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	<title>graham taylor Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>graham taylor Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>L’evoluzione del calcio inglese (1980-1990): la decade che cambierà per sempre il calcio di Sua Maestà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Scabar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2023 17:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una brusca svolta a destra anche nel calcio Gli Anni Ottanta sono stati un periodo storico decisivo per le sorti del Regno Unito, in ambito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/02/19/levoluzione-del-calcio-inglese-1980-1990-la-decade-che-cambiera-per-sempre-il-calcio-di-sua-maesta.html">L’evoluzione del calcio inglese (1980-1990): la decade che cambierà per sempre il calcio di Sua Maestà</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Una brusca svolta a destra anche nel calcio</h3>



<p></p>



<p class="has-drop-cap"><strong>Gli Anni Ottanta sono stati un periodo storico decisivo per le sorti del Regno Unito</strong>, in ambito politico e non solo. Si può dire senza essere retorici che la società britannica di oggi sia frutto delle scelte a livello politico ed economico che furono prese in quel decennio grazie alla controversa politica del <strong>tatcherismo </strong>e nel calcio è successa un po’ la stessa cosa. E che sia esistita un’Inghilterra prima di <strong>Margareth Tatcher </strong>ed una dopo ed un calcio inglese prima della <strong>Tragedia dell’Heysel </strong>del <strong>1985 </strong>ed uno dopo.</p>



<p>Così come in politica, lo spostamento a “destra” è stato evidente anche nell’evoluzione del movimento calcistico inglese. La fine del miracoloso <strong>Nottingham Forest</strong> di <strong>Brian Clough </strong>(per altro strenuo oppositore delle politiche antioperaie thatcheriane), l’attenuarsi del ciclo del <strong>Liverpool</strong>, che comunque a livello europeo vince un’altra <strong>Coppa dei Campioni</strong> nel <strong>1981 </strong>dando il bis nel <strong>1984</strong> contro la <strong>Roma</strong>, fanno emergere tutta una serie di squadre che praticano un calcio agli antipodi del <em>passing game</em> sfoggiato negli<strong> Anni Settanta</strong>.</p>



<p>A contribuire a questo brusco cambio di paradigma è anche il cambio ai vertici della F.A. che si concretizza nel <strong>1983 </strong>con l’abbandono del “progressista” <strong>Allen Wade</strong>, l’uomo che dopo il 1966 aveva cresciuto una generazione irripetibile di grandi allenatori inglesi, il quale fu sostituito da <strong>Charles Hughes</strong>, un fanatico della <em>long ball</em> ostile a qualsiasi “contaminazione” del <em>football </em>inglese con quello dei continentali.</p>



