle stelle verdeoro.<br><strong>42&#8242; </strong>in assenza di idee, il Brasile cerca disperatamente il pareggio che varrebbe i supplementari; raccogliendo una respinta di Barthez su calcio d&#8217;angolo, Lucio sfiora il colpaccio con un destro al volo.<br><strong>44&#8242; </strong>sussulto d&#8217;orgoglio di Ronaldo, che sguscia tra Makélélé e Thuram guadagnandosi una punizione da posizione ghiottissima; il destro di Ronaldinho sprizza veleno da tutti i pori, e lascia di sasso Barthez, ma sorvola la traversa di pochi millimetri.<br><strong>45&#8242; </strong>la Francia ha l&#8217;occasione perfetta per chiudere la faccenda, con l&#8217;ennesimo contropiede orchestrato da Zidane e mal rifinito dal subentrato Saha; sul ribaltamento di fronte ci prova ancora Ronaldo, ben disinnescato da Barthez.<br><strong>46&#8242; </strong>l&#8217;azione prosegue, e per poco non viene finalizzata da Zé Roberto, che prova ad arrivare in spaccata su un cross tesissimo di Cicinho; per il Brasile, l&#8217;obiettivo dichiarato di vincere il secondo Mondiale consecutivo si spegne oltre la linea di fondo.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE JUAN 6,5: </strong>se il punteggio racconta di una sconfitta di misura del Brasile, la verità è ben diversa; i pentacampioni infatti vengono risparmiati da un passivo ben più pesante grazie ai ripetuti salvataggi del centrale del Bayer Leverkusen, che in questo Mondiale si conferma difensore di valore assoluto. Nonostante gli ultra-offensivi verdeoro siano disposti in campo senza un minimo di raziocinio, esponendo la propria retroguardia a un&#8217;infinità di spifferi, Juan mantiene ugualmente la lucidità necessaria in una contesa di così alto livello.<br><strong>Robinho 6: </strong>in appena 11 minuti (più recupero) avuti a disposizione mostra una condizione atletica più frizzante di tutti gli altri attaccanti del Brasile messi insieme, oltre alla consueta sfacciataggine tecnica che da sempre lo contraddistingue. Tra le critiche più feroci rivolte verso Parreira c&#8217;è indubbiamente la pessima gestione del minutaggio di Robinho, partito titolare solo nella platonica gara contro il Giappone ai gironi.<br><strong>Ronaldo 5</strong>: incredibile ma vero, nonostante tutto il ben di Dio a disposizione sulla propria trequarti, il Brasile non riesce praticamente mai ad armare il proprio terminale offensivo. Quest&#8217;ultimo però si muove davvero poco per farsi servire, tant&#8217;è che le sue uniche giocate da segnalare arrivano soltanto nell&#8217;assalto finale degli ultimi 5 minuti. Dell&#8217;extraterrestre di fine anni &#8217;90 è ormai rimasto soltanto il nome.<br><strong>Ronaldinho 4,5: </strong>il suo Mondiale è lo specchio dello scialbo percorso del Brasile: arrivato in Germania con lo status indiscusso di miglior giocatore del pianeta, Dinho chiude il torneo senza mai andare a segno, e soprattutto senza aver tirato fuori dal cilindro neanche un lampo degno della sua fama. Lo scontro a distanza con Zidane è veramente impietoso a favore del francese.<br><strong>Cafu &#8211; Roberto Carlos 4,5: </strong>il passare del tempo si manifesta in maniera davvero impietosa per Cafu (36 anni) e Roberto Carlos (33), giunti entrambi all&#8217;ultimo grande appuntamento in Nazionale con le pile ormai scariche. Il capitano commette numerosi errori di misura, e tra i guizzi di Malouda e Henry fatica a presidiare la propria fascia di competenza. Meno traballante Roberto Carlos, il cui contributo in fase offensiva è però praticamente nullo, e su cui pesa come un macigno la mancata marcatura di Henry in occasione del gol.</p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ZIDANE 8,5: </strong>in tempi recenti si è iniziato a parlare in maniera quasi ossessiva &#8220;aura&#8221; nel mondo del calcio e dello sport in generale, come se alcuni atleti fossero effettivamente avvolti da un alone magico e impercettibile, capace di guidarne le prestazioni. Ebbene, le giocate di Zidane contro il Brasile costituiscono uno dei migliori esempi possibili in materia. Zizou, che ha già annunciato il ritiro al termine della competizione, tocca ogni pallone come se fosse l&#8217;ultimo, mettendo in scena un vero e proprio recital di <em>Zidanismo </em>allo stato puro: sombreri, ruletas, doppi passi, pause, gestione dei tempi, aperture col goniometro, e tanto sacrificio. Paradossalmente la giocata più &#8220;banale&#8221;, se ce n&#8217;è una, è proprio l&#8217;assist su punizione per la rete decisiva. Il pubblico di Francoforte si gode una prestazione semplicemente epocale.<br><strong>Henry 7: </strong>in partite di questo calibro, anche le stelle devono sapersi rimboccare le maniche e accettare di toccare meno palloni del solito, a patto di tramutarli in oro. Henry veste dunque alla perfezione i panni di Re Mida, siglando il più importante dei suoi 51 gol in Nazionale, e offrendo un contributo preziosissimo nel far salire la Francia, allungando al contempo la difesa del Brasile. Nel secondo tempo in particolare, con le due ali ad agire da veri e propri centrocampisti, fa letteralmente reparto da solo.<br><strong>Vieira 7: </strong>prestazione da autentico califfo del centrocampo, è il più in forma della formazione transalpina insieme a Zidane, e pur non andando a segno come nelle partite precedenti contro Togo e Spagna, fa valere tutto il proprio magistero. In coppia con Makélélé (6,5) forma una cerniera di titanio, e i suoi inserimenti creano più di un grattacapo alla traballante difesa brasiliana.<br><strong>Abidal 7: </strong>a quasi 27 anni è il primo grande torneo con la Francia per un giocatore arrivato un po&#8217; tardi ai massimi livelli, ma con la maturità temperamentale di un senatore. Il Brasile sovraccarica le zone centrali proprio per evitare di transitare dalle zolle battute da lui e Sagnol (6,5), non rendendosi praticamente pericoloso negli 1 vs 1 sulle fasce. Dal canto suo, Abidal si muove bene anche nella metà campo avversaria, dando una discreta mano a Malouda sull&#8217;out di sinistra.<br><strong>Ribéry 6,5: </strong>entrato nel giro della Nazionale nell&#8217;immediata vigilia del Mondiale, questo contro il Brasile è appena l&#8217;8° match che disputa con la maglia dei Bleus, e fa presagire ciò che i tifosi del Bayern Monaco avrebbero avuto modo di godersi nel decennio successivo. Domenech lo schiera sulla fascia destra, dove Ribéry può sprigionare la sua incoscienza giovanile, unita a una maturità non da poco per un ventitreenne. Dopo il trampolino di lancio di Germania 2006, è ormai destinato a diventare uno dei volti nuovi del calcio mondiale.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Tutti i tocchi di Zidane nella sfida contro il Brasile</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/15/2006-quarti-brasile-francia-0-1.html">2006 Quarti: Brasile-Francia 0-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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