<p>Il risultato di questa “sterzata” è visibile anche sul campo e sul palmares del <strong>calcio di Sua Maestà</strong> in queste stagioni. L’ultima squadra “belgiochista” in un certo senso è il <strong>Tottenham </strong>che si aggiudica la <strong>F.A Cup</strong> nel <strong>1980/81</strong> e la<strong> Coppa UEFA </strong>nel <strong>1983/84</strong>, soprattutto la prima edizione vede gli <em><strong>Spurs </strong></em>schierare un centrocampo da favola con i fue argentini <strong>Ardiles </strong>e <strong>Villa </strong>e l’inglese atipico <strong>Glenn Hoddle </strong>(uno dei giocatori più eleganti mai partoriti oltremanica) schierato esterno di fascia destra.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="635" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7-1024x635.jpg" alt="" class="wp-image-13521" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7-1024x635.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7-300x186.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7-768x476.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7-1536x952.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/ossieardiles-lifeinpix-7.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Gli argentini Osvaldo Ardiles e Ricky Villa in posa con l&#8217;F.A. Cup nel 1981</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p> Nel <strong>1981/82</strong> il filotto inglese in <strong>Coppa Campioni </strong>viene proseguito dall’<strong>Aston Villa</strong> che un po’ a sorpresa si aggiudica la coppa dalle grandi orecchie in quanto in campionato, dopo l’inaspettata vittoria dell’anno precedente, lambiva nell’anonimato del centroclassifica. I <em><strong>Villans</strong></em>, nel corso dell’annata, avevano addirittura sostituito il tecnico (fautore del miracolo Villa) <strong>Ron Saunders</strong> con il suo vice <strong>Tony Barton</strong>. Però, nella finalissima disputata al <strong>de Kuip </strong>di <strong>Rotterdam</strong>, l’<strong>Aston Villa</strong> imbriglia il favorito <strong>Bayern </strong>con il suo <strong>4-4-2 </strong>scolastico e quadrato che fa affidamento alla regia del regista <strong>Gordon Cowans</strong> in mezzo e alla fisicità delle due punte <strong>Shaw</strong> e <strong>White</strong>, abilissime nel gioco aereo. Una squadra tipicamente “pane e salame” quindi che in quella storica finale riesce ad imporsi grazie alle grandi parate del portiere di riserva <strong>Nigel Spink</strong>, che nel corso della partita aveva sostituito il titolare <strong>Jimmy Rimmer</strong>.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="741" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/81pncGqyWL._AC_SL1500_-1024x741.jpg" alt="" class="wp-image-13522" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/81pncGqyWL._AC_SL1500_-1024x741.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/81pncGqyWL._AC_SL1500_-300x217.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/81pncGqyWL._AC_SL1500_-768x556.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/81pncGqyWL._AC_SL1500_.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>L&#8217;Aston Villa in posa prima della finalissma di Coppa Campioni contro il Bayern Monaco nel 1982.</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Nella stagione successiva (<strong>1982/83</strong>) l’“attrazione” della<strong> First Division </strong>è la squadra di un grigio sobborgo londinese, <strong>Watford</strong>, che ha come presidente il cantante <strong>Elton John </strong>e manager uno degli allenatori del periodo più originali ed innovativi del periodo, stiamo parlando di <strong>Graham Taylor</strong>. <strong>Taylor</strong>, che ha portato il <strong>Watford </strong>dalla <strong>Fourth Division</strong> ad essere la seconda squadra più forte dell’<strong>Inghilterra</strong> nel giro di sei stagioni, è un convinto fautore della “long ball” e di un gioco verticale e diretto come da tradizione inglese. Ex semisconosciuto calciatore di <strong>Third Division</strong> negli <strong>Anni Sessanta</strong>, <strong>Taylor </strong>dice di ispirarsi a due “santoni” della palla lunga come <strong>Charles Reep</strong>, il padre della <em>match analysys</em> e<strong> Stan Cullis</strong>, grande tecnico del <strong>Wolverhampton </strong>degli <strong>Anni Cinquanta</strong>. Ciò che salta all’occhio del <strong>Watford </strong>è però la sua organizzazione collettiva davvero sofisticata: i giallorossi infatti giocano con i tre reparti sempre cortissimi con le due ali <strong>Barnes</strong> e <strong>Callaghan </strong>che partono quasi allineate con le due punte <strong>Johnson </strong>e <strong>Reilly</strong>. La difesa a quattro è schierata per la prima volta a semicerchio in fase di costruzione con i difensori che hanno il compito di lanciare la palla il più rapidamente possibile verso l’attacco.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/methode_times_prod_web_bin_0a6a1512-d8ee-11e6-b069-6105840fb14c-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-13523" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/methode_times_prod_web_bin_0a6a1512-d8ee-11e6-b069-6105840fb14c-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/methode_times_prod_web_bin_0a6a1512-d8ee-11e6-b069-6105840fb14c-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/methode_times_prod_web_bin_0a6a1512-d8ee-11e6-b069-6105840fb14c-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/methode_times_prod_web_bin_0a6a1512-d8ee-11e6-b069-6105840fb14c.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Graham Taylor ed Elton John, un duo che ha fatto la storia del Watford.</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Nella stagione <strong>1983/84</strong> il <strong>Watford</strong> perde la finale di <strong>F.A. Cup</strong> contro l’<strong>Everton</strong>: la seconda squadra di <strong>Liverpool </strong>a metà degli Anni Ottanta vive un ottimo ciclo, ancora una volta parzialmente oscurato dai successi dei vicini <em>Reds</em>, grazie all’arrivo sulla panchina della leggenda <strong>Howard Kendall</strong>, che ha scelto come sue vice un altro membro della<em> “Holy Thrinity”</em> dei <em>Toffee’s</em> e cioè <strong>Colin Harvey</strong>, che sarà la vera mente tattica dietro ai successi della squadra in maglia blu (<strong>F.A. Cup </strong>nel<strong> 1983/84</strong>, campionato nel <strong>1984/1985</strong> e nel <strong>1986/1987</strong> e<strong> Coppa UEFA </strong>nel <strong>1984/85</strong>). <strong>Harvey </strong>è uno dei primi ad introdurre oltremanica la video analisi delle partite nonché a perfezionare il concetto di pressing, concetto utilizzato dalle squadre inglesi spesso in modo disordinato. L’<strong>Everton </strong>invece è una squadra che, pur giocando un calcio diretto e senza fronzoli, sa attuare una grande fase di pressione a centrocampo con raddoppi costanti di marcature sui portatori avversari. Tutti concetti che staranno alla base del <em>gegenpressing </em>attualmente utilizzato dall’altra squadra di <strong>Liverpool</strong>, i <em>Reds </em>di <strong>Jürgen Klopp</strong>.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="15/05/1985  Everton v Rapid Vienna" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/1oBKT7v1-lQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>La finale di Coppa UEFA del 1985 vinta dall&#8217;Everton sul Rapid Vienna.</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Se in campionato il duo del Mersey <strong>Everton</strong> e <strong>Liverpool</strong> spadroneggia dal <strong>1981 </strong>al <strong>1988,</strong> in <strong>F.A. Cup</strong> come da tradizione l’equilibrio è più accentuato e nelle<strong> stagioni 1986/87 e 1988/89</strong> a spuntarla sono due squadre<em> “bread and butter”</em> come il <strong>Coventry City </strong>e soprattutto il <strong>Wimbledon</strong>, forse la squadra simbolo del calcio inglese di questo periodo, che riescono a sconfiggere due avversari più quotati come il <strong>Tottenham </strong>e il <strong>Liverpool </strong>grazie ad un calcio molto pragmatico ed utilitaristico. Il <strong>Coventry </strong>è una squadra che pratica un gioco con la palla lunga “moderato” e che si basa molto sugli spunti delle due ali <strong>Bennett </strong>e <strong>Pickering</strong>, i due giocatori più importanti della squadra biancazzurra.</p>



<p>La <em>“crazy gang”</em> di <strong>Bobby Gould</strong> invece gioca una <em>“long ball”</em> ad altissima intensità tanto che la squadra del famoso sobborgo “tennistico” londinese divide molto l’opinione pubblica britannica. La squadra gialloblù pratica una specie di catenaccio ad oltranza in salsa inglese: l’organizzazione collettiva lascia a desiderare perché la squadra gioca letteralmente arroccata al limite dell’area, richiamando in estenuanti ripiegamenti difensivi le due punte <strong>Fashanu </strong>e <strong>Gibson</strong>. L’unica cosa sulla quale il <strong>Wimbledon </strong>ha una certa organizzazione sono i calci piazzati, fondamentale in cui la squadra di <strong>Londra</strong> sa rendersi sempre pericolosa grazie alla fisicità di molti suoi giocatori (soprattutto il fallosissimo mediano <strong>Vinnie Jones</strong>).</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="615" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077-1024x615.jpg" alt="" class="wp-image-13524" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077-1024x615.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077-1536x923.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/00BB864E00000578-0-image-a-30_1417725258077.jpg 1908w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il Wimbledon festeggia l&#8217;F.A. Cup nel 1989.</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>La <strong>stagione</strong> <strong>1988/89 </strong>è in un certo senso la fotografia più nitida delle condizioni del calcio inglese di fine Anni Ottanta: l’annata è contraddistinta dalla<strong> tragedia dell’Hillsbrough di Sheffield </strong>del <strong>15 aprile </strong>che porterà il <strong>Governo Tatcher </strong>con il <strong>Rapporto Taylor </strong>a dare la prima grande riorganizzazione degli spazi all’interno degli stadi inglesi con posti a sedere obbligatori e carta d’identità obbligatoria per i tifosi. Inizia qui il processo che porterà il football d’oltremanica a trasformarsi da sport popolare ad una sorta di intrattenimento per borghesi benestanti.</p>



<p>Il campionato è di una mediocrità senza precedenti: il modesto<strong> Arsenal</strong> di<strong> George Graham </strong>e un<strong> Liverpool </strong>a fine ciclo battagliano testa a testa per il titolo fino all’ultima giornata del campionato quando all’<strong>Anfield Road</strong> va in programma lo scontro diretto. Al fatidico giorno il  <strong>Liverpool </strong>è in tal comando con<strong> 76 punti</strong> ed una <strong>differenza reti di +39</strong> (<strong>65 reti fatte </strong>e<strong> 26 subite</strong>), mentre l’<strong>Arsenal</strong> segue a ruota con<strong> 73 punti </strong>ed una differenza reti di <strong>+35 </strong>(<strong>71 reti</strong> fatte e <strong>36 subite</strong>): per vincere il titolo i <em>Gunners </em>devono quindi vincere con almeno due gol di scarto. Questo match non sarà tramandato ai prossimi solamente per aver ispirato il famoso romanzo/film <strong>Febbre a 90°</strong> di <strong>Nick Horby</strong> ma anche per l’inedita strategia tattica utilizzata dai londinesi che sono scesi in campo con un inedito<strong> 3-4-3 </strong>che in fase difensiva si trasforma in un abbottonatissimo <strong>5-4-1</strong>. Grazie anche a questa novità, dopo oltre vent’anni di 4-4-2 tramandato quasi a memoria, l’<strong>Arsenal</strong> riesce a compiere l’impresa vincendo 2-0 grazie al famoso gol di <strong>Thomas </strong>al minuto novantuno della contesa.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="liverpool vs Arsenal 0-2 All Goals &amp; Highlights ( 1989 Title Decider First division )" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/vCCVOu5v2J8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>La sintesi di Liverpool-Arsenal, ultima giornata della First Division 1988/89.</em></figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">L&#8217;evoluzione della Nazionale: dieci anni sulle montagne russe</h3>



<p></p>



<p>Capitolo nazionale: <strong>gli Anni Ottanta sono un periodo di parziale riscatto per la selezione dei Tre Leoni </strong>che però continua a dimostrare di soffrire una certa idiosincrasia per i grandi appuntamenti internazionali. Nel <strong>1982 </strong>gli inglesi tornano a disputare una fase finale dei <strong>campionati del mondo in Spagna</strong>: la selezione di <strong>Ron Greenwood</strong> è molto quotata anche se probabilmente inferiore a molte altre big della rassegna (citiamo alla rinfusa <strong>Italia, Germania, Francia, Argentina</strong> e <strong>Brasile</strong>). <strong>Big Ron</strong> ha inoltre la sfortuna di giungere all’appuntamento con le sue due anziane stelle (<strong>Keegan</strong> e <strong>Brooking</strong>) non in forma dal punto di vista fisico. Nonostante gli inglesi riescano a superare il primo girone in modo abbastanza brillante (spicca il <em>3 a 1</em> in apertura sulla fortissima quanto odiata <strong>Francia</strong>) nella seconda fase la selezione in maglia bianca fa più fatica collezionando due <strong>0-0</strong> (contro <strong>Germania</strong> e <strong>Spagna</strong>) che non le permettono di raggiungere la semifinale.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="631" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/EnKrR4zXYAEBD_J.jpg" alt="" class="wp-image-13525" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/EnKrR4zXYAEBD_J.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/EnKrR4zXYAEBD_J-300x185.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/EnKrR4zXYAEBD_J-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>La rosa della Nazionale inglese in posa per i mondiali del 1982.</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Dopo il tutto sommato buon risultato ai mondiali spagnoli la <em><strong>Football Association</strong></em> decide di dare il benservito a <strong>Greenwood </strong>sostituendolo con quello che allora veniva reputato il miglior tecnico inglese in circolazione: <strong>Bobby Robson</strong>. Abbiamo già visto nella scorsa puntata come <strong>Robson </strong>rappresenti una sorta di “Giano Bifronte” del football britannico, cioè un tecnico pragmatico che con il suo Ipswich ha fatto vedere un calcio che ha saputo ben mixare elementi di novità ad altri più tradizionali. Un tecnico che nel corso della sua lunghissima carriera non è stato ancorato a nessun dogma e che, non a caso, sarà il padre putativo di un altro grande allenatore portoghese che fa della flessibilità il suo marchio di fabbrica: <strong>José Mourinho</strong>.</p>



<p>Curiosamente <strong>Robson</strong>, che non ha mai nascosto di amare un calcio palla a terra (che lui definisce <em>“carpet football”</em>), viene nominato C.T. da <strong>Hughes </strong>che come abbiamo visto, dal punto di vista calcistico era un vero e proprio fanatico del gioco tradizionale del “calcia e corri”. L&#8217;ex tecnico dell&#8217;<strong>Ipswich </strong>non inizia bene la sua avventura da <strong>CT </strong>mancando la qualificazione ad<strong> Euro 1984</strong> a causa della Danimarca di<strong> Sepp Piontek</strong>, un risultato che a posteriori può scagionare il tecnico di <strong>Sacriston </strong>in quanto i danesi si riveleranno una delle squadre più forti e temute del decennio. Ai<strong> mondiali del 1986</strong> l’<strong>Inghilterra</strong> ben figura, nonostante un clima tradizionalmente ostile ai suoi calciatori, e torna&nbsp; a casa solamente perché l’Argentina dispone di uno dei più grandi fuoriclasse della storia del calcio che s’inventa letteralmente i due gol (uno di mano, l’altro scartando mezza Inghilterra) che mandano a casa i Tre Leoni.</p>



<p>Dal punto di vista tattico <strong>Robson</strong> in veste<strong> C.T. dell’Inghilterra </strong>conferma la sua capacità di mediare più istanze calcistiche diverse: conferma il tradizionale 4-4-2 come schema base di gioco anche se in attacco gioca con trame più palla a terra vista la presenza come terminali offensivi di due attaccanti brevilinei come <strong>Gary Lineker</strong> (la stella indiscussa della nazionale) e <strong>Peter Beardsley</strong>.</p>



<p>L’unico grosso neo nell’avventura da commissario tecnico di <strong>Sir Bobby </strong>è il rendimento agli europei del <strong>1988</strong>: l’<strong>Inghilterra </strong>raggiunge sì la fase finale, ma colleziona tre sconfitte in tre partite, di cui una storica e sanguinosissima contro l’<strong>Eire </strong>di <strong>Jack Charlton</strong>, una nazionale che pratica un calcio molto essenziale di stile inglese basato su corsa e lanci lunghi. Dopo l’estate del 1988 <strong>Robson</strong> viene letteralmente preso di mira dai <em>tabloid </em>e dai media britannici che in due anni scatenano contro il CT una vera e propria persecuzione (<em>&#8220;Nel nome di Allah vattene!&#8221;</em> il titolo del <em><strong>Mirror </strong></em>dopo una storica sconfitta contro l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> in un&#8217;amichevole). L’Inghilterra sembra quindi smarrirsi anche sul campo tanto da disputare una qualificazione ai mondiali del 1990 sotto tono con i <em><strong>Three Lions</strong></em> che riescono ad ottenere il pass per<strong> Italia ’90 </strong>solo grazie alle parate del portiere quarantenne <strong>Shilton</strong>, uno dei giocatori più fedeli al C.T.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ireland beat England at Euro 88 | Soccer Republic" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Q2Trnxynh34?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>La storica sconfitta contro l&#8217;Eire ad Euro 1988.</em></figcaption></figure>



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<p>Le <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1990"><strong>Notti Magiche</strong> del <strong>1990</strong></a> sono un’autentica corsa sulle montagne russe per la selezione inglese che esordisce con un deludente <strong>1 a 1 </strong>a <strong>Cagliari </strong>contro la bestia nera <strong>Eire</strong>: ancora una volta il calcio diretto palla lunga e pedalare di <strong>Jack Charlton</strong> riesce a imbrigliare quello più compassato praticato dagli uomini di Robson. In una tempesta di polemiche <strong>Robson</strong>, che ha perso per infortunio il suo capitano nonché omonimo <strong>Brian</strong>, cioè l’architrave del centrocampo inglese, rivolta come un calzino la squadra optando per un inedito <strong>3-4-3</strong> con<strong> Mark Wright </strong>che agisce quasi da libero staccato nella retroguardia a tre. L’Inghilterra pareggia contro l’<strong>Olanda</strong>, batte con un soffertissimo <strong>1-0</strong> l’<strong>Egitto</strong> (gol di <strong>Wright</strong>) e si qualifica agli ottavi di finale tirando un grandissimo sospiro di sollievo.</p>



<p>Nei turni di qualificazione l’<strong>Inghilterra</strong> continua a camminare sul filo del rasoio ma riesce a spuntarla sia contro l&#8217;osticissimo <strong>Belgio </strong>(gol di<strong> Platt</strong> al <strong>119’</strong>) che contro il <strong>Camerun </strong>in rimonta, ancora ai supplementari (rigore decisivo di <strong>Lineker</strong>). In semifinale l’<strong>Inghilterra </strong>affronta la <strong>Germania</strong>, gioca meglio dei tedeschi, riacciuffando con merito un gol su punizione di <strong>Brehme </strong>deviato in gol dalla barriera con una palombella che ha sfidato ogni legge della fisica. Ai rigori però prevalgono i teutonici, futuri campioni del mondo, e l’episodio farà dire a <strong>Lineker </strong>uno degli epitaffi più belli della storia del calcio: <em>“22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince!”</em>. Si chiude così con un quarto posto che tutt’ora rappresenta il miglior traguardo del post 1966 otto anni di gestione <strong>Robson </strong>a fasi alterne. Il successore del futuro Sir Bobby, <strong>Graham Taylor</strong>, voluto fortissimamente da <strong>Charles Hughes</strong> perché molto affine alle sue idee calcistiche, non si rivelerà però all’altezza di gestire una nazionale così prestigiosa ma decadente.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/0_GettyImages-79035599-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-13526" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/0_GettyImages-79035599-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/0_GettyImages-79035599-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/0_GettyImages-79035599-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/02/0_GettyImages-79035599.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>La Nazionale inglese in posa prima del quarto di finale contro il Camerun nel 1990.</em></figcaption></figure></div>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/02/19/levoluzione-del-calcio-inglese-1980-1990-la-decade-che-cambiera-per-sempre-il-calcio-di-sua-maesta.html">L’evoluzione del calcio inglese (1980-1990): la decade che cambierà per sempre il calcio di Sua Maestà</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